Ridateci Alberto Lupo

Viscontessa, 4 luglio 2010

Adesso va il podcast. Contando il tempo con il calendario tecnologico non proprio “adesso adesso” ma misurando il tempo in funzione della storia che passa, un adesso immediato.
Adesso per esempio, c’abbiamo Berlusconi e quando è arrivato il podcast non esisteva neanche. Se avesse saputo che un giorno avrebbero inventato il podcast sicuramente lo avrebbe comprato lui con una trattativa poco chiara sulla quale la magistratura starebbe cercando di indagare nonostante i paletti conficcati sul luminoso cammino della Giustizia, dal leggi, leggine, minacce.
Da un’intercettazione telefonica tra Mister X e Mister Y sarebbero emersi elementi poco chiari circa il ruolo rivestito da Mister X (un tipo losco con i tacchi alti e con un pesante trucco di scena) nella trattativa per l’acquisto di un piccolo spazio di libertà, roba da poco per la quale, sostengono i legali di Mister X, il capo non si sarebbe certo sporcato le mani.
Poi torniamo a quel discorso sulla libertà ma c’è prima da affrontare questo discorso del tempo tecnologico che scorre più veloce di quanto non faccia per esempio quello della ricerca medica (chirurgia estetica esclusa perché su quella si investe tanto.). E corre molto più veloce del tempo politico e così questa cosa di Internet a Mister X gli è scappata prima che potesse metterci le mani sopra per offrire gnocca virtuale a tutti gli italiani. Che poi sarebbe stata meglio della gnocca televisiva che non è neanche interattiva e anche se lecchi la tivvu mentre lei (la gnocca ndr) conduce un programma di approfondimento sui motivi socio-politici per i quali la frisella napoletana è preferita dai napoletani e quella pugliese dai pugliesi, quella – la stronza che parla delle friselle e mostra le tette – continua a mangiarsi la frisella anche quando le cade un pezzo di pomodoro nella scollatura e voi vi offrite di recuperarlo. Niente. La gnocca televisiva non fa niente, non reagisce, provoca e poi ti ignora, praticamente come fanno tutte le donne.
La gnocca interattiva invece, può fare quello che vuoi tu. Non puoi ancora toccare, ma la gnocca virtuale reagisce alle tue porcherie e questo è già un bel passo in avanti. Il prossimo è lo stupro.
Se forse Mister X si fosse accorto prima che il suo geniale piano per controllare la Nazione rischiava di essere intralciato da un nuovo mezzo di comunicazione avrebbe fatto un ddl sulle comunicazioni anziché sulle intercettazioni perché le comunicazioni sono tutte uguali ma quelle di Mister X sono più uguali delle altre.
E invece noi siamo liberi, liberi di navigare e di ascoltare i podcast ma io preferivo quando alla radio davano gli sceneggiati perché così potevo scrivere ascoltando una storia.
La libertà è come la gnocca, pensi sempre di averla raggiunta ma poi ti accorgi che non è mai quello che credevi. Ridatemi Alberto Lupo.

Ehi ragazzi ho un piano!

