sensibilizziamoci il culo: proposta decente

Viscontessa, 18 Febbraio 2008

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Eccomi nuovamente qua per proporre un servizio davvero innovativo per i miei lettori.
Una lunga tradizione di cura dei particolari e di particolare attenzione per le vostre esigenze, mi ha permesso in questi anni di offrire sul mercato soluzioni sempre più all’avanguardia nel settore dei servizi e di fronte al crescente bisogno di protesta di ciascuno di noi, ecco che ancora una volta sono in grado di offrirvi un prodotto di sicuro successo in grado di rendere la vostra protesta veramente efficace e competitiva.
In questi anni abbiamo assistito a un po’ di tutto, cittadini scontenti costretti ad improvvisare proteste che non servivano a niente, allevatori che lanciavano merda in autostrada, gente incatenata a qualche cancello, manifestazioni e cortei con le solite bandiere anni settanta, presidi stradali al freddo e al gelo, occupazioni scolastiche, scioperi, digiuni, appelli al presidente della repubblica e televisivi, lettere, mamme che non mandano i figli a scuola e persino allevatori di polli che offrono cosce di pollo gratis. Ma quante di queste proteste sono servite a risolvere un problema e soprattutto quanti sono i volti di questi contestatori che voi rammentate? Praticamente nessuno, tutta fatica che non è servita a niente e se si pensa a quanto sia importante quest’oggi essere famosi per tirare a campare, vi renderete ben conto di quanti sforzi siano stati compiuti inutilmente. D’altra parte sul fatto che l’unico modo per risolvere un problema sia legato alla necessità di diventare famoso, non credo che ci possano essere dubbi.
Ebbene amici, ecco che oggi tutti i vostri problemi sono risolti, ecco che, se vi affidate ai miei consigli, forse già in occasione delle imminenti elezioni politiche sarete in grado di essere candidati in una o l’altra lista politica. Ecco che se ascoltate i miei consigli, entro breve potreste essere ospite fisso di una trasmissione televisiva ed ecco che se mi date retta, domani stesso potreste diventare il testimonial di qualche azienda famosa.
Sei napoletano e non ne puoi più di vivere nella merda? Ecco che io posso offrirti il modo per trasferirti a Roma per entrare nel favoloso mondo politico.
Sei un operaio che non ce la fa più a campare con il misero stipendio che riceve? Niente più roghi in azienda, segui i miei consigli e vedrai che qualcuno stava cercando proprio te.
Sei un lavoratore a progetto che si è rotto i coglioni di usare la sua laurea per pulire il culo al suo capo? Dai retta a me e vedrai che entro breve avrai un laureato che pulisce il culo a te.
Sei incazzato nero perchè come donna, come omosessuale, come convivente, ti senti discriminato da questa società? Da domani l’unica discriminatura di cui dovrai preoccuparti è quella dei tuoi capelli.
Come? Semplicissimo: spogliati cara amica o se sei un uomo, fai spogliare tua moglie, un’amica, una vicina di casa o chi ti pare. Spogliati amica, spogliati dei tuoi abiti e esibisciti in un calendario, in una sfilata o semplicemente con il corpo dipinto. Spogliati come hanno fatto le ragazze del calendario per Prodi, denudati come fanno ogni anno migliaia di ragazze per fare un calendario o mostra il culo come l’Arturi o le tette come la Bellucci che tra l’altro lo fanno senza averne alcun bisogno. Oppure, cara amica, porta la tua chiappa dipinta in un famoso bar letterario fiorentino per protestare contro la tramvia. Che c’entra il culo con la tramvia? Questo non lo so ma Cecchini, dopo aver tinto di rosso la fontana di trevi e aver gettato palline colorate dalla Trinità dei Monti, oggi ha protestato contro la tramvia portando tra i tavoli delle Giubbe Rosse, quattro ragazze nude i cui culi (che come potrai notare, cara amica, non sono migliori del tuo) sono stati definiti una performances d’autore, mentre le ignune, “nudo d’arte” come quello di Botticelli.
L’importante, ricordatelo, è dichiarare che la propria non è una nudità qualsiasi, ma una zinna di protesta, una chiappa d’indignazione, un cosciotto di rabbia.
Perchè il culo è l’unica possibilità che ci resta per tirare a campare ma quello che non sai è che per venderselo bene, ai giorni nostri bisogna associarlo ad una “sensibilizzazione” ad un problema.
E allora cara amica, alza la cornetta, questo paese c’aspetta!

