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	<title>...e Viss.e felice e Scontenta &#187; lo studio</title>
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		<title>passi da gigante</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 11:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccomi qua, sono tornata perché mi sono venute in mente altre due cose e dovevo fissarle da qualche parte prima di potermi dedicare ad altro. La prima cosa riguarda il linguaggio. Molti anni fa, così tanti che “bastardo” lo si sentiva dire solo nei telefilm americani, dormivo con un amico nella capitaneria di porto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qua, sono tornata perché mi sono venute in mente altre due cose e dovevo fissarle da qualche parte prima di potermi dedicare ad altro.<br />
La prima cosa riguarda il linguaggio. Molti anni fa, così tanti che “bastardo” lo si sentiva dire solo nei telefilm americani, dormivo con un amico nella capitaneria di porto di un posto molto figo che adesso non ricordo. Ad un certo punto si guardava la televisione e si cominciò a fare gli scemi come lo fai quando sei molto giovane e ogni notte ha un sapore diverso. Facevamo gli scemi come quando scopri che il tuo amico si è fumato l&#8217;ultima sigaretta o si è mangiato l&#8217;ultimo Magnum Imperiale con granella di cortigiane e gocce di sangue plebeo del Madagascar. Così scemi che quando me ne accorsi in quegli anni si sarebbe detto “stronzo” e invece a me venne in mente questo flash dei telefilm americani e gli dissi “bastardo”. L&#8217;effetto fu strepitoso per cui presi quel “bastardo” e lo misi nella mia saccoccia lessicale convinta che avrebbe funzionato per sempre.<br />
E&#8217; il “per sempre” della giovinezza che ti frega. Quando sei giovane pensi di dover fissare immediatamente i tuoi “per sempre” e non ti sfiora neanche il dubbio che per sempre non sarai neanche tu. Comunque sia “bastardo” è durato tanto anche se non abbastanza da regalarmi sufficienti soddisfazioni.<br />
“Festoso”, per dire, è un ottimo termine. Non l&#8217;ho inventato io ma sono anni che posso permettermi il lusso si sfoderarlo con disinvoltura. E funziona, “festoso” piace, strappa un sorriso e talvolta viene persino inserito nel lessico personale dei più sofisticati.<br />
Ma sto divagando perché il problema era il “bastardo” e non il “festoso” ed è sul bastardo che mi sono concentrata.<br />
E&#8217; successo ieri sera mentre ascoltavo le “tesine” che mia figlia deve presentare oggi all&#8217;esame di terza media. Non sapendo come placare la sua ansia che di solito si trasforma in lacrime, urla, gesti inconsulti, addii e perdoni, ho pensato che per distrarla le avrei mostrato un cartello con scritto “bastarda!” ogni volta che durante la narrazione avesse commesso degli errori. Un gioco innocente per non interromperla mentre parlava visto che diceva che gli facevo perdere il filo del discorso e che allora non te le dico più e addio per sempre me ne vado nello studio del babbo a studiare da sola e non voglio più vederti.<br />
Allora ho giurato e spergiurato che non l&#8217;avrei interrotta ma poi è stato più forte di me e quando per spiegare che tizio aveva moralmente rivendicato un omicidio ha detto che praticamente lo aveva ammazzato lui, a me mi sono venute un po&#8217; di convulsioni e lei ha detto che la distraevo anche se gli rotolavo per terra sbavando copiosamente e con gli occhi rivoltati all&#8217;insu come un&#8217;indemoniato.<br />
Addio per sempre ma questa volta davverissimo non scendo più lasciatemi crogiolare nel mio dolore.<br />
Allora ho pensato ai cartelli. Se scrivo qualcosa sui cartelli non la interrompo e non la distraggo. Le esprimo solo il mio dissenso, l&#8217;aiuto a capire che sta dicendo una grandissima cazzatissima.<br />
“Bastarda” però, mi pareva poco efficace e “brutto pezzo di merda” forse un tantinello eccessivo. E sarà che mentre cercavo ispirazione il cane era salito sul tavolo e stava leccando i nostri piatti, ma ad un certo punto ci sono arrivata. “Brutto verme schifoso!” ho urlato al cane in preda alle reminiscenze del trailer di un vecchio film di Cowboy che avrebbero dato in tv non so quando.<br />
E&#8217; incredibile le vagonate di spazzatura e di vecchiume che riescono a passare in tv d&#8217;estate e poi sto tempo di merda che l&#8217;altro giorno sono uscita e mi sono trovata in mezzo ad una specie di tromba d&#8217;aria. Un&#8217;esperienza emozionante soprattutto quando nell&#8217;aria pesante di una bufera vedi caderti un albero di fronte alla macchina. “cazzo” pensi “ma se un attimo fa ero nel centro di Firenze in una bella giornata di sole, com&#8217;è possibile che adesso mi trovi nel mezzo di un urgano sulle pendici montuose del Vermont?”.<br />
In alternativa avrei anche “lurido pezzente” che in sostituzione di “bastardo” quasi quasi suona anche meglio. Non so, ma tanto so che devo cambiare il “bastardo” e questo è un fatto.</p>
<p>La seconda singolare testimonianza di me stessa, vorrei lasciarla con la fiction “Raccontami”. Per una strana somiglianza di luoghi e persone, mi sono tornai in mente alcuni episodi della mia infanzia. Più che altro mi sono venuti in mente ora un appartamento, ora un tavolo, ora un personaggio. In uno degli episodi, per esempio, si vede appeso al muro un disegno o la stampa di un poliziotto inglese e i miei cugini ne avevano uno uguale uguale. Ma proprio ugualissimo e così mi è tornato in mente dove era appeso e com&#8217;era la loro camera e com&#8217;eravamo noi e cazzate a seguire.<br />
Così sabato e domenica ha diluviato e mia figlia studiava per l&#8217;esame e mio marito era in moto (ahahahah) per il fine settimana e io mi sono sparata le ultime 10 puntate della seconda seria da un un&#8217;ora e mezzo ciascuna. In una settimana ho visto entrambe le serie per un totale di 26 puntate e adesso ho deciso che Raccontami lo devo per forza portare con me perché spararsi 39 ore di fiction in una settimana qualcosa vorrà pur dire anche se non so benissimo cosa.</p>
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		<title>Due indizi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 00:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Povero, mi si stringe il cuore a vederlo così abbandonato. Gli ho detto “vado a fare pipì dietro al cespuglio e torno” e invece non sono tornata. L&#8217;ho lasciato qui legato ad un palo virtuale. Bleah. E&#8217; che non volevo più pronunciare parole come “virtuale” per un po&#8217;. Mi dava una leggera nausea come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Povero, mi si stringe il cuore a vederlo così abbandonato. Gli ho detto “vado a fare pipì dietro al cespuglio e torno” e invece non sono tornata. L&#8217;ho lasciato qui legato ad un palo virtuale.<br />
