Diversamente opposto: cinque regole d’oro
Viscontessa, 17 aprile 2010Prima di tutto mi è spuntato un brufolo di primavera. Sta lì come niente fosse e non c’è verso di spiegargli che la sua presenza non è affatto gradita. Ho provato a coprirlo con un cerotto ma quello, privato della luce del sole, ha cominciato a lamentarsi e ho dovuto liberarlo. Allora ho tentato di coprirlo con del correttore ma l’effetto è stato a dir poco inquietante e infatti stanotte ho sognato che avevo un grosso brufolo a forma di cazzo tra le tette e ad un certo punto il grosso brufolo a forma di cazzo che avevo tra le tette, ha cominciato ad eruttare pus e sangue e siero e piano piano si è ammosciato e io me ne andavo a spasso tenendo in mano questo uccello smencio che ad un certo punto era diventato bozzoloso come il pisello del mio cane quando vede una cagnetta in calore. O comunque una cagnetta qualsiasi perché lui è di bocca buona e gli basterebbe infilarlo da qualche parte. Almeno una volta.
Mi sono svegliata che non mi sentivo troppo bene. Sono rimasta seduta sul letto per circa dieci minuti a fissarmi le tette e solo quando sono stata sicura che lì nel mezzo non fosse spuntato proprio niente di nuovo, mi sono alzata e mi sono accasciata sul divano di fronte alla tivvu.
La seconda cosa è che la tessera Mediaset Premium con abbonamento gratuito di tre mesi che ho ricevuto in omaggio con la macchina da caffè che ho ricevuto in omaggio con l’aspirapolvere che ho pagato fior di quattrini, è una stronzata, è una cagata pazzesca. Però il caffè è buono.
Ho acceso la tivvu e c’era lo stesso dott. House di ieri sera che diagnosticava la solita lebbra atipica alla solita paziente che poi non so per quale motivo, voleva una crema per il viso. Vedo sempre la fine del solito episodio.
Verso le dieci avevo le idee parecchio confuse e mi sentivo peggio di prima.
La terza cosa che ho fatto è stata quella di accendere il computer perché da qualche parte bisogna pur cominciare e prima o poi riuscirò anche io a linkare una notizia di Repubblica prima che lo abbiano già fatto milioni di internauti su tutti i social network. Per chi ancora non lo sapesse, i social network sono quei luoghi virtuali dove si linkano cose scritte da altri e volendo le si commentano brevemente con tono ora rassegnato, ora indignato, ora sarcastico.
Purtroppo però alle dieci di mattina le notizie migliori sono già state tutte linkate e non mi rimaneva che scegliere tra il sondaggio per sapere se sei una sposa perfetta o la moda di farsi il pedicure con i pesciolini.
Ho scelto il test della sposa perfetta ma non me la sono sentita di linkarlo. Il matrimonio non fa per me. L’ho già detto.
La quarta cosa è stata quella di leggere la posta. Come eventuale sposa faccio schifo ma non sto cercando un marito bensì un lavoro. Quello che però ho trovato non è un lavoro ma una serie di inviti a corsi a pagamento per ritrovare la propria autostima. Che sarebbe come dire “se non lavori la colpa è tua, pagami e ti spiego perché”. Deficienti. Metaforicamente palindromo.
Alle undici ero già inesorabilmente in ritardo e non avevo ancora niente da fare. Così ho cambiato le lenzuola del letto e le ho messe in lavatrice ma poi mi sono ricordata che ho firmato il contratto con l’Enel diversamente Enel. Se ho capito bene dal tizio che mi ha fatto firmare il contratto una mattina presto verso le nove, questa Enel è un Enel che fa concorrenza a se stessa. Una roba da dissociati mentali e ho chiesto al tizio se ad una delle due Enel interessava un corso per ritrovare se stessi. Nella mia casella di posta ci devono essere anche inviti per corsi a pagamento per capire da dove veniamo, dove andiamo ma soprattutto chi stracazzo siamo. Il tizio mi ha detto che chiederà al suo nick name e mi farà sapere. Comunque adesso la lavatrice conviene farla partire dopo le sette di sera e io di solito mi dimentico così la metto prima di andare a letto e mi addormento con il rumore della centrifuga. Dalle sette fino a quando vado a letto, sono la viscontessa e non posso pensare alla lavatrice.
A mezzogiorno sono uscita. Ho parlato di carciofi con un pensionato al mercato, di cani cinesi nudi con una prostituta della mattina e di Emergency con una massaia in fila alle poste. Era proprio una massaia perché me lo ha detto lei io gli detto che ero una disoccupata. Dipende da come vedi il bicchiere.
All’ora di pranzo sono tornata a casa e ho pensato che avere un grosso brufolo a forma di cazzo tra le tette, non è poi una stranezza più strana di altre.
Quinta ed ultima cosa. Vado a letto. C’ho il brufolo stanco. Gli si chiudono gli occhi e domani ho promesso di portarlo ai giardinetti. E non mi sono ancora decisa a trovargli un nome.