Voto agli embrioni

Viscontessa, 10 Febbraio 2008

Allarme prezzi, dopo la pasta, il pane e il suino, anche il prezzo degli anticoncezionali pare salito alle stelle ma Mister Prezzi fa sapere di essere troppo impegnato con l’impennata del prezzo delle palline da golf per chiedere spiegazioni ai produttori che comunque si dichiarano del tutto estranei alla vicenda. Tanto, dopo le abitudini alimentari, adesso sembrano a rischio anche le abitudini sessuali degli italiani costretti dalle circostanze economiche a ripiegare sulla coscetta di pollo e il salto della quaglia, quest’ultimo tuttavia scoraggiato vivamente dai medici obiettori di coscienza che si rifiutano di prestare assistenza medica agli eventuali contusi da simili pratiche. Protestano invece le associazioni di consumatori che lamentano non solo l’aumento dei prezzi degli anticoncezionali ma persino una misteriosa tendenza al rialzo dei prezzi di consumo di gas ed energia elettrica soprattutto nelle ore serali ma il Ministro per le Politiche Vostre della Santa Sede, fa sapere che si tratta solo di un’impennata momentanea causata dalla errata applicazione della vecchia legge 194 già in fase di abolizione.
Ferrara poi propone di cogliere al balzo l’occasione per garantire finalmente il diritto di voto anche agli embrioni che per comodità di linguaggio lui chiama “piccoli esseri umani indifesi che quelle assassine vogliono uccidere” e si rivolge poi alle donne che per comodità di linguaggio chiama “fattrici” per invitarle ad una riflessione in merito rassicurandole contestualmente sull’assistenza di un gruppo di ginecologi, pronti a riflettere per loro nel caso non ne fossero capaci.

Su paparazzin di oggi

L’happy hour è appena iniziato

Viscontessa, 5 Febbraio 2008

Hanno sempre fatto la cosa giusta al momento giusto.
A vent’anni erano in pari con gli esami, il sabato pomeriggio portavano i figli della sorella al cinema e l’estate giravano l’Europa con l’InterRail, due amiche e il fidanzato.
La prima volta l’avevano fatto con il ragazzo giusto nel posto giusto, era successo un fine settimana nel quale avevano avuto l’appartamento dei genitori libero e dopo il sesso avevano trascorso il resto del pomeriggio a letto a pianificare il loro futuro scherzando sul nome che avrebbero voluto dare ai loro bambini.
Non fumavano, non bevevano e sostanzialmente non trombavano neanche, loro facevano solo l’amore e prendevano tutte le precauzioni del caso per non correre il rischio di una gravidanza indesiderata. Adoravano i bambini e i film d’autore, sfornavano torte salate e sentenze definitive su ogni cosa. Avevano appena finito di rileggere “Lettera a un bambino mai nato” della Fallaci.

A trenta avevano già una carriera avviata, un marito impalmato con una cerimonia le cui tracce fotografiche sono ancora visibili per tutto l’appartamento e due splendidi bambini nati a distanza di non più di un anno l’uno dall’altro. Madri, mogli e lavoratrici modello, avevano divorato manuali su manuali di pedagogia, avevano rinunciato al terzo figlio perché i bambini sono un bell’impegno e una cosa è fare la zia il sabato e un’altra fare la madre tutti i giorni che se non hai figli non puoi capire, e per Natale avevano regalato ai figli una coppia di criceti e una di fratellini del terzo mondo adottati a distanza.

A quaranta le ritrovi all’Happy Hour in compagnia di uno di trenta, vestite come se ne avessero venti mentre dei figli che tanto ne hanno dieci, non vogliono neanche sentir parlare. Ti raccontano che finalmente si sentono veramente libere e che adesso vogliono godersi la vita che di solito significa che vogliono darla a chiunque sia disposto a prenderla.
Bevono, fumano e non farciscono più le torte con la crema ma i discorsi con i doppi sensi. Vanno in palestra tre volte alla settimana e il preservativo lo porterà il qualsiasi lui di turno perché almeno a quello ci penseranno loro.

