Tutto è politica

Viscontessa, 23 aprile 2010

Cazzo, hanno aggredito Claudia Pandolfi ed è stato un paparazzo.
Per adesso sappiamo solo che al paparazzo è stato convalidato il fermo di polizia ed è rinchiuso a Regina Coelia, mentre Claudia è stata operata per due costole rotte che rischiavano di perforarle un polmone. Almeno credo.
Comunque ci teniamo aggiornati. Tanto la D’eusanio, ospite di Sposini che ha stravolto all’ultimo momento il palinsesto della sua trasmissione, pensa che l’aggressione non sia mai scusabile ma altri autorevoli ospiti, hanno concordato nell’affermare che:
1)è giusto che i paparazzi facciano il loro mestiere ma con rispetto
2)molti vip devono il loro successo proprio ai paparazzi e di questo bisogna ricordarsene
3)che tuttavia, ovvietà a parte, ci dev’essere rispetto da entrambe le parti. Da parte dei vip perché i paparazzi fanno il loro mestiere, e da parte dei paparazzi perché i vip sono vip e se tu non sei vip, bello mio, so’ cazzi tuoi.
Ottimo direi, certi incidenti capitano sempre nel fine settimana quando c’è da riempire non solo i talk show di tutta la settimana, ma pure quelli del fine settimana che non sanno più di che cazzo parlare e con chi.
Ottimo, pensano anche i direttori dei vari tg, la diamo tutt’al più come seconda notizia e ci appiccichiamo subito un lungo servizio con interviste ai colleghi illustri del paparazzo, e ci mettiamo pure qualche opinione della gggente comune. Boh, poi quando il capo finisce con Ornella, ci farà sapere lui.
“Cazzo è un cretino, è sempre stato un cretino, glie l’avevo detto di lasciar perdere la Pandolfi”. I colleghi lo difenderanno in pubblico e lo rinnegheranno in privato. Il parlamento sentirà forte il bisogno di legiferare in materia e dopo un durissimo scontro tra destra e sinistra anche se nessuno ha capito più dove finisce l’una e dove comincia l’altra, la legge sarà approvata dal Parlamento e morirà di inedia in Senato. Così avremo fatto tutti contenti. I paparazzi che potranno fare indisturbati il loro mestiere, i paparazzati che se levi quelli che ci tengono alla privacy non resta più nessuno e la gente comune che troverà ancor più del torbido in ogni foto spiata.
In uno speciale di Matrix parleranno Barillari del quale ricorderemo, tramite i suoi ricordi, la sua lunga carriera dagli anni della dolce vita per poi stabilire, infine, com’è cambiata la figura professionale del paparazzo negli anni. Forse ritireremo dentro anche Corona e poi ci vorrebbe qualche vittima illustre o… un Michele Placido come lo vedi? Ma perché è stato aggredito da un paparazzo? Non lo so ma è il tipo giusto, un attore di grande fama e con un caratterino niente male.
Tanto anche Vespa sta preparando la sua puntata, il suo salottino buono di babbioni che fanno conversazione con lo stile del tè delle cinque a casa di mia nonna. Il veleno che scorre a fiumi tra le formalità di una “certa” educazione.
Alba la voglio, dirà il nostro Vespa nazionale, ma poi se invito lei non posso invitare quell’altra che pare abbia le gambe più belle delle sue e lei non vuole e poi…. devo chiamare Gianni perché bisogna che mi dica lui chi posso invitare tra i politici. Basta che non mi mandi la Mara che altrimenti diventa un gallinaio!
Santoro ride sotto ai baffi. E se per tirargliela in culo facessimo tutta una trasmissione per parlare dei paparazzi? Quello si aspetta che parliamo di lui e invece noi non ce lo filiamo neanche. Pensa come si rode! Ormai se di lui non ne parliamo noi non ne parla più nessuno e allora giovedì prossimo si parla di paparazzi!
Mi scusi Maestro – sussurra qualcuno dal fondo dell’enorme tavolo della redazione – ma cosa c’entrano i paparazzi con i temi sociali che trattiamo abitualmente?
Giusto! – urla il maestro dal suo posto a capo tavola – Bravo! Mi piacciono quelli che collaborano, che si fanno sentire, che manifestano anche i loro dubbi. Bravo! E allora adesso dacci un’idea per fare questo collegamento tra paparazzi e problemi sociali.
Il titolo della puntata sarà “Privacy, ma quanto ci tocca?” e partendo dal recente caso di cronaca della Pandolfi, si giungerà a sostenere che comunque sia Berlusconi è uno stronzo.

