Geniale
Viscontessa, 8 Ottobre 2008La donna prese il cervello e lo appoggiò su una carta stagnola. Poi aggiunse un filo d’olio e un po’ di sale quindi andò in giardino per prendere un rametto di rosmarino e inciampò. Cadde per terra, sbattè la testa e gli uscì un occhio dall’orbita. Raccolse il suo occhio, prese il rosmarino e tornò in casa.
Appoggiò il rosmarino sul cervello e l’occhio sulla mensola, chiuse la stagnola, accese il forno e ci infilò l’occhio. Il cervello invece lo mise in lavatrice con un buona dose di Oxigen nella speranza che il cervello si ossegenasse un po’. Poi controllò l’occhio dentro al forno che stava facendo una bella crosticina croccante.
“sono l’operatore 4395, posso aiutarti?”
“io veramente cercavo il Telefono Amico”
“hai fatto il numero giusto, io sono l’operatore 4395 del telefono Amico, ben trovata, posso aiutarti?”
“penso di si, ho messo l’occhio in forno e il cervello in lavatrice ma non ricordo più perchè avevo preso il rosmarino”
“in che senso hai messo l’occhio in forno e il cervello in lavatrice?”
“penso nel senso giusto, beh l’occhio è tondo per cui qualsiasi verso immagino andasse bene, mentre il cervello l’ho adagiato sul fondo del cestello, ho sbagliato qualcosa?”
“ok, senti, allora vediamo, di che occhio stai parlando?”
“del destro, l’occhio destro”
“ma l’occhio di chi è?”
“mio perbacco, perchè di chi pensavi che fosse? Tu per caso te ne vai in giro a prendere gli occhi degli altri?”
“no certo e il cervello? Di chi è cervello?”
“ma allora mi prendi proprio per stupida, è mio anche il cervello”
“capisco, quindi tu ti saresti tolta il cervello e un occhio e avresti messo uno nel forno e l’altro nella lavatrice, giusto?”
“no sbagliato, lo vedi che non mi ascolti? Ho messo il cervello in lavatrice e l’occhio in forno”
“giusto, mi ero confuso”
“e allora?”
“scusa, pensavo a quello che mi hai raccontato, e come ti senti adesso? Sei a casa da sola o c’è qualcuno accanto a te?”
“e che importanza ha?”
“pensavo avessi voglia di parlare”
“ma voi li ascoltate quelli che telefono oppure leggete tutto su un fogliolino?”
“certo che ti ascolto, dimmi”
“oddio, te l’ho già detto, volevo sapere come posso fare a ricordarmi per quale motivo ho preso il rosmarino. Cioè il motivo per cui l’ho preso lo so, per metterlo sul cervello ma non ricordo a cosa possa servire il rosmarino sul cervello”
“ah ecco però a questa domanda non so rispondere neanche io. Quanti anni hai?”
“che importanza ha?”
“dalla voce mi sembri giovane, vivi da sola?”
“no, vivo con i miei gatti”
“a me piacciono molto i gatti, io ne ho due, tu quanti ne hai?”
“due anche io”
“ come si chiamano?”
“perchè mi chiedi dei miei gatti? Che te ne importa dei miei gatti? Comunque si chiamano Occhio e Cervello”
“Occhio e Cervello? Ma sono i suoi gatti che hai messo in forno e in lavatrice?”
“certo che no, mi hai preso per una pazza?”
“No figurati è che…. come hai detto che ti chiami?”
“Non lo detto”
“E non vuoi dirmelo?”
“aspetta un attimo, torno subito”
……
“eccomi, per colpa tua mi si è bruciato l’occhio. Allora vuoi dirmi o no a cosa mi serve il rosmarino?”
“ti si è bruciato l’occhio? Quello che avevi messo in forno?”
“no l’altro, maddai certo che mi si è bruciato quello che avevo messo in forno! Comunque ora ci ho messo l’altro ma se brucio anche questo poi li ho finiti. Allora vuoi dirmi si o no come faccio a sapere perchè ho preso il rosmarino?”
“hai messo l’occhio sinistro in forno? E ora come fai a vedere dove vai?”
