Incentivo alla rottamazione femminile per incrementare il mercato della Velina

Viscontessa, 16 Aprile 2008

E così da oggi non servo più a nessuno.
Non che sia mai servita a molto ma fino ad oggi mi ero illusa di servire almeno a rappresentare in piccola parte, almeno nel mio piccolo, quell’ideale, quel concetto di bene che pensavo fosse universalmente riconosciuto anche se non da tutti condiviso.
Non è vero che il bene o il male assoluto non esistono, siamo noi esseri umani che non riusciamo quasi mai a perseguirli fino in fondo tanto da renderli due concetti così sbiaditi e talvolta intercambiabili, ma il bene, se ci sforziamo di non umanizzarlo, esiste eccome e ognuno di noi in cuor suo, sa sempre esattamente dove sta.
Per questo fino ad oggi mi sentivo dalla parte del giusto, dalla parte di coloro che lottano per far emergere quel bene sotterrato da coltri di ipocrisia, di egoismo e di paura e non perchè io sia immune dalle umane debolezze ma perchè il riconoscerle come tali è l’unico modo per superarle.
Il bene esiste, o almeno esisteva fino ad oggi, e non aveva bisogno di essere rappresentato da una falce e martello, da un’ideologia politica e neanche da una fede religiosa per quanto proprio grazie al fondatore del cristianesimo lo si poteva definire con due semplici concetti come ama il tuo prossimo come te stesso e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, tuttavia la sinistra, in qualsiasi contesto sociale e politico si sia sviluppata, aveva sempre rappresentato quell’ideale di giustizia sociale che è appunto il bene. Che poi la storia ci abbia insegnato che le modalità con le quali si è cercato di raggiungerlo siano state spaventose come quelle di chi ha sempre rinnegato l’eguaglianza tra gli uomini, è un altro discorso e riguarda semmai la difficoltà degli esseri umani di superare le proprie debolezze, ma il bene non poteva e non doveva essere un concetto da mettere in discussione.
Non lo abbiamo messo in discussione nonostante per secoli la Chiesa Cattolica che ne aveva monopolizzato il concetto, si fosse macchiata delle peggiori nefandezze e non dovevamo permettere che fosse messo in discussione adesso perchè era l’unico valore che ci restava da condividere.
Abbiamo lasciato in questi mesi che personaggi come Ferrara lo strumentalizzassero per soddisfare il proprio ego costringendoci, in un gioco al massacro del più debole, a difendere la nostra libertà di abortire per difenderci a nostra volta dagli uomini. Lo abbiamo sacrificato votando per chi ci aveva promesso soltanto di riconoscerlo ancora come tale senza tuttavia impegnarsi a fare niente per raggiungerlo, abbiamo tentato di rappresentarlo mettendoci in vetrina come icone di quelle ingiustizie sociali che non riconoscono alle donne alcun potere e lo abbiamo smussato, aggiustato, ridimensionato, rivisitato e rimodellato nella speranza che una versione edulcorata del bene potesse ancora salvarsi dalla deriva nel quale è finito.
E forse è questo che abbiamo sbagliato, mentre noi cercavamo di smascherare l’avversario per dimostrare che non fa il nostro bene ma soltanto il suo, l’avversario ha ribaltato il concetto di bene che non si trasmette più agli individui tramite il contesto nel quale vivono ma si trasmette al contesto nel quale vivono tramite il proprio personalissimo ed egoistico bene. Per chi ce la fa, per gli altri pace.
Fammi godere baby che dopo ti faccio un regalino.

E così da oggi non servo più a nessuno.
In un paese dove tutto si può comprare, persino il concetto di bene, come contribuente non valgo niente. E per quella cultura della velina che evidentemente invece piace tanto anche alle donne non servo a niente nè come donna da piacere onanistico né come femmina da riproduzione.
E infine, ora che la sinistra non ha più bisogno neanche del mio voto, non servo più né per difendere le sue idee e neanche per diffondere le mie.
Sono due giorni che sento e vedo parlare solo uomini, solo politici, solo giornalisti, solo opinionisti e volendo solo blogger. Pensate, per esempio, che a qualcuno interessi leggere questo post?
Non oggi, non adesso, non in questo momento che ci sono cose più importanti di cui parlare.

