Atta a casa
Viscontessa, 25 febbraio 2010Mi sono lavata e vestita.
Mi sono truccata.
Un velo di crema, un velo di trucco e un velo nello slip.
Meglio nello slip che in volto anche se non sono convinta che rifarsi le tette sia meglio che indossare il velo.
Ho messo anche un po’ di lacca nei capelli. Tanto per. E adesso stanno incollati in una coda perfetta..
Ho indossato una giacca e ho messo un filo di rossetto chiaro che fa fine e non impegna.
Ho telefonato a mia madre bloccata a casa con il suo piede rotto che ormai non è più rotto ma ci vuole tempo.
Ho telefonato a mia sorella bloccata a casa con la sua gamba gonfia che è sempre più gonfia e forse bisogna incidere.
Mi sono lavata e vestita e ora devo portare fuori il cane, poi devo andare in banca, devo accompagnare mia sorella in ospedale per un esame, devo passare a trovare mia mamma, devo recuperare mia figlia e poi devo tornare a casa.
C’è da dipingere la ringhiera della scala e da attaccare una tenda poi ci saranno le mie nipoti a dormire e domani c’è da portarle a scuola, da andare a trovare mio padre in casa di cura e poi ad accompagnare nuovamente mia sorella in ospedale.
C’è anche da pagare le bollette, da risolvere la situazione a scuola di mia figlia, vittima (in parte colpevole) di una banda di bullette della scuola, ragazzine di tredici anni che intasano facebook con fotografie tutte uguali. Occhi truccatissimi, ciuffo sulla fronte e lingua di fuori. Hanno sempre la lingua di fuori e anche questa dev’essere emancipazione come dev’esserlo baciarsi tra ragazze.
Poi c’è sempre da cucinare, da rifare i letti, da ascoltare chi sta a casa con la gamba per aria e chi torna da fuori e ti racconta la sua giornata.
C’è sempre qualcosa da fare ma alla fine ti pare di non aver fatto niente.
Soprattutto quando ti chiama la tua banca e ti chiede come mai non è arrivato il bonifico dello stipendio.
Mica ti pagano quando fai la mamma-moglie-figlia-sorella-zia in una parola la “casalinga”!
Dicevamo sull’emancipazione?





25 febbraio 2010, 11:54
stupendo!
tutto.
e l’emancipazione…
lasciamo perdere va!
io sono arrivata a dirglielo fuori dai denti, al mio capo, che è un maschilista.
ma fa niente.
vuoi mettere, essere donna!?
si capiscono “cose che voi umani… ”
mai ho trovato un uomo che capisca (ma davvero) cosa può provare una donna in certe situazioni. quando vieni molestata. anche solo quando uno ci prova.
ma fa niente.
dicevamo, dell’emancipazione?
Mitica Viss!
25 febbraio 2010, 12:02
che colore ci vuole per intonare una ringhiera a un muro bordeaux?
26 febbraio 2010, 10:56
non ho capito cos’è il velo nello slip…please.ciao
26 febbraio 2010, 11:56
Cara ti sono molto molto vicina prossima.
Intanto però incoraggio la campagna:
alza le chiappe e fatte il letto.
E anche la seconda campagna. Nipoti ve piace la torta di mele?
Soccontenta
– apparecchiare, sparecchiare, lavare piatti e la cucina deve essere uno specchio e pure la stanza ndo dormite eh.
Mi madre per dire, ha organizzato sempre così le vacanze dell’amichetti miei e di mia sorella che incauti venivano a casa nostra. So regazzi:) ah si divertono con poco:)))
26 febbraio 2010, 14:23
Aldo, una pubblicità televisiva della Lines per i salvaslip. C’è sta tipa che la mattina si fa la doccia e poi si mette un velo di crema, un velo di trucco e un salvaslip nelle mutande.
Zauberei, troppo piccole le nipoti per sfruttarle:-)
26 febbraio 2010, 21:08
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