Bleah. E&#8217; che non volevo più pronunciare parole come “virtuale” per un po&#8217;. Mi dava una leggera nausea come la parola “solidarietà” o “degrado” o “democrazia” o “libertà”.<br />
Tutte parole che mi ribolle il sangue quando le sento come mi viene l&#8217;acquolina in bocca se dico bignè alla mousse di cioccolata.<br />
Però, cristo! Erano mesi che di tanto in tanto mi allontanavo senza dire niente, pensavo che avrebbe imparato a cavarsela da solo magari dissolvendosi in una nuvola di vapore azzurro. Sono nella fase “azzurra” e questa è l&#8217;unica cosa certa che ho capito di me. Da qualche parte devo pur cominciare.<br />
E invece niente, clicco (ecco un&#8217;altra parola che non volevo più pronunciare) sul link di questo sito e quello è ancora lì che mi aspetta. Ma cazzo, non ti è venuto il sospetto che me ne sia andata, che ti abbia mollato, che non ti voglia più vedere? E quanto potrà mai durare una pisciata, un mese? Ma lui mica è un cane che ti fa da grillo parlante ma ad un certo punto sei tu che devi occuparti di lui, no, il blog ti fa da specchio, ti rende la tua immagine così come l&#8217;hai impressa ogni volta che ti sei specchiata, ma il blog non ha mai bisogno di te, ti sopravvive per molto tempo e anche quando muore, non muore mai, le sue scorie virtuali restano per sempre nell&#8217;etere e prima o poi l&#8217;umanità si troverà a fare i conti con l&#8217;inquinamento virtuale e nasceranno gruppi di ecovirtuali che svilupperanno sofisticati software per intercettare e distruggere vecchie parole.<br />
Poi un giorno si scoprirà il valore di quelle parole come sono stati riscoperti i dischi in vinile, il detersivo alla cenere come le nostre nonne e gli abiti vintage, e allora qualcuno che le aveva conservate le ritirerà fuori e rimpiangerà i favolosi anni duemila nei quali, anche se il mondo andava a rotoli, internet era ancora un luogo nel quale si poteva dire tutto.<br />
Comunque sia me ne ero andata perché non avevo più niente da dirti. So bene che questa cosa te la dico periodicamente e poi torno, ma questa volta era tanto tempo che non ti portavo più neanche una ciotola di acqua fresca.<br />
Ma mi fa pena, lo apro e sullo sfondo c&#8217;è sempre quella scema in verde con il cappello. E&#8217; una foto vecchissima forse del 2002. Lo dico perché oggi mi è venuto in mente che l&#8217;anno 2002 non lo rammento mai. Rammento quelli successivi e quelli precedenti ma questo benedetto 2002 non lo rammento mai tanto che oggi mi son chiesta se io nel 2002 ci fossi veramente o fossi invece rimasta bloccata in una dimensione spazio temporale sconosciuta. E nel 2002 non mi sono neanche specchiata perché questo blog non c&#8217;era. E così mi sono messa a pensare al 2002 e piano piano l&#8217;ho ricostruito sia nei suoi aspetti migliori che in quelli peggiori. Nel 2002 ho comprato due costumi da bagno improponibili. Mi stavano malissimo ma li ho ancora. Nel 2002 altre cose tra le quali quella foto, quel cappello e un paio di pantaloni da uomo tutti colorati che facevano molto vintage. Però io allora non sapevo che si chiamassero vintage.<br />
A distanza di circa un mese posso quindi dire che sono nella fase azzurra e ho vissuto l&#8217;anno 2002. Informazioni che mi servono per crearmi un&#8217;identità perché io in questo momento ho le idee un po&#8217; confuse e devo trovare la mia strada. Per questo sto a casa perché fino a quando non ho preparato l&#8217;itinerario preferisco non uscire per non perdermi. E poi fa davvero troppo caldo e non riesco a decidermi sul colore dello smalto. Perlato suorina, nero pantera, ciclamino bon ton o rosso glamour? E poi, tacco autolesionistico, ballerina “non la do”, zeppa “Cesira”, sandalo chic, infradito “li adoro” o “fanculo” scarpa da ginnastica?<br />
E&#8217; così difficile a volte decidersi che ormai mi sono concentrata proprio su quest&#8217;argomento: “come fare la scelta giusta?” Per adesso l&#8217;unica cosa che mi è venuta in mente è quella di non offrirsi scelte così non si deve neanche affrontare il problema. Un po&#8217; come l&#8217;astinenza per evitare le gravidanze indesiderate o l&#8217;amputazione di una mano per eliminarne il prurito.<br />
Per questo pensavo che dovrei pensarci su come quando mi viene un ricordo all&#8217;improvviso e mi pare di doverlo riporre in un cassettino della memoria. Il mio timore è che se vado avanti così, riempio i cassettini prima del tempo e poi finisco per ammorbare tutti con i ricordi della mia gioventù come quei vecchi che ti raccontano sempre di quando erano militari o c&#8217;hanno sempre qualche storiella sui loro tempi estremamente edificanti anche per la gioventù di oggi.<br />
Il fatto è che io non sono ancora abbastanza vecchia per fare queste cose e i vecchi ricordi che affiorano come brufoli della pelle, dovrei semplicemente ignorarli.<br />
Va bene comunque adesso ho fretta e devo andare. Tanto tu tieni a mente (o in memoria) l&#8217;azzurro e l&#8217;anno 2002. Quando mi viene in mente qualcos&#8217;altro torno.<br />
Parola. </p>
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		<title>Da bosco e da riviera</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 15:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina mi ha telefonato un&#8217;amica per sapere cosa deve fare per sbiancare le vie di fuga delle mattonelle. Si rammentava che una volta, quattro case fa, mi aveva trovata armata di siringa che sparavo della roba tra le mattonelle del bagno per togliere la muffa. Quattro case fa. Io non ricordavo neanche di aver avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina mi ha telefonato un&#8217;amica per sapere cosa deve fare per sbiancare le vie di fuga delle mattonelle. Si rammentava che una volta, quattro case fa, mi aveva trovata armata di siringa che sparavo della roba tra le mattonelle del bagno per togliere la muffa. Quattro case fa. Io non ricordavo neanche di aver avuto il problema della muffa perché negli anni – e soprattutto nelle case – ho dovuto affrontare tanti di quei problemi con il <a href="http://www.ristruttura-casa.it/it/ristrutturazione-casa/1-0.html">risanamento della casa</a> che quello della muffa mi era proprio passato di mente. Avrei potuto dirle come stanare un nido di calabroni dalla cappa del camino, ma lei è sempre vissuta in un condominio in città e non ha mai avuto un camino.<br />
