Viscontessa, 16 Aprile 2008
E così da oggi non servo più a nessuno.
Non che sia mai servita a molto ma fino ad oggi mi ero illusa di servire almeno a rappresentare in piccola parte, almeno nel mio piccolo, quell’ideale, quel concetto di bene che pensavo fosse universalmente riconosciuto anche se non da tutti condiviso.
Non è vero che il bene o il male assoluto non esistono, siamo noi esseri umani che non riusciamo quasi mai a perseguirli fino in fondo tanto da renderli due concetti così sbiaditi e talvolta intercambiabili, ma il bene, se ci sforziamo di non umanizzarlo, esiste eccome e ognuno di noi in cuor suo, sa sempre esattamente dove sta.
Per questo fino ad oggi mi sentivo dalla parte del giusto, dalla parte di coloro che lottano per far emergere quel bene sotterrato da coltri di ipocrisia, di egoismo e di paura e non perchè io sia immune dalle umane debolezze ma perchè il riconoscerle come tali è l’unico modo per superarle.
Il bene esiste, o almeno esisteva fino ad oggi, e non aveva bisogno di essere rappresentato da una falce e martello, da un’ideologia politica e neanche da una fede religiosa per quanto proprio grazie al fondatore del cristianesimo lo si poteva definire con due semplici concetti come ama il tuo prossimo come te stesso e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, tuttavia la sinistra, in qualsiasi contesto sociale e politico si sia sviluppata, aveva sempre rappresentato quell’ideale di giustizia sociale che è appunto il bene. Che poi la storia ci abbia insegnato che le modalità con le quali si è cercato di raggiungerlo siano state spaventose come quelle di chi ha sempre rinnegato l’eguaglianza tra gli uomini, è un altro discorso e riguarda semmai la difficoltà degli esseri umani di superare le proprie debolezze, ma il bene non poteva e non doveva essere un concetto da mettere in discussione.
Non lo abbiamo messo in discussione nonostante per secoli la Chiesa Cattolica che ne aveva monopolizzato il concetto, si fosse macchiata delle peggiori nefandezze e non dovevamo permettere che fosse messo in discussione adesso perchè era l’unico valore che ci restava da condividere.
Abbiamo lasciato in questi mesi che personaggi come Ferrara lo strumentalizzassero per soddisfare il proprio ego costringendoci, in un gioco al massacro del più debole, a difendere la nostra libertà di abortire per difenderci a nostra volta dagli uomini. Lo abbiamo sacrificato votando per chi ci aveva promesso soltanto di riconoscerlo ancora come tale senza tuttavia impegnarsi a fare niente per raggiungerlo, abbiamo tentato di rappresentarlo mettendoci in vetrina come icone di quelle ingiustizie sociali che non riconoscono alle donne alcun potere e lo abbiamo smussato, aggiustato, ridimensionato, rivisitato e rimodellato nella speranza che una versione edulcorata del bene potesse ancora salvarsi dalla deriva nel quale è finito.
E forse è questo che abbiamo sbagliato, mentre noi cercavamo di smascherare l’avversario per dimostrare che non fa il nostro bene ma soltanto il suo, l’avversario ha ribaltato il concetto di bene che non si trasmette più agli individui tramite il contesto nel quale vivono ma si trasmette al contesto nel quale vivono tramite il proprio personalissimo ed egoistico bene. Per chi ce la fa, per gli altri pace.
Fammi godere baby che dopo ti faccio un regalino.
E così da oggi non servo più a nessuno.
In un paese dove tutto si può comprare, persino il concetto di bene, come contribuente non valgo niente. E per quella cultura della velina che evidentemente invece piace tanto anche alle donne non servo a niente nè come donna da piacere onanistico né come femmina da riproduzione.
E infine, ora che la sinistra non ha più bisogno neanche del mio voto, non servo più né per difendere le sue idee e neanche per diffondere le mie.
Sono due giorni che sento e vedo parlare solo uomini, solo politici, solo giornalisti, solo opinionisti e volendo solo blogger. Pensate, per esempio, che a qualcuno interessi leggere questo post?
Non oggi, non adesso, non in questo momento che ci sono cose più importanti di cui parlare.
aborto, berlusconi, donne, elezioni, giuliano ferrara, politica, religione, sinistra, veltroni | 13 commenti »
Viscontessa, 12 Marzo 2008
- Mi porti fuori? Sono giorni che non usciamo di casa.
- No, non ho voglia
- Uffa però, io mi annoio
- Allora vattene
- Come vattene? Sono appena nato e già mi vuoi abbandonare?
- Fosse stato per me potevi anche evitare di venire al mondo.
- Assassina!
- Guarda che sei solo un brufolo mica un embrione.
- E che significa? Sono un ammasso di cellule e carne e sangue e altre cose…..
- Si vabbè, meglio che lasciamo fare
- Come lasciamo fare? Se non mi porti fuori almeno fai due chiacchiere con me
- Non ho niente da dirti, mi fai schifo e basta.
- Ti faccio schifo? Ma sono sangue del tuo sangue, carne della tua carne e potenzialmente una malattia virale.
- Non vale, il tuo DNA è identico al mio. Devi trovare un’altra scusa.
- Dici che è una questione di DNA?
- Non solo, non ti illudere, deve essere DNA umano perchè gli animali non contano.
- Ma i virus non sono animali.