Un nome una garanzia

Viscontessa, 11 Aprile 2008

Fa piacere sapere che la maggior parte dei siti non rappresentano una testata giornalistica.
Fa piacere soprattutto in tempo di elezioni politiche quando anche la maggior parte dei partiti non rappresenta una proposta di governo ma tutt’al più un’idea e spesso molto confusa anche quella.Tuttavia il fascino della comunicazione è irresistibile e se da una parte c’è chi per attirare l’attenzione si spoglia per un calendario sexymaperbeneficienza, dall’altra c’è chi apre siti che non sono testate giornalistiche ma offrono un servizio di informazione per gli utenti.
Fatto sta che ieri avevo notato che un paio di accessi sul mio blog provenivano da un sito dal nome davvero singolare così, attratta dal nome e soprattutto dalla prospettiva di ritrovarmi in un sito ironico, sono andata a vedere di che si trattava.
Ebeteinfiore.it è invece un sito “serio” che fa informazione con tanto di redazione e soprattutto con tanto di lunghissimo articolo in “copertina” dal titolo “vademecum per elezioni politiche 2008”.
Si vede che per scrivere l’articolo ci hanno messo dell’impegno infatti ci sono tanti bei paragrafi, ci sono dei begli schemini, i disegnini, tutti i simboli dei partiti politici e tanto tanto altro compresa la lista dei siti dei partiti che si presenteranno alle elezioni politiche.
E lasciamo fare che non tutti gli indirizzi sono cliccabili e almeno uno è persino incomprensibile, ma al posto del sito della lista Pro-Life di Ferrara hanno messo quello di un mio post che conteneva una parodia del programma della medesima lista.
Speriamo che Ferrara non se ne accorga, io comunque i suoi voti non glieli rendo ma soprattutto non gliela do.
Pubblicato anche su Macchianera