Ultimamente ho dato consigli su come sostituire il rubinetto di un bagno (ma non ricordo a chi), ho inviato per mail foto di un mobiletto di cucina che mi sono costruita, ho virtualmente aiutato un amico a sostituire il galleggiante del water, ho insegnato a mia figlia la tecnica del decapè, ho spiegato ad un&#8217;amica dove acquistare certe vernici e poi so usare un tosaerba, so pulire una stalla, so riparare uno steccato, so accatastare la legna, so foderare le sedie, so incorniciare un quadro, so attaccare una mensola, pulire un pozzetto, restaurare un mobile, attaccare un lampadario, costruirmi un cavo antenna, sostituire il braccio della doccia, attaccare un televisore, imbiancare un muro, concimare le piante, lavorare a maglia e volendo anche stirare le camice. Sapevo anche dipingere sulla ceramica e rilegare libri ma queste cose non le ricordo tanto bene.<br />
Poi mi arriva la mail di un&#8217;amica che mi chiede aiuto perché le sta per arrivare a casa un cucciolo di labrador. Tipo labrador. Nessun problema, come accogliere un cucciolo lo ricordo bene o almeno ricordo bene cosa ho provato la prima volta che mi sono portata a casa un cucciolo. Dal secondo in poi diventa routine e anche i ricordi si fanno meno nitidi. Però ho dato consigli ad un&#8217;amica su come evitare che il suo cane le faccia pipì in casa e ho spiegato ad un&#8217;altra amica perché la gatta le piscia nel letto. Se avete un animale e avete bisogno di una parola di conforto, di un incoraggiamento o un di un aiuto, non fate complimenti. Sono una specie di San Francesco de noartri, io gli animali li capisco, parlo con le creature del signore come gli uccelli.<br />
A proposito la mia pappagalla mi sta dicendo da mesi che la miscela di semi che le ho comprato non le piace, ne ha appena tirata giù mezza mangiatoia con un colpo di becco. Ma questa casa non è un albergo dove si può scegliere il menù!<br />
A proposito di uccelli, se avete un problema di cuore non fate complimenti. Con il passare degli anni le mie competenze si sono modificate e se prima mi chiedevano come conquistarne uno, adesso sono diventata una specialista nei problemi di uccelli spezzati. Ma sono davvero molto brava e molto qualificata nel settore. Riassumendo – tanto per accorciare i tempi &#8211; le cose stanno così: i tempi non coincidono. Le donne vorrebbero accasarsi quando gli uomini vorrebbero divertirsi e vorrebbero divertirsi quando gli uomini sono già accasati.  Gli uomini si rompono i coglioni prima del matrimonio e mollano, le donne se li rompono dopo e mollano. Per le donne il matrimonio è un punto di partenza e per gli uomini un punto di arrivo. Tutto il resto è noia.<br />
Parecchio noiose sono anche le questioni fiscali ma se un&#8217;amica ti telefona e ti chiede se secondo  te il suo nuovo fidanzato può scaricare l&#8217;acquisto della moto sulla sua azienda, devi per forza metterti lì e devi spiegarle un paio di cose partendo proprio dal fenomeno della migrazione degli uccelli per giungere a quello delle frodi fiscali in un crescendo di intimidazioni e di “allora fai quel cazzo ti pare”. E poi siamo in odore di dichiarazioni dei redditi e allora Unico, Cud, 730, Caf&#8230;. tutti vogliono sapere qualcosa e allora eccomi qui.<br />
Vado bene anche per consigli sull&#8217;arredamento, la cucina, adolescenti impazziti e cardatura della lana. Un volta ho fatto pure quello.</p>
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		<title>suggerimenti per il titolo?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 21:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oscar rincasò giusto in tempo per sentire l&#8217;ultimo squillo del telefono. Maria riattaccò il telefono giusto in tempo per sentire il timer del forno che le comunicava che la torta era pronta. Giulio spense il timer giusto in tempo per sentire che suonavano alla porta. Ettore rispose al citofono giusto in tempo per accorgersi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oscar rincasò giusto in tempo per sentire l&#8217;ultimo squillo del telefono.<br />
Maria riattaccò il telefono giusto in tempo per sentire il timer del forno che le comunicava che la torta era pronta.<br />
Giulio spense il timer giusto in tempo per sentire che suonavano alla porta.<br />
Ettore rispose al citofono giusto in tempo per accorgersi che la vicina di casa stava uscendo.<br />
La vicina di casa salì sull&#8217;auto del suo amico giusto in tempo per sentire che nel fine settimana sarebbe piovuto.<br />
L&#8217;amico della vicina di casa di Giulio salì sulla sua auto giusto in tempo per evitare che un piccione gli cacasse in testa e il piccione cacò giusto in tempo per beccare la bicicletta di Oscar che per quel contrattempo rincasò giusto in tempo per sentire l&#8217;ultimo squillo del telefono ma non fece in tempo a rispondere perché Maria riattaccò giusto in tempo per sentire il timer del forno che tuttavia spense Giulio giusto in tempo per sentire la porta che suonava e uscire con la vicina di casa di Ettore che rispose al citofono giusto in tempo per accorgersi che la vicina di casa stava uscendo.<br />
E nel fine settimana sarebbe piovuto. Cazzo.</p>
<p>La donna si buttò sul letto con gli abiti ancora in dosso. Era stremata dalla fatica e si addormentò così, con gli abiti in dosso e la bocca aperta.<br />
Willy il ragnetto, personaggio mitologico metà ragno e metà filastrocca per bambini, che se se stava come al solito appollaiato nelle fantasie infantili, non si accorse subito di lei.<br />
Dopo essere passato per le mani di migliaia di bambini di tutto il Paese, Willy si era appisolato convinto che a quell&#8217;ora nessuna mamma premurosa o insegnante solerte lo avrebbe costretto ad arrampicarsi e poi precipitare giù da chissà quale altezza. Purtroppo però non aveva fatto i conti con i suoi incubi e mentre come al solito precipitava dalle mani grassoccelle e unte di un bambino che lo lasciava cadere nel vuoto per ficcarsi quelle sue dita grasse e unte dentro il naso, si era svegliato di soprassalto e aveva visto la donna profondamente addormentata sul letto.<br />
