Lasciate pure le vostre richieste nei commenti: vedrò di accontentare tutti

Viscontessa, 28 Aprile 2008

Oggi tornando a casa ho ritrovato gli operai al lavoro.
Gli ho promesso che sul prossimo articolo chiederò che ottengano un aumento di stipendio.
Se funziona abbiamo trovato il modo di rimettere le cose a posto.

Pubblicato oggi su Il Firenze

Una pio di settimane fa, proprio su queste pagine, raccontavo della buca aperta dagli operai del comune di fronte al mio portone di casa. La voragine era stata aperta nel cuore della notte di oltre un mese prima e mi ero decisa a parlarne perchè da quella fatidica notte non si era visto mai nessuno a lavorarci.
Torno a parlarne oggi perchè proprio il lunedì nel quale è uscito il mio articolo, sono tornati gli operai del comune ad allargare e allungare la buca tanto che adesso tutto il marciapiede di Viale Pratolini sembra un grande fossato nel quale mancano solo i coccodrilli.
Il lunedì di un paio di settimane fa, quindi, hanno allargato la buca, hanno ristretto la corsia per le auto in modo da creare un corridoio per i pedoni, hanno messo delle passerelle in legno per permettere agli abitanti della strada di uscire di casa e hanno transennato, messo cartelli stradali e segnali luminosi intorno a tutto il fossato.
Il martedì hanno rotto un tubo dell’acqua così siamo rimasti a secco per buona parte della giornata, il mercoledì , su mia precisa domanda, hanno risposto che i lavori si erano resi necessari a causa di alcune perdite dei tubi del gas sui quali dovrebbero intervenire gli operai addetti, il giovedì poi gli operai addetti alle buche sono spariti lasciando sia la voragine che l’escavatore, il venerdì infine ha piovuto e così anche il sabato e la domenica,e siccome i tombini si erano intasati per via dei detriti degli scavi, l’acqua ha raggiunto le passarelle in legno creando un curioso effetto acqua alta a Venezia.
La settimana successiva poi l’acqua si è ritirata, la voragine si è riempita di pattume e l’escavatore è sparito, temo per andare ad aprire qualche altra voragine di fronte a casa di qualche altro ignaro cittadino. Per quanto riguarda invece gli operai che dovrebbero fare i lavori sui tubi del gas e le eventuali perdite dei tubi, non se n’è più saputo niente anche se un cartello pericolante apposto solo un paio di settimane fa sul lato della strada, ci informa che entro il 13 di maggio i lavori saranno finiti.
Oggi, spero a causa del caldo di questi giorni e non per via dei tubi del gas che perdono, dal fossato comincia salire un certo cattivo odore così ho pensato di parlarne nuovamente per sfidare ancora una volta la sorte per vedere se domattina torna qualcuno a lavorarci dentro.
Certo che affidarsi alla fortuna anche per ottenere delle risposte che come cittadina immaginavo dovute, mette davvero un po’ di tristezza.

La voragine (non quella dove finiremo a scrutinio avvenuto)

Viscontessa, 14 Aprile 2008

Lamentarsi per le buche del manto stradale è un po’ come lamentarsi per il traffico o per l’inciviltà dei padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dei loro animali. Fra i nuovi problemi di un paese che pare retrocedere come un gambero, queste piccole cose, tanto irritanti quanto irrisolvibili, rappresentano tutto sommato una sicurezza del malessere, un ever green dell’indignazione, un argomento facile facile per manifestare il disagio di una popolazione intera.
Tuttavia ci sono alcune buche che meritano un po’ di attenzione soprattutto perchè, causate dagli operai addetti dal comune, non si riesce a comprenderne il senso.
Fino ad oggi, per esempio, mi ero guardata bene dal parlare della voragine che una notte di oltre un mese fa, si era spalancata di fronte al mio portone di casa. Assolutamente decisa a non farmi travolgere dalla deriva demagogica con la quale mi sarei potuta indignare subito per l’accaduto, mi ero insomma guardata bene dal lamentarmi per quell’intervento che, a causa dell’ora, avevo pesato fosse dovuto a motivi di urgenza. Diciamo infatti che essere svegliati in piena notte da una squadra di operai che con un escavatore scende fino alle viscere della terra, è quel tipo di avvenimento che trasmette urgenza, pericolo, necessità impellente e diciamo anche che il fatto che nessuno fosse stato informato di ciò che sarebbe accaduto, non poteva che rappresentare la conferma di questa ipotesi.
Tuttavia terminata sia la buca che la transennatura di sicurezza, non si è visto più nessuno. Per i primi giorni mi sono quindi sforzata di immaginare che ciò dipendesse da una scarsa efficienza organizzativa del lavoro. Evidentemente, ho pensato, la squadra di operai addetta a aprire voragini e quella invece addetta a farci qualcosa dentro, non sono in grado di intervenire simultaneamente ma ieri, ebbene si, anche io e dopo oltre un mese dall’accaduto mi sono dovuta arrendere alla mia indignazione.
E non tanto perchè nel frattempo la buca è diventata una specie di cassonetto piena di rifiuti, e neanche perchè le transenne sono cadute al suolo insieme alle segnalazioni luminose, ma perchè sul già desolante spettacolo della voragine, ieri è caduta una pioggia torrenziale che l’ha riempita di acqua melmosa.
A voler essere indefessamente ottimista, ora ci sarebbe da chiedersi quando ci metteranno i pesci rossi ma non credo di riuscire ad arrivare a tanto.

