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	<title>...e Viss.e felice e Scontenta &#187; Senza nome</title>
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		<title>Atta a casa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono lavata e vestita. Mi sono truccata. Un velo di crema, un velo di trucco e un velo nello slip. Meglio nello slip che in volto anche se non sono convinta che rifarsi le tette sia meglio che indossare il velo. Ho messo anche un po&#8217; di lacca nei capelli. Tanto per. E adesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono lavata e vestita.<br />
Mi sono truccata.<br />
Un velo di crema, un velo di trucco e un velo nello slip.<br />
Meglio nello slip che in volto anche se non sono convinta che rifarsi le tette sia meglio che indossare il velo.<br />
Ho messo anche un po&#8217; di lacca nei capelli. Tanto per. E adesso stanno incollati in una coda perfetta..<br />
Ho indossato una giacca e ho messo un filo di rossetto chiaro che fa fine e non impegna.<br />
Ho telefonato a mia madre bloccata a casa con il suo piede rotto che ormai non è più rotto ma ci vuole tempo.<br />
Ho telefonato a mia sorella bloccata a casa con la sua gamba gonfia che è sempre più gonfia e forse bisogna incidere.<br />
Mi sono lavata e vestita e ora devo portare fuori il cane, poi devo andare in banca, devo accompagnare mia sorella in ospedale per un esame, devo passare a trovare mia mamma, devo recuperare mia figlia e poi devo tornare a casa.<br />
C&#8217;è da dipingere la ringhiera della scala e da attaccare una tenda poi ci saranno le mie nipoti a dormire e domani c&#8217;è da portarle a scuola, da andare a trovare mio padre in casa di cura e poi ad accompagnare nuovamente mia sorella in ospedale.<br />
C&#8217;è anche da pagare le bollette, da risolvere la situazione a scuola di mia figlia, vittima (in parte colpevole) di una banda di bullette della scuola, ragazzine di tredici anni che intasano facebook con fotografie tutte uguali. Occhi truccatissimi, ciuffo sulla fronte e lingua di fuori. Hanno sempre la lingua di fuori e anche questa dev&#8217;essere emancipazione come dev&#8217;esserlo baciarsi tra ragazze.<br />
Poi c&#8217;è sempre da cucinare, da rifare i letti, da ascoltare chi sta a casa con la gamba per aria e chi torna da fuori e ti racconta la sua giornata.<br />
C&#8217;è sempre qualcosa da fare ma alla fine ti pare di non aver fatto niente.<br />
Soprattutto quando ti chiama la tua banca e ti chiede come mai non è arrivato il bonifico dello stipendio.<br />
Mica ti pagano quando fai la mamma-moglie-figlia-sorella-zia in una parola la “casalinga”!<br />
Dicevamo sull&#8217;emancipazione?</p>
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		<title>Dì ciao con la manina</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 20:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Non amo molto facebook, credo di aver capito come funziona ma non capisco che divertimento ci sia nell&#8217;accumulare amicizie fasulle e nel condividere con loro le proprie informazioni personali tramite format preparati da altri. Probabilmente ho le amicizie sbagliate ma sapere che tizio dedica un pensiero affettuoso a tutti gli amici e lo fa inviando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non amo molto facebook, credo di aver capito come funziona ma non capisco che divertimento ci sia nell&#8217;accumulare amicizie fasulle e nel condividere con loro le proprie informazioni personali tramite format preparati da altri. Probabilmente ho le amicizie sbagliate ma sapere che tizio dedica un pensiero affettuoso a tutti gli amici e lo fa inviando un un cuoricino sorridente, mi pare una cosa davvero stupida.<br />
Stupida perché “spalmare” un pensiero affettuoso è come “spalmare” il paté de fois gras dentro ad un cantuccio di pane toscano e stupida perché  per esprimersi si usa un linguaggio primordiale fatto di figure e di simboli privi di qualsiasi sfumatura.<br />
Qualcuno da qualche parte ha “inventato” l&#8217;ideogramma digitale di un sentimento e lo ha offerto al proprio pubblico per consentirgli di esprimersi senza parlare o, in questo caso, senza scrivere.<br />
Non amo facebook perché ogni giorno ricevo decine di inviti per iscrivermi ai gruppi più diversi e metà dei gruppi ai quali mi viene chiesto di iscrivermi, sono assolutamente in contrasto con le mie idee  (sinteticamente ma chiaramente espresse nel mio profilo) l&#8217;altra metà sono unanimemente condivisibili per cui del tutto inutili. Per questo, quando per esempio sento dai media tradizionali che un gruppo per rivolgere un pensiero addolorato ad Haiti colpita dal terremoto, ha raccolto migliaia di adesioni in poche ore, mi viene amaramente da sorridere. Rivolgere un pensiero addolorato è come rivolgere un pensiero affettuoso, non costa niente ma non serve neanche a niente.<br />
L&#8217;ultimo motivo per il quale non amo facebook, anzi la cosa che maggiormente mi irrita di questo strumento di comunicazione, sono i suggerimenti. E non parlo solo delle amicizie; quello che non posso proprio tollerare è che mi venga suggerito come comportarmi con chi. Come una solerte segretaria, uno scrupoloso insegnante o una mamma alle prese con l&#8217;educazione del proprio pargolo, facebook ti consiglia cosa dire a tizio o caio tanto che oggi mi ha addirittura suggerito di dire “ciao” ad una amico della lista che evidentemente, ultimamente avevo trascurato un po&#8217;.<br />
“amore della mamma, dì ciao alla tua amichetta come ti ho insegnato a fare io”.<br />
E la bimba agita la manina o invia chissà quale simbolo digitale ad una amichetta virtuale. </p>
