Ma quando faccio copia incolla, quello che ho copiato mi sta tutto dentro al mouse?

Viscontessa, 7 febbraio 2010

Quella fottuta macchinetta si è mangiata il mio bancomat.
E pioveva, pioveva, pioveva. Pioveva così tanto che il motorino mi andava via e ieri si è fermato e il meccanico è dovuto venire a prenderselo. Ma questo succedeva ieri perché oggi, zac! La macchinetta si è mangiata il mio bancomat e io l’ho fatto.
L’ho fatto senza pensarci, non mi ricordavo di aver detto che lo avrei fatto poi ho aperto il mio blog e l’ho trovato scritto lì nero su bianco. Su fondo verde.
Oggi, ho comprato un biglietto Win for Life. E non ho vinto.

Non riesco a trovare una cornice che mi piaccia. Ma se non è che per questo, non riesco a trovare neanche un’angoliera che mi piaccia, un pavimento che mi piaccia, una tendina che mi piaccia.
Tutto sommato questa mi pare una nuova bella ossessione: è poco pericolosa, è legale e mi pare più gratificante di tante altre. Poi, nei giorni che non va, fai un’altra cosa e un cosa cattiva e ti metti a scrostare le vie di fuga delle mattonelle del giardino. Tanto per. Tanto per sfogarsi anche fisicamente. Per adesso ancora non funziona bene perché stanotte ho sognato che l’ex sindaco della città faceva qualcosa tipo il presidente della giuria del Canta Giro della ex Casa del Popolo di Cercina. Però prima o poi funzionerà e io sognerò di volare come una farfalla con ali in organza di seta con ramages floreali e allegorie di frutta con putti svolazzanti che giuocano con l’acqua che esce da una fontana in marmo bianco di Carrara raffigurante Nettuno che sta leggendo il XXIII canto dell’inferno della Divina Commedia quello nel quale incontra il Conte Ugolino.

La bocca sollevai dal fiero pasto e la prossima volta che mi viene in mente di passare un momentino dalla fiera del cioccolato, reciterò il rosario per penitenza. In arabo. Quello che ti frega sono i diminutivi. Se pensi di passare ma un “momentino” vuol dire che ti senti già in colpa per quello che farai e lo fari fino in fondo. In fondo ti sei già scusata ancora prima di aver peccato perché hai usato quel moment-”ino”, per assolverti anticipatamente.
Sono come i “soldini”. Non sopporto quelli che dicono “soldini” invece di soldi come se i soldi fossero qualcosa per la quale bisogna portare rispetto. Sarebbe come se uno per evitare una bestemmia, chiamasse la Madonna “madonnina”. Un tenero artifizio per ridimensionare.

Non trovo una soluzione per le scarpe. Hanno fatto bene a buttare fuori Morgan dal Festival di Sanremo. Ma perché? Morgan doveva davvero partecipare a Sanremo? Adesso che qualcuno mi dica che parteciperà anche il futuro re d’italia e poi siamo a posto! E io che da bambina pensavo che da grande- ma grande grande più o meno come sono adesso – ci saremmo spostati con i dischi volanti. I dischetti volanti tipo quello dei cartoni animati dei Proniponti. E invece siamo ancora qui con il Festival di Sanremo, Pupo e Ornella Muti. O almeno oggi ho visto una donna-transformer che ha dichiarato di essere Ornella Muti. Io poi mi aspettavo che la sconosciuta si levasse la maschera di gomma come quella di Schwartzenegger in Total Recall e invece niente. La sconosciuta che ha detto di chiamarsi Ornella Muti è rimasta lì come quella di Total Recall la Sharon Stone che a distana di vent’anni dal film, è ancora uguale uguale ad allora.
E’ incredibile l’evoluzione sociale alla quale stiamo assistendo: più diventiamo nostalgici e andiamo a ripescare nella pattumiera qualsiasi porcheria – sia essa cosa, trasmissione televisiva, indumento, volto noto – purché “vecchia”, più vogliamo ringiovanire. Tutti giovani in un mondo vecchio. E secondo me si starebbe meglio tutti vecchi in un mondo giovane.
Cosa c’entra Morgan con la scarpiera non lo so. Forse, siccome non sapevo come risolvere il problema della scarpiera, ho pensato di passare l’acido muriatico sul pavimento. E devo essere andata un po’ in acido. Oh, io mi curo il mal di denti con gli acidi. Mbè? Mica devo andare a Sanremo io!



7 commenti a “Ma quando faccio copia incolla, quello che ho copiato mi sta tutto dentro al mouse?”

  1. andy Says:

    e questo è niente, vedrai quando inizieranno a mettersi una terza tetta.

  2. MacRaiser Says:

    In effetti non sono da giustapporre, le due cose: il tentativo di riportare indietro il proprio corpo corrisponde al tentativo di riportare indietro tutto cio’ che circonda quel corpo. E sopratutto quella mente.

  3. Viscontessa Says:

    si mac, lo avevo pensato anche io mentre lo scrivevo…. anche se non sono sicura che le motivazioni che spingono chi si rifà tutto, siano le stesse che ci conducono a scavare nel passato:-)

  4. MacRaiser Says:

    Ma infatti non c’e’ alcuno “scavo” del passato. C’e’ semmai l’opposto: la falsificazione attraverso una rivisitazione elegiaca e nostalgica di “genuini” tempi andati mai davvero esistiti. Il tipico atteggiamento celebrativo del tempo che fu, quanto rancoroso col presente e terrorizzato dal futuro, dell’anziano in versione ventunesimo secolo. Per accorgersene basta vedere la serie di spot piu’ rappresentativa, il paradigma sentimentale dell’immagine nella quale il popolo italiano da decenni a questa parte si riconosce: il Mulino Bianco Barilla.

  5. Sabrina Says:

    Mah.. sarà… ma a me le mie rughe piacciono un casino… e anche a mia figlia… che sorride tutte le mattine quando mi vede passare quel velo di trucco per sistemarmi…

    raramente bestemmio ma quando lo faccio, lo faccio sempre in grande!!

    ciao

    Sabrina

  6. andy Says:

    ora non picchiatemi, ma la canzone degli spot del mulino la adoro.
    try to make it easy… easy to enjoooy…

  7. zauberei Says:

    Uhm lo voglio fare anche io un post rughistico esponendo la mia weltanshauung in tema. Per intanto sono preoccupata per la tua economia onirica vis. Cara dilata questi momentini in momentoni e manda in vacca il superio a ombrello che mette l’anzia.

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