su il firenze di oggi

Qualche santo ci proteggerà

Viscontessa, 3 Marzo 2008

Nell’attesa dell’arrivo del poliziotto di quartiere tocca accontentarsi dello sceriffo delle auto. Una specie di “tutor” anzi due, che quotidianamente fanno la ronda per le strade della nostra città in cerca del delinquente che ha lasciato scadere il tagliando per la sosta dell’auto. In nome di un’esterofilia più fonetica che necessaria, si chiamano Police Parking e sono costretti, con invidiabile efficienza, ad occuparsi delle nostre auto in sosta.
La loro efficienza è testimoniata anche dalla recente classifica del Sole 24Ore secondo la quale Firenze, con ben 117 euro pro capite per fiorentino, risulta essere la città più multata d’Italia anche se va detto che il merito di tale impresa, va equamente ripartito tra tutte le figure professionali autorizzate dal Comune ad elevare multe agli automobilisti indisciplinati. Ad esempio gli addetti dell’Ataf chiamati a controllare il rispetto delle righe gialle già che quelle blu e quelle bianche, erano già state assegnate, oltre che ai Police Parking, ai Vigili Urbani e ai Vigilini.
Dice bene il nostro Sindaco che questa classifica risulta falsata dalle tante multe elevate ai non residenti che circolano per la nostra città, ma sfido chiunque arrivi da fuori, a districarsi tra la gincana di righe, di colori, di divieti e di addetti, in un modo o nell’altro, alla viabilità.
Non mi meraviglierei, per dire, se domani si decidesse di dedicare anche le energie dei benzinai, già con una loro divisa e già presenti capillarmente territorio, per sanzionare, magari nei tempi morti del loro lavoro, le auto lasciate incautamente in sosta dai loro proprietari che sono andati a pagare il parcheggio.
Tanto, visto che il libretto di circolazione, il certificato di residenza, il disco orario, il tagliando del parcheggio e i permessi vari non sembrano bastare mai, mi chiedo se non sia il caso di provare a lasciare sul cruscotto della nostra auto qualche immaginetta sacra. Tra i tanti Santi del nostro paese, ce ne sarà pure uno che possa occuparsi di proteggerci dalle multe.

Pubblicato oggi su Il Firenze

Il Corriere Fiorentino

Viscontessa, 26 Febbraio 2008

E’ uscito oggi il Corriere Fiorentino vero e proprio quotidiano cittadino inserito nel quotidiano nazionale del Corriere della Sera.
Il Corriere di Firenze, d’altra parte, lo avevamo già anche se non ha un sito on line e questa la dice lunga sui suoi lettori..
Con La Nazione, va detto subito, non c’è storia.
La Nazione è un simpatico giornaletto di gossip pieno di clamorose rivelazioni sul cambio di abitudini alimentari della signora Rosa che, dopo un brutto spavento causato dal tentativo di una Rom di pulire a tutti i costi il parabrezza del suo Suv, purtroppo non riesce più a mangiare gamberoni alla catalana.
Segue intervista con l’esperto che spiega il delicato equilibrio tra gamberoni alla catalana, Rom e Suv, e termina con inchiesta tra tutti i lettori invitati a raccontare la loro esperienza con i Rom o i Suv o i gamberoni alla catalana.
La Repubblica, al suo interno e senza identificarci con un titolo che ci rappresenti, ci dedica qualche paginetta. Giusto le notizie essenziali tanto perchè gli affezionati lettori della sua edizione nazionale, sappiano che nella loro città è crollato Ponte Vecchio.
Quando qualche anno fa uscì la cronaca di Firenze, ci si aspettava qualcosa di più.
Qualcosa in meno de La Nazione e qualcosa di meno rilevante anche del crollo di Ponte Vecchio.
Il Firenze fa quel che può, a circa un anno e mezzo dalla sua uscita ha già cambiato faccia, proprietario, editore, direttore e schieramento politico diverse volte.
Una via di mezzo tra il free-press e il quotidiano a pagamento.
Una via di mezzo tra l’essere e non essere tipico della gioventù.