La cosa che lo colpì subito fu la totale assenza di trucco sul volto della donna. Era un volto pulito, senza tracce di trucco o residui di materiale sintetico da demaquillage. La pelle era liscia e pulita e anche i suoi occhi chiusi sembravano intonsi come quelle cose intonse che mettono sempre un po&#8217; di soggezione. Se non fosse stato per gli abiti che indossava, Willy il ragnetto avrebbe detto che si trattava di una visione celestiale come quella volta che precipitando dalle mani di una maestra che stava in piedi sulla cattedra, le apparve una donna vestita di azzurro che lo salvò con una paletta per raccogliere il sudicio. Una bidella, disse qualcuno, ma per lui quella restò sempre la donna del mistero, la salvatrice dei ragnetti, la Willa che ogni Willy avrebbe voluto incontrare sul suo cammino. Spiritualità purissima che adesso ritrovava nei tratti distesi della donna addormenta sul letto e che lo colpì al cuore con la violenza di chi sa che il suo destino non si compirà mai e che sarà sempre identico a se stesso. Se almeno fosse diventato un film come era successo per altri suoi illustri colleghi&#8230;.. ma questo era un altro discorso e adesso doveva concentrarsi su quella donna e su ciò che lei gli aveva trasmesso con la sua semplice presenza.<br />
Forse fu per questo che non si accorse subito della bocca aperta della donna e non si accorse neanche di quel sottile filo di bava che le colava lungo la guancia e che solo molto tempo dopo avrebbe capito essere il segnale divino che aspettava da una vita.<br />
Un fragilissimo filo di bava come quella che lui era costretto a produrre ogni giorno per avere il diritto di frequentare ancora le favolette per bambini. A volte si sentiva Sisifo costretto a portare una pietra su un pendio dal quale sarebbe inesorabilmente scivolata giù, altre, quando era più ottimista, si diceva che ogni ragno passava la sua vita a tessere ragnatele e che il fatto che lui fosse immortale mentre i ragni veri hanno una durata spazio temporale limitata, in fondo era una gran fortuna. Sisifo non era certo nato per portare pietre mentre lui, Willy, era nato proprio per tessere ragnatele.<br />
Quella sera, comunque, non pensò a niente di tutto ciò ma si limitò a guardare al donna senza trucco stesa sul letto. Poi si ricordò che come ogni mattina, anche la mattina successiva si sarebbe dovuto svegliare prestissimo per prestare assistenza a qualche mamma insonnolita che prima di entrare in fabbrica doveva anche portare il pargoletto all&#8217;asilo nido. In particolare ce n&#8217;era una ultimamente che ogni mattina lo buttava giù dal letto non più tardi delle cinque. Con tutte le filastrocche che ci sono al mondo il suo bambino si era affezionato  proprio a lui e lei ogni mattina lo svegliava cantando la filastrocca di Willy il ragnetto. Il bimbetto non era neanche male, lasciava fare la tela alla mamma e poi andava a cercare un orrido dinosauro di plastica che gli aveva regalato il papà, ma restava quella questione dell&#8217;orario ancora in sospeso e prima o poi sapeva che avrebbe dovuto affrontare l&#8217;argomento.<br />
Fu dietro a questi pensieri che si girò di lato appoggiando una delle sue otto zampe sotto alla testa e fu così che si addormentò poco dopo quando i pidocchi che aveva contato erano si e no un centinaio. Una volta aveva sentito dire che gli umani invece dei pidocchi, contavano le pecore ma lui a questa cosa qui non ci aveva mai creduto.</p>
<p>La cornice è poco più spessa di un paio di centimetri. E&#8217; una cornice di colore rosso accesso, lucida e liscia come la schiena di una trota. E infatti dentro alla cornice ci sta proprio una trota o almeno quella che nelle intenzioni dell&#8217;artista doveva essere tale.  Che dovesse essere una trota si evince dalla figura disegnata dall&#8217;artista, una palla ovoidale con estremità crescenti e grosse orecchie ricoperte di pelo che scendono fino alle pinne per poi perdersi tra le fluttuanti onde dell&#8217;oceano. Gli occhi, di color verde paglierino, sono affaticati e vacui come quelli di un vecchio mendicante della Parigi degli anni venti mentre i denti, di dimensioni importanti, sporgono vistosamente da un labbro appena accennato come quello di alcune Madonne Senesi raffigurate dal Caravaggio nel suo periodo toscano.<br />
Nel complesso si tratta di un&#8217;opera di un certo valore nella quale lo strabiliante realismo con il quale viene raffigurata la parte divina della trota, conferisce da un lato autorevolezza all&#8217;artista e dall&#8217;altro una sorta di mistica folgorazione in colui che si trovi a contemplarlo. Tuttavia, il color grigio della bestia, stride con il rosso della cornice Ikea dal nome impronunciabile che, inevitabilmente, costringe anche le sensibilità più raffinate a chiedersi se si possa veramente parlare di post fancazzismo o di iconografia classica della trota, di fronte ad un opera del genere.<br />
Io ci abbinerei un vino rosso leggermente fruttato a temperatura ambiente e un foulard di canapa naturale color nocciola.</p>
<p>Quando si sparse la voce i più ne erano già al corrente anche se nessuno aveva mai detto niente. Era successo, di tanto in tanto, che qualcuno avesse cercato di affrontare l&#8217;argomento ma poi ci son cose sulle quali non c&#8217;è niente da dire e i lunghi dibattiti sulla scoperta dell&#8217;acqua calda, erano andati deserti come deserti erano i luoghi dell&#8217;anima nei quali taluni cercavano conforto.<br />
Quelli che sapevano li potevi riconoscere proprio dal loro silenzio, profondo, viscerale, surrenale, gli altri invece, quelli che facevano, erano facilmente riconoscibili da tutto lo schiamazzo che avevano provocato non appena appresa la notizia. Taluni, sorpresi dal boato dei fattivi, si suicidarono affogandosi nel sidro importato illegalmente da un tizio chiamato Tizio, impazzirono per  il dolore e furono rinchiusi in una vecchia stalla di legno che qualche anno dopo prese misteriosamente fuoco la notte che la città fu spazzata via da un ciclone di nome Manola.<br />
Anche in quell&#8217;occasione alcuni affrontarono nuovamente la vecchia questione dell&#8217;acqua calda ma quando qualcuno propose di buttare dell&#8217;acqua fredda sulla vecchia stalla in fiamme, si crearono nuove spaccature tra le comunità e l&#8217;argomento fu accantonato per sempre.<br />
Il giorno che tuttavia si sparse la voce, nessuno sapeva ancora che Johan, un marinaio rumeno sbarcato in paese molti anni prima, aveva contratto una brutta malattia che un paio di mesi dopo lo portò alla morte. Anche se lo avessero saputo, le cose sarebbero andate come poi sono andate perché ad un certo punto si fa un&#8217;ora che ti pare pure decoroso andare a letto e se domani qualcuno di chiede a che ora sei andata a letto, tu non devi mentire spudoratamente solo per difendere la tua dignità. Tu potrai essere sincera: la differenza tra una disoccupata e una casalinga, sta tutta lì. Se sei una casalinga vai a letto presto.</p>