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		<title>La casetta di marzapane</title>
		<link>http://www.viscontessa.com/2010/01/15/la-casetta-di-marzapane/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 23:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza nome]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 7,30. Apro gli occhi e vedo il muro bianco che si vede dalla finestra con gli infissi bianchi accanto all&#8217;enorme armadio bianco. Mi giro di lato. E&#8217; ancora presto e ieri è stata una giornata impegnativa. Accanto al cassettone sul quale sono accatastati oggetti di ogni tipo, vedo gli enormi buchi nel muro dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ore 7,30.<br />
Apro gli occhi e vedo il muro bianco che si vede dalla finestra con gli infissi bianchi accanto all&#8217;enorme armadio bianco.<br />
Mi giro di lato.<br />
E&#8217; ancora presto e ieri è stata una giornata impegnativa.<br />
Accanto al cassettone sul quale sono accatastati oggetti di ogni tipo, vedo gli enormi buchi nel muro dai quali l&#8217;altro ieri sono cadute le mensole sulle quali avevo riposto alcuni tra gli oggetti che mi sono più cari. Sbriciolata una coppia di lampade a petrolio, decapitata la coppia di negretti in terracotta che avevo acquistato a Milano quindici anni fa, fratturata la mandibola del teschio  proveniente dal manicomio criminale.<br />
Qualcuno in casa cerca qualcosa.<br />
Scivolo dal letto e afferro i pantaloni da lavoro che ho abbandonato per terra insieme ad un paio di calzini che dopo tanti giorni, mi scodinzolano felici appena gli avvicino i miei piedi  mentre il cane è ancora sotto alle coperte e l&#8217;unica cosa che vedo di lui, è il culetto rinsecchito e la coda pelosa.<br />
Potrei dormire ancora un po&#8217; ma alle otto deve arrivare il muratore e prima che arrivi voglio almeno prendere il caffè.<br />
Mentre inciampo in un gatto appollaiato sul mio cappotto nero che giace per terra accanto a qualche vetro rotto e una manciata di tasselli spanati, mi pungo un piede con una vite e chiunque cercasse non ricordo cosa, dal piano di sotto mi urla “lascia fare! Trovato!”.<br />
Vado in bagno, il bagno è l&#8217;unica stanza nella quale mi sento a mio agio. E&#8217; uno schifo di bagno con i sanitari vecchissimi e la seggetta del bagno in plastica colorata con una calcomania di ostriche e perle. Ma è grande ci stanno tutti i miei mobiletti del bagno che quando li avevo comprati mi erano sembrati tanto belli ma che dopo sette anni di cantina, hanno preso la puzza di muffa e si sono persi tutti tassellini per montarvi all&#8217;interno le mensole in vetro. Avevo comprato anche i tassellini per rimontarli ma naturalmente erano della misura sbagliata e allora fanculo ci accatasto la roba dentro.<br />
Mi siedo sul water per fare pipì e penso che probabilmente sto poggiando le mie chiappe su una seggetta sulla quale hanno appoggiato le loro la famiglia di cinesi che viveva prima di noi in questa casa. L&#8217;altro giorno volevo comprare almeno una seggeta nuova ma poi ho comprato una scatola semi professionale per riporre tutti i ti tipi di chiodi e di viti che mi servono per la casa. Tanto dal cessetto dei gatti che costretti in un giardino troppo piccolo hanno ripreso l&#8217;abitudine di pisciare nel loro bagnetto, si alza una puzza terribile di urina di gatto e pensare che solo un metro più in là, sotto agli accappatoi che cazzo sono tutti diversi di tutti i colori diversi, c&#8217;è una confezione nuova di lettiera ma non ho ancora fatto in tempo a cambiarla. Mi alzo dal cesso e vedo il cesto della biancheria sporca che ormai strabocca di indumenti di qualunque tipo e non mi consolo neanche davanti allo specchio perché questo l&#8217;ho attaccato ieri e non mi fido della sua tenuta. Nessun buco nel muro ma i tasselli erano troppo distanti per le placche del mio specchio così ho smontato le placche e le ho allontanate un po&#8217;. Spero di non averle allontanate troppo perché oltre a sorreggere lo specchio nel muro, le placche servivano anche per tenere insieme lo specchio con la cornice.<br />
Dopo mi lavo. Poi mi ricordo che mi sono già lavata ieri anche se non ho fatto in tempo a farmi una doccia, e mi dico che per il momento può bastare.<br />
Ore 7.45.<br />
Scendo le scale ed entro in cucina o almeno di quello che resta della mia bella cucina in noce dopo che il mio “omino” tutto fare, ne ha segata mezza compreso il piano in marmo, per farla entrare dove sta adesso. Per il resto è tutto smontato, e sulla tavola, accanto alle ciotole con gli avanzi dei crocchini dei cani, appoggio la scatola di biscotti e mi siedo un attimo prima di accendere la macchina del caffè. Farsi un caffè con una macchina espresso alla quale sono saltate le guarnizioni non è semplice: devi farlo al momento giusto e girare la tazza perché l&#8217;acqua che esce da ogni parte non finisca dentro alla tazza ma neanche sul mobile che altrimenti si allaga tutto e l&#8217;acqua scende dalle fessure dei piani in marmo che ancora non sono stati siliconati, e va a finire nel cassetto delle posate. Bisogna essere rapidi, decisi e guardinghi. L&#8217;acqua che esce dalla macchinetta mi ricorda la fontana di Barcellona, non sai mai quale spruzzo colorato uscirà da dove. Prendo la tazzina e la ciotola per rincorre l&#8217;acqua di troppo ma la lavastoviglie quasi in mezzo alla cucina, mi impedisce la precisione necessaria e preferisco bermi uno sbroscione di caffè piuttosto che cominciare la giornata rimontando la cucina per asciugare l&#8217;acqua dei cassetti. La lavastoviglie naturalmente non fa una grinza. Da quando si ha smesso di funzionare costringendomi a smontare la balza montata in fondo alla cucina e ad estirparla dalla sua sede naturale, giace in mezzo alla cucina in attesa che l&#8217;”omino” che deve finire di montarmi la cucina, deve appendermi le mensole e i lampadari deve portarmi via un pezzo di armadio che mi è avanzato e riportarmi una poltrona che è a casa di mia mamma, si faccia vivo. Doveva tornare lunedì ma oggi è giovedì e ancora non l&#8217;ho rivisto.<br />