Ma la cosa peggiore è che adesso, ti spiegano, vogliono pensare solo a se stesse.
E lunedì mattina dovranno ricoverarsi in ospedale per interrompere una gravidanza.

pubblicato su macchianera

Senza Ram

Viscontessa, 28 Gennaio 2008

Non ricordo un solo 27 gennaio della mia vita.
Ci pensavo ieri nel Giorno della Memoria rammentandomi che non ho ancora pagato il telefono che scadeva il 16 e neanche la rata di non ricordo cosa che scadeva comunque il 18.
Il 16 di ogni mese è piuttosto facile ricordarlo perchè scadono sempre le tasse e poi un mese si e uno no c’è il telefono. Il 18 invece è una data a caso come potrebbe essere il 22 o il 13 a parte quello di dicembre perchè quel 13 lì è il compleanno di mia figlia e anche di mio padre.
Il 10 invece c’è lo stipendio. Se fossi una statale lo stipendio lo prenderei il 27 ed ecco che rammenterei abbastanza bene il 27 o meglio lo riterrei il giorno più importante del mese ma lavoro per un’azienda privata e allora agli imprenditori bisogna venire incontro per aiutare l’economia e lo stipendio lo si paga il 10.
Mentre allo Stato bisogna andargli in culo che va tanto di moda un po’ in tutti gli ambienti..
Perchè la verità è che ci siamo persi anche il senso civico e anche quando capita di ritrovarlo, ecco che accendi la televisione e ti passa subito come un raffreddore.
Per cui ieri sarebbe stato il giorno della Memoria, che non è il giorno nel quale ricordarsi di ritrovare il senso civico o tutto quello che ci siamo dimenticati come pagare la bolletta del telefono, ma la giornata nella quale ricordare lo sterminio nazista affinchè, tramite il ricordo, l’umanità impari a non commettere più simili orrori.
Mi viene da ridere. Mi viene da ridere al pensiero dell’essere umano che impara dai suoi errori, mi viene da ridere a pensare che basti il ricordo, le immagini, le testimonianze e l’esperienza altrui, per imparare a non ripetere più simili nefandezze.
E mi viene da ridere perchè oggi non rammentiamo più quello che è successo ieri convinti come siamo che bisogna sempre guardare avanti, andare avanti, non fermarsi, proseguire, muoversi, correre, sperare. Sperare in cosa poi nessuno lo sa ma corriamo incontro a questa speranza come le pecore verso l’ovile quando il sole tramonta.
Per questo i topi ci sopravviveranno, perchè loro la Memoria se la trasmettono con il DNA e non hanno alcun bisogno di indire giornate particolari per risvegliarla come facciamo noi.
Né hanno bisogno di scrivere e riscrivere la storia offrendo ogni volta una versione diversa dell’accaduto. Per loro la storia è un dato di fatto impresso nella memoria come un marchio a fuoco sul braccio.

Moratoria primavera estate

Viscontessa, 20 Gennaio 2008

La proposta di Ferrara per la prossima collezione primavera estate è una moratoria sull’orgasmo femminile. “Quando ho creato questa nuova moratoria” fa sapere lo stesso Ferrara “ho pensato ad una donna al passo con i tempi, una donna morigerata, devota e timorata di Dio. Una creatura minimalista che privata dell’orgasmo, saprà sottrarsi più facilmente ai piaceri del sesso riducendo così il numero delle gravidanze indesiderate e quindi il ricorso alla 194”.
La proposta è stata subito accolta favorevolmente dalle Papa Girls che hanno giustificato la loro piena adesione all’iniziativa con la necessità di porre fine al senso di colpa che gli deriva dal dover immaginare Ratzinger in perizoma per raggiungere l’orgasmo e apprezzamento espresso anche dalle iscritte a CL che di questa moratoria dicono di apprezzare soprattutto la libertà concessa alle donne di non dover più fingere il piacere.
Stupite invece le cattoliche più mature che ammettono di non sapere cosa sia l’orgasmo femminile mentre la frangia più oltranzista delle Bigotte Combattenti, promette di scendere in piazza al grido di “non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a Dio”.
Qualche polemica infine sull’opportunità di affidare ad un uomo la gestione dell’orgasmo femminile, è stata espressa da un gruppo di donne laiche che in una lettera indirizzata a Prodi, si lamenta per l’ambiguità con la quale i rappresentanti di uno stato laico si schierano sempre in favore della Chiesa. Ma Prodi ha tagliato corto sull’argomento liquidando come integralismo laicista la protesta delle contestatrici:. “in uno stato laico” ha fatto sapere “non si può tollerare quella forma di laicismo che si rifiuta di riconoscere Dio”.