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		<title>E&#8217; venuta a trovarmi un&#8217;amica</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 15:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avere di là Michela che non so che cazzo fa, mi fa piacere. Fuori piove, piove parecchio e preferirei che mia figlia fosse in camera sua a pulire i vetri o a leggere Guerra e Pace&#8230;. Esagero. Ma non è affatto semplice avere a che fare con un&#8217;adolescente che va a spasso come se ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere di là Michela che non so che cazzo fa, mi fa piacere.<br />
Fuori piove, piove parecchio e preferirei che mia figlia fosse in camera sua a pulire i vetri o a leggere Guerra e Pace&#8230;. Esagero. Ma non è affatto semplice avere a che fare con un&#8217;adolescente che va a spasso come se ce l&#8217;avesse solo lei e poi si secca perché individuo sempre i personaggi del commissariato di Fabrizio Frizzi.<br />
Comunque se fosse a casa sarei più contenta.<br />
Piove, piove e si sentono le rondini e la musica di sotto fondo di un tipo che non mi ricordo come si chiama ma Michela lo conosce anche se le ho detto che me lo ha regalato la mia amica danese che lo ascolta quando cucina.<br />
Tengo la finestra aperta sul giardino e mi aspetto di veder spuntare un vietcong da dietro un&#8217;aralia da un momento all&#8217;altro. Le piante sono troppo grandi per questo sputo di giardino da dove arrivano alternandosi, ora puzza di merda ora profumo di pane. E&#8217; per via del tombino del giardino e del forno sotto casa. Se becchi la zaffata giusta ti si scioglie il cuore ma se è il quarto d&#8217;ora di puzza di merda, ti manca proprio l&#8217;aria.<br />
I gatti più meno sono tutti qua e dopo aver cercato per una settimana la gattina tricolore, sono proprio contenta che adesso siano tutti a casa. Marta è sulla poltrona dello studio del piano di sopra mentre Olga è sul cuscino del mio letto e Micione sul divano del salotto.<br />
Michela ride e dice che i miei gatti sono proprio dei paraculi – anche se lei non dice proprio paraculi ma una cosa molto più bella – perché si scelgono tutti i posti migliori della casa. Non ci avevo mai pensato però adesso mi spiego perché nessuno va mai sulla poltrona dello studio o sul divano del salotto: per non disturbare i gatti.<br />
Marta comunque è tornata sabato mattina alle quattro. Ha fatto un debole “miao” che tanto lei è l&#8217;aristocratica del gruppo e a noi umani ci tratta come servi.<br />
Ci siamo svegliati immediatamente tutti e due. Mio marito fa “ho sentito miagolare”. Io rispondo “anche io. Vado in bagno e scendo a controllare”. Lui pensa “come può andare in bagno prima di controllare se è tornata a casa la nostra bambina?”.<br />
Non volevo illudermi. Ho pensato a quando lo avevo fatto e poi mi ero ritrovata davanti ad una versione sbiadita della Marta.<br />
Avevo tappezzato il quartiere di cartelli e mi hanno telefonato quasi subito. Ma non era lei. Ad un certo punto ho persino tentato di spolverarla perché mi son detta “magari è lei che si è rotolata nella farina del forno”. Un&#8217;idiozia. Era ovvio che non fosse la Marta. Certo se Marta non fosse tornata avrei potuto adottare la sua versione sbiadita. Ci avrei pensato&#8230;.<br />
E invece sabato mattina era proprio lei. E&#8217; entrata in casa senza un miao e come al solito mi ha guardato come se la fosse la prima volta che mi vedeva. E&#8217; rimasta basita per un attimo fermandosi con una zampetta per aria e piantando quei suoi grandi occhi verdi nei miei, poi ha finto di tollerami e si è diretta verso la ciotola del cibo. Ha assaggiato appena due crocchini e senza un miao è salita al piano di sopra e si è diretta verso il letto vuoto di mia figlia. Punto, fine della storia.<br />
Michela è di là che scrive o telefona o legge o magari dorme. Fa un sacco di cose e non si stanca mai. Ha sempre l&#8217;espressione da “che culo!” perché lei è così, è come se avesse imparato come vedere il lato bello delle cose. Dico imparato perché hai la sensazione che non sia sempre stato così.<br />
Chiusa parentesi.<br />
Questo mese ho guadagnato 19 euro ed è tutto ciò che ho guadagnato nel 2010. Che poi li ho solo guadagnati ma non li ho ancora incassati. E probabilmente non lo farò mai.<br />
Se mi succedesse qualcosa oggi il mio valore di risarcimento sarebbe praticamente nullo. In un mondo nel quale qualsiasi cosa ha un prezzo, la mia vita non varrebbe praticamente niente. Anzi no, in quando bianca ed europea, qualcosina varrebbe, sicuramente più di quella di un bambino ugandese o di una bambina cinese ma probabilmente meno di quella di una bambina thailandese possibilmente vergine e meno di quella di un giovanotto brasiliano con tutti i suoi begli organi giovani e pulsanti. Vuoi mettere un rene suo con uno mio?<br />
E quanto vale il gatto <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/04/news/scajola-pdl-3801350/">Romeo er miglior gatto der Colosseo</a>? Chiedere a Scajola prego.</p>
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		<title>Tutto è politica</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 19:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[claudia pandolfi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cazzo, hanno aggredito Claudia Pandolfi ed è stato un paparazzo. Per adesso sappiamo solo che al paparazzo è stato convalidato il fermo di polizia ed è rinchiuso a Regina Coelia, mentre Claudia è stata operata per due costole rotte che rischiavano di perforarle un polmone. Almeno credo. Comunque ci teniamo aggiornati. Tanto la D&#8217;eusanio, ospite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cazzo, hanno aggredito <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/23/news/scontro_con_il_paparazzo_la_pandolfi_allospedale-3553285/">Claudia Pandolfi</a> ed è stato un paparazzo.<br />
Per adesso sappiamo solo che al paparazzo è stato convalidato il fermo di polizia ed è rinchiuso a Regina Coelia, mentre Claudia è stata operata per due costole rotte che rischiavano di perforarle un polmone. Almeno credo.<br />
Comunque ci teniamo aggiornati. Tanto la D&#8217;eusanio, ospite di Sposini che ha stravolto all&#8217;ultimo momento il palinsesto della sua trasmissione, pensa che l&#8217;aggressione non sia mai scusabile ma altri autorevoli ospiti, hanno concordato nell&#8217;affermare che:<br />
1)è giusto che i paparazzi facciano il loro mestiere ma con rispetto<br />
2)molti vip devono il loro successo proprio ai paparazzi e di questo bisogna ricordarsene<br />