Viscontessa, 28 giugno 2010

Pareva cosa fatta. Pareva sempre cosa fatta come la tramvia, il palazzo di giustizia, l’aeroporto, la tav, la sistemazione del manto stradale cittadino, la cittadella viola e persino i mendicanti per strada.
Pareva sempre cosa fatta e invece non abbiamo fatto ancora niente o ci siamo accontentai delle pezze messe qua e là per rammendare quel che resta di una città come la nostra dove dalla demolizione della pensilina della stazione alla cittadella della musica, dall’abbatimmento del palazzo delle poste di via del pratellino all’ultimazione di quello di giustizia che non finisce mai, le idee non mancano ma i fatti latitano.
Fortunatamente, però, i nostri problemi stanno per finire perchè il nostro Sindaco, la nostra giovane guida scout ha finalmente un “piano” e noi Giovani Marmotte adepte di questo modo “easy” di far politica, vogliamo credergli perchè Matteo è uno simpatico, uno che gli piace stare tra le gente, uno di noi, uno che hai l’impressione di poter chiamare anche quando ti si rompe lo scarico del bagno perchè è molto più facile rintracciare lui di un idraulico.
Renzi fa parte di quella nuova generazione di Sindaci un po’ politici, un po’ assistenti sociali, un po’ Mister Hyde alle prese con le torbide acque dell politica e un po’ dottor Jekyll, medici della psiche dei propri concittadini. Per questo forse, a garanzia della propria credibilità per un piano che si propone di traghettare la nostra città verso un fulgido splendore, Renzi ci ha presentato il carnet dei suoi successi di sindaco tutti orientati a farci divertire, tutti dedicati al nostro benessere immediato, tutti destinati a farci tirare un sospiro di sollievo come quando il precedente sindaco disse basta ai lavavetri e loro adesso non lavano più i vetri ma mendicano ancora ai semafori.
Così Renzi può vantare la pedonalizzazione di Piazza Duomo, la riapertura dell’anfiteatro, il varo di una tramvia costruita da altri, l’elemininazione della figura dei vigilini. Tutti “simpatici” provvedimenti e persino condivisibili, ma la battaglia politica condotta a suo tempo dai due candidati sindaci si era svolta per buona parte sulle buche del manto cittadino che sono un’inezia a confronto del ritorno al suo antico splendore promesso dai due, ma sono purtroppo l’unico suolo che dovremmo percorre quoditianamente almeno fino a quando, grazie al ritrovato splendore, potremmo camminare tre metri sopra le buche.
Matteo, tappaci le buche e fai cento flessioni.

Su Il Firenze di oggi

Domani

Viscontessa, 7 giugno 2010

Domani a mezzanotte e mezzo su Radio 1.
Da dopodomani qui.

Ricetta per la domenica

Viscontessa, 11 aprile 2010

Ingredienti per 8 ore:

due grossi coglioni maturi
un marito italiano medio
una donna in pigiama
quattro fettine sottilissime di culo
una partita di calcio di serie A
un divano almeno da quattro posti
un ventre molle d’occidente
un letto
pigrizia qb
un pizzico di depressione.

Prendete il marito italiano medio e mettetelo a marinare per almeno quattro ore sul divano con un una partita di calcio di serie A.
Tanto prendete la donna in pigiama e insaporitela con un pizzico di depressione. A parte lavate e mondate due grossi coglioni maturi, quindi tagliateli a cubetti poi fatene delle striscioline, decorateli a piccolo punto, passateci una mano di smalto, impreziositeli con quattro fettine di culo in pasta di sale e poi metteteli in una terrina e sbatteteli vigorosamente a mano con la frusta fino a quando non vi sembreranno abbastanza gonfi.
A questo punto prendete la donna in pigiama che a adesso dovrebbe essere abbastanza depressa da rimanere in pigiama tutto il giorno e foratela con una forchetta appuntita perchè non scoppi prima del tempo. Stendete la donna in pigiama, flaccida e sforacchiata sopra ad un letto di pigrizia stagionata, cospargetela con la soffice crema che avrete ottenuto dal vigoroso sbattimento dei grossi coglioni maturi e lasciatela lì per almeno un paio di ore o almeno fino a quando la donna in pigiama, flaccida, sforacchiata e cosparsa di soffice crema di coglioni maturi, non comincerà a grattarsi il ventre molle d’occidente. A questo punto toglietela dal letto e lasciatela riposare per almeno mezz’ora. Servite a temperatura fredda e umida.
Il marito lasciatelo pure dov’è, basterà che domattina lo solleviate dal divano e lo spediate a lavoro. Ricordate solo di ostendere il suo sudario.