Su Paparazzin di oggi

David no stasera non esci!

Viscontessa, 18 Gennaio 2008

Proporre ai fiorentini di spostare anche soltanto una fermata dell’autobus significa non avere nessuna consapevolezza della mentalità con cui si ha a che fare. Proporlo poi in un momento così delicato nel quale dalla tramvia al nuovo tribunale gli animi sono già esasperati, sarebbe a dir poco da incoscienti. Ma proporgli addirittura di spostare il David di Michelangelo significa affidare la propria iniziativa alla leggenda popolare.
Perché ci sono cose per le quali i fiorentini si arrabbiano, protestano e si indignano ma quando è l’originalità delle iniziative proposte a prevalere sulla loro presunta efficacia, ecco che i fiorentini ritrovano tutta la loro sagacia, culturalmente incapaci come sono, di non riconoscere alla fantasia tutto il valore che merita.
Io già mi immagino i modi di dire che potrebbero scaturire da questa iniziativa. Immagino senza difficoltà come di fronte alle più fantasiose iniziative si potrebbe commentare con un “eccone un altro che vuol spostare il David” o di come “spostare il David” potrebbe diventare l’espressione usata per definire chi si pone in modo inadeguato di fronte ad una situazione. E non ho neanche difficoltà ad immaginare come di questa proposta non resterà che il ricordo entro brevissimo tempo.
E poi il David è uno di noi, come dice Cristina Acidini, soprintendente al polo museale “il David non è un’icona che si sposta per rivalutare un’area cittadina” perché il David è un po’ come il vecchio nonno che nessuno va mai a trovare ma guai a chi lo tocca.
Tra l’altro, anche volendo prendere in seria considerazione la proposta dell’assessore Cocchi, tra le tante esigenze di questa città quella di decentrare il turismo non ci pareva prioritaria rispetto ad altre. Anzi, per dirla tutta, non ci era proprio neanche venuta in mente sarà anche perché, a potare fuori gli ospiti dal nostro centro cittadino, ci si vergogna un po’ di quello che, come eredi di coloro che hanno reso Firenze unica nel mondo, siamo riusciti a costruire in questi ultimi decenni

Su Il Firenze di oggi

Non ci resta che toccarci da soli

Viscontessa, 17 Gennaio 2008

Sono amareggiata e delusa per come si sono messe le cose e non vi nascondo di provare una viva preoccupazione e un profondo rammarico per il clima di intolleranza che si respira ultimamente nel nostro paese.
E’ vergognoso che ancora oggi si debba assistere a spettacoli di simile degrado civile, morale ma soprattutto umano, e non è ammissibile che in un paese civile come il nostro, si possa consentire ad alcuni di offrire un simile miserrimo spettacolo del nostro paese offensivo per tutti gli onesti cittadini che ogni giorno compiono il proprio dovere e lesivo dell’integrità morale di ciascuno di noi.
E’ vergognoso, lo ripeto, perchè noi abbiamo il dovere di combattere l’intolleranza, la censura e la calunnia di una certa fetta sociale, un dovere che dobbiamo portare avanti ad ogni costo e senza farsi più intimorire da coloro che con il loro atteggiamento favoriscono se non addirittura appoggiano, certi ignobili comportamenti.
Oggi, e lo dico con profonda indignazione, abbiamo assistito a qualcosa che non avremmo mai voluto neanche immaginare. Qualcosa, cari amici, che ha turbato profondamente le nostre coscienze e che ci costringe ad una profonda riflessione che non possiamo più rimandare.
Da oggi, e lo ripeto con profondo dolore, dobbiamo scendere in campo personalmente per combattere con tutte le armi di cui siamo a disposizione, la violenza, l’intolleranza e la pericolosità del libero pensiero, vero e unico nemico di ogni democrazia che si rispetti.