Cazzo mia madre! Si è rotta un piede la settimana scorsa e da quando l&#8217;ho riportata a casa sua lunedì scorso, soffre di attacchi d&#8217;ansia e sicuramente la notte si è alzata per fare pipì, ha battuto la testa e adesso giace immobile da ore sul pavimento ghiacciato della camera. Questa volta magari l&#8217;ambulanza arriva davvero e non come lunedì che dopo l&#8217;ingessatura le hanno detto ci rivediamo tra venti giorni e decidiamo cosa fare. Si ma adesso? Adesso cosa? Adesso come riporto a casa mia madre che sta ad un secondo piano senza ascensore e io sono da sola? Verso l&#8217;una mi sono rivolta ad un infermiera per chiederle se poteva chiamarmi un&#8217;ambulanza. Alle due sbraitavo al telefono con la Misericordia perché non potevano mandarmi un&#8217;ambulanza. Alle due e mezzo, stavo minacciando denunce a tutto l&#8217;ospedale, ad un quarto alle tre minacciavo il portiere del CTO di incatenarmi per protesta al suo gabbiotto se non trovava un modo di rimandare a casa me e mia madre. Alle tre chiamavo i pompieri, alle tre e mezzo piagnucolavo al telefono con la polizia. Dopo dieci minuti me la caricavo in macchina e facevo mia la sua idea di farsi gli scalini seduta ad uno ad uno. Un piano fantastico. Telefono a mia figlia e le intimo di precipitarsi immediatamente a casa della nonna così lei le tiene su la gamba e io da dietro la prendo sotto alle ascelle e la tiro su uno scalino per volta.</p>
<p>Il telefono di casa di mia madre suona inutilmente. Probabilmente è morta. Anzi è sicuramente morta mentre io dormivo beatamente nella mia cuccia per la quale ho scelto lenzuola beige perché non ho tempo di fare il bucato e poi lo scarico della lavatrice da qualche problema e la bastarda non mi centrifuga il bucato che oltretutto non so dove stendere perché il giardinetto è sempre all&#8217;ombra ed è molto umido. Le lenzuola beige durano più a lungo e tra i ramage floreali sul marrone e rosa, non si nota quasi niente. Infatti non ho notato neanche il pezzo di vetro della lampada a petrolio che si è rotta l&#8217;altro giorno cadendo dalla mensola e adesso mi ha ferita leggermente una mano.<br />
Infilo le mani in tasca in cerca del cellulare e ci trovo un pezzo di carta igienica sporco di sangue, una manciata di viti, un accendino, un cacciavite, una punta da 6 per il trapano, due chiodi in acciaio, una penna, un assegno che devo versare in banca, un crocchino che dalle dimensioni direi da gatti, un osso di seppia che volevo mettere al pappagallo ma poi mi sono dimenticata, e finalmente il cellulare.<br />
“pronto”. La sua voce è cavernosa, lenta, esausta ma è ancora viva e forse sono ancora in tempo a salvarle la vita. “come stai?” le urlo nella cornetta del telefono e lei mi risponde “bene, stavo dormendo così bene&#8230;.. ma che vuoi a quest&#8217;ora?”.<br />
Accendo il computer e controllo se internet ha ripreso a funzionare o se oggi dovrò fare anche il piccolo tecnico dei computer per far funzionare questo aggeggio. La linea è ok ma l&#8217;antenna della televisione è stata scardinata dal muro e il lo schermo mi dice che c&#8217;è bassa intensità del digitale.<br />
Allo otto deve arrivare il muratore nell&#8217;attesa porto fuori un sacco della nettezza che giaceva chiuso in giardino da quasi una settimana. Mi era sembrato di vederlo muovere e così ho pensato che fosse il momento di portarlo al cassonetto prima che ci andasse da solo.<br />
Devo fare un sacco di cose. Alle otto il muratore, alle due l&#8217;”omino” tuttofare, alle due e mezzo quelli della caldaia e per il resto del pomeriggio forse posso anche cominciare a mettere seriamente ordine nel cantiere che è diventato questa casa.<br />
Mi cullo su questo pensiero e mi riaddormento sul divano pensando a domenica scorsa passata ad asciugare acqua dal pavimento di cucina perché dopo aver smontato la lavastoviglie non avevo più teflon per sigillare i rubinetti. Questa domenica sarà diversa e potremmo tutti farci una bella doccia, la doccia della domenica che giri per casa in accappatoio fino a quando non ti si congelano che chiappe. Fortunatamente lunedì mattina sono stata alla casa dell&#8217;idraulico e ho comprato tutto quello che mi serviva per poter sigillare il lavandino di cucina e riaprire l&#8217;acqua di casa.  Poi suona il campanello.<br />
Ore 9.<br />
E&#8217; il muratore in ritardo e io speravo proprio di non vederlo perché viene per via di una perdita che sta bagnando il muro della signora dell&#8217;appartamento accanto. Son qui da poco più di una decina di giorni, la casa era stata appena ristrutturata, non può esserci niente di così grave ma il muratore è una figura cattiva, è quello che vedi all&#8217;opera solo quando di spacca le mattonelle, ti sventra la casa e poi ti dice che deve spaccarti un altro pezzo di casa e poi ti dice torno lunedì e tu stai un mese in mezzo ai calcinacci.<br />
Ma io sono ottimista almeno fino a quando non mi dice che deve spaccare le mattonelle del bagnetto e non lo vedo dirigersi sicuro verso il piccolo bagno di servizio. “non apra quella porta!” ma non faccio in tempo a dirlo che il muratore si vede piombare addosso una montagna di scatole di scarpe perché non sapendo dove mettere le scarpe, per adesso le avevo sistemate lì che per adesso si fa con un bagno solo che è pure grande e ci ho anche rimesso lo specchio.<br />