La Televisione

Viscontessa, 4 aprile 2010

Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare.
Ho visto dei buchi di culo in primo piano e ho capito che il Darwin di Bonolis è un programma di approfondimento, e ho visto la Perego premiare un disgraziato di diciassette anni che pesa cinque chili e ho pensato che la meschinità aveva tutti i diritti di diventare l’ottavo peccato capitale.
Ho visto giovanotti in mutande agguantare uno di quei culi in primo piano e sbatterselo sulla patta e ho visto un tipo che saltava toccando un vetro ed era una cosa importante, una cosa che meritava un premio. Ho visto il cartone animato di un paraplegico che fa il poliziotto e vuole arrestare la sua vicina di casa che è una cleptomane e finisce in galera ma evade e tramite le fogne arriva in un posto di cinesi e insieme alla sua famiglia fa la vita da cinesi. E ho visto il servizio del TG5 per salutare la Toffanin che a fine aprile ci sgrava un altro Berlusconi.
Ho visto morti squartati, affogati, bruciati e decomposti che sul tavolo per le autopsie di quelli di CSI appaiono freschi come rose. E ho visto la foto della sconosciuta ritrovata nel lago di Como.
La morte vera non è mai bella.
Beh speriamo almeno che sia stata la Canalis perché era gelosa del suo George. Cosa non tocca fare delle volte per convincere gli altri del proprio amore!
Ho visto i soliti mostri televisivi, quelli che non esistono, ologrammi di se stessi e ho visto i soliti bambini cantare. Ma Erode che fine a fatto?
Ho visto la D’Urso, la Panicucci, la De Filippi, la Perego, la Clerici, la Gruber, la Parodi, la Merlino, la Toffanin, l’Annunziata, la Landi, la Dalla Chiesa, la Busi., la Carlucci…ma dove cazzo son finiti gli uomini? Ho visto la Passione di Cristo e i fanciulli venite a me che passione! Ho visto che il pil va giù e la disoccupazione va su ma l’indice YHABG studiato dal Ministro Brunetta, indica una netta ripresa del 65% . Il calcolo basato sull’indice EMA approvato dell’Istituo Superiore delle Nazioni Unite e adeguato al Pil delle Nazioni della CEE che abbiano rispettato i paramentri di Maastricht per il biennio 2002 2003 purché i centimetri cubici di acqua piovuta nel mese di aprile siano stati certificati dalla FAO, viene suddiviso per i millesimi di appartamenti posseduti nel 2007 quando c’erano al governo quegli sporchi comunisti.
Ho visto calciatori e Arisa e non ho visto la differenza. Ho visto bambini che cantano come adulti e forse l’antidoping bisognerebbe cominciare a farlo a questi piccoli mostri. E ho visto dei mostri che stanno su un’isola a patir la fame perché ormai le uniche emozioni che alcuni riescono a provare sono quelle stimolate da un telecomando. Da qualsiasi parte dello schermo stai.
Ho visto milioni di italiani che vanno in vacanza per Pasqua. Famiglie felici che non sapendo decidersi tra la Tunisia e l’ennesima settimana bianca, dichiarano di fronte alla telecamera che hanno deciso di fare una settimana qui e una lì. Ma la crisi? Chiede una sorridente e bellissima giornalista alla famiglia felice. Perdonatemi, – pare sottintendere con quel sorriso che possiamo solo immaginare – ma son domande che purtroppo dobbiamo fare. Allora la madre arretra di un passo e stringe i suoi pargoli a se, il padre fa un passo in avanti, si fa serio e mentre la telecamera stringe sul primo piano di un padre di famiglia giustamente preoccupato ma ottimista, lui dice “eh si la crisi c’è stata ma ora le cose piano piano si stanno rimettendo in moto e anche noi, dopo un periodo così difficile, abbiamo pensato di meritarci una vacanza”.