Così oggi ecco che in un tripudio di gadget arriva il Corriere Fiorentino.
Io ho un cappellino, una matita, un blocchetto e un portachiavi.
L’idea di chi ha creato la campagna pubblicitaria dev’essere stata quelle di farci sentire tutti tanti piccoli cronisti.
Al bar sotto casa invece, hanno regalato una scatola di bustine di zucchero e un port-papier che la Rossella ha pensato servisse per bastonare il figlio sempre in ritardo dalla pennichella del pomeriggio.
A parte i soliti avventori, operai, giocatori di video poker, extra comunitari, alcolisti, drogati e prostitute in disuso, al bancone del bar stava appoggiato uno strano figuro in completo marrone con giacca avvitata, pantaloni stretti in fondo e soprattutto grossa sciarpa annodata al collo.
Ho comprato le sigarette e mi sono fatta regalare due bustine di zucchero griffate.

Il Corriere Fiorentino è elegantemente impaginato come si conviene al giovane erede di un padre famoso. Titoli morigerati e una prima pagina di cronaca non urlata, di arte testimoniata da una bella foto, di cultura che strizza l’occhio ai giovani parlando di musica, di una piccola curiosità a favore dei cittadini indignati e dell’immancabile calcio. Il tutto incorniciato da un editoriale del nuovo direttore e la segnalazione della versione on line.
All’interno niente di clamoroso, un po’ di tutto su Firenze dalla lettera della massaia alle prese con il caro prezzi, ad un’intervista a Monicelli passando per una discreta e piccola vignetta sul sindaco e sulle sue abitudini la mattina presto primo di arrivare a Palazzo Vecchio.
Mi ricorda gli inviti a cena dagli sconosciuti: porto una bottiglia di vino, un dolce, un pensiero per la padrona di casa o una torta fatta in casa? Nono è facile scegliere soprattutto quando nessuno ti ha invitato e quella cena è casa di fiorentini.
L’editoriale è un editoriale di chi si presenta, si augura buona fortuna e ringrazia il potenziale pubblico dei suoi lettori accennando agli argomenti che li riguardano senza pencolare né di qua né di là. I fiorentini sono diffidenti per natura e non basta essere nato a Firenze per guadagnarsi la loro stima soprattutto se Firenze l’hai abbandonata per andare a lavorare altrove. Ermini lo sa bene e non si sbilancia.
Mi faccio attrarre dalla curiosità in prima pagina e leggo l’articolo che promette modalità canore per esprimere la propria indignazione. Il sentimento di indignazione ultimamente è più gettonato persino di quello amoroso e andrà a finire che istituirà una giornata dell’indignazione con scambio di cioccolatini al cianuro.

Il giornalista parte raccontando la storia di un vecchio che trascorreva le giornate seduto di fronte a casa sua che scopro essere praticamente di fronte a casa mia.
Io il vecchio con il bastone non l’ho mai visto ma oggi mentre al bar sotto casa mia e sotto casa sua mi facevo dare le bustine di zucchero griffate, c’era quello strano personaggio con la grossa sciarpa di lana annodata al collo.
Non c’entra niente.
Ma sono fiorentina anche io.
Potenziale lettrice.
Diffidente.

p.s caro potenziale giornalista del Corriere che passi di qua, lo so che di qua non ci passi perchè il pubblico è un’entità astratta come i cittadini, gli italiani o gli elettori dei quali singolarmente non importa niente a nessuno, ma se comunque dovessi finire qui per sbaglio, potresti dire alla redazione che la mail che gli ho inviato per chiedere l’indirizzo della redazione sportiva mi è tornata indietro perchè l’indirizzo (che ho preso dal giornale) risulta sconosciuto?