3)che tuttavia, ovvietà a parte, ci dev&#8217;essere rispetto da entrambe le parti. Da parte dei vip perché i paparazzi fanno il loro mestiere, e da parte dei paparazzi perché i vip sono vip e se tu non sei vip, bello mio, so&#8217; cazzi tuoi.<br />
Ottimo direi, certi incidenti capitano sempre nel fine settimana quando c&#8217;è da riempire non solo i talk show di tutta la settimana, ma pure quelli del fine settimana che non sanno più di che cazzo parlare e con chi.<br />
Ottimo, pensano anche i direttori dei vari tg, la diamo tutt&#8217;al più come seconda notizia e ci appiccichiamo subito un lungo servizio con interviste ai colleghi illustri del paparazzo, e ci mettiamo pure qualche opinione della gggente comune. Boh, poi quando il capo finisce con Ornella, ci farà sapere lui.<br />
“Cazzo è un cretino, è sempre stato un cretino, glie l&#8217;avevo detto di lasciar perdere la Pandolfi”. I colleghi lo difenderanno in pubblico e lo rinnegheranno in privato. Il parlamento sentirà forte il bisogno di legiferare in materia e dopo un durissimo scontro tra destra e sinistra anche se nessuno ha capito più dove finisce l&#8217;una e dove comincia l&#8217;altra, la legge sarà approvata dal Parlamento e morirà di inedia in Senato. Così avremo fatto tutti contenti. I paparazzi che potranno fare indisturbati il loro mestiere, i paparazzati che se levi quelli che ci tengono alla privacy non resta più nessuno e la gente comune che troverà ancor più del torbido in ogni foto spiata.<br />
In uno speciale di Matrix parleranno Barillari del quale ricorderemo, tramite i suoi ricordi, la sua lunga carriera dagli anni della dolce vita per poi stabilire, infine, com&#8217;è cambiata la figura professionale del paparazzo negli anni. Forse ritireremo dentro anche Corona e poi ci vorrebbe qualche vittima illustre o&#8230; un Michele Placido come lo vedi? Ma perché è stato aggredito da un paparazzo? Non lo so ma è il tipo giusto, un attore di grande fama e con un caratterino niente male.<br />
Tanto anche Vespa sta preparando la sua puntata, il suo salottino buono di babbioni che fanno conversazione con lo stile del tè delle cinque a casa di mia nonna. Il veleno che scorre a fiumi tra le formalità di una &#8220;certa&#8221; educazione.<br />
Alba la voglio, dirà il nostro Vespa nazionale, ma poi se invito lei non posso invitare quell&#8217;altra che pare abbia le gambe più belle delle sue e lei non vuole e poi&#8230;. devo chiamare Gianni perché bisogna che mi dica lui chi posso invitare tra i politici. Basta che non mi mandi la Mara che altrimenti diventa un gallinaio!<br />
Santoro ride sotto ai baffi. E se per tirargliela in culo facessimo tutta una trasmissione per parlare dei paparazzi? Quello si aspetta che parliamo di lui e invece noi non ce lo filiamo neanche. Pensa come si rode! Ormai se di lui non ne parliamo noi non ne parla più nessuno e allora giovedì prossimo si parla di paparazzi!<br />
Mi scusi Maestro – sussurra qualcuno dal fondo dell&#8217;enorme tavolo della redazione – ma cosa c&#8217;entrano i paparazzi con i temi sociali che trattiamo abitualmente?<br />
Giusto! – urla il maestro dal suo posto a capo tavola – Bravo! Mi piacciono quelli che collaborano, che si fanno sentire, che manifestano anche i loro dubbi. Bravo! E allora adesso dacci un&#8217;idea per fare questo collegamento tra paparazzi e problemi sociali.<br />
Il titolo della puntata sarà “Privacy, ma quanto ci tocca?” e partendo dal recente caso di cronaca della Pandolfi, si giungerà a sostenere che comunque sia Berlusconi è uno stronzo.</p>
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		<title>Della nube di Fantozzi e di altre piccole disgrazie</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 22:08:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che peccato però, ora che anche la nuvola islandese se n&#8217;è andata non c&#8217;è più niente di interessante di cui parlare. E soprattutto non c&#8217;è più niente contro cui prendersela quando non sai che cazzo dire.<br />
Ti cadeva un bicchiere e dicevi  “sarà colpa della nube islandese”. Finivi la benzina e dicevi “cazzo, è colpa della nube”. E&#8217; comodo avere una nube sulla testa. Se il bucato è annerito è colpa della nube che tanto a quella non puoi farci niente mentre se è colpa dell&#8217;inquinamento dovresti andare a piedi e sticazzi, ti fa fatica, meglio usare la nube.. E poi la nube è inquietante, chissà cosa contiene la suo interno, di sicuro niente come non contenevano niente quella di Chernobyl o quella di Seveso.<br />
Con la nube però non c&#8217;entriamo proprio niente. Questa volta non è colpa nostra, questa volta non c&#8217;è surriscaldamento della crosta terrestre, non c&#8217;è deforestazione, edilizia selvaggia, inquinamento. Questa volta è davvero una calamità naturale e chissà quante ce ne capiterà ancora di vedere nella nostra vita. E&#8217; un po&#8217; come l&#8217;eclissi totale di sole. Se la vedi una volta sei già fortunato il resto è tutto colpa nostra.<br />
Per questo è un peccato che la nube se ne sia già andata perché ciascuno di noi, come da tradizione,  ha visto in lei un po&#8217; quello che gli è parso, chi una curiosità, chi un intoppo, chi un segno del destino, chi una scusa.<br />
Che poi dici, quanto possono economicamente sopportare una situazione del genere le compagnie aeree? Il danno economico per la caduta di un aereo potrebbe davvero essere superiore a quello di uno stop a tempo indeterminato? Cosa dicono i Lloyd di Londra?<br />
Non lo so, ecco, è che col tempo diventi diffidente, ti aspetti le pandemie e non arriva neanche l&#8217;influenza, ti dicono che l&#8217;inquinamento nelle nostre città è troppo alto e facciamo il solito servizio di due ore sulla nomina di <a href="http://www.repubblica.it/motori/attualita/2010/04/21/news/new_deal_del_gruppo_fiat_34_nuovi_modelli_in_5_anni-3514011/">Elkann a Presidente</a> dell&#8217;unica industria nazionale che vende auto, ti rintontiscono con i cuccioli in tivvu e poi allungano il <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2010/04/21/news/caccia_ok_a_calendario_pi_lungo_ma_solo_di_10_giorni-3510526/">calendario venatorio.</a><br />
No va bene, io questa cosa qui non l&#8217;ho seguita un granché ma è tutto il giorno che mi giungono voci e notizie sulla decisione di prorogare il permesso di caccia di soli dieci giorni in più.<br />
Una roba che maggioranza e opposizione hanno espresso il loro parere, una specie di questione etica che il Paese chiedeva impellentemente di risolvere. Roba che mi son detta: ma ci saranno dei sordidi risvolti che non comprendo. Io la caccia la abolirei del tutto e abolirei del tutto anche i cacciatori. Proprio fisicamente, dico. Ma.<br />