E non ho visto milioni di italiani che sono senza lavoro o che il lavoro rischiano di perderlo. Ma non ne ho visti neanche uno. Cioè non li ho proprio visti e forse è colpa loro che se stanno sempre tappati in casa invece di andare a Taormina o a Cortina. E non ho visto niente sull’articolo 18 ma ho visto Napolitano tutto contento del clima politico che si sta instaurando. Ora facciamo le riforme. Praticamente siamo in un riformatorio.
Ho visto un sacco di morti, morti veri ma lontani, gente morta che viene commemorata con le trasmissioni in tarda notte, quelle curate dagli intellettuali del gruppo che gli piace tanto occuparsi d’arte e allora occupati di arte così non rompi i coglioni. Ho visto gente che in televisione ci è cresciuta, e invecchiata, qualcuno è morto, altri lo sono quasi ma all’improvviso la televisione ha fame di personaggi e allora il tuo agente ti chiama e ti dice se ti interessa partecipare come ospite ad una trasmissione sulla Rai. Cazzo! Io mi metto nei panni di quelli che da vent’anni non li chiamava più nessuno e all’improvviso ti chiamano e ti offrono addirittura una prima serata. E allora te li ritrovi lì sullo schermo tutti incartapecoriti e c’è sempre qualcuno che dice “ah, ma lui è ancora vivo? Pensavo che fosse morto. Ma quanti anni avrà ormai?”. E tu sei lì sotto ai riflettori dopo tanto tempo e non ti hanno invitato per raccontare tutta la tua meravigliosa vita artistica perché anche tu hai un sacco di aneddoti che se solo….. no, sei lì perché pensano che tu sia stato il più caro amico di quell’altro che è morto – mai troppo presto, pezzo di merda – e al quale hanno dedicato la trasmissione nella quale ti trovi adesso.
Ho visto la Dandini ma…… sbaglio o si è data una tiratina? Sere, se passi di qui lascia almeno il nome della crema miracolosa. E ho visto un gioco talmente scemo che ho dovuto vederlo varie sere di seguito per capire quanto fosse scemo. C’è uno che deve indovinare cosa fanno gli altri. Praticamente ci presentiamo in dieci e tu devi indovinare che sono io quella che si fa ciucciare le dita dei piedi. Per aiutarti, se proprio lo vuoi perché gli aiuti costano, posso dirti che una volta mi sono fatta una maschera per i capelli a base di frutti rossi. E cazzo c’entra? E che ne so, ve l’ho detto che questo gioco non l’ho capito…..a meno che non si debba ricavare dall’indizio sulla maschera per capelli ai frutti rossi il bandolo della matassa. Pensateci, chi si fa leccare le dita dei piedi deve sempre avere i piedi in ordine il che significa anche smalto per le unghie e quale colore di smalto per le unghie può preferire una che si leccare le dita dei piedi? Di certo non il rosa, probabilmente il rosso come i frutti rossi di quella famosa maschera che, guarda caso, riguardano l’estremità superiore del corpo così come le unghie dei piedi quella inferiore. Va bene, devo smetterla di guardare i telefilm americani con i medium, i sensitivi, gli scrittori, gli psicopatici…..
Ho visto il Papa vittima di una giustizia ad orologeria che scoppia, guarda caso, alla vigilia della resurrezione, una delle ricorrenze più importanti per la Chiesa Cattolica. Una roba di un tizio che non solo muore e risorge per noi, ma che gli tocca morire e risorgere ogni anno perché noi si possa prendersi qualche giorno di riposo per abbuffasi con gli amici. Continuiamo così, facciamoci del male.