Della nube di Fantozzi e di altre piccole disgrazie

Viscontessa, 21 aprile 2010

Che peccato però, ora che anche la nuvola islandese se n’è andata non c’è più niente di interessante di cui parlare. E soprattutto non c’è più niente contro cui prendersela quando non sai che cazzo dire.
Ti cadeva un bicchiere e dicevi “sarà colpa della nube islandese”. Finivi la benzina e dicevi “cazzo, è colpa della nube”. E’ comodo avere una nube sulla testa. Se il bucato è annerito è colpa della nube che tanto a quella non puoi farci niente mentre se è colpa dell’inquinamento dovresti andare a piedi e sticazzi, ti fa fatica, meglio usare la nube.. E poi la nube è inquietante, chissà cosa contiene la suo interno, di sicuro niente come non contenevano niente quella di Chernobyl o quella di Seveso.
Con la nube però non c’entriamo proprio niente. Questa volta non è colpa nostra, questa volta non c’è surriscaldamento della crosta terrestre, non c’è deforestazione, edilizia selvaggia, inquinamento. Questa volta è davvero una calamità naturale e chissà quante ce ne capiterà ancora di vedere nella nostra vita. E’ un po’ come l’eclissi totale di sole. Se la vedi una volta sei già fortunato il resto è tutto colpa nostra.
Per questo è un peccato che la nube se ne sia già andata perché ciascuno di noi, come da tradizione, ha visto in lei un po’ quello che gli è parso, chi una curiosità, chi un intoppo, chi un segno del destino, chi una scusa.
Che poi dici, quanto possono economicamente sopportare una situazione del genere le compagnie aeree? Il danno economico per la caduta di un aereo potrebbe davvero essere superiore a quello di uno stop a tempo indeterminato? Cosa dicono i Lloyd di Londra?
Non lo so, ecco, è che col tempo diventi diffidente, ti aspetti le pandemie e non arriva neanche l’influenza, ti dicono che l’inquinamento nelle nostre città è troppo alto e facciamo il solito servizio di due ore sulla nomina di Elkann a Presidente dell’unica industria nazionale che vende auto, ti rintontiscono con i cuccioli in tivvu e poi allungano il calendario venatorio.
No va bene, io questa cosa qui non l’ho seguita un granché ma è tutto il giorno che mi giungono voci e notizie sulla decisione di prorogare il permesso di caccia di soli dieci giorni in più.
Una roba che maggioranza e opposizione hanno espresso il loro parere, una specie di questione etica che il Paese chiedeva impellentemente di risolvere. Roba che mi son detta: ma ci saranno dei sordidi risvolti che non comprendo. Io la caccia la abolirei del tutto e abolirei del tutto anche i cacciatori. Proprio fisicamente, dico. Ma.
La caccia? Cioè l’attività parlamentare è impegnata in questioni di questa importanza? Il voto sulla caccia è stato l’episodio clou della vita politica dei nostri parlamentari di questi ultimi giorni?
E tanto crolla Ventotene.