Ore 9.30.<br />
Io e il muratore stiamo ancora spostando scatole di scarpe che finiscono in camera mia alla rinfusa sul pavimento, sul letto, sul gatto e pure sui calcinacci venuti giù dal tentativo fallito di appendere delle mensole. Eppure una l&#8217;ho appesa. Ne ho appesa una dello studio, ci ho messo una giornata intera, ho trapanato il muro che neanche con una mitragliatrice, ho ristuccato il muro, ho allargato i fori delle mensole perché i pali erano un po&#8217; storti, ho cosparso di polvere rossa tutti i libri dello studio, ho sudato come un cinghiale in un bagno turco, ma alla fine della giornata una mensola l&#8217;avevo montata. Guardo il muratore che agguanta le scatole dei miei stivali come fosse un trapano a percussione a punta dodici, e mi dico che nessuno meglio di lui, può appendermi delle mensole in un muro di acqua e farina. Se non altro lui ha la calce e io a comprare la calce non ci sono ancora arrivata.<br />
Ore 10.00.<br />
Lo sapevo che qualcuno oggi sarebbe dovuto morire e visto che non è mia madre si vede che tocca a me. Sento la prima scossa tellurica un attimo dopo che ho lasciato da solo il muratore in bagno e mentre sono ancora lì a domandarmi perché cazzo tengo tutti questi cani e questi gatti in casa se quando arriva il terremoto neanche ti avvisano, ecco che arriva il terremoto quello vero e io ripenso subito alla mia coppia di statue in terracotta alle quali ho tentato di riattaccare la testa con l&#8217;attak e che poi, per non soffrire troppo, ho nascosto tra i libri in attesa che il dolore per la loro perdita mi consenta di scoprire un modo per restaurali come si deve.<br />
Salgo di corsa le scale urlando “bambini miei! La mamma vi vuole bene! Vengo a salvarvi che prima o poi giuro che vi riattacco anche in piedi e vi ricostruisco le dita delle mani con il Das”, quando mi accorgo che il muratore ha spaccato tutto il muro del bagnetto.<br />
Tutto si ferma, cessa il terremoto e il muratore esce dal bagno armato di un attrezzo enorme e cattivissimo in grado di disintegrare qualsiasi muro in pochi minuti.<br />
“mi dispiace” fa con l&#8217;aria di chi è abituato a leggere l&#8217;espressione di terrore sulla faccia della gente. “la perdita non è qui, devo spaccare l&#8217;altro bagno, dentro alla doccia.<br />
Ore 10.30.<br />
Arriva Mary Jane la ragazza filippina che mi da una mano in casa e che parla quasi soltanto inglese e che è la prima volta che viene in casa nuova.<br />
Entra e invece di sorridere e dirmi buongiorno, nella sua faccia si forma una strana espressione di terrore alla quale io rispondo con un ferro da stiro in mano. Fortunatamente c&#8217;è tanta roba da stirare che sta lì nel sottoscala in quella cesta straboccante di roba tra i cenci polverosi, l&#8217;aspirapolvere che si è intasata di calcinacci e una scatola di cavi elettrici per il giorno nel qual giocherò al piccolo elettricista.<br />
Ore 11.30.<br />
L&#8217;unica stanza nella quale non devo attaccare al muro niente è il salotto e decido di cominciare la giornata da lì. Sposto per la centesima volta i quadri poi tento di appendere un piatto antico al muro ma mi cade e si rompe. Frega un cazzo. Ho deciso che oggi frega un cazzo di niente perché io sono paziente e ottimista e tutto andrà bene e tutto si aggiusterà. Soprattutto sei ha appena comprato dieci tipi di collante diverso che visto l&#8217;andazzo era l&#8217;unico tipo di precauzione che potevo prendere.<br />
La casa continua a tremare fino a quando il muratore disarmato mi dice che deve aspettare l&#8217;idraulico così ne approfitto e gli chiedo di appendermi le mensole. Lui storce un po&#8217; il naso ma poi accetta e io mi fiondo fuori a comprare altre dieci mensole che vorrei attaccare nello studio del piano di sopra. Attraverso la città e arrivo al negozio del legno che però è chiuso perché sono già le una e mezzo.<br />
Ore 13.35.<br />
Al piano di sopra Mary Jane stira chiusa in camera di mia figlia.<br />
Mia figlia torna da scuola e ha una fame terribile così si fionda in cucina.<br />
In cucina c&#8217;è l&#8217;omino tutto fare che sta trapando un muro per attaccare un mobiletto e lo sta facendo chiaramente controvoglia così non sposta neanche i piatti puliti che  Mary Jane, dopo averli lavati, aveva riposto, in assenza di mobili, sul top di marmo sopra al quale adesso l&#8217;omino sta in piedi tirando giù calcinacci su ogni cosa.<br />
Nella stanza accanto, nel mio studio, un muratore sconosciuto arrivato qui per caso per spaccare un pezzo di muro, mi ha appena chiesto uno straccio bagnato da appoggiare sull&#8217;enorme attrezzo che ha appena tirato fuori da un&#8217;enorme valigetta e che serve per tagliare una parte della staffa della mensola che pare sia troppo lunga rispetto al buco delle mensola stessa.<br />
Il trapano e il taglia staffe di ferro lavorano contemporaneamente il pupazzo che ride sentendo le vibrazioni, si sganascia dalle risate cadendo in testa al muratore che si spaventa e bestemmia in una lingua sconosciuta mentre il pappagallo momentaneamente parcheggiato in giardino urla come un matto e mia figlia passa sotto al tavolo per raggiungere il frigo dal quale si prende un peperone che va a mangiare in camera sua dove Mary Jane sta minacciando la Madonnina di imparare l&#8217;italiano per insultarla meglio.</p>
<p>A questo punto gli eventi si si susseguono in una progressione indescrivibile.<br />
Alle 17 la situazione è la seguente:<br />
