Ma andata a far scudo!
Viscontessa, 16 novembre 2009Sabato scorso mi è stata recapitata una raccomandata dell’Equitalia ovvero la società che si occupa del recupero crediti per conto degli enti pubblici. Una società, l’Equitalia, estremamente efficiente almeno per quanto riguarda l’invio delle comunicazioni ai contribuenti presumibilmente insolventi, molto meno, invece, quando i cittadini devono prendersi una giornata di ferie per ottenere informazioni presso i suoi sportelli aperti al pubblico.
Per questo fa amaramente sorridere la riforma del Ministro Bruentta entrata in vigore oggi e grazie alla quale sarà il cittadino ad essere al centro della pubblica amministrazione. “Bastone, carota, trasparenza e mobilità” questo lo slogan che secondo il Ministro, dovrebbe sintetizzare gli intenti di questa riforma che tra l’altro consentirà al cittadino insoddisfatto della professionalità di un pubblico dipendente, di rispondergli “io ti faccio un mazzo così”. Parole di Brunetta.
Fa sorridere perchè quando manca una cultura del “buon senso” non c’è riforma, legge, divieto o minaccia che possa rendere più civile una società. Potermi verbalmente accanire con l’impiegato che mi spiegherà come sia possibile che debba pagare 50 euro per un mio presunto debito di 0,01 centesimi di euro quando l’euro non era ancora entrato in vigore, non mi ripagherà della giornata persa in fila all’Equitalia ma soprattutto non mi convincerà che la pubblica amministrazione sia dalla mia parte di cittadina.
Mi piacerebbe poter minacciare di ripercussioni chi si permette di minacciare ritorsioni sui beni di proprietà di chi non salda debiti fantasiosi come il mio mio, ma siccome questo non sarà possibile, neanche Stachanov in persona potrebbe rendermi soddisfatta dell’efficienza della pubblica amministrazione.
Un’amministrazione, efficiente e dalla parte del cittadino, è un amministrazione che non costringe i cittadini ad affrontare costi e difficoltà per chiedere spiegazioni su debiti di così singolare formazione, né li costringe a pagare cifre delle quali non sanno spiegarsi l’origine solo perchè meno oneroso che chiederne conto. E non consola neanche la solidarietà dell’eventuale stacanovista di turno che pur mostrando tutta la comprensione possibile per il tuo disappunto, purtroppo non potrà farci nulla..
Perché è proprio in quel “nulla”, dentro a quelle voragini burocratiche che si sono mangiate i nostri soldi e la nostra fiducia, che si dovrebbero fare delle vere riforme, riforme serie che non si mangino, per dire, tutto il contributo mensile di una social card per un debito tanto improbabile quanto ridicolo come il mio.