Diversamente opposto: cinque regole d’oro

Viscontessa, 17 aprile 2010

Prima di tutto mi è spuntato un brufolo di primavera. Sta lì come niente fosse e non c’è verso di spiegargli che la sua presenza non è affatto gradita. Ho provato a coprirlo con un cerotto ma quello, privato della luce del sole, ha cominciato a lamentarsi e ho dovuto liberarlo. Allora ho tentato di coprirlo con del correttore ma l’effetto è stato a dir poco inquietante e infatti stanotte ho sognato che avevo un grosso brufolo a forma di cazzo tra le tette e ad un certo punto il grosso brufolo a forma di cazzo che avevo tra le tette, ha cominciato ad eruttare pus e sangue e siero e piano piano si è ammosciato e io me ne andavo a spasso tenendo in mano questo uccello smencio che ad un certo punto era diventato bozzoloso come il pisello del mio cane quando vede una cagnetta in calore. O comunque una cagnetta qualsiasi perché lui è di bocca buona e gli basterebbe infilarlo da qualche parte. Almeno una volta.
Mi sono svegliata che non mi sentivo troppo bene. Sono rimasta seduta sul letto per circa dieci minuti a fissarmi le tette e solo quando sono stata sicura che lì nel mezzo non fosse spuntato proprio niente di nuovo, mi sono alzata e mi sono accasciata sul divano di fronte alla tivvu.
La seconda cosa è che la tessera Mediaset Premium con abbonamento gratuito di tre mesi che ho ricevuto in omaggio con la macchina da caffè che ho ricevuto in omaggio con l’aspirapolvere che ho pagato fior di quattrini, è una stronzata, è una cagata pazzesca. Però il caffè è buono.
Ho acceso la tivvu e c’era lo stesso dott. House di ieri sera che diagnosticava la solita lebbra atipica alla solita paziente che poi non so per quale motivo, voleva una crema per il viso. Vedo sempre la fine del solito episodio.
Verso le dieci avevo le idee parecchio confuse e mi sentivo peggio di prima.
La terza cosa che ho fatto è stata quella di accendere il computer perché da qualche parte bisogna pur cominciare e prima o poi riuscirò anche io a linkare una notizia di Repubblica prima che lo abbiano già fatto milioni di internauti su tutti i social network. Per chi ancora non lo sapesse, i social network sono quei luoghi virtuali dove si linkano cose scritte da altri e volendo le si commentano brevemente con tono ora rassegnato, ora indignato, ora sarcastico.
Purtroppo però alle dieci di mattina le notizie migliori sono già state tutte linkate e non mi rimaneva che scegliere tra il sondaggio per sapere se sei una sposa perfetta o la moda di farsi il pedicure con i pesciolini.
Ho scelto il test della sposa perfetta ma non me la sono sentita di linkarlo. Il matrimonio non fa per me. L’ho già detto.
La quarta cosa è stata quella di leggere la posta. Come eventuale sposa faccio schifo ma non sto cercando un marito bensì un lavoro. Quello che però ho trovato non è un lavoro ma una serie di inviti a corsi a pagamento per ritrovare la propria autostima. Che sarebbe come dire “se non lavori la colpa è tua, pagami e ti spiego perché”. Deficienti. Metaforicamente palindromo.
Alle undici ero già inesorabilmente in ritardo e non avevo ancora niente da fare. Così ho cambiato le lenzuola del letto e le ho messe in lavatrice ma poi mi sono ricordata che ho firmato il contratto con l’Enel diversamente Enel. Se ho capito bene dal tizio che mi ha fatto firmare il contratto una mattina presto verso le nove, questa Enel è un Enel che fa concorrenza a se stessa. Una roba da dissociati mentali e ho chiesto al tizio se ad una delle due Enel interessava un corso per ritrovare se stessi. Nella mia casella di posta ci devono essere anche inviti per corsi a pagamento per capire da dove veniamo, dove andiamo ma soprattutto chi stracazzo siamo. Il tizio mi ha detto che chiederà al suo nick name e mi farà sapere. Comunque adesso la lavatrice conviene farla partire dopo le sette di sera e io di solito mi dimentico così la metto prima di andare a letto e mi addormento con il rumore della centrifuga. Dalle sette fino a quando vado a letto, sono la viscontessa e non posso pensare alla lavatrice.
A mezzogiorno sono uscita. Ho parlato di carciofi con un pensionato al mercato, di cani cinesi nudi con una prostituta della mattina e di Emergency con una massaia in fila alle poste. Era proprio una massaia perché me lo ha detto lei io gli detto che ero una disoccupata. Dipende da come vedi il bicchiere.
All’ora di pranzo sono tornata a casa e ho pensato che avere un grosso brufolo a forma di cazzo tra le tette, non è poi una stranezza più strana di altre.
Quinta ed ultima cosa. Vado a letto. C’ho il brufolo stanco. Gli si chiudono gli occhi e domani ho promesso di portarlo ai giardinetti. E non mi sono ancora decisa a trovargli un nome.

