Una Svamp acqua e sapone

Viscontessa, 10 Aprile 2008

Risponde la blogger segretaria della Viscontessa.
La vostra Svamp de noarti non è al momento raggiungibile perchè ieri sera è stramazzata sul divano subito dopo cena ma siccome si era dimenticata di struccarsi, gli sono venuti due occhi rossi come un rospo e adesso vaga a tentoni per l’ufficio.
Se comunque volete lasciare un messaggio, la vostra Svip vi leggerà non appena riuscirà a riprendere l’uso della vista e forse in giornata, ma non faccio promesse, potrebbe anche rilasciare qualche autografo.
Tuttavia la Vis, una svamp nota alle cronache mondane soprattutto per la sua modestia e la sua infinita umanità, ci teneva a darvi qualche anticipazione sulla giornata che ieri l’ha vista indiscussa protagonista di un talksciò che dopo il suo passaggio non sarà più lo stesso ma il destino cinico e baro, sempre così avaro di soddisfazioni per la nostra svip, la costringe momentaneamente ad occuparsi di faccende molto più umili come quella di preparare velocemente un paio di fatture da inviare per l’anticipo in banca.
Se la banca mi rilascia a buon prezzo, poi torno, tanto per chi volesse un assaggio mi trova qui.

p.s brevi suggerimenti di stile:
le casalinghe sono out
i cammellieri afgani sono in
le quarantenni sono out
i gatti birmani sono in

Political Minds

Viscontessa, 6 Aprile 2008

Fortunatamente tra una settimana si vota. Da martedì prossimo spero di tornare ad essere una semplice cittadina italiana con tutti i miei problemi e tutti i miei telefilm preferiti.
Nell’attesa, mentre faccio zapping con il telecomando per scoprire dove sono finiti i serial killers di Criminal Minds, mi domando cosa mi offriranno domani, come donna, i politici seriali del nostro paese.
L’ultima novità, solo in ordine di tempo, è quella dell’assicurazione per le casalinghe proposta da Veltroni che confronto al milionario da sposare suggerito da Berlusconi e la maternità ad oltranza predicata da Ferrara, mi pare anche la proposta più sensata; sarà perché, attestata la difficoltà delle donne di fare carriera e quella ancor più gravosa di conciliare la maternità con le difficoltà di carriera, temo che tornare ad occuparsi di macchie difficili e pavimenti da igienizzare, potrebbe rappresentare un sollievo per milioni di donne.
Certo una trentina di anni fa non avrei mai immaginato che a tutt’oggi le casalinghe potessero ancora rappresentare una vera e propria categoria femminile da difendere e tutelare, diciamo che sull’onda delle rivoluzioni sociali degli anni 70, mi aspettavo che quegli uomini che per la prima volta allora si avvicinavano ad una pila di piatti da lavare, avrebbero poi fatto progressi sufficienti a garantirci che i lavori domestici non sarebbero più stati una prerogativa di genere, tuttavia visto che tutto il loro contributo si è alla fine concretizzato con l’acquisto della lavastoviglie, ben venga un’assicurazione per l’uso, per esempio, del ferro da stiro che quello, non si sa com’è, è tuttora un’arma che sanno usare solo le donne.
Devo però ammettere che nonostante la rassegnazione con la quale ho trovato la proposta meritevole di attenzione, non ho potuto fare a meno di chiedermi quali potrebbero essere i criteri adottati per stabilire l’appartenenza alla categorie delle casalinghe. La maggior parte delle donne infatti, è comunque casalinga anche se ha un lavoro fuori casa e spesso c’è anche una suocera, una mamma o una zia che in qualche modo contribuiscono alla gestione casalinga della famiglia. Tutte donne , insomma, che potrebbero infortunarsi a casa nostra magari proprio nostra suocera che potrebbe bruciarsi con il ferro mentre sta stirando la camicia di suo figlio.
Tanto già mi immagino le disastrose conseguenze di una simile iniziativa. “caro, tagli tu il pane?” “Scherzi! Se mi taglio io non sono assicurato”.