Flussi e riflussi

Viscontessa, 22 dicembre 2009

Lo staff dei traslochi è così composto.
Membri interni: una figlia adolescente riottosa a cambiare casa che per ogni scatola che fa invece di scriverci sopra semplicemente il suo nome, ci fa i disegnini, gli smile, le paroline, qualche tvb, qd, xche, e un commentino svolazzante dentro ad un cuore colorato di rosso al quale ha fatto anche gli occhietti a forma di gatto.
Un marito che non è mai stato tanto in ufficio da quando abbiamo iniziato ad imballare la casa e che quando è a casa non vede l’ora di darmi una mano ma non può inchinarsi perché gli fa male la schiena e non può salire sulla scala perché soffre di vertigini e non può stare in mezzo alla polvere perché gli fa allergia e non può chiudere le scatole perché sai il tunnel carpale, e non può neanche assentarsi un attimo per andare a lavorare che quando torna a casa gli ho spostato il taglia unghie.
Un cagnetta molto vecchia ma pur sempre abbastanza stronza che se mentre hai uno scatolone di quindici chili in mano la incoraggi a spostarti per farti passare, è capace anche che si rigira e ti agguanta un polpaccio. Così abbiamo imparato tutti quanti a scavalcarla tanto che ormai per casa camminiamo tutti a passi enormi e lentissimi perché tanto non la vedi ma lei sicuramente di fronte ai tuoi piedi. Che poi è diventata pure incontinente così il più delle volte caga per casa così camminiamo tutti con passi enormi e sguardo a terra come se cercassimo funghi sulla luna. “merda!” è il grido d’ordine al che scatta immediatamente la corsa allo scotte x e naturalmente la fatidica frase “di chi è?”.
Questo perché l’altro membro appartenente alla razza canina, un giovane di belle speranze e paraculo come nessun altro cane, caga in casa pure lui che fuori fa freddo, ha nevicato e adesso piove. E se scivolo sul ghiaccio e mi rompo una zampa? E se mi ammalo visto che sono un cane cinese nudo? Mi domando – dice sempre il cane cinese nudo che è un paraculo ma pure uno stronzo – e se si facessero delle discriminazioni solo perché io sono cinese, anche se con il pedigree, mentre lei è italiana anche se è una bastarda figlia di nn?
Poi c’è gatto n.1 che ha capito che sta succedendo qualcosa e siccome a lui non piace affatto che succedano cose nuove ogni giorno prende un passerotto infreddolito, se ne mangia mezzo e poi lascia la carcassa davanti al tappetino di camera mia. Per consolarsi, dopo il passerotto, si fa fuori anche mezza ciotola di crocchini e poi, ruttando vistosamente, va a cercarsi la scatola più comoda, quella dove potersi affilare meglio le unghie prima di acciambellarsi sul golfino nero di cachemire che ho appena appoggiato sul letto.
Gatta n.2 che ha trascorso la sua poca vita in casa (perché sta sempre in giardino) rinchiusa in qualche armadio, scomparsa dentro a qualche cassetto e una volta persino un paio di giorni chiusa in lavatrice. Detta anche “la piccola Udinì”, abbiamo tutti il terrore di chiuderla dentro ad una scatola di bicchieri di cristallo per cui l’ordine tassativo per chiunque è “controllare sempre attentamente il contenuto prima di chiudere”.
Gatta n. 3 che ho allattato personalmente quando aveva si e no 20 giorni e che ancora adesso che ha quattro anni mi guarda come se fosse la prima volta che mi vede e qualche volta si spaventa anche. Attività preferita stare nel mezzo di qualunque mezzo si tratti. Il cane sta sotto e il gatto sopra. Guardi n basso per non pestare il cane e il gatto, da sopra, ti afferra i capelli con le unghie. Guardi in alto per vedere se ‘è il gatto appollaiato da qualche parte, e pesti il cane che si incazza oppure una merda che neanche i Ris sono più capaci di togliertela dalle suole e di individuare il colpevole.
“ehi, cosa abbiamo qui Ron”
“poco capo, feci di cane maschio dell’età approssimativa di quattro anni, un cane di piccola taglia, probabilmente un chinese crested ma non saprei dirle se nella varietà nuda o in quella piumino di cipria. La mancanza di peli nelle feci, vede capo – e lo avvicina ad un microscopio – mi farebbe pensare ad un esemplare nudo, tuttavia non posso esserne certo fino a quando non avrò confrontato il dna rilevato nelle feci, con quello contenuto nella banca mondiale delle merde di cane. Ma se ripassa il tempo di una pisciata, saprò essere più preciso”.
“grazie Ron”
Infine due pappagalli che trombano come ricci e che appena gli ho rimesso il nido hanno già cominciato a fare le uova così quando l’altra notte la temperatura è scesa di parecchio sotto allo zero, mi sono precipitata a portarli in casa nuova, al riparo nella serra in mezzo alle piante e agli scatoloni, di fronte ad una finestra con vista sul giardino. Ma non mi danno notizie da un paio di giorni e io sono preoccupata. Eppure gli ho lasciato da mangiare per un mese, da bere per un anno e un cellulare per ogni evenienza.
E la pappagalla urlante perché da una settimana non la faccio uscire dalla gabbia e quando ieri l’ho finalmente lasciata andare si è accorta che non c’erano più i suoi mobili ma solo scatoloni così si è spaventata a morte e per tranquillizzarla ho dovuto farle fare il bagno nel lavandino di cucina. Naturalmente con effetto idromassaggio e musichetta di sotto fondo.

Membri esterni: Silvia, donnone di dimensioni impressionanti reclutata alle macchinette dei videogiochi del bar sotto casa e ingaggiata per lavori pesanti.
Filippina di dimensioni lillipuziane che proprio mentre noi tiriamo giù scatole piene di polvere, ragni e