sensibilizziamoci il culo: proposta decente

Viscontessa, 18 Febbraio 2008

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Eccomi nuovamente qua per proporre un servizio davvero innovativo per i miei lettori.
Una lunga tradizione di cura dei particolari e di particolare attenzione per le vostre esigenze, mi ha permesso in questi anni di offrire sul mercato soluzioni sempre più all’avanguardia nel settore dei servizi e di fronte al crescente bisogno di protesta di ciascuno di noi, ecco che ancora una volta sono in grado di offrirvi un prodotto di sicuro successo in grado di rendere la vostra protesta veramente efficace e competitiva.
In questi anni abbiamo assistito a un po’ di tutto, cittadini scontenti costretti ad improvvisare proteste che non servivano a niente, allevatori che lanciavano merda in autostrada, gente incatenata a qualche cancello, manifestazioni e cortei con le solite bandiere anni settanta, presidi stradali al freddo e al gelo, occupazioni scolastiche, scioperi, digiuni, appelli al presidente della repubblica e televisivi, lettere, mamme che non mandano i figli a scuola e persino allevatori di polli che offrono cosce di pollo gratis. Ma quante di queste proteste sono servite a risolvere un problema e soprattutto quanti sono i volti di questi contestatori che voi rammentate? Praticamente nessuno, tutta fatica che non è servita a niente e se si pensa a quanto sia importante quest’oggi essere famosi per tirare a campare, vi renderete ben conto di quanti sforzi siano stati compiuti inutilmente. D’altra parte sul fatto che l’unico modo per risolvere un problema sia legato alla necessità di diventare famoso, non credo che ci possano essere dubbi.
Ebbene amici, ecco che oggi tutti i vostri problemi sono risolti, ecco che, se vi affidate ai miei consigli, forse già in occasione delle imminenti elezioni politiche sarete in grado di essere candidati in una o l’altra lista politica. Ecco che se ascoltate i miei consigli, entro breve potreste essere ospite fisso di una trasmissione televisiva ed ecco che se mi date retta, domani stesso potreste diventare il testimonial di qualche azienda famosa.
Sei napoletano e non ne puoi più di vivere nella merda? Ecco che io posso offrirti il modo per trasferirti a Roma per entrare nel favoloso mondo politico.
Sei un operaio che non ce la fa più a campare con il misero stipendio che riceve? Niente più roghi in azienda, segui i miei consigli e vedrai che qualcuno stava cercando proprio te.
Sei un lavoratore a progetto che si è rotto i coglioni di usare la sua laurea per pulire il culo al suo capo? Dai retta a me e vedrai che entro breve avrai un laureato che pulisce il culo a te.
Sei incazzato nero perchè come donna, come omosessuale, come convivente, ti senti discriminato da questa società? Da domani l’unica discriminatura di cui dovrai preoccuparti è quella dei tuoi capelli.
Come? Semplicissimo: spogliati cara amica o se sei un uomo, fai spogliare tua moglie, un’amica, una vicina di casa o chi ti pare. Spogliati amica, spogliati dei tuoi abiti e esibisciti in un calendario, in una sfilata o semplicemente con il corpo dipinto. Spogliati come hanno fatto le ragazze del calendario per Prodi, denudati come fanno ogni anno migliaia di ragazze per fare un calendario o mostra il culo come l’Arturi o le tette come la Bellucci che tra l’altro lo fanno senza averne alcun bisogno. Oppure, cara amica, porta la tua chiappa dipinta in un famoso bar letterario fiorentino per protestare contro la tramvia. Che c’entra il culo con la tramvia? Questo non lo so ma Cecchini, dopo aver tinto di rosso la fontana di trevi e aver gettato palline colorate dalla Trinità dei Monti, oggi ha protestato contro la tramvia portando tra i tavoli delle Giubbe Rosse, quattro ragazze nude i cui culi (che come potrai notare, cara amica, non sono migliori del tuo) sono stati definiti una performances d’autore, mentre le ignune, “nudo d’arte” come quello di Botticelli.
L’importante, ricordatelo, è dichiarare che la propria non è una nudità qualsiasi, ma una zinna di protesta, una chiappa d’indignazione, un cosciotto di rabbia.
Perchè il culo è l’unica possibilità che ci resta per tirare a campare ma quello che non sai è che per venderselo bene, ai giorni nostri bisogna associarlo ad una “sensibilizzazione” ad un problema.
E allora cara amica, alza la cornetta, questo paese c’aspetta!