Al piano di sopra: il muratore vistosamente irritato dalla giornata mi sta comunicando che l&#8217;idraulico che finalmente è arrivato, ha sentenziato che bisogna spaccare tutto il bagno.<br />
Mentre tutti e tre insieme ci guardiamo con orrore negli occhi, la moglie del padrone di casa che mentre spostavo cassettate di roba mi raccontava della sua vecchia macchina da cucire, chiama di corsa il muratore perché la soglia in marmo del bagnetto è un po&#8217; scheggiata e bisogna assolutamente cambiarla.<br />
Al piano di sotto: il padrone di casa , aiutato da una amico, sta tentando portarsi via il lavandino di cucina che giaceva in giardino ormai da giorni e per farlo sta tentando di convincere il mio vecchio cane, sordo, un po&#8217; cieco e soprattutto sempre sdraiato nel mezzo, a farsi un po&#8217; più in là per lasciarlo passare. Il pappagallo che all&#8217;improvviso gli ha urlato alle spalle, lo ha già fatto sussultare mentre mentre issava l&#8217;orribile oggetto da portarsi via e adesso che un gatto gli passa di corsa tra le gambe, mi rendo conto che il terrore si sta impossessando di lui. Richiamato da un disperato grido di aiuto, mi precipito al piano di sotto, prendo il cane in braccio (25 chili) e lo porto al piano di sopra dove lo rinchiudo in camera di mia figlia.<br />
L&#8217;”omino” se ne è andato con la lavastoviglie in funzione ma non appena ho riavvicinato il battiscopa alla cucina la lavastoviglie ha smesso di funzionare e il tubo dell&#8217;acqua ha cominciato a perdere.<br />
Mary Jane ormai distrutta dalla giornata si improvvisa arredatrice e fa le prove tappeto di fronte al cassettone dell&#8217;ingresso proprio mentre il padrone di casa passa di corsa con il lavandino gocciolante e il cagnolino spuntato da chissà quale divano gli si fa incontro scodinzolante per salutarlo.</p>
<p>Ore 18.00.<br />
Non ho più una doccia, ho un solo bagno nel quale la terra si è depositata persino sugli spazzolini da denti. Ho una camera nella quale giacciono decine di scatole di scarpe e stivali e un letto invaso di vestiti e di gatti.<br />
Ho un pezzo enorme di armadio che doveva essere portato via e che invece sul tetto della macchina non ci sta e allora son cazzi miei.<br />
Ho la camera di mia figlia con la roba stirata sul letto e lei sdraiata sul letto che chatta con gli amici.<br />
Ho una cucina nuovamente smontata con un lavandino che perde e una lavastoviglie che non funziona.<br />
Ho un salotto nel quale ho appeso un solo piatto antico che si è rotto.<br />
Ho uno studio nel quale adesso ci sono solo tre mensole perché ci sono i tubi di qua e di là e i muri sono di burro e non si possono mettere altre mensole. Ho scatoloni ancora da aprire di libri che restano rannicchiati in un angolo mentre i tappeti provati da Mary Jane si sono accumulati sul divano. Ho calcinacci, pezzi di ferro, chiodi, viti, tasselli, vetri, prolunghe, cacciaviti, trapani, punta 14, punta 12 e punta sei sparsi sul pavimento.<br />
Ho un ingresso nel quale abbiamo messo un tappeto e io mi sono ricordata che non ho mangiato e che ho una fame che mi potrei mangiare un cinghiale.<br />
Ho un vaso molto bello che gira da una stanza all&#8217;altra perché non sono affatto sicura di volerlo mettere su una mensola e se continuo a portarlo a giro, alla fine si rompe pure lui.<br />
Ho un pupazzo che ride con le vibrazioni, il tecnico della caldaia che mi dice che non è potuto venire se va bene uguale per domani alla solita ora e ho tanto tempo libero perché dal primo gennaio sono disoccupata.<br />
Eppure non ho mai lavorato tanto in vita mia.<br />
Domani giocherò a fare l&#8217;elettricista.</p>
<p>Ps non ce la faccio neanche a rileggere.</p>
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		<title>Babbo Natale io voto per te.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 23:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[in salotto]]></category>
		<category><![CDATA[Senza nome]]></category>
		<category><![CDATA[babbo natale]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi piace il Natale perchè a Natale ci sono sempre un sacco di pubblicità di profumi. Mi piacciono le pubblicità dei profumi perchè sono animate da esseri eteri, evanescenti, inconsistenti come un profumo. Esseri incorporei, esseri che ti pare di potergli guardare attraverso. Solo che attraverso di loro non vedi niente, non c&#8217;è niente. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace il Natale perchè a Natale ci sono sempre un sacco di pubblicità di profumi. Mi piacciono le pubblicità dei profumi perchè sono animate da esseri eteri, evanescenti, inconsistenti come un profumo. Esseri incorporei, esseri che ti pare di potergli guardare attraverso. Solo che attraverso di loro non vedi niente, non c&#8217;è niente. Come una sorta di illusione ottica che dovrebbe evocare un odore evanescente come un profumo.<br />
Però a Natale ci dovrebbero essere un sacco di trasmissioni edificanti nelle quali i bambini vestiti da piccoli lord, cantano di fronte alle telecamere e i genitori si commuovono quando il loro piccolo, incalzato dalle domande di Mike, li indica tra il pubblico e le telecamere li inquadrano.<br />
Oppure ci dovrebbero esseri quei filmini nordici tanto carini dove un bambino svedese che vive in lapponia con le renne, trova una mappa dentro al tronco di un albero caduto su una casetta di legno in mezzo al bosco nel quale il bambino si è perso.<br />
E invece Berlusconi è riuscito a rubare il posto anche a Babbo Natale e questo è davvero la cosa più crudele che potesse fare. Si era già preso tutto, si era preso le nostre speranze, i nostri soldi, le nostre illusioni, il nostro buon senso, la nostra pazienza, il nostro futuro e persino quello dei nostri figli, ma Babbo Natale almeno poteva lasciarcelo.<br />