Uomo 45 d.b

Viscontessa, 14 marzo 2010

- Buonasera mi dica.
- Sono qui per l’iscrizione.
- Quanti anni ha?
- 19.
- E’ un po’ grande…..
- Si, lo so…..
- Sarebbe stato meglio se avesse cominciato prima. Come mai non lo ha fatto? Non aveva ricevuto il bonus?
- Si, si lo avevo ricevuto ma io avevo già la ragazza e non mi andava di tradirla.
- Ma lo sa che è per il suo bene…….. farlo la prima volta con una seria professionista del settore, è importantissimo per lo sviluppo psico fisico del maschio italico. E’ pieno di ottime professioniste adatte a tutti i gusti e tutte le fantasie, donne che hanno studiato per questo e sanno esattamente come fare. Ma lo sa che se il primo approccio è traumatico lei rischia di avere problemi con le donne per tutta la vita?
- Io veramente avevo fatto la domanda per fare l’obbiettore di coscienza….
- Però voi obbiettori di coscienza dovete spiegarmi perché non volete servire il vostro paese come tutti i maschi italici.
- No, non è quello è che io vorrei fare l’amore solo con la mia ragazza e quando ne abbiamo voglia tutti e due. Non mi va molto l’idea di mantenere sempre il coso duro…..
- Non mi dirai che ti vergogni? Non hai visto che adesso anche Armani Sedicesimo ha presentato la collezione maschile con pantaloni che mettano ben in evidenza il pennone sempre alzato.
- No, no, non mi vergogno, anche io lo porto sempre alzato e per questo fino ad adesso non ero ancora venuto.
- Va bene dai, fammi vedere un po’. Passa il polso sotto al micro chip.
- Ecco.
- Ottime misure, complimenti ragazzo, quando sei entrato non avevo guardato. Vedo che il bonus, comunque, ti era arrivato nel Bertolaso del 40. E vedo che non lo hai usato ma qui ci sono ricevute per prestazioni già nel 39. Bravo, un ragazzino precoce però il bonus statale è importante perché ti garantisce la qualità del servizio. Comunque, io adesso ti inserisco nel programma Viagra. Sai come funziona? La prima volta che ti capita di svegliarti senza l’alza bandiera, prendi una pasticchina. Stai tranquillo, queste sono di ultiimissima generazione e non hanno alcuna contro indicazione. Nessuno se ne accorgerà, sarà tutto esattamente come prima ma è molto importante che tu cominci a prenderla fin dalla prima volta. Guarda che non c’è niente di cui vergognarsi se una mattina ti alzi e ce l’hai moscio, succede a tutti, solo che grazie a questa pasticchina si può evitare quel brutto giorno e allora perché non prenderla?
- E fino a quando dovrò prenderla?
- E chi può dirlo, pensa che l’altro giorno è venuto un tizio di 120 anni che aveva provato a smettere ma gli sembrava che gli mancasse qualcosa e ha chiesto di essere iscritto al programma della quarta età.
- No vabbè, non è quello che mi preoccupa è che io con una che non è la mia ragazza non mi ci vedo e sono un po’ preoccupato da quello che potrebbe succedere quando lei non c’è. E’ vero che ho iniziato presto ma poi quando ho conosciuto lei mi sono fermato.
- L’anno prossimo devi partire per il servizio civile, vedrai che lì ti insegneranno ad essere un vero maschio, non devi preoccuparti, imparerai a come gestirti il pennone in tutta serenità. Ma lo sai che dall’anno prossimo farete anche sei ore settimanali di pratica in più? Non vorrei sbagliarmi ma mi pare che aumentino le ore di corteggiamento, petting e sesso televisivo.
- Si lo so ma sono le ore di autostima, cameratismo e gara a chi piscia più lontano che mi preoccupano ….. e poi, ecco, a me di fare l’amore con una che non è la mia ragazza……
- Ma dai! Vai lì per imparare no? Vedrai che dopo una settimana che sei lì non ti ricordi neanche come si chiama la tua ragazza. Lei non fa volontariato?
- Veramente non le andrebbe molto…..
- E come mai? Non le piace mostrare le sue qualità? Non dirmi che è timida come te! Proprio per questo le farebbe bene frequentare per almeno una settimana lo stage di seduzione. Ormai ci sono degli ottimi stage completamente gratuiti, finanziati dalla regione o in alcuni casi anche dai comuni. Le farebbe bene stare un po’ con le ragazze della sua età, mettersi in gioco facendosi televotare dagli spettatori maschi, le servirebbe per formasi il carattere, acquisire sicurezza e individuare con un certo anticipo, i pezzi forti e quelli deboli del suo fisico. Io, ti giuro, ho visto ragazze di ventanni devastate dalla cellulite perché non si sono rese conto fin da subito il rischio che correvano. Si fossero spogliate prima, avrebbero potuto evitare simili abomini! E poi nessuno vi obbliga a fare niente, noi vi forniamo solo gli strumenti adatti per affrontare serenamente la vostra vita sessuale. Dai, adesso spogliati che andiamo di là a controllare i tempi di reazione così calcoliamo esattamente il dosaggio. Sai come funziona? Ti mostriamo delle immagini e controlliamo quanto tempo ci metti per avere un’erezione completa.