Si fa presto a dire riciclo!

Viscontessa, 8 Febbraio 2008

Sviluppare una sensibilità ecologica più attenta all’ambiente, è una necessità che sentiamo di provare tutti ma che non tutti possiamo sempre permetterci il lusso di assecondare.
Basti pensare alla raccolta differenziata. Ormai i nostri appartamenti sono talmente piccoli da non offrirci nessuno spazio utile neanche per una semplice pattumiera e a meno di non usare la lavatrice oltre che da comò anche da contenitore per il vetro da riciclare, diventa quasi impossibile accatastare ordinatamente i vari materiali in un luogo adatto del nostro appartamento. E poi chi ha più tempo per produrre rifiuti casalinghi? A casa ci siamo poco, la colazione si fa al bar, il pranzo in ufficio e il bagnoschiuma lo si finisce in palestra.
Per non parlare delle difficoltà di muoversi con i mezzi pubblici se devi timbrare un cartellino, portare i bambini da scuola e fare la spesa. L’autovettura, purtroppo, resta ancora l’unico mezzo possibile per incastrare nella giornata lavorativa anche quella familiare e ci basta che cammini per essere adatta alle nostre esigenze. Alla faccia dell’inquinamento che produce, e non per disattenzione nei confronti dell’ambiente ma per mancanza di denaro tanto che ad ogni pieno di benzina pensi di sostituirla con un triciclo con sidecar e parabrezza.
Così come è impostata la nostra esistenza di uomini moderni il vero inquinamento non arriva dai nostri piccoli appartamenti, ma dalla nostra vita fuori casa dove non c’è mai tempo per cercare un cassonetto adatto per gettare i fazzoletti di carta usati. Io, per dire, ne ho la macchina piena.

Pubblicato su Il Firenze di oggi

Se qualcuno volesse suggerirmi un ululato

Viscontessa, 6 Febbraio 2008

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Oggi sono abbastanza stanca e piuttosto incazzata.
Stanotte ho dormito poco e oggi ho lavorato parecchio ma soprattutto sono diventata vice mamma di cinque pappaggallini e anche se non devo fare niente per prendermi cura di loro, penso continuamente chi ci debba pur essere qualcosa che posso fare.
Come se non bastassero le cartelle delle tasse in questi giorni piovono come se fosse febbraio uno di quei mesi, per intendersi, che dicono sempre che c’è il sole e invece piove continuamente.
Comunque ho indossato un paio di jeans nuovi che mi dicono che sono dimagrita troppo ma io a questa cosa oggi ci ho pensato un po’ su e ho capito che il troppo è rappresentato solo da quella dimensione che non ti appartiene.
Ci sono donne magre e donne più tonde e se sei più tonda e dimagrisci si vede che il magro non è una cosa tua come per dire un paio di scarpe alte se non sei abituata a portarle.
Va bene, quest’inverno ho cambiato stile e ho indossato la magrezza anche se la verità è che dormo poco e ho sempre la faccia stanca. Resto insomma nei miei sessantadue chili per un metro e settantatre di altezza con una 28 di jeans e una 46 di spalle.
Però ecco questo è stato l’unico pensiero che mi è venuto nella giornata perchè per il resto mi sono concentrata su quello che dovevo fare e un po’ sui pappagallini che non ho sbirciato dentro al nido per sapere come stanno.
Che poi questa cosa dello sbirciare dentro al nido mi ha colpita con particolare violenza mentre andavo a fare colazione con la solita sfoglia di ricotta.
Alla faccia del sei troppo magra.
Erano già un paio di volte che incrociavo sul mio cammino un paio di occhi al guinzaglio così quest’oggi che gli occhi andavano meno di fretta del solito, ho chiesto al padrone se quello che teneva al guinzaglio era un lupo.
I lupi si differenziano dai cani soprattutto per gli occhi.
Sono più alti e più magri dei cani, tengono un passo diverso e hanno un colore del mantello più grigio ma ciò che differenzia davvero un cane da un lupo sono gli occhi e io quegli occhi lì li avevo già visti un’altra volta.
Una lupa cecoslovacca, non so perchè ma mi informerò, qualche lupo cecoslovacco lo si vede al guinzaglio.
Avrei voluto accarezzarlo che anche questa mania di toccare sempre la roba con il pelo non è normale.
Il padrone ha detto che era buona nel senso che non aveva mai morso nessuno ma aveva le sue simpatie che non si sapeva da cosa dipendessero..
Così io sono stata ferma e mi sono fatta annusare
I cani di solito, anche i più diffidenti, di me si fidano e io mi fido di loro ma quest’oggi era il padrone che non si fidava affatto e nonostante io fossi immobile e la lupa tranquilla, lui continuava a trattenerla per il guinzaglio.
Fossi stata la lupa mi sarei preoccupata.
Io l’ho fatto e ho lasciato perdere.