Cerco lavoro

Viscontessa, 14 aprile 2010

Giovane donna matura di straordinaria bellezza interiore, cerca qualsiasi tipo di lavoro purchè ben retribuito.
Offresi vivacità di linguaggio, originalità di pensiero, disponibilità immediata, flessibilità verbale e ottime capacità di adattamento.
Sono realizzata con materiali biodegradabili al 100% e sono completamente rivestita in pelle.
Alimentata con fonti energetiche alternative, consumo pochissimo: fino a trecento metri con un Martini e un paio di olive. Ho un’autonomia di circa dodici ore e posso essere ricaricata in qualsiasi momento.
Leggera, silenziosa, versatile sono dotata delle tecnologie più all’avanguardia e mi vendo con un pratico mezzo di trasporto che mi può portare ovunque.
Inquino pochissimo e godo degli eco incentivi per la rottamazione.
Usata pochissimo, mi vendo a prezzi ragionevoli fino ad esaurimento nervoso.
Spedizione gratuita e pagamenti rateali completano il profilo della mia candidatura.
Leggere attentamente le istruzioni prima dell’uso, non somministrare a bambini inferiori ai 12 anni, alle donne in gravidanza e ai cardiopatici. Posso causare effetti indesiderati anche gravi. .
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali in conformità al D. Lgs. 196/2003

Ricetta per la domenica

Viscontessa, 11 aprile 2010

Ingredienti per 8 ore:

due grossi coglioni maturi
un marito italiano medio
una donna in pigiama
quattro fettine sottilissime di culo
una partita di calcio di serie A
un divano almeno da quattro posti
un ventre molle d’occidente
un letto
pigrizia qb
un pizzico di depressione.

Prendete il marito italiano medio e mettetelo a marinare per almeno quattro ore sul divano con un una partita di calcio di serie A.
Tanto prendete la donna in pigiama e insaporitela con un pizzico di depressione. A parte lavate e mondate due grossi coglioni maturi, quindi tagliateli a cubetti poi fatene delle striscioline, decorateli a piccolo punto, passateci una mano di smalto, impreziositeli con quattro fettine di culo in pasta di sale e poi metteteli in una terrina e sbatteteli vigorosamente a mano con la frusta fino a quando non vi sembreranno abbastanza gonfi.
A questo punto prendete la donna in pigiama che a adesso dovrebbe essere abbastanza depressa da rimanere in pigiama tutto il giorno e foratela con una forchetta appuntita perchè non scoppi prima del tempo. Stendete la donna in pigiama, flaccida e sforacchiata sopra ad un letto di pigrizia stagionata, cospargetela con la soffice crema che avrete ottenuto dal vigoroso sbattimento dei grossi coglioni maturi e lasciatela lì per almeno un paio di ore o almeno fino a quando la donna in pigiama, flaccida, sforacchiata e cosparsa di soffice crema di coglioni maturi, non comincerà a grattarsi il ventre molle d’occidente. A questo punto toglietela dal letto e lasciatela riposare per almeno mezz’ora. Servite a temperatura fredda e umida.
Il marito lasciatelo pure dov’è, basterà che domattina lo solleviate dal divano e lo spediate a lavoro. Ricordate solo di ostendere il suo sudario.