Dialoghi di una massaia e del suo brufolo

Viscontessa, 12 Marzo 2008

- Mi porti fuori? Sono giorni che non usciamo di casa.
- No, non ho voglia
- Uffa però, io mi annoio
- Allora vattene
- Come vattene? Sono appena nato e già mi vuoi abbandonare?
- Fosse stato per me potevi anche evitare di venire al mondo.
- Assassina!
- Guarda che sei solo un brufolo mica un embrione.
- E che significa? Sono un ammasso di cellule e carne e sangue e altre cose…..
- Si vabbè, meglio che lasciamo fare
- Come lasciamo fare? Se non mi porti fuori almeno fai due chiacchiere con me
- Non ho niente da dirti, mi fai schifo e basta.
- Ti faccio schifo? Ma sono sangue del tuo sangue, carne della tua carne e potenzialmente una malattia virale.
- Non vale, il tuo DNA è identico al mio. Devi trovare un’altra scusa.
- Dici che è una questione di DNA?
- Non solo, non ti illudere, deve essere DNA umano perchè gli animali non contano.
- Ma i virus non sono animali.
- Ma neanche persone. Potresti avere chance se fossi una malattia genetica ma ormai è troppo tardi.
- Per quello avrei dovuto avere dei cromosomi da mischiare come un mazzo di carte.
- Appunto, è troppo tardi, sei solo un brufolo e non conti niente.
- Però io mi annoio.
- I brufoli non si annoiano.
- Questo lo dici tu! Cosa ne sai dei progressi della scienza? Magari tra qualche anno si scopre che i brufoli sono i responsabili del vostro desiderio di noccioline, e cambia tutto.
- Quelli sono i “geni”
- Cosa vorresti dire che io sono scemo?
- Non quei “geni” e comunque si, tu sei scemo.
- Vabbè anche voi donne fino a poco tempo fa non avevate l’anima.
- Che c’entra adesso? Stiamo parlando di scienza non di religione
- E la scienza cosa stabilisce circa la definizione di “persona”?
- Le persone sono gli esseri umani, semplice.
- Quindi per la scienza un embrione è una “persona”
- Non fare il furbo con me, alla scienza non frega niente della definizione di “persona”
- Mi annoio, mi porti fuori?
- Ti ho detto di no.
- Dì la verità ti vergogni di me.
- Effettivamente sei proprio brutto.
- Razzista! Tu vorresti un mondo perfetto, tutti alti, belli, biondi e senza brufoli.
- Mi basterebbe un mondo senza brufoli.
- Lo dici adesso ma poi non ti accontenteresti e dopo aver eliminato noi brufoli ti verrebbe voglia di eliminare anche i tumori.
- Svegliati, sono decenni che l’uomo sta cercando di eliminare i tumori, potendo non sarebbe meglio evitarli?
- Quanta cattiveria nei confronti delle malattie meno fortunate di me! Fosse per te non esisterebbe neanche la sindrome di Down!
- Che palle con questa sindrome di down, ma è mai possibile che quando si parla di disabili esistano solo loro?
- Se ti sentono te ne accorgi!
- Senti guarda non ti ci mettere pure tu, quello che voglio dire è che quando si vuol trasmettere un messaggio positivo di disabilità, si parla sempre della sindrome di down.
- Vebbè certo, gli affetti da questa sindrome sono quasi sempre felici, fanno tenerezza, e spesso riescono anche ad integrasi abbastanza bene nella società.
- Si appunto, prova a chiedere a qualcuno affetto da spina bifida come se la passa.
- Guarda che il mondo è pieno di persone affette anche da gravi handicap che vivono serenamente!
- Certo, ma prova a chiedergli se potendo rinascere vorrebbero rinascere così.
- E quindi tu vorresti ammazzarli prima di farli nascere?
- Se anche solo mi sfiorasse l’idea di ammazzare qualcuno ti avrei già fatto fuori da pezzo.
- Mi fai paura.
- E tu mi fai schifo.
- Mi annoio, mi porti fuori?
- Ti ho detto di no.
- Uffa, e poi non è neanche colpa mia se sono venuto al mondo, te lo l’ho chiesto io? No, eppure lo sapevi che a fare certe cose si corre il rischio che nascano i brufoli.
- Che vuoi dire? Io faccio di tutto per evitarli
- Proprio di tutto non direi, per essere sicura al cento per cento la cosa migliore sarebbe l’astinenza.
- E secondo te io non dovrei mangiare?
- E’ l’unico sistema che da risultati certi.
- Si, compresa la morte.
- Si chiama estinzione
- Cosa?
- Quando una comunità pratica l’astensione finisce per estinguersi
- Ma stiamo parlando di me non di una comunità, e di cibo non di sesso.
- Mangiare è un bisogno primario che l’individuo deve soddisfare per garantirsi la sopravvivenza, accoppiarsi è un bisogno primario che l’individuo deve soddisfare per garantire la sopravvivenza della specie. La natura se ne sbatte i coglioni di lui e della sua comunità, quando non ci sono più loro, avanti il prossimo. La vita è sempre in agguato.
- Ci mancava solo il brufolo filosofo. Andiamo che ti porto fuori.
- Che bello! Allora usciamo?
- Si ma a te ti copro.
- Come mi copri?
- Senti, là fuori la vita è molto più semplice senza brufoli.
- Ma come ti permetti? dovresti vergognarti anche solo di pensarlo. Dovresti accettarmi per quello che sono invece di cercare di nascondermi.
- Se non ti accettassi non sarei qui a ragionare con un brufolo, non credi?
- Anche questo è vero ma allora perchè vuoi fare come quei genitori inglesi che vogliono operare la figlia down per nascondere i tratti somatici della sindrome?
- Caro mio, ma tu davvero credi che lì fuori ci sia un mondo pronto ad accettare le diversità, credi davvero che a qualcuno importi della vita umana in quanto tale o pensi veramente che tutti gli individui abbiano diritto alla stessa dignità?
- No, ma proprio per questo bisogna lottare perchè ciò avvenga!
- Si certo, ma se non vogliamo starcene qui a lottare fra me e te, prima di tutto dobbiamo trovare il modo di farci accettare dove ci sia un po’ più di pubblico che ci ascolti. E ora copriti che usciamo.
- Allora mi tieni così come sono?
- Avrei dovuto eliminarti subito, ormai mi sono quasi affezionata
- E io ti voglio quasi bene
- Se non la smetti quasi quasi ti schiaccio.

Il programma “decodificato” della lista Pro-Life

Viscontessa, 26 Febbraio 2008

Ad uso e consumo di tutti coloro che non hanno capito che pro-file si nasconde dietro alla listra pro-life.

1.Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutte le velleità femminili nate nel territorio nazionale, in qualunque fase della loro gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.

2.Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia dei cosmetici e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione della pratica della seduzione femminile contro lo spirito e la lettera della legge 66/1996 di tutela della donna dalle violenze sessuali.

3.Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura delle donne maltrattate sono una decisione che spetta esclusivamente al marito a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.

4.Emendare l’articolo 3 della Costituzione, comma 1. Dove è scritto “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” aggiungere una virgola e la frase “di sesso maschile”.