“semplice, non vado da nessuna parte”
“va bene ma come farai adesso senza vedere?”
“guarderò invece di vedere”
“e che significa?”
“cosa scusa? Vuoi sapere la differenza tra guardare e vedere?”
“no, voglio dire che….. ma perchè hai messo gli occhi in forno?”
“mi piacciono gli occhi arrosto”
“ok, ok, senti, parliami del tuo cervello quello che hai messo in lavatrice, ti va?”
“e che ti dovrei dire?”
“non so, perchè non mi racconti perchè lo hai messo in lavatrice? A proposito come avevi detto di chiamarti?”
“non l’ho detto”
“già non lo hai detto. Allora, perchè hai messo il cervello in lavatrice?”
“per lavarlo, tu per cosa la metti a fare la roba in lavatrice?”
“era sporco?”
“ovvio”
“e di cosa si era sporcato?”
“solite cose, macchie di unto e di vino, ketchup, erba e persino uovo”
“ti piace il ketchup?”
“no mi fa schifo”
“e allora come mai il tuo cervello era sporco di ketchup?”
“lo avevo sporcato a posta per vedere se lo smacchiatore è davvero così efficace. Non è con tutta questa roba che macchiano i capi prima di metterli in lavatrice per dimostrare l’efficacia di un prodotto?”
“non lo so, mi dispiace”
“e quindi?”
“quindi vuoi sapere del rosmarino, giusto?”
“già”
“senti, io non lo so perchè ci hai messo il rosmarino, forse volevi metterlo sull’occhio prima di metterlo in forno”
“ti sei già arreso”
“come scusa?”
“mi hai dato una risposta tanto per fare, ti ho già detto che lo avevo preso per metterlo sul cervello ma non so perchè”
“senti…… se tu mi dessi un nome sarebbe più facile parlare”
“ok, ok, tu come hai detto che ti chiami?”
“io sono l’operatore 4395”
“ok, allora io solo l’utente 4396”
“bene 4396, vedo che facciamo dei passi avanti”
“ma se io sono ferma?”
“era un modo di dire 4396, allora dove eravamo rimasti?”
“4395 io sono rimasta a casa dove sia rimasto tu non lo so. Va bene comunque ho capito che non puoi aiutarmi e non me lo vuoi dire, bel servizio questo Telefono Amico!”
“senti 4396, facciamo una cosa, mi puoi aspettare solo un momento?”
“se fai veloce…..”
“ok torno subito”
…….
“ciao 4396, sono 4382, sono il supervisore di 4395 che mi ha detto che hai bisogno di aiuto”
“perspicace”
“4396 hai voglia di parlare con me?”
“dimmi”
“no, veramente dovresti essere tu a dirmi di cosa hai bisogno, hai chiamato tu, ricordi?”
“non sono mica scema, quattrotreottodue, certo che mi ricordo”
“bene, senti che ne dici se invece che per numeri ci chiamassimo con il nostro nome? Io sono Marina e tu?”
“ma siamo sicuri che ho telefonato al Telefono Amico e non ad un centro per malati di mente? Prima date i numeri poi volete i nomi”
“hai ragione, ma sai anche noi abbiamo delle regole da seguire”
“Sono Ada e vorrei sapere, come spiegavo al suo collega, perchè ho messo il rosmarino sul cervello”
“Bene Ada, che bel nome che hai”
“e quindi?”
“niente, dicevo che hai proprio un bel nome, e dove vivi Ada?”
“in casa”
“in casa dove?”
“in un condominio”
“è grande?”
“il condominio?”
“si, è grande?”
“abbastanza”
“e conosci qualcuno, qualche vicino, il portiere….. qual’è il tuo indirizzo?”
“vabbè, vado che mi si brucia anche l’altro occhio. Però come Telefono Amico fate davvero schifo, avevo fatto una domanda semplicissima e nessuno ha saputo rispondere”
“Ada?”
“che c’è ancora?”
“perchè non vai a controllare l’occhio che io ti aspetto?”
“perchè devo anche stendere il cervello prima che piova”.