La caccia? Cioè l&#8217;attività parlamentare è impegnata in questioni di questa importanza? Il voto sulla caccia è stato l&#8217;episodio clou della vita politica dei nostri parlamentari di questi ultimi giorni?<br />
E tanto crolla <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/news/ventotene_i_carabinieri_sequestrano_documenti_mazzi_di_fiori_sulla_spiaggia_lutto_cittadino-3506630/">Ventotene</a>.</p>
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		<title>Diversamente opposto: cinque regole d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 23:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di tutto mi è spuntato un brufolo di primavera. Sta lì come niente fosse e non c&#8217;è verso di spiegargli che la sua presenza non è affatto gradita. Ho provato a coprirlo con un cerotto ma quello, privato della luce del sole, ha cominciato a lamentarsi e ho dovuto liberarlo. Allora ho tentato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto mi è spuntato un brufolo di primavera. Sta lì come niente fosse e non c&#8217;è verso di spiegargli che la sua presenza non è affatto gradita. Ho provato a coprirlo con un cerotto ma quello, privato della luce del sole, ha cominciato a lamentarsi e ho dovuto liberarlo. Allora ho tentato di coprirlo con del correttore ma l&#8217;effetto è stato a dir poco inquietante e infatti stanotte ho sognato che avevo un grosso brufolo a forma di cazzo tra le tette e ad un certo punto il grosso brufolo a forma di cazzo che avevo tra le tette, ha cominciato ad eruttare pus e sangue e siero e piano piano si è  ammosciato e io me ne andavo a spasso tenendo in mano questo uccello smencio che ad un certo punto era diventato bozzoloso come il pisello del mio cane quando vede una cagnetta in calore. O comunque una cagnetta qualsiasi perché lui è di bocca buona e gli basterebbe infilarlo da qualche parte. Almeno una volta.<br />
Mi sono svegliata che non mi sentivo troppo bene. Sono rimasta seduta sul letto per circa dieci minuti a fissarmi le tette e solo quando sono stata sicura che lì nel mezzo non fosse spuntato proprio niente di nuovo, mi sono alzata e mi sono accasciata sul divano di fronte alla tivvu.<br />
La seconda cosa è che la tessera Mediaset Premium con abbonamento gratuito di tre mesi che ho ricevuto in omaggio con la macchina da caffè che ho ricevuto in omaggio con l&#8217;aspirapolvere che ho pagato fior di quattrini, è una stronzata, è una cagata pazzesca. Però il caffè è buono.<br />
Ho acceso la tivvu e c&#8217;era lo stesso dott. House di ieri sera che diagnosticava la solita lebbra atipica alla solita paziente che poi non so per quale motivo, voleva una crema per il viso. Vedo sempre la fine del solito episodio.<br />
Verso le dieci avevo le idee parecchio confuse e mi sentivo peggio di prima.<br />
La terza cosa che ho fatto è stata quella di accendere il computer perché da qualche parte bisogna pur cominciare e prima o poi riuscirò anche io a linkare una notizia di Repubblica prima che lo abbiano già fatto milioni di internauti su tutti i social network. Per chi ancora non lo sapesse, i social network sono quei luoghi virtuali dove si linkano cose scritte da altri e volendo le si commentano brevemente con tono ora rassegnato, ora indignato, ora sarcastico.<br />
Purtroppo però alle dieci di mattina le notizie migliori sono già state tutte linkate e non mi rimaneva che scegliere tra il sondaggio per sapere se sei una sposa perfetta o la moda di farsi il pedicure con i pesciolini.<br />
Ho scelto il test della sposa perfetta ma non me la sono sentita di linkarlo. Il matrimonio non fa per me. L&#8217;ho già detto.<br />
La quarta cosa è stata quella di leggere la posta. Come eventuale sposa faccio schifo ma non sto cercando un marito bensì un lavoro. Quello che però ho trovato non è un lavoro ma una serie di inviti a corsi a pagamento per ritrovare la propria autostima. Che sarebbe come dire “se non lavori la colpa è tua, pagami e ti spiego perché”. Deficienti. Metaforicamente palindromo.<br />
Alle undici ero già inesorabilmente in ritardo e non avevo ancora niente da fare. Così ho cambiato le lenzuola del letto e le ho messe in lavatrice ma poi mi sono ricordata che ho firmato il contratto con l&#8217;Enel diversamente Enel. Se ho capito bene dal tizio che mi ha fatto firmare il contratto una mattina presto verso le nove, questa Enel è un Enel che fa concorrenza a se stessa. Una roba da dissociati mentali e ho chiesto al tizio se ad una delle due Enel interessava un corso per ritrovare se stessi. Nella mia casella di posta ci devono essere anche inviti per corsi a pagamento per capire da dove veniamo, dove andiamo ma soprattutto chi stracazzo siamo. Il tizio mi ha detto che chiederà al suo nick name e mi farà sapere. Comunque adesso la lavatrice conviene farla partire dopo le sette di sera e io di solito mi dimentico così la metto prima di andare a letto e mi addormento con il rumore della centrifuga. Dalle sette fino a quando vado a letto, sono la viscontessa e non posso pensare alla lavatrice.<br />
A mezzogiorno sono uscita. Ho parlato di carciofi con un pensionato al mercato, di cani cinesi nudi con una prostituta della mattina e di Emergency con una massaia in fila alle poste. Era proprio una massaia perché me lo ha detto lei io gli detto che ero una disoccupata. Dipende da come vedi il bicchiere.<br />
All&#8217;ora di pranzo sono tornata a casa e ho pensato che avere un grosso brufolo a forma di cazzo tra le tette, non è poi una stranezza più strana di altre.<br />
Quinta ed ultima cosa. Vado a letto. C&#8217;ho il brufolo stanco. Gli si chiudono gli occhi e domani ho promesso di portarlo ai giardinetti. E non mi sono ancora decisa a trovargli un nome.</p>
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		<title>Cerco lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 23:57:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cerco lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovane donna matura di straordinaria bellezza interiore, cerca qualsiasi tipo di lavoro purchè ben retribuito. Offresi vivacità di linguaggio, originalità di pensiero, disponibilità immediata, flessibilità verbale e ottime capacità di adattamento. Sono realizzata con materiali biodegradabili al 100% e sono completamente rivestita in pelle. Alimentata con fonti energetiche alternative, consumo pochissimo: fino a trecento metri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovane donna matura di straordinaria bellezza interiore, cerca qualsiasi tipo di lavoro purchè ben retribuito.<br />