Incazzata invece lo sono di default, a febbraio o sei malinconico o sei incazzato e io quest’anno ho deciso che insieme alla magrezza avrei indossato un po’ di incazzatura.
Tanto per cambiare.
Tanto perchè di motivi per non fare salti di gioia ce ne sono più che in abbondanza e allora mettiamo un po’ di grinta anche alla noia e mettiamo l’incazzatura tra il pallore del viso, i jeans e il total balck del maglione.
Fa figo
Soprattutto se poi ci metti su un paio di occhiali alla Matrix e te ne vai in giro per la città a caccia in un lupo.
Ci sono poi anche tante altre piccole cose, piccole cose che ieri cercavo per addormentarmi.
Addormentarmi architettando quale atroce vendetta possa riservare il fato a chi mi fa incazzare, mi fa un gran bene ma ieri sera non mi veniva in mente niente di particolare.
Non riuscivo a trovare una bella incazzatura con la quale addormentarmi e così non sono riuscita a prendere sonno fino a tardi.
Fatto sta che comunque adesso, dismessa l’incazzatura che ho ripiegato sul letto come un pigiamino, è appena giunta l’ora della angoscia per quello che devo fare domani.
Niente di particolare ma devo preparare un articolo per Il Firenze e non mi viene un’idea che sia una se non che gennaio e febbraio sono due mesi di merda e che se poi i governi cadono, la pioggia cade e i blog sono più malinconici dello sguardo in un lupo, ecco non mi viene proprio niente da dire.
Anche perchè queste cose qui mi sa che le avevo già dette la settimana scorsa e San Remo è ancora lontano.
Idee?

David no stasera non esci!

Viscontessa, 18 Gennaio 2008

Proporre ai fiorentini di spostare anche soltanto una fermata dell’autobus significa non avere nessuna consapevolezza della mentalità con cui si ha a che fare. Proporlo poi in un momento così delicato nel quale dalla tramvia al nuovo tribunale gli animi sono già esasperati, sarebbe a dir poco da incoscienti. Ma proporgli addirittura di spostare il David di Michelangelo significa affidare la propria iniziativa alla leggenda popolare.
Perché ci sono cose per le quali i fiorentini si arrabbiano, protestano e si indignano ma quando è l’originalità delle iniziative proposte a prevalere sulla loro presunta efficacia, ecco che i fiorentini ritrovano tutta la loro sagacia, culturalmente incapaci come sono, di non riconoscere alla fantasia tutto il valore che merita.
Io già mi immagino i modi di dire che potrebbero scaturire da questa iniziativa. Immagino senza difficoltà come di fronte alle più fantasiose iniziative si potrebbe commentare con un “eccone un altro che vuol spostare il David” o di come “spostare il David” potrebbe diventare l’espressione usata per definire chi si pone in modo inadeguato di fronte ad una situazione. E non ho neanche difficoltà ad immaginare come di questa proposta non resterà che il ricordo entro brevissimo tempo.
E poi il David è uno di noi, come dice Cristina Acidini, soprintendente al polo museale “il David non è un’icona che si sposta per rivalutare un’area cittadina” perché il David è un po’ come il vecchio nonno che nessuno va mai a trovare ma guai a chi lo tocca.
Tra l’altro, anche volendo prendere in seria considerazione la proposta dell’assessore Cocchi, tra le tante esigenze di questa città quella di decentrare il turismo non ci pareva prioritaria rispetto ad altre. Anzi, per dirla tutta, non ci era proprio neanche venuta in mente sarà anche perché, a potare fuori gli ospiti dal nostro centro cittadino, ci si vergogna un po’ di quello che, come eredi di coloro che hanno reso Firenze unica nel mondo, siamo riusciti a costruire in questi ultimi decenni

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