A noi ci piaceva guardare la storia di un orfanello che la notte di Natale si perde in un bosco dove si era perso anche un bambino svedese che aveva trovato una mappa dentro ad un albero caduto su una casetta di legno in mezzo al bosco. Ci piaceva quando l&#8217;orfanello e il bambino svedese scoprivano di essere fratelli gemelli omozigoti separati alla nascita da un intervento che aveva separato i loro piccoli peni. Ci piaceva quando mostrandosi il pistolino si accorgevano di avere  ciascuno una cicatrice compatibile con quella dell&#8217;altro. Ci piaceva quando dopo questa scoperta&#8230;.. Insomma ci piacevano i racconti edificanti di natale e ci piaceva Mike Bongiorno che intervistava una bambina obesa di nome Jessica che di lì a poco avrebbe ballato Flash Dance. Ci piaceva Babbo Natale che ci portava in dono una bella candela profumata e un&#8217;Antonella Clerici o una Milly Carlucci che fanno sangue ai signori più attempati mentre le mogli sono in cucina a preparare il caffè.<br />
Ci piaceva Babbo Natale e invece da ieri non si vede che Berlusconi. Invece di Fabrizio Frizzi che ci porta nella cucina della famiglia Scognamiglio (due genitori, cinque figli, quattro nonni, sedici zii, ventinove nipoti più i fidanzati vari e il vicino tunisino per dimostrare che gli italiani non sono razzisti) adesso c&#8217;è Bonaiuti che ci porta nella camera d&#8217;ospedale di Berlusconi.<br />
Cosa cucinerà la famiglia Scognamiglio per questo Santo Natale, non lo sapremo mai. Eppure alla famiglia Scognamiglio ci eravamo già un po&#8217; affezionati, l&#8217;avevamo conosciuta a Pomeriggio Cinque quando in formazione ridotta (erano solo 35) avevano raccontato ad una Barbara d&#8217;Urso visibilmente commossa, della miracolosa guarigione della figlia Concetta affetta da una rara forma di ragadi anali. La storia aveva avuto un tale successo di pubblico che il giorno dopo Sposini (poco convinto dal tema della punata che avrebbe dovuto mandare in onda quel pomeriggio e intitolata “minorenni: stop al seno rifatto. Ma la chiappa? La si potrà ancora tirare su prima dei 18 anni?”) aveva voluto a tutti i costi la famiglia Scognamiglio in studio anche se la produzione era stata irremovibile sul tema da affrontare nella puntata. Il risultato era stato quello di parlare per tre ore di chiappe miracolate e la bagarre che aveva accompagnato la discussione era stata così accesa che la puntata di Sposini aveva battuto i record d&#8217;ascolto persino del gallinaio pomeridiano della De Filippi.  Ed era stato così che la famiglia Scognamiglio era entrata trionfalmente nel mondo dello spettacolo con il ruolo “famiglia tipo italiana” che guarda caso votava Pdl adorava Berlusconi ed era stata miracolata da Padre Pio.<br />
Natale a casa Scognamiglio. In trepidante attesa di sapere cosa avrebbe preparato per il cenone di Natale la tipica famiglia italiana del sud, avremmo tanto potuto godere della compagnia della tipica famiglia italiana del nord che vota Lega, che va in chiesa tutte le domeniche e che tiene due bravi figli: il maschio che studia economia aziendale, aiuta il padre nell&#8217;azienda di famiglia ed è fidanzato con la figlia del maresciallo dei carabinieri, e la femmina che ha vinto il concorso di bellezza per miss condominio ed è diventata famosa perchè ha dichiarato che da grande vuol farsi suora.<br />
E invece niente. Al posto di Frizzi c&#8217;è Vespa, al posto di Babbo Natale c&#8217;è Napolitano.<br />
L&#8217;unica cosa che invece non manca mai è sempre il miracolo o il miracolato.<br />
Note:<br />
1)vendo souvenir del Duomo di Milano mai usato.<br />
2)Ciao Maroni, se stai spiando anche me digli a Berlusconi che rivogliamo Babbo Natale.</p>
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		<title>Siamo seri</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza nome]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[no berlusconi day]]></category>

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		<description><![CDATA[- Che peccato però! - Cosa? - Che i blog sono finiti, inghiottiti da Facebook e da Berlusconi - Avevano appetito eh! - Chi? - Facebook e Berlusconi - No, non c&#8217;era molta roba. Quello lì per esempio se non si “coagulava” con facebook, mica resisteva come blogger. Sarebbe morto da solo, di morte naturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Che peccato però!<br />
- Cosa?<br />
- Che i blog sono finiti, inghiottiti da Facebook e da Berlusconi<br />
- Avevano appetito eh!<br />
- Chi?<br />
- Facebook e Berlusconi<br />
- No, non c&#8217;era molta roba. Quello lì per esempio se non si “coagulava” con facebook, mica resisteva come blogger. Sarebbe morto da solo, di morte naturale e sarebbe andato in putrefazione. Facebook e Berlusconi si nutrono solo di carne giovane.<br />
- ma di che stai parlando?<br />
- Quello da <a href="http://www.gadlerner.it/">Gad Lerner,</a> lo vedi? È quello là dietro con gli occhiali che  fa parte di quelli che hanno organizzato il <a href="http://www.noberlusconiday.org/">No Berlusconi Day</a>. Lui pensa che la gente si debba coagulare in piazza.<br />
- Dio che schifo!<br />
- Si, anche io non vorrei coagularmi con nessuno.<br />
- Però scusa, ma quelli lì non sono <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/">Giglioli</a> e <a href="http://www.wittgenstein.it/">Sofri</a>?<br />
- Si e allora?<br />
- Loro sono blogger.<br />
- Blogger inghiottiti da Berlusconi. E poi sono anche giornalisti.<br />
- Come sarebbe questa teoria?<br />
- Sarebbe che gli unici blog sopravvissuti alle idee parlano di politica, sono di sinistra e di solito sono gestiti da giornalisti e politici.<br />
