e siccome è facile incontrarsi anche in una grande città
Viscontessa, 24 marzo 2010- mamma, ma oggi ti sei lavata?
- Non ancora, dammi cinque minuti e vado a farmi la doccia
- A quest’ora? Ma ormai sono le cinque e mezzo.
- Lo so, ma non ho fatto ancora in tempo
- Ma se sei tutto il giorno a casa senza far niente
- Veramente mi sono alzata alle otto e mezzo perché tu mi hai telefonato per chiedermi di portarti a scuola la macchina fotografica perché oggi venivano i danesi quindi ho pensato “mi lavo dopo” e sono uscita. Quando sono tornata a casa ho trovato il cane che ululava e prima che cagasse in salotto l’ho portato fuori e ho pensato “mi lavo dopo”. Quando sono tornata a casa con il cane mi son detta che era il momento buono per lavarlo e tosarlo e che sarebbe stato meglio che io mi fossi lavata dopo. Quando ho finito con il cane e tutto suo pelo tagliato era disseminato per il pavimento, ho detto passo l’aspirapolvere, pulisco il bagno e poi mi faccio la doccia. Poi ho preso l’aspirapolvere e quella si è bruciata. All’improvviso ha cominciato rapidamente a perdere potenza, è andata in apnea un paio di volte e prima che io potessi rendermi conto di cosa stava succedendo, ho sentito nell’aria puzza di bruciato e dopo una brevissima scintilla ha smesso del tutto di funzionare. Ho capito subito che questa volta si trattava di una cosa grave perché non aveva mai fatto così anche se io e la Mary (la filippina che parla solo inglese e viene a casa nostra una volta alla settimana) avevamo già notato che da quando siamo arrivati in questa casa non stava più bene come una volta. Aspirava poco, dava precocemente segni di essere piena, talvolta tossiva quasi come le si fosse incastrato qualcosa nel tubo. Vabbè comunque le ho staccato subito il serbatoio e la pompa in modo da farla respirare meglio, poi ho provato un paio di volte con la corrente ma dopo i primi due debolissimi battiti, non ha più risposto a nessuna sollecitazione. Allora sono corsa giù a prendere la cassetta degli attrezzi per vedere se ero ancora in tempo per l’espianto degli organi sani ma mentre ero seduta per terra piena di peli di cane e di polvere che usciva fuori dal cadavere ancora caldo dell’aspirapolvere, sono arrivate la nonna e la zia che mi dicono che si fermano a pranzo ma prima vogliono che andiamo a comprare il regalo per tua cugina. E siccome mancava mezz’ora alla chiusura dei negozi, mi hanno fatto indossare una giacca lunga sopra, un paio di occhiali da sole e mi hanno trascinato a comprare il regalo. Poi siamo tornate a casa e abbiamo mangiato ma mentre siamo a tavola mi accorgo che la gabbia dei pappagallini è venuta giù. Micione aveva buttato giù la gabbia e il pappagallino maschio era scappato. Allora io e la zia ci siamo messe a fare in giardino il verso dei pappagalli e poi abbiamo messo fuori l’altro pappagallo e ci siamo appostate con un cencio in mano per cercare di acchiappare l’uccellino. Poi non lo abbiamo sentito più e si erano già fatte le tre e dovevo venire a prenderti, per questo ho fatto tardi. Poi ti ho accompagnato a tennis e sono tornata a casa dove ho trovato la casa esattamente come l’avevo lasciata con in più un tavolo da sparecchiare e un quintale di sassolini caduti per terra con la gabbietta. Così mi son detta che se i sassolini non li raccoglievo subito, al buio sarebbe stato più difficile, quindi mi son detta che se lasciavo gli avanzi sul tavolo, i gatti avrebbero ripulito i piatti prima di me e non potevo neanche ignorare lo stronzo di cane sul tappeto del salotto dovuto probabilmente al non gradito bagnetto-tosatura e non potevo neanche lasciare la pappagallina femmina in evidente stato di choc, nella gabbia devastata da Micione e quando ho finito di sistemare tutte queste cose e sono salita su per farmi la doccia, ho ritrovato l’aspirapolvere sventrato e i peli di cane e pezzi di polvere ovunque. E allora con la scopa ho cercato di pulire il meglio possibile ma quando sono andata in camera mia per aprire un po’ le finestre e far circolare un po’ d’aria dopo il polverone, mi sono accorta che le tende che avevo montato ieri, erano montate male e non si poteva aprire la finestra. Allora sono tornata giù e rimesso a posto gli attrezzi da lavoro e sono risalita portandomi dietro lo scaleo per staccare le tende, poi sono scesa giù con lo scaleo e sono risalita con il necessario per spolverare, poi sono scesa giù con i resti dell’aspirapolvere e sono salita su con il cencio da dare per terra, poi sono scesa giù col secchio e su con la roba da mettere a lavare e ancora giù perché suona il campanello e sei arrivata tu.
- Si vabbè, ma potevi almeno lavarti.