La Televisione

Viscontessa, 4 aprile 2010

Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare.
Ho visto dei buchi di culo in primo piano e ho capito che il Darwin di Bonolis è un programma di approfondimento, e ho visto la Perego premiare un disgraziato di diciassette anni che pesa cinque chili e ho pensato che la meschinità aveva tutti i diritti di diventare l’ottavo peccato capitale.
Ho visto giovanotti in mutande agguantare uno di quei culi in primo piano e sbatterselo sulla patta e ho visto un tipo che saltava toccando un vetro ed era una cosa importante, una cosa che meritava un premio. Ho visto il cartone animato di un paraplegico che fa il poliziotto e vuole arrestare la sua vicina di casa che è una cleptomane e finisce in galera ma evade e tramite le fogne arriva in un posto di cinesi e insieme alla sua famiglia fa la vita da cinesi. E ho visto il servizio del TG5 per salutare la Toffanin che a fine aprile ci sgrava un altro Berlusconi.
Ho visto morti squartati, affogati, bruciati e decomposti che sul tavolo per le autopsie di quelli di CSI appaiono freschi come rose. E ho visto la foto della sconosciuta ritrovata nel lago di Como.
La morte vera non è mai bella.
Beh speriamo almeno che sia stata la Canalis perché era gelosa del suo George. Cosa non tocca fare delle volte per convincere gli altri del proprio amore!
Ho visto i soliti mostri televisivi, quelli che non esistono, ologrammi di se stessi e ho visto i soliti bambini cantare. Ma Erode che fine a fatto?
Ho visto la D’Urso, la Panicucci, la De Filippi, la Perego, la Clerici, la Gruber, la Parodi, la Merlino, la Toffanin, l’Annunziata, la Landi, la Dalla Chiesa, la Busi., la Carlucci…ma dove cazzo son finiti gli uomini? Ho visto la Passione di Cristo e i fanciulli venite a me che passione! Ho visto che il pil va giù e la disoccupazione va su ma l’indice YHABG studiato dal Ministro Brunetta, indica una netta ripresa del 65% . Il calcolo basato sull’indice EMA approvato dell’Istituo Superiore delle Nazioni Unite e adeguato al Pil delle Nazioni della CEE che abbiano rispettato i paramentri di Maastricht per il biennio 2002 2003 purché i centimetri cubici di acqua piovuta nel mese di aprile siano stati certificati dalla FAO, viene suddiviso per i millesimi di appartamenti posseduti nel 2007 quando c’erano al governo quegli sporchi comunisti.
Ho visto calciatori e Arisa e non ho visto la differenza. Ho visto bambini che cantano come adulti e forse l’antidoping bisognerebbe cominciare a farlo a questi piccoli mostri. E ho visto dei mostri che stanno su un’isola a patir la fame perché ormai le uniche emozioni che alcuni riescono a provare sono quelle stimolate da un telecomando. Da qualsiasi parte dello schermo stai.
Ho visto milioni di italiani che vanno in vacanza per Pasqua. Famiglie felici che non sapendo decidersi tra la Tunisia e l’ennesima settimana bianca, dichiarano di fronte alla telecamera che hanno deciso di fare una settimana qui e una lì. Ma la crisi? Chiede una sorridente e bellissima giornalista alla famiglia felice. Perdonatemi, – pare sottintendere con quel sorriso che possiamo solo immaginare – ma son domande che purtroppo dobbiamo fare. Allora la madre arretra di un passo e stringe i suoi pargoli a se, il padre fa un passo in avanti, si fa serio e mentre la telecamera stringe sul primo piano di un padre di famiglia giustamente preoccupato ma ottimista, lui dice “eh si la crisi c’è stata ma ora le cose piano piano si stanno rimettendo in moto e anche noi, dopo un periodo così difficile, abbiamo pensato di meritarci una vacanza”.