- Quindi hai deciso di dedicarti al bricolage?<br />
- Si, pensavo di mettermi a fare babbi natale in pasta di sale, che ne pensi?<br />
- Voglio dire, che te ne frega? Tu continua a scrivere sul tuo blog quel cazzo che ti pare, no?<br />
- Effettivamente l&#8217;idea dei babbi natale in pasta di sale non era un granché. E se mi facessi risucchiare da facebook anche io?<br />
- Ottimo, così se ti succede qualcosa invece di dovermi inventare tutti i motivi per i quali la tua perdita sarà incolmabile, potrò citare il tuo numero di amici su facebook.<br />
- Ma che dici?<br />
- Quelle cose tipo che quando arriva la giornalista contrita di MattinoCinque per ricostruire con me la tua vita straordinaria pur nella sua semplicità, mi sarà sufficiente dire che avevi 179 amici su facebook.<br />
“Viveva in questa casa Viscontessa, con la figlia, il marito – ora distrutti dal dolore – e tutti i suoi adorati animali: tre gatti, tre pappagalli e due cani che adesso attendono fiduciosi il rientro della loro padrona perché loro non sanno che purtroppo la loro padrona non tornerà più. Viscontessa, dopo una dura giornata di lavoro,  rientrava a casa a quest&#8217;ora e si prendeva cura della sua famiglia, della sua casa e naturalmente dei suoi adorati animali. Viscontessa era una donna semplice che amava soprattutto la famiglia e la sua adorata figlia che ora dovrà crescere senza più una mamma che la seguiva a scuola, a tennis e nelle sue prime uscite da sola con gli amici quando prima di uscire, la mamma, gli raccomandava di fare attenzione perché il mondo è pieno di pericoli. Ma adesso sentiamo il marito che ha accettato di rispondere a qualche domanda per farci capire meglio chi fosse davvero Viscontessa” poi si avvicinerà a me e io in lacrime balbetterò “gli volevano tutti bene” la giornalista allora guarderà in studio per capire se deve insistere o se può accontentarsi della mia risposta e poi si rivolgerà ancora a me e mi incalzerà con domande tipo “ma ci parli un po&#8217; di sua moglie, ci racconti che donna era, ci dica cosa ha provato in quel momento” e io risponderò “c&#8217;aveva 179 amici su facebook”. A questo punto la giornalista visibilmente sorpresa ripeterà la cifra guardando in studio e riceverà il segnale che può ringraziare il marito affranto e fiondarsi su facebook a cercare la pagina personale della Viscontessa&#8230;..<br />
- &#8230;&#8230; dalla quale apprenderà che la sottoscritta è fuggita in Bulgaria con l&#8217;acrobata cinese di un circo liberiano promotore su facebook di un sito per la salvaguardia del parco naturale dell&#8217;Uzbekistan.<br />
- E Berlusconi? Non dirmi che in tutto questo Berlusconi non c&#8217;entra niente!<br />
- Vuoi che Berlusconi non abbia in programma un bel viaggio istituzionale dell&#8217;Uzbekistan per incontrare un leader democratico con il quale stringere un&#8217;alleanza economica importante per il nostro paese ?<br />
- Ah già non ci avevo pensato.<br />
- Ecco, vedi perché prima o poi scapperò con l&#8217;acrobata cinese?  &#8230;&#8230;.ma secondo te, gli acrobati cines, ce l&#8217;hanno piccolo?<br />
- Secondo me è l&#8217;ora di andare a dormire.<br />
- Si, si, certo&#8230;.. poi dice che una sogna di fuggire con un acrobata cinese&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Non trovo più la penna rossa, qualcuno la vede?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 15:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza nome]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1369 aligncenter" title="foto salotto" src="http://www.viscontessa.com/wp-content/foto-salotto.jpg" alt="foto salotto" width="480" height="360" /></p>
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		<title>Ciao ciao</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 09:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono in partenza per Londra. Torno tra una settimana. Naturalmente sono in ritardo per cui ciao ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in partenza per Londra.<br />
Torno tra una settimana.<br />
Naturalmente sono in ritardo per cui ciao ciao.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nokia Connecting People</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 20:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza nome]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì mattina, in una fresca giornata di fine estate, ho deciso che era giunta l&#8217;ora di dare degna sepoltura al mio cellulare svampato quasi un anno fa. Al poverino si era rotto il tasto di accensione e l&#8217;unico modo che avevo per accenderlo (quando malauguratamente mi si spegneva) era quello di infilargli un piccolo cacciavite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì mattina, in una fresca giornata di fine estate, ho deciso che era giunta l&#8217;ora di dare degna sepoltura al mio cellulare svampato quasi un anno fa.<br />
Al poverino si era rotto il tasto di accensione e l&#8217;unico modo che avevo per accenderlo (quando malauguratamente mi si spegneva) era quello di infilargli un piccolo cacciavite da ottico nel pancino e solleticarlo fino a quando non riprendeva vita. </p>
<p>Mi presento martedì mattina alla Nokia con il cadaverino in mano.<br />
- deve ripararlo?<br />
- non credo, sei mesi fa ve l&#8217;ho portato in fin di vita e mi avete detto che non valeva la pena rianimarlo, immagino che ora che si è sfasciata -anche la mascherina ne valga ancora meno.<br />
- Mah, non direi, aspetti che chiedo<br />
- Sparisce nel laboratorio<br />
- Guardi se vuole con 40 euro lo rimettiamo in vita<br />