Naturalmente, e penso di parlare a nome di tutte le persone per bene che popolano questo paese, voglio offrire tutta la mia più sincera e incondizionata solidarietà a tutti coloro che a causa di una presunta libertà di espressione, sono costretti a subire il giudizio di chi non ha la più pallida idea di cosa significhi ogni giorno rafforzare, coltivare e talvolta persino mantenere il proprio potere.
Marmaglia, gentucola nulla tenente, sfigati, idealisti, laici, precari, meridionali, impiegati, automobilisti, professionisti, contribuenti, disoccupati, studenti, gay, interisti, malati, conviventi, operai, single, casalinghe, vecchi, cittadini, pensionati, imprenditori, insegnanti e persino donne, che non meritano più alcuna pietà.
Solidarietà a prescindere per tuttii coloro che hanno visto mettere in discussione il proprio potere, e dura condanna per tutti gli “intoccabili” che hanno osato compiere una simile vile azione. Intoccabili si, perchè da oggi bisogna trovare anche il coraggio di chiamare le persone con il proprio nome.

Il giudizio universale

Viscontessa, 16 Gennaio 2008

Disdetta all’ultimo momento la partecipazione di Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza di Roma. Ratzinger, amareggiato per le polemiche che sono scaturite dagli enormi costi sostenuti dalla comunità scientifica per il suo ingaggio, fa sapere che forse riepiegherà sul prossimo Festival di Sanremo purchè gli artisti cantino in latino.
Pronto ad offrirgli di dire messa in tutte le Chiese più In della capitale, l’agente delle star Fabrizio Corona che, fa sapere, attende di conoscere il passato di Claudia Koll per valutare se la si possa definire ex modella. “L’idea” ha detto Corona nel corso di una breve intervista rilasciata a Radio Maria “è quella di rilanciare un’immagine più moderna e più attuale del Papa secondo lo stile ormai collaudato del presidente francese e di quello venezuelano”.

Tanto all’interno della Sapienza, si assiste a scene di isterismo tra le fans più accanite del Santo Padre pronte, in segno di protesta, a sottoscrivere l’ultima moratoria di Giuliano Ferrara che questa volta, nel tentativo almeno di limitare il ricorso alla 194, propone la sospensione dell’orgasmo femminile. “Almeno non saremo più costrette a fingere” fa sapere una delle portavoci delle Papa Girls mentre i Papa Boys si scambiano le figurine delle Vergini Martiri.
Ignari invece dell’accaduto i ragazzi che occupano l’ateo intenti, come di consueto in queste occasioni, a scopare come ricci. Venuti a conoscenza della rinuncia di Ratzinger, hanno fatto comunque sapere che allora restano dentro per protestare contro lo sterminio delle balene nell’oceano pacifico.
Proteste anche dai sindaci dei comuni della Campania che approfittando dell’assenza del Papa dal Vaticano, avevano già progettato l’invio di diversi camion carichi di nettezza a San Pietro.
“Due cupoloni is meglio di uan!” questo lo slogan preparato per giustificare la comparsa della secondo cupola su San Pietro.

Nessuna indiscrezione invece sul nome del candidato che dovrebbe sostituire la famosa band Vaticana. Qualcuno aveva fatto il nome di Margherita Hack subito ritirato però, dopo le proteste del Moige che è si è lamentato del segnale negativo che potrebbero riceverne i bambini nel vedere in televisione una donna che non si tinge i capelli.
Mentre è impegnato a risolvere un delicato incidente diplomatico, il rettore dell’Università che poco dopo aver tentato di salvare l’intervento del papa fissato per giovedì, dichiarando che il Pontefice allora sarebbe intervenuto in qualità di Missionario di Pace ha ricevuto una pronta risposta della commissione difesa dell’ONU che fa sapere che ber disporre di missili, carrarmati e aguzzini esperti, bisognerà attendere che si concludano altre Missione di Pace già in corso.

Infine è di poche ore fa la notizia che sono già visibili i primi effetti del giudizio universale voluto da Benedetto XVI per vendicarsi dell’accaduto: di Berlusconi non si sa niente da circa un’ora mentre Buttiglione ha già acquisito il dono dell’ubiquità apparendo sui due canali Rai contemporaneamente.