E non ho visto milioni di italiani che sono senza lavoro o che il lavoro rischiano di perderlo. Ma non ne ho visti neanche uno. Cioè non li ho proprio visti e forse è colpa loro che se stanno sempre tappati in casa invece di andare a Taormina o a Cortina. E non ho visto niente sull’articolo 18 ma ho visto Napolitano tutto contento del clima politico che si sta instaurando. Ora facciamo le riforme. Praticamente siamo in un riformatorio.
Ho visto un sacco di morti, morti veri ma lontani, gente morta che viene commemorata con le trasmissioni in tarda notte, quelle curate dagli intellettuali del gruppo che gli piace tanto occuparsi d’arte e allora occupati di arte così non rompi i coglioni. Ho visto gente che in televisione ci è cresciuta, e invecchiata, qualcuno è morto, altri lo sono quasi ma all’improvviso la televisione ha fame di personaggi e allora il tuo agente ti chiama e ti dice se ti interessa partecipare come ospite ad una trasmissione sulla Rai. Cazzo! Io mi metto nei panni di quelli che da vent’anni non li chiamava più nessuno e all’improvviso ti chiamano e ti offrono addirittura una prima serata. E allora te li ritrovi lì sullo schermo tutti incartapecoriti e c’è sempre qualcuno che dice “ah, ma lui è ancora vivo? Pensavo che fosse morto. Ma quanti anni avrà ormai?”. E tu sei lì sotto ai riflettori dopo tanto tempo e non ti hanno invitato per raccontare tutta la tua meravigliosa vita artistica perché anche tu hai un sacco di aneddoti che se solo….. no, sei lì perché pensano che tu sia stato il più caro amico di quell’altro che è morto – mai troppo presto, pezzo di merda – e al quale hanno dedicato la trasmissione nella quale ti trovi adesso.
Ho visto la Dandini ma…… sbaglio o si è data una tiratina? Sere, se passi di qui lascia almeno il nome della crema miracolosa. E ho visto un gioco talmente scemo che ho dovuto vederlo varie sere di seguito per capire quanto fosse scemo. C’è uno che deve indovinare cosa fanno gli altri. Praticamente ci presentiamo in dieci e tu devi indovinare che sono io quella che si fa ciucciare le dita dei piedi. Per aiutarti, se proprio lo vuoi perché gli aiuti costano, posso dirti che una volta mi sono fatta una maschera per i capelli a base di frutti rossi. E cazzo c’entra? E che ne so, ve l’ho detto che questo gioco non l’ho capito…..a meno che non si debba ricavare dall’indizio sulla maschera per capelli ai frutti rossi il bandolo della matassa. Pensateci, chi si fa leccare le dita dei piedi deve sempre avere i piedi in ordine il che significa anche smalto per le unghie e quale colore di smalto per le unghie può preferire una che si leccare le dita dei piedi? Di certo non il rosa, probabilmente il rosso come i frutti rossi di quella famosa maschera che, guarda caso, riguardano l’estremità superiore del corpo così come le unghie dei piedi quella inferiore. Va bene, devo smetterla di guardare i telefilm americani con i medium, i sensitivi, gli scrittori, gli psicopatici…..
Ho visto il Papa vittima di una giustizia ad orologeria che scoppia, guarda caso, alla vigilia della resurrezione, una delle ricorrenze più importanti per la Chiesa Cattolica. Una roba di un tizio che non solo muore e risorge per noi, ma che gli tocca morire e risorgere ogni anno perché noi si possa prendersi qualche giorno di riposo per abbuffasi con gli amici. Continuiamo così, facciamoci del male.