- Ma neanche persone. Potresti avere chance se fossi una malattia genetica ma ormai è troppo tardi.
- Per quello avrei dovuto avere dei cromosomi da mischiare come un mazzo di carte.
- Appunto, è troppo tardi, sei solo un brufolo e non conti niente.
- Però io mi annoio.
- I brufoli non si annoiano.
- Questo lo dici tu! Cosa ne sai dei progressi della scienza? Magari tra qualche anno si scopre che i brufoli sono i responsabili del vostro desiderio di noccioline, e cambia tutto.
- Quelli sono i “geni”
- Cosa vorresti dire che io sono scemo?
- Non quei “geni” e comunque si, tu sei scemo.
- Vabbè anche voi donne fino a poco tempo fa non avevate l’anima.
- Che c’entra adesso? Stiamo parlando di scienza non di religione
- E la scienza cosa stabilisce circa la definizione di “persona”?
- Le persone sono gli esseri umani, semplice.
- Quindi per la scienza un embrione è una “persona”
- Non fare il furbo con me, alla scienza non frega niente della definizione di “persona”
- Mi annoio, mi porti fuori?
- Ti ho detto di no.
- Dì la verità ti vergogni di me.
- Effettivamente sei proprio brutto.
- Razzista! Tu vorresti un mondo perfetto, tutti alti, belli, biondi e senza brufoli.
- Mi basterebbe un mondo senza brufoli.
- Lo dici adesso ma poi non ti accontenteresti e dopo aver eliminato noi brufoli ti verrebbe voglia di eliminare anche i tumori.
- Svegliati, sono decenni che l’uomo sta cercando di eliminare i tumori, potendo non sarebbe meglio evitarli?
- Quanta cattiveria nei confronti delle malattie meno fortunate di me! Fosse per te non esisterebbe neanche la sindrome di Down!
- Che palle con questa sindrome di down, ma è mai possibile che quando si parla di disabili esistano solo loro?
- Se ti sentono te ne accorgi!
- Senti guarda non ti ci mettere pure tu, quello che voglio dire è che quando si vuol trasmettere un messaggio positivo di disabilità, si parla sempre della sindrome di down.
- Vebbè certo, gli affetti da questa sindrome sono quasi sempre felici, fanno tenerezza, e spesso riescono anche ad integrasi abbastanza bene nella società.
- Si appunto, prova a chiedere a qualcuno affetto da spina bifida come se la passa.
- Guarda che il mondo è pieno di persone affette anche da gravi handicap che vivono serenamente!
- Certo, ma prova a chiedergli se potendo rinascere vorrebbero rinascere così.
- E quindi tu vorresti ammazzarli prima di farli nascere?
- Se anche solo mi sfiorasse l’idea di ammazzare qualcuno ti avrei già fatto fuori da pezzo.
- Mi fai paura.
- E tu mi fai schifo.
- Mi annoio, mi porti fuori?
- Ti ho detto di no.
- Uffa, e poi non è neanche colpa mia se sono venuto al mondo, te lo l’ho chiesto io? No, eppure lo sapevi che a fare certe cose si corre il rischio che nascano i brufoli.
- Che vuoi dire? Io faccio di tutto per evitarli
- Proprio di tutto non direi, per essere sicura al cento per cento la cosa migliore sarebbe l’astinenza.
- E secondo te io non dovrei mangiare?
- E’ l’unico sistema che da risultati certi.
- Si, compresa la morte.
- Si chiama estinzione
- Cosa?
- Quando una comunità pratica l’astensione finisce per estinguersi
- Ma stiamo parlando di me non di una comunità, e di cibo non di sesso.
- Mangiare è un bisogno primario che l’individuo deve soddisfare per garantirsi la sopravvivenza, accoppiarsi è un bisogno primario che l’individuo deve soddisfare per garantire la sopravvivenza della specie. La natura se ne sbatte i coglioni di lui e della sua comunità, quando non ci sono più loro, avanti il prossimo. La vita è sempre in agguato.
- Ci mancava solo il brufolo filosofo. Andiamo che ti porto fuori.
- Che bello! Allora usciamo?
- Si ma a te ti copro.
- Come mi copri?
- Senti, là fuori la vita è molto più semplice senza brufoli.
- Ma come ti permetti? dovresti vergognarti anche solo di pensarlo. Dovresti accettarmi per quello che sono invece di cercare di nascondermi.
- Se non ti accettassi non sarei qui a ragionare con un brufolo, non credi?
- Anche questo è vero ma allora perchè vuoi fare come quei genitori inglesi che vogliono operare la figlia down per nascondere i tratti somatici della sindrome?
- Caro mio, ma tu davvero credi che lì fuori ci sia un mondo pronto ad accettare le diversità, credi davvero che a qualcuno importi della vita umana in quanto tale o pensi veramente che tutti gli individui abbiano diritto alla stessa dignità?
- No, ma proprio per questo bisogna lottare perchè ciò avvenga!
- Si certo, ma se non vogliamo starcene qui a lottare fra me e te, prima di tutto dobbiamo trovare il modo di farci accettare dove ci sia un po’ più di pubblico che ci ascolti. E ora copriti che usciamo.
- Allora mi tieni così come sono?
- Avrei dovuto eliminarti subito, ormai mi sono quasi affezionata
- E io ti voglio quasi bene
- Se non la smetti quasi quasi ti schiaccio.
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