- scusi sei mesi fa mi avete chiesto per la medesima riparazione oltre a 70 euro. Lasciamo fare, ne prendo uno nuovo.<br />
- Ehm, come lo vuole?<br />
Ci avviamo verso la vetrina, mi mostra i vari modelli poi suona il suo telefono. Quando torna dalla telefonata gli confermo il modello di telefono che voglio. Ci avviamo alla cassa e vedo una vetrina dove è esposto un telefono identico a quello che sto per acquistare ma ad prezzo molto inferiore.<br />
- E quello?<br />
- Quello è uguale a quello che ha scelto lei ma è usato<br />
- ma costa molto meno! Usato quanto?<br />
- Sei mesi ed è tutto revisionato, è come nuovo, ma purtroppo l&#8217;ho appena venduto<br />
- la telefonata di prima?<br />
- Già<br />
- Quindi tecnicamente ha venduto quell&#8217;unico cellulare ad un cliente che era dopo di me?<br />
- Ehm, effettivamente&#8230;&#8230; ok, è suo, glielo prendo.</p>
<p>Mercoledì pomeriggio sono nuovamente alla Nokia<br />
- salve, si ricorda di me? Ho acquistato questo cellulare ieri ma la batteria è già scarica. L&#8217;ho caricato tutta la notte e oggi pomeriggio era già scarico.<br />
- mi dispiace, le cambiamo la batteria.<br />
Sparisce nel laboratorio e torna poco dopo<br />
- Questa dovrebbe andar bene,  aspetti che la proviamo.<br />
Proviamo la pila, accende il telefono, la pila è carica a metà e funziona.<br />
- Mi raccomando questa pila è nuova la faccia scaricare completamente e poi lo tenga in carica una notte intera.</p>
<p>Giovedì mattina alla Nokia<br />
- Oddio! Ancora lei, che succede?<br />
- Oddio dovrei dirlo io! succede che la pila si è completamente scaricata e&#8230;.. vabbè, ma il problema grosso è che non si ricarica.<br />
Sparisce nel laboratorio.<br />
- beh effettivamente non carica, probabilmente perchè questa pila non è proprio la sua, guardi facciamo una cosa gliene do una nuova ancora nella confezione e proprio per questo telefono. Mi raccomando&#8230;.<br />
- Si lo so già, la faccio scaricare e poi la ricarico e bla bla bla</p>
<p>Lunedì mattina<br />
- Che è successo?<br />
- Niente, sentivo la vostra mancanza<br />
- perchè non ci credo?<br />
- Forse perchè ho in mano il cellulare NUOVO?<br />
- Che è successo?<br />
- E&#8217; successo che il cellulare è SCARICO! L&#8217;ho caricato due notti intere ma la carica non regge più di sei ore e senza telefonare!<br />
- Beh allora va mandato all&#8217;assistenza&#8230;.<br />
- Assistenza? Hai presente quella cosa dei sette giorni per il diritto di recesso? Oggi è solo il sesto giorno anche se ultimamente ho visto più te in una settimana che mio marito nell&#8217;ultimo anno. Guarda, facciamo che me lo cambi.<br />
- Ehm&#8230; va bene ok, lo vuoi uguale?<br />
- No, ne voglio uno nuovo che costi come questo usato.<br />
Torniamo alla vetrinetta, solita tiritera sulla funzioni, ne scelgo uno che costa dieci euro meno di quello precedente.<br />
- Allora siamo a posto?<br />
- Veramente dovrei avere dieci euro<br />
- Ti posso fare un buono<br />
- Lo fai per farmi tornare?<br />
- oddio no, cioè&#8230;.<br />
- Ok, facciamo così, dammi il cavetto usb per collegarlo<br />
- Ehm, ma veramente quel cavetto costa 25 euro&#8230;<br />
- 25 euro? Cazzo, vabbè io direi che puoi darmelo per 10, NON CREDI????<br />
- Ok, ok&#8230;. eccolo e&#8230;&#8230; speriamo di non vederci più o almeno non qui o insomma non per questo telefono o&#8230;..<br />
- ok, ok, ho capito.</p>
<p> Stamattina martedì alle ore 9.30<br />
- ARGH!<br />
- No, dai non fare così, prendiamola con filosofia&#8230;.. non si dice così?<br />
- ehm&#8230;. si&#8230;. cioè&#8230;.. dici?<br />
- ma si dai, che vuoi che sia, io qui ci vengo volentieri e poi non ho nulla da fare, il traffico, il lavoro, il tempo&#8230;.. CAZZO!<br />
- C-c-che s-s-s-succede?<br />
- SUCCEDE CHE MI AVETE DATO IL CAVO USB SBAGLIATO! QUESTO CAZZO DI TELEFONO HA BISOGNO DI UN CAVO USB SPECIALE, E IO HO TUTTI I DATI NEL PICCI E NON POSSO PASSARLI SUL TELEFONO!<br />
- Prende il telefono e sparisce nel laboratorio.<br />
- Ehm si, effettivamente questo cellulare ha bisogno di un cavo speciale che costa&#8230;. no va bene non importa, aspetta che lo prend&#8230;&#8230; oddio, non ne abbiamo p-p-più&#8230;.<br />
- Qual&#8217;è il problema? Il telefono è vuoto, è nuovo, l&#8217;ho comprato ieri&#8230;. vuol dire che lo cambio, che ne dici?<br />
- Ehm no, aspetta, dammi cinque minuti e ti trovo quello stracazzo di cavo a costo di farlo personalmente con le mie mani!<br />
- sapevo che avremmo trovato un accordo.</p>
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		<item>
		<title>Ci si</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 22:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza nome]]></category>

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		<description><![CDATA[Che fai, leggi? Leggo anche io. Lui legge i Promessi Sposi e lei il Kamasutra. Finemente rilegati. Io su questa pubblicità mollo, mi sono sorbita la raccolta dei Santini da collezionare, il rosario di Padre Pio, Pittura facile, Minerali dal mondo, costruisci il tuo orologio a cucù e crea da sola i tuoi lavori a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che fai, leggi?<br />
Leggo anche io.<br />
Lui legge i Promessi Sposi e lei il Kamasutra. Finemente rilegati.<br />
Io su questa pubblicità mollo, mi sono sorbita la raccolta dei Santini da collezionare, il rosario di Padre Pio, Pittura facile, Minerali dal mondo, costruisci il tuo orologio a cucù e crea da sola i tuoi lavori a maglia.<br />
Vado.<br />
Un settimana.<br />
Non finitemi i santini.</p>
]]></content:encoded>
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