L’amore al tempo delle mele

Viscontessa, 9 Gennaio 2008

Contrordine.
Dopo aver promosso la gnocca perché lo aveva fatto anche Luca Sofri, ecco che da quest’oggi la gnocca torna al suo posto proprio perché ancora una volta lo dice Luca Sofri.
Cioè non è che lui usi proprio questi termini o parli proprio di gnocca, ma due giorni dopo il mio post, ecco che Luca decide di eliminare la pubblicità dal suo blog e siccome io non resisto al fascino di un uomo che per chiedermi pubblicamente scusa senza violare la mia privacy, cita addirittura una pubblicità di Repubblica, ecco da oggi la gnocca la si elimina anche da qui.
Mi spiace per tutti coloro che si fossero illusi in una nuova era della gnocca, ma le cose sono andate così e non si può più tornare indietro.
E ora, se volete scusarmi, me ne vado nella mia cameretta a coltivare il sogno di questo amore impossibile.

Luca se dovessi leggere questa mio post, vorrei tanto che tu mi mandassi una tua gigantografia da attaccare sopra al mio lettino. Giuro che se me la mandi strappo il poster di Miguel Bosè e ci metto il tuo.
In alternativa mandami pure una copia di Repubblica con la pubblicità incriminata, mia mamma non capirà che cosa ci farà attaccata al muro Repubblica, ma io e te sappiamo cosa rappresenta per noi e non permetterò a nessuno di violare il nostro segreto.

Tua Vis.

L’amore ai tempi della gnocca

Viscontessa, 3 Gennaio 2008

Basta ormai è deciso.
Ho deciso di accogliere il suggerimento del nostro presidente della repubblica che per capodanno, invece di trascorrere una vacanza romantica in Egitto con la mamma di Carla Bruni, ci invia un messaggio a reti unificate per invitarci ad essere più fiduciosi verso il futuro.
Non che effettivamente ci sia molto da stare allegri ma scansando i roghi di Napoli e quelli della ThyssenKroupp, aggirando Ferrara e la sua proposta di moratoria per la 194, procedendo a zig zag tra i botti di fine anno e le botte di vita di Prodi sulla neve, qualcosa di positivo nel nostro paese lo si può ancora trovare ed è da quello che bisogna partire: la gnocca.
Tutto intorno a noi ormai è gnocca, è gnocca ogni pubblicità, gnocca ogni trasmissione televisiva, gnocca il tempo che passa sotto forma di calendari e ancora gnocca la gnocca di Sarkozy. Ogni pubblica manifestazione la si rallegra con la gnocca, ogni tristezza la si spazza via con la gnocca, ogni occasione la si coglie con la gnocca,e tanto è diffusa e all’avanguardia la cultura della gnocca, che ormai la gnocca è diventata persino interscambiabile: una gnocca vale l’altra.
Lo gnocchese, insomma, pare l’unico linguaggio in grado di raggiungere veramente chiunque e ostinarsi a voler proporre qualcosa di diverso, è soltanto una stupida perdita di tempo.
Non che adesso voglia mettere la mia gnocca stagionata su questo blog, ma dopo aver visto che persino…..lo dico? Ma si dai lo dico, Luca Sofri ha permesso che nella colonna pubblicitaria del suo blog apparissero le foto di gnocche in cerca gnocco, ho capito che ostinarsi a voler riconoscere alla gnocca un valore umano, è a dir poco anacronistico.
Una cosa sono gli uomini e le donne, i loro sentimenti, le loro pulsioni, le loro passioni e il loro modo di rapportarsi, un’altra è la gnocca orpello decorativo, occasione di svago o di guadagno, passatempo o segnatempo per chiunque.
Insomma se i contratti son sempre a progetto, i mutui sempre inavvicinabili, il carburante sempre alle stelle, la pensione sempre inesistenti, le tasse sempre alte e il domani sempre incerto, qualcosa, caro Napolitano, bisogna pure inventarsi.
E allora disumanizziamo la gnocca e vendiamoci un pezzo di blog per la pubblicità.
In fondo, al di là di tutte le cose serie che potrei mai fare o dire, quel che interessa davvero il pubblico è l’oroscopo, il calcio e soprattutto la gnocca.
Olè.

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