Offresi vivacità di linguaggio, originalità di pensiero, disponibilità immediata, flessibilità verbale e ottime capacità di adattamento.<br />
Sono realizzata con materiali biodegradabili al 100% e sono completamente rivestita in pelle.<br />
Alimentata con fonti energetiche alternative, consumo pochissimo: fino a trecento metri con un Martini e un paio di olive. Ho un&#8217;autonomia di circa dodici ore e posso essere ricaricata in qualsiasi momento.<br />
Leggera, silenziosa, versatile sono dotata delle tecnologie più all&#8217;avanguardia e mi vendo con un pratico mezzo di trasporto che mi può portare ovunque.<br />
Inquino pochissimo e godo degli eco incentivi per la rottamazione.<br />
Usata pochissimo, mi vendo a prezzi ragionevoli fino ad esaurimento nervoso.<br />
Spedizione gratuita e pagamenti rateali completano il profilo della mia candidatura.<br />
Leggere attentamente le istruzioni prima dell&#8217;uso, non somministrare a bambini inferiori ai 12 anni, alle donne in gravidanza e ai cardiopatici. Posso causare effetti indesiderati anche gravi. .<br />
<em>Autorizzo il trattamento dei miei dati personali  in conformità al D. Lgs. 196/2003 </em></p>
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		<title>e siccome è facile incontrarsi anche in una grande città</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 22:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- mamma, ma oggi ti sei lavata? - Non ancora, dammi cinque minuti e vado a farmi la doccia - A quest&#8217;ora? Ma ormai sono le cinque e mezzo. - Lo so, ma non ho fatto ancora in tempo - Ma se sei tutto il giorno a casa senza far niente - Veramente mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- mamma, ma oggi ti sei lavata?<br />
- Non ancora, dammi cinque minuti e vado a farmi la doccia<br />
- A quest&#8217;ora? Ma ormai sono le cinque e mezzo.<br />
- Lo so, ma non ho fatto ancora in tempo<br />
- Ma se sei tutto il giorno a casa senza far niente<br />
- Veramente mi sono alzata alle otto e mezzo perché tu mi hai telefonato per chiedermi di portarti a scuola la macchina fotografica perché oggi venivano i danesi quindi ho pensato “mi lavo dopo” e sono uscita. Quando sono tornata a casa ho trovato il cane che ululava e prima che cagasse in salotto l&#8217;ho portato fuori e ho pensato “mi lavo dopo”. Quando sono tornata a casa con il cane mi son detta che era il momento buono per lavarlo e tosarlo e che sarebbe  stato meglio che io mi fossi lavata dopo. Quando ho finito con il cane e tutto suo pelo tagliato era disseminato per il pavimento, ho detto passo l&#8217;aspirapolvere, pulisco il bagno e poi mi faccio la doccia. Poi ho preso l&#8217;aspirapolvere e quella si è bruciata. All&#8217;improvviso ha cominciato rapidamente a perdere potenza, è andata in apnea un paio di volte e prima che io potessi rendermi conto di cosa stava succedendo, ho sentito nell&#8217;aria puzza di bruciato e dopo una brevissima scintilla ha smesso del tutto di funzionare. Ho capito subito che questa volta si trattava di una cosa grave perché non aveva mai fatto così anche se io e la Mary (la filippina che parla solo inglese e viene a casa nostra una volta alla settimana) avevamo già notato che da quando siamo arrivati in questa casa non stava più bene come una volta. Aspirava poco, dava precocemente segni di essere piena, talvolta tossiva quasi come le si fosse incastrato qualcosa nel tubo. Vabbè comunque le ho staccato subito il serbatoio e la pompa in modo da farla respirare meglio, poi ho provato un paio di volte con la corrente ma dopo i primi due debolissimi battiti, non ha più risposto a nessuna sollecitazione. Allora sono corsa giù a prendere la cassetta degli attrezzi per vedere se ero ancora in tempo per l&#8217;espianto degli organi sani ma mentre ero seduta per terra piena di peli di cane e di polvere che usciva fuori dal cadavere ancora caldo dell&#8217;aspirapolvere, sono arrivate la nonna e la zia che mi dicono che si fermano a pranzo ma prima vogliono che andiamo a comprare il regalo per tua cugina. E siccome mancava mezz&#8217;ora alla chiusura dei negozi, mi hanno fatto indossare una giacca lunga sopra, un paio di occhiali da sole e mi hanno trascinato a comprare il regalo. Poi siamo tornate a casa e abbiamo mangiato ma mentre siamo a tavola mi accorgo che la gabbia dei pappagallini è venuta giù. Micione aveva buttato giù la gabbia e il pappagallino maschio era scappato. Allora io e la zia ci siamo messe a fare in giardino il verso dei pappagalli e poi abbiamo messo fuori l&#8217;altro pappagallo e ci siamo appostate con un cencio in mano per cercare di acchiappare l&#8217;uccellino. Poi non lo abbiamo sentito più e si erano già fatte le tre e dovevo venire a prenderti, per questo ho fatto tardi. Poi ti ho accompagnato a tennis e sono tornata a casa dove ho trovato la casa esattamente come l&#8217;avevo lasciata con in più un tavolo da sparecchiare e un quintale di sassolini caduti per terra con la gabbietta. Così mi son detta che se i sassolini non li raccoglievo subito, al buio sarebbe stato più difficile, quindi mi son detta che se lasciavo gli avanzi sul tavolo, i gatti avrebbero ripulito i piatti prima di me e non potevo neanche ignorare lo stronzo di cane sul tappeto del salotto dovuto probabilmente al non gradito bagnetto-tosatura e non potevo neanche lasciare la pappagallina femmina in evidente stato di choc, nella gabbia devastata da Micione e quando ho finito di sistemare tutte queste cose e sono salita su per farmi la doccia, ho ritrovato l&#8217;aspirapolvere sventrato e i peli di cane e pezzi di polvere ovunque. E allora con la scopa ho cercato di pulire il meglio possibile ma quando sono andata in camera mia per aprire un po&#8217; le finestre e far circolare un po&#8217; d&#8217;aria dopo il polverone, mi sono accorta che le tende che avevo montato ieri, erano montate male e non si poteva aprire la finestra. Allora sono tornata giù e rimesso a posto gli attrezzi da lavoro e sono risalita portandomi dietro lo scaleo per staccare le tende, poi sono scesa giù con lo scaleo e sono risalita con il necessario per spolverare, poi sono scesa giù con i resti dell&#8217;aspirapolvere e sono salita su con il cencio da dare per terra, poi sono scesa giù col secchio e su con la roba da mettere a lavare e ancora giù perché suona il campanello e sei arrivata tu.<br />
- Si vabbè, ma potevi almeno lavarti.</p>
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