8 marzo

Viscontessa, 8 marzo 2010

Otto marzo. Festa della donna. Che bello. Chissà come festeggeremo quest’anno questa ricorrenza volubile come una collezione da passerella dedicata ad una donna sempre più donna e sempre meno persona. Siamo fatte così – o almeno questo è ciò che dicono gli altri – “ dolcemente complicate”, come cantava Fiorella Mannoia, e i nostri capi sono dolcemente complicati come noi e come la nostra festa che cambia significato ogni anno e si adegua alle esigenze del momento, agli allarmi sociali del momento, al ruolo che altri decidono per noi in quel momento.
Siamo vittime – e su questo siamo tutti d’accordo (compreso i carnefici che nel migliore dei casi non si rendono neanche conto di essere tali) – ma come uscirne nessuno lo ha ancora capito e allora dopo le maniere forti del femminismo e il rito emulativo dello streep maschile, adesso siamo nella fase accusatoria che nel diventare spietata nei confronti di determinati modelli maschili, si fa più indulgente nei confronti dei fenomeni sociali che l’hanno generata. Adesso che è stata indebolita l’immagine pubblica della donna conferendo valore essenzialmente alla sua fisicità, c’è stupore e indignazione nel constatare che taluni, i più gretti d’animo, i più ignoranti, i più ricettivi ai messaggi subliminali, hanno recepito il messaggio sbagliato.
Siamo vittime, vittime di chi non ha capito che bisogna guardare e non toccare, vittime di chi ci discrimina, vittime di chi ci ama troppo e male. Ma lo siamo anche di una nuova forma di autolesionismo che si chiama chirurgia estetica e di una mentalità, che nel rivendicare come propria necessità il sentirsi più sexy e attraenti, suggerisce il desiderio inconscio di far pace con il mondo maschile sempre più spaventato. Alle proprie paure, alle proprie insicurezze, alle delusioni della vita si dà il nome di una parte del corpo e con un colpo di bisturi la si cancella. Gli uomini sfuggono e le donne si fanno a pezzi per loro cercando di riacquistare quella femminilità perduta negli anni di una emancipazione da conquistare.
Vittime, tutte vittime, siamo vittime degli stupratori, del datore di lavoro, del marito ma lo siamo anche di una mentalità che ci costringe a parlare delle donne soltanto bene, esaltando tutte le loro qualità di genere e uniformandole in unico modello sia estetico che culturale. Una donna che pare vittima soprattutto del malinteso per cui scegliere liberamente di ingrandirsi il seno equivale alla prova di una raggiunta emancipazione.
Il Firenze

L’elettrodepilazione del pelo nell’uovo

Viscontessa, 11 febbraio 2010

Dopo aver dimostrato di averle, dopo essermele stracciate, rotte e caramellate, da qualche giorno mi dedico a tirarle. Si tratta di tante palle colorate che vanno ad infrangersi in un muro di altre palle colorate che si disintegrano scoppiettando.

Palle colorate che volano sul monitor mentre scopro l’universo femminile delle italiane medie alle prese con una vita che non è poi tanto malaccio se stai al tuo posto di donna.
I modelli femminili che vengono proposti sono adatti alla fascia televisiva oraria del pomeriggio come le madri di famiglia che lavorano ma part time per potersi occupare dei figli e della casa.
Donne che si tengono mediamente in forma e superficialmente informate di politica ma molto interessate all’attualità. Donne di mezzo sufficientemente emancipate da non seguire le ricette in tivvu e non comprare batterie di pentole che ti regalano anche un bellissimo servizio di piatti per fare bella figura alle cene con i parenti, ma non abbastanza da rendersi conto che essere “sexy” non è tutto nella vita.
Per questo, probabilmente, adesso vanno di moda le cinquantenni o giù di lì. Donne sparite dal mondo dello spettacolo da vent’anni che adesso tornano in formato “sexy” perché essere “sexy” è diventato un valore. E così torna la Cuccarini (della quale francamente non sentivamo la mancanza) ma torna anche Eleonora Giorgi (ultimamente ospite di tutte le trasmissioni tivvu) e un clone venuto male di Ornella Muti e adesso persino la Heather Parisi incinta di due gemelli.

Palle colorate sul monitor e mentre sono qui a parlar male delle mie colleghe mi arriva una mail di notifica per un commento a un mio vecchisimo post pubblicato su Sorelle d’Italia.
Poco importa il contenuto del post (un pezzo ironico con un titolo facilmente “preda” dei motori di ricerca) quel che importa è che il commento – che non ha niente a che vedere con il contenuto del post – che si conclude così “Non è un atto di egoismo ma è la possibilità di dare del bene assoluto ad un bambino sfortunato e bisognoso di amore, cure e attenzioni continue.” e si riferisce alla possibilità di dare in adozione un bambino ad una donna single.
Ma perché sono così maligna da ritenere che le empie di un amore – cotanto grande da impedirgli di tracotare in contesti assolutamente inappropriati – siano tutto sommato un po’ egoiste?
Prima di offrire attenzioni continue bisognerebbe aver imparato a fare almeno un po’ di attenzione.

Babbo Natale io voto per te.

Viscontessa, 15 dicembre 2009

Mi piace il Natale perchè a Natale ci sono sempre un sacco di pubblicità di profumi. Mi piacciono le pubblicità dei profumi perchè sono animate da esseri eteri, evanescenti, inconsistenti come un profumo. Esseri incorporei, esseri che ti pare di potergli guardare attraverso. Solo che attraverso di loro non vedi niente, non c’è niente. Come una sorta di illusione ottica che dovrebbe evocare un odore evanescente come un profumo.
Però a Natale ci dovrebbero essere un sacco di trasmissioni edificanti nelle quali i bambini vestiti da piccoli lord, cantano di fronte alle telecamere e i genitori si commuovono quando il loro piccolo, incalzato dalle domande di Mike, li indica tra il pubblico e le telecamere li inquadrano.
Oppure ci dovrebbero esseri quei filmini nordici tanto carini dove un bambino svedese che vive in lapponia con le renne, trova una mappa dentro al tronco di un albero caduto su una casetta di legno in mezzo al bosco nel quale il bambino si è perso.
E invece Berlusconi è riuscito a rubare il posto anche a Babbo Natale e questo è davvero la cosa più crudele che potesse fare. Si era già preso tutto, si era preso le nostre speranze, i nostri soldi, le nostre illusioni, il nostro buon senso, la nostra pazienza, il nostro futuro e persino quello dei nostri figli, ma Babbo Natale almeno poteva lasciarcelo.
A noi ci piaceva guardare la storia di un orfanello che la notte di Natale si perde in un bosco dove si era perso anche un bambino svedese che aveva trovato una mappa dentro ad un albero caduto su una casetta di legno in mezzo al bosco. Ci piaceva quando l’orfanello e il bambino svedese scoprivano di essere fratelli gemelli omozigoti separati alla nascita da un intervento che aveva separato i loro piccoli peni. Ci piaceva quando mostrandosi il pistolino si accorgevano di avere ciascuno una cicatrice compatibile con quella dell’altro. Ci piaceva quando dopo questa scoperta….. Insomma ci piacevano i racconti edificanti di natale e ci piaceva Mike Bongiorno che intervistava una bambina obesa di nome Jessica che di lì a poco avrebbe ballato Flash Dance. Ci piaceva Babbo Natale che ci portava in dono una bella candela profumata e un’Antonella Clerici o una Milly Carlucci che fanno sangue ai signori più attempati mentre le mogli sono in cucina a preparare il caffè.
Ci piaceva Babbo Natale e invece da ieri non si vede che Berlusconi. Invece di Fabrizio Frizzi che ci porta nella cucina della famiglia Scognamiglio (due genitori, cinque figli, quattro nonni, sedici zii, ventinove nipoti più i fidanzati vari e il vicino tunisino per dimostrare che gli italiani non sono razzisti) adesso c’è Bonaiuti che ci porta nella camera d’ospedale di Berlusconi.
Cosa cucinerà la famiglia Scognamiglio per questo Santo Natale, non lo sapremo mai. Eppure alla famiglia Scognamiglio ci eravamo già un po’ affezionati, l’avevamo conosciuta a Pomeriggio Cinque quando in formazione ridotta (erano solo 35) avevano raccontato ad una Barbara d’Urso visibilmente commossa, della miracolosa guarigione della figlia Concetta affetta da una rara forma di ragadi anali. La storia aveva avuto un tale successo di pubblico che il giorno dopo Sposini (poco convinto dal tema della punata che avrebbe dovuto mandare in onda quel pomeriggio e intitolata “minorenni: stop al seno rifatto. Ma la chiappa? La si potrà ancora tirare su prima dei 18 anni?”) aveva voluto a tutti i costi la famiglia Scognamiglio in studio anche se la produzione era stata irremovibile sul tema da affrontare nella puntata. Il risultato era stato quello di parlare per tre ore di chiappe miracolate e la bagarre che aveva accompagnato la discussione era stata così accesa che la puntata di Sposini aveva battuto i record d’ascolto persino del gallinaio pomeridiano della De Filippi. Ed era stato così che la famiglia Scognamiglio era entrata trionfalmente nel mondo dello spettacolo con il ruolo “famiglia tipo italiana” che guarda caso votava Pdl adorava Berlusconi ed era stata miracolata da Padre Pio.
Natale a casa Scognamiglio. In trepidante attesa di sapere cosa avrebbe preparato per il cenone di Natale la tipica famiglia italiana del sud, avremmo tanto potuto godere della compagnia della tipica famiglia italiana del nord che vota Lega, che va in chiesa tutte le domeniche e che tiene due bravi figli: il maschio che studia economia aziendale, aiuta il padre nell’azienda di famiglia ed è fidanzato con la figlia del maresciallo dei carabinieri, e la femmina che ha vinto il concorso di bellezza per miss condominio ed è diventata famosa perchè ha dichiarato che da grande vuol farsi suora.
E invece niente. Al posto di Frizzi c’è Vespa, al posto di Babbo Natale c’è Napolitano.
L’unica cosa che invece non manca mai è sempre il miracolo o il miracolato.
Note:
1)vendo souvenir del Duomo di Milano mai usato.
2)Ciao Maroni, se stai spiando anche me digli a Berlusconi che rivogliamo Babbo Natale.

