Prima o poi dovevo fare anche questo. L’occasione mi è stata fornita da mia figlia che voleva andare a vedere una porcata di film, uno di quei film che bisognerebbe cominciare a fare una distinzione tra leggi, vai a vederti un film invece di stare tutto il giorno davanti al computer e amore mio stai tutto il giorno di fronte al computer e guai a te se ti muovi per leggere qualcosa o andare al cinema.
La gente non scrive più, non legge più, non va più al cinema, occasioni culturalmente sprecate ma la cultura arriva sempre molto dopo la pubblicità e a riportare i giovani nei luoghi e nelle situazioni che pensavamo fossero culturalmente ideali, ci hanno pensato prima i cellulari, i Blokbuster, la letteratura spazzatura in bella mostra nelle librerie come negli uffici postali, le chat e infine i cinema multi sala. Tutto è ancora una volta perduto.
Ieri sentivo un tizio che intervistato non ricordo dove, diceva che lui va all’outlet non per fare acquisti, ma per fare una passeggiata all’aria aperta che almeno lì si può guardare il cielo, godersi queste calde giornate di ottobre, godersi il sole. Mi chiedevo dove potesse mai arrivare il suo ragionamento fino a quando ha detto “invece nei centri commerciali è tutto al chiuso con quella luce artificiale e l’aria forzata”.
Una generazione da video gioco, da centro commerciale, da realtà virtuale. Un generazione simulata.
Arrivati comunque al cinema multi sala a mia figlia si illuminano gli occhi a me viene un leggero malore. Siamo nuovamente a Gardaland, siamo nuovamente in un contesto nel quale la condizione umana è solo un fastidioso intralcio alle regole. E’ tutto programmato e segnalato da indicazioni, ci sono dei percorsi prestabiliti da seguire e anche chiedere dove sia un bagno, è un genere di contatto non previsto dalle condizioni del luogo: ci sono i cartelli e anche se non ci fossero è già stato previsto esattamente in che momento del tuo percorso all’interno dei locali che ospitano 16 sale cinematografiche, ti scapperà la pipì o avrei bisogno di lavarti le mani.
“per evitare spiacevoli inconvenienti verificare sul biglietto d’acquistato il film scelto e l’ora di inizio” che significa non fate domande, non chiedete niente, seguite le istruzioni e il percorso e tutto andrò bene.
All’interno tutta la gioventù che pensavamo fosse sparita. Non è vero che siamo un paese di vecchi e che non nascono più bambini, i bambini e i giovanissimi ci sono solo che li abbiamo tutti rinchiusi negli allucinanti videogiochi di una multi sala e loro lì si muovono con disinvoltura senza chiedere niente, senza fare domande, seguendo il percorso che gli abbiamo segnalato e ballando su un videogioco che simula la danza o scorrazzando in moto e in auto alle folli velocità di videogioco che simula qualsiasi tipo di corsa. Forse, mi dico mentre mi chiedo se questa sia la sensazione che si prova a farsi un trip, copulando con altri videogiochi dei quali non ho capito il senso.
Una marea di ragazzini cicciottelli che, bene che vada, si finisce la paghetta in liquirizie, noccioline tostate e cioccolata con un cuore di mou al cioccolato bianco in un anima di crema alla vaniglia e una corazza di granella di nocciole al cioccolato gianduia tuffato in una polvere di cocco e mandorle e ricoperto di una deliziosa crema di cioccolato fondente al caramello.
Un divertimento nazional popolare dove una bottiglietta di tè freddo ti costa tre euro e dove i popcorn e le bibite te li prendi da solo da appositi dispensatori di schifezze. Segui le istruzioni, segui il percorso, non fare domande e vai avanti.
Dopo la prima sosta al bar, la seconda in biglietteria e la terza nella sala giochi ingannevolmente descritta come “family palyer room”, si percorre il lungo corridoio dal quale le sagome dei personaggi in arrivo sugli schermi con i loro film, ti aggrediscono con tutta la loro brutalità. Film d’azione, film horror, film d’avventura, e commedie sguaiate promettono adrenalina e risate come potrebbe promettertele il tuo puscher di fiducia. Con la differenza che tutto ciò è legale. Quindi si atterra in un enorme salone circolare con la moquette colorata e le luci piccolissime che come un planetario illuminano quel mondo parallelo nel quale niente è come sembra ma stai bene cazzo, ti senti bene cazzo e va bene così.
Sosta nei bagni, scendi per un attimo nelle viscere buie e scure del tuo stesso essere e dopo aver espulso il male, il disagio fisico, l’irrequietezza della tua vescica, sei di nuovo in alto catapultato nel fantastico mondo della gola. Mangia, godi con il mastello di popcorn e sali ancora di un livello, il livello più alto, il livello che ti condurrà nell’ultimo girone del piacere. Sedici sale ma non devi chiedere niente, basta seguire le indicazioni, sali la scalinata e segui le indicazioni fino a quando ti troverai nella tua movies room, nel tuo castello incantato, nel buio di una sala piccola e accogliente dove finalmente potrai fumarti il tuo film per riceverne le emozioni spicciole promesse dagli eloquenti cartelloni pubblicitari.
Il film finisce, si apre una porta laterale e tu vieni espulso nel grigiore di un retro senza insegne, senza luci, senza rumori. Se vuoi un’altra dose, bello, devi pagare, devi ricominciare da capo.