5.Impegnare il governo della Repubblica a costruire un’alleanza capace di emendare la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite all’articolo 3. Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla figa” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

6.Difendere la legge sul delitto d’onore, escludendo per via di legge e linee guida interpretative ogni possibilità, adombrata in sentenze giudiziarie, di aggravare la posizione della parte offesa con una condanna per omicidio al posto della cura terapeutica per la piena riabilitazione sociale del disonorato. Introdurre nei primi cento giorni di indagini una moratoria per la ricerca di prove di colpevolezza e rafforzare la ricerca sulle motivazioni sociali o etiche dell’imputato.

7.Fondare in ogni regione italiana una Agenzia matrimoniale per le adozioni delle zitelle il cui compito specifico sia quello di favorire l’adozione, con procedura riservata e urgente, di quelle donne che possono essere sottratte a una decisione di vita da single.

8.Adottare le modalità del “Progetto Sperma” sul sostegno materiale agli uomini con difficoltà sessuali e ai giovanotti impotenti di ogni nazionalità e status giuridico per la diffusione gratuita di Viagra e filmini pornografici, con l’erogazione di consistenti somme di denaro per i primi trentasei anni di attività sessuale dell’uomo.

9.Applicare la parte preventiva e di tutela della virilità. Potenziare in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico, valorizzando il volontariato pro vita, la rete insufficiente dei bordelli e dei Centri di Prostituzione in ogni regione e provincia italiana.

10.Triplicare i fondi per la ricerca sulle disabilità e istituire una Agenzia di tutela e integrazione dei micro dotati in ogni regione italiana.

11.Sostenere con sovvenzioni pubbliche adeguate l’attività dell’associazione di promozione sociale denominata Movimento per il Bacino.

12.Le risorse per il programma elettorale sono da fissare nella misura di mezzo punto calcolato sul prodotto interno lordo e verranno rese disponibili attraverso lo stanziamento di 7 miliardi di euro attualmente giacenti presso i conti correnti dormienti in via di smobilitazione e altri cespiti di entrata.

Moebius diceva:

Io credo che sia molto importante per i medici che essi si facciano un chiaro concetto del cervello delle donne ossia dello stato mentale delle stesse e che essi comprendano bene il significato e il valore della deficienza mentale della donna e che essi mettano in opera ogni loro capacità possa combattere, nell’interesse del genere umano, la tendenza contro natura dei femministi. Si tratta qui della salute della massa che vien compromessa dalle previsioni delle donne moderne. La Natura è una inflessibile Signora e punisce con pene severe le infrazioni alle sue leggi. Essa ha stabilito che la donna deve esser madre ed ha concentrato tutte le sue forze verso questo scopo; quando la donna viene meno al suo obbligo verso la specie e vuole viversi la sua vita “individualmente” essa viene colpita come da una maledizione. Quel che è peggio si è che, nel tempo istesso, vengono puniti anche gli uomini e la posterità. Quindi, noi medici, dobbiamo assumerci la missione di ben consigliare e di ammonire a questo proposito; l’avvenire verrà a chiederci ragione del nostro operato. E, invero, dovremo noi protestare contro al maltrattamento che le donne fanno del loro fegato con i busti troppo stretti, e assistere intanto tranquillamente al maltrattamento che vanno facendo del loro cervello?

Pubblicato su Sorelle d’italia e qui la versione originale del programma per chi non la conoscesse.