Ma andata a far scudo!

Viscontessa, 16 novembre 2009

Sabato scorso mi è stata recapitata una raccomandata dell’Equitalia ovvero la società che si occupa del recupero crediti per conto degli enti pubblici. Una società, l’Equitalia, estremamente efficiente almeno per quanto riguarda l’invio delle comunicazioni ai contribuenti presumibilmente insolventi, molto meno, invece, quando i cittadini devono prendersi una giornata di ferie per ottenere informazioni presso i suoi sportelli aperti al pubblico.
Per questo fa amaramente sorridere la riforma del Ministro Bruentta entrata in vigore oggi e grazie alla quale sarà il cittadino ad essere al centro della pubblica amministrazione. “Bastone, carota, trasparenza e mobilità” questo lo slogan che secondo il Ministro, dovrebbe sintetizzare gli intenti di questa riforma che tra l’altro consentirà al cittadino insoddisfatto della professionalità di un pubblico dipendente, di rispondergli “io ti faccio un mazzo così”. Parole di Brunetta.
Fa sorridere perchè quando manca una cultura del “buon senso” non c’è riforma, legge, divieto o minaccia che possa rendere più civile una società. Potermi verbalmente accanire con l’impiegato che mi spiegherà come sia possibile che debba pagare 50 euro per un mio presunto debito di 0,01 centesimi di euro quando l’euro non era ancora entrato in vigore, non mi ripagherà della giornata persa in fila all’Equitalia ma soprattutto non mi convincerà che la pubblica amministrazione sia dalla mia parte di cittadina.
Mi piacerebbe poter minacciare di ripercussioni chi si permette di minacciare ritorsioni sui beni di proprietà di chi non salda debiti fantasiosi come il mio mio, ma siccome questo non sarà possibile, neanche Stachanov in persona potrebbe rendermi soddisfatta dell’efficienza della pubblica amministrazione.
Un’amministrazione, efficiente e dalla parte del cittadino, è un amministrazione che non costringe i cittadini ad affrontare costi e difficoltà per chiedere spiegazioni su debiti di così singolare formazione, né li costringe a pagare cifre delle quali non sanno spiegarsi l’origine solo perchè meno oneroso che chiederne conto. E non consola neanche la solidarietà dell’eventuale stacanovista di turno che pur mostrando tutta la comprensione possibile per il tuo disappunto, purtroppo non potrà farci nulla..
Perché è proprio in quel “nulla”, dentro a quelle voragini burocratiche che si sono mangiate i nostri soldi e la nostra fiducia, che si dovrebbero fare delle vere riforme, riforme serie che non si mangino, per dire, tutto il contributo mensile di una social card per un debito tanto improbabile quanto ridicolo come il mio.

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