pro - life

Viscontessa, 15 Febbraio 2008

Blitz ieri mattina alle Otto e 1/2 nel bagno di un noto giornalista televisivo. Una telefonata anonima che gli investigatori pensano provenire da uno degli inquilini di un appartamento dello stesso stabile, ha infatti informato un giudice che in quel bagno era in corso un’evacuazione illegale di ben oltre i 2 kg di merda fissati dal regolamento condominiale come limite procapite di cagata per ogni condomino.
Sette gli agenti che si sono presentati ieri mattina a casa di G.F e che dopo aver interrogato il sospettato ancora con le mutande calate, hanno sequestrato il corpo del reato non senza qualche difficoltà causata dal malinteso su quale fosse lo stronzo da portare via.
Poco e niente si sa di cosa sia successo tra le pareti di quel bagno ma l’amministratore di condominio subito intervenuto per difendere il suo assistito, ci ha tenuto a far sapere che per il calcolo del limite giornaliero di merda procapite si era tenuto conto delle vecchie tabelle millesimali dei neuroni di ogni condomino precisando poi che da allora molte cose sono cambiate e che già da tempo si parla di rivedere la norma 194 del regolamento condominiale. “Quando la norma è entrata in vigore” ha fatto sapere ai giornalisti accorsi sul posto “alle stronzate non si dava ancora il valore che si da adesso, nè eravamo ancora in grado di salvare gli stronzi prima ancora che questi diventassero tali. Tra l’altro” aggiunge poi “è già in uso nel nostro condominio un nuovissimo impianto di termoventilazione in grado di riciclare il puzzo di merda in aria fritta e contiamo di farlo entrare a pieno regime nel corso dell’imminente campagna elettorale”.
Tanto, da un breve comunicato stampa, si viene a sapere che GF ha appena deciso di fondare un nuovo movimento in favore della vita e alle prevedibili perplessità su cosa c’entri la vita con la merda (a parte il modo su come siano costretti ultimamente gli italiani a tirare avanti) GF risponde citando un famoso verso di una canzone di De Andrè “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior”.
Mistero e crescente curiosità sul simbolo che adotterà questo embrione malformato di partito.

Voto agli embrioni

Viscontessa, 10 Febbraio 2008

Allarme prezzi, dopo la pasta, il pane e il suino, anche il prezzo degli anticoncezionali pare salito alle stelle ma Mister Prezzi fa sapere di essere troppo impegnato con l’impennata del prezzo delle palline da golf per chiedere spiegazioni ai produttori che comunque si dichiarano del tutto estranei alla vicenda. Tanto, dopo le abitudini alimentari, adesso sembrano a rischio anche le abitudini sessuali degli italiani costretti dalle circostanze economiche a ripiegare sulla coscetta di pollo e il salto della quaglia, quest’ultimo tuttavia scoraggiato vivamente dai medici obiettori di coscienza che si rifiutano di prestare assistenza medica agli eventuali contusi da simili pratiche. Protestano invece le associazioni di consumatori che lamentano non solo l’aumento dei prezzi degli anticoncezionali ma persino una misteriosa tendenza al rialzo dei prezzi di consumo di gas ed energia elettrica soprattutto nelle ore serali ma il Ministro per le Politiche Vostre della Santa Sede, fa sapere che si tratta solo di un’impennata momentanea causata dalla errata applicazione della vecchia legge 194 già in fase di abolizione.
Ferrara poi propone di cogliere al balzo l’occasione per garantire finalmente il diritto di voto anche agli embrioni che per comodità di linguaggio lui chiama “piccoli esseri umani indifesi che quelle assassine vogliono uccidere” e si rivolge poi alle donne che per comodità di linguaggio chiama “fattrici” per invitarle ad una riflessione in merito rassicurandole contestualmente sull’assistenza di un gruppo di ginecologi, pronti a riflettere per loro nel caso non ne fossero capaci.

Su paparazzin di oggi

L’happy hour è appena iniziato

Viscontessa, 5 Febbraio 2008

Hanno sempre fatto la cosa giusta al momento giusto.
A vent’anni erano in pari con gli esami, il sabato pomeriggio portavano i figli della sorella al cinema e l’estate giravano l’Europa con l’InterRail, due amiche e il fidanzato.
La prima volta l’avevano fatto con il ragazzo giusto nel posto giusto, era successo un fine settimana nel quale avevano avuto l’appartamento dei genitori libero e dopo il sesso avevano trascorso il resto del pomeriggio a letto a pianificare il loro futuro scherzando sul nome che avrebbero voluto dare ai loro bambini.
Non fumavano, non bevevano e sostanzialmente non trombavano neanche, loro facevano solo l’amore e prendevano tutte le precauzioni del caso per non correre il rischio di una gravidanza indesiderata. Adoravano i bambini e i film d’autore, sfornavano torte salate e sentenze definitive su ogni cosa. Avevano appena finito di rileggere “Lettera a un bambino mai nato” della Fallaci.

A trenta avevano già una carriera avviata, un marito impalmato con una cerimonia le cui tracce fotografiche sono ancora visibili per tutto l’appartamento e due splendidi bambini nati a distanza di non più di un anno l’uno dall’altro. Madri, mogli e lavoratrici modello, avevano divorato manuali su manuali di pedagogia, avevano rinunciato al terzo figlio perché i bambini sono un bell’impegno e una cosa è fare la zia il sabato e un’altra fare la madre tutti i giorni che se non hai figli non puoi capire, e per Natale avevano regalato ai figli una coppia di criceti e una di fratellini del terzo mondo adottati a distanza.

A quaranta le ritrovi all’Happy Hour in compagnia di uno di trenta, vestite come se ne avessero venti mentre dei figli che tanto ne hanno dieci, non vogliono neanche sentir parlare. Ti raccontano che finalmente si sentono veramente libere e che adesso vogliono godersi la vita che di solito significa che vogliono darla a chiunque sia disposto a prenderla.
Bevono, fumano e non farciscono più le torte con la crema ma i discorsi con i doppi sensi. Vanno in palestra tre volte alla settimana e il preservativo lo porterà il qualsiasi lui di turno perché almeno a quello ci penseranno loro.

Ma la cosa peggiore è che adesso, ti spiegano, vogliono pensare solo a se stesse.
E lunedì mattina dovranno ricoverarsi in ospedale per interrompere una gravidanza.

pubblicato su macchianera

Moratoria primavera estate

Viscontessa, 20 Gennaio 2008

La proposta di Ferrara per la prossima collezione primavera estate è una moratoria sull’orgasmo femminile. “Quando ho creato questa nuova moratoria” fa sapere lo stesso Ferrara “ho pensato ad una donna al passo con i tempi, una donna morigerata, devota e timorata di Dio. Una creatura minimalista che privata dell’orgasmo, saprà sottrarsi più facilmente ai piaceri del sesso riducendo così il numero delle gravidanze indesiderate e quindi il ricorso alla 194”.
La proposta è stata subito accolta favorevolmente dalle Papa Girls che hanno giustificato la loro piena adesione all’iniziativa con la necessità di porre fine al senso di colpa che gli deriva dal dover immaginare Ratzinger in perizoma per raggiungere l’orgasmo e apprezzamento espresso anche dalle iscritte a CL che di questa moratoria dicono di apprezzare soprattutto la libertà concessa alle donne di non dover più fingere il piacere.
Stupite invece le cattoliche più mature che ammettono di non sapere cosa sia l’orgasmo femminile mentre la frangia più oltranzista delle Bigotte Combattenti, promette di scendere in piazza al grido di “non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a Dio”.
Qualche polemica infine sull’opportunità di affidare ad un uomo la gestione dell’orgasmo femminile, è stata espressa da un gruppo di donne laiche che in una lettera indirizzata a Prodi, si lamenta per l’ambiguità con la quale i rappresentanti di uno stato laico si schierano sempre in favore della Chiesa. Ma Prodi ha tagliato corto sull’argomento liquidando come integralismo laicista la protesta delle contestatrici:. “in uno stato laico” ha fatto sapere “non si può tollerare quella forma di laicismo che si rifiuta di riconoscere Dio”.

Su Paparazzin di oggi

L’Happy hour è finita

Viscontessa, 15 Gennaio 2008

A vent’anni animavano i sogni di tante coetanee, belli e maledetti erano impegnati politicamente perché il “sociale” non era ancora di moda e avevano letto Erika Jong, canticchiato La Fata di Bennato o applaudito De Andrè.

Le ragazze li adoravano ma loro avevano sempre prima di tutto gli amici o il mondo da cambiare e poi avevano sempre a casa una fidanzata per pararsi il culo al pranzo della domenica.

Venuti su a Negroni e Plaigin, tutto per loro era lecito furochè l’uso del preservativo allora considerato solo l’anticoncezionale dei pavidi mentre c’era sempre nei loro ricordi l’inglesina che gli aveva fatto battere forte il cuore e la trentenne che li aveva introdotti ai piaceri del sesso.

A trenta erano già uomini di mondo senza arte né parte, eterni studenti ed eternamente fidanzati convinti che se non il mondo, avrebbero cambiato almeno il loro destino. Raffinati seduttori del genere umano, sapevano come conquistare una donna che non era mai quella giusta perché quella giusta li aspettava sempre a casa senza mai chiedere niente mentre loro imparavano a consultare una carta dei vini e a rollare una canna in pochi secondi, anche se adesso avevano acquisito mezzi più raffinati per cercare lo sballo necessario a lasciarsi andare.

Intelligenti, colti, sensibili, tormentati e soprattutto presunti conoscitori dell’animo femminile, pareva che il mondo sarebbe caduto ai loro piedi da un momento all’altro e nell’attesa che ciò accadesse si concedevano il lusso di raccontarti che non esistevano regole e che ognuno doveva vivere secondo la propria inclinazione mentre di fronte alla richiesta di un preservativo, ti guardavano come se dubitassi della loro infallibilità

A quaranta te li ritrovi da soli, l’eterna fidanzata, quella stronza, ha sposato un altro e loro sono diventati ipocondriaci, logorroici, misogini, paranoici e con il terrore che non gli funzioni più. Adesso senza alcol, tranquillanti, eccitanti, cocaina, hashish o antidepressivi non riescono più neanche a scopare perché ti raccontano che il sesso li annoia e che da una donna cercano qualcosa di più mentre non si preoccupano proprio di cercare quell’unico preservativo che tengono nel portafoglio da anni, perché, ti dicono, ci manca solo quello e poi davvero non se ne fa più di niente. Adesso si commuovono di fronte a quei bambini per i quali fino a ieri non si sentivano pronti e hanno cominciato a dividere il mondo femminile tra coloro che sono potenziali madri, quelle che lo sono già e quelle per le quali è troppo presto o troppo tardi.

Ma la cosa peggiore è che adesso, ti spiegano, hanno capito tante cose.

E sono diventati antiabortisti.

Su Macchianera

L’utero in amministrazione controllata

Viscontessa, 13 Gennaio 2008

Mi chiedo cosa ne pensino gli uomini della 194.
Anzi mi chiedo quanti siano gli uomini che nell’essere favorevoli o contrari all’aborto, non si siano limitati all’approccio politico o scientifico con il quale viene ultimamente riproposto il tema, e mi chiedo quanto gli uomini si sentano parte in causa, quanto investiti di una responsabilità che va persino oltre alla possibilità di lasciar scegliere la donna cosa fare della propria gravidanza.
Ci sono molte questioni che riguardano la libertà degli esseri umani e che non ci riguardano ma per le quali siamo pronti a batterci per una questione di principio, ma la gravidanza, qualunque sia il suo esito, è un evento che ha origine dalla partecipazione attiva degli uomini e il cui evolversi non può quindi diventare per gli uomini soltanto una questione di principio.
Il rischio, privilegiando questo approccio, è che gli unici uomini che attivamente affrontino la questione, siano sempre e soltanto coloro che, per mantenere o rafforzare il proprio potere, hanno bisogno di limitare la libertà altrui, creando fratture, fazioni e contrasti anche là dove dovrebbe esserci unione e sintonia, proprio là dove la gioia o il dolore, la sofferenza o l’amore, le si creano in due in egual misura.
E’ vero che parlando di aborto abbiamo spostato il fulcro della discussione sul momento esatto nel quale ciascuno di noi ritiene di riconoscere lo status di essere umano ad un embrione, e ancora non paghi di una circostanza che non può essere scientificamente provata, lo abbiamo spostato sul concetto di vita, ma l’abilità dell’essere umano di dare un valore alla vita secondo le sue esigenze contingenti, è pari soltanto a quella di non riconoscere alla vita alcun diritto ad una dignità.
Ma questo è soltanto il campo di battaglia sul quale si è spostato un conflitto che altrimenti sarebbe rimasto confinato nella coscienza femminile così come è sempre avvenuto nei secoli dei secoli quando abortire era una pratica molto più in voga di oggi ma non per questo le donne godevano di una maggiore libertà.
Perchè poi è di questo che stiamo parlando, è dell’ipocrisia con la quale si parla di aborto soltanto in termini di vita e di morte, ridicolizzando di fatto la pretesa di rivendicazione, di fronte ad un tema di cotanta portata, di una libertà individuale del singolo. Se non siamo disposti ad accettare la pena di morte in nessun caso, non può esserci neanche dibattito, confronto, testimonianza femminile, rivendicazione di un diritto, motivazione personale o circostanza, in grado di giustificare l’aborto.
Colpevoli dunque le donne che si macchiano del reato di omicidio, una colpevolezza che a forza di sentirla ripetere, finisce per diventare oggettiva e per portare con se la compassione, la rabbia, il perdono e l’ostracismo sociale di chi è contrario all’aborto e il bisogno di scusarsi, colpevolizzarsi, e di nascondersi da parte di chi ha scelto di abortire mentre sulle colpe, le responsabilità, la latitanza e il disinteresse di chi ha contribuito a formare quell’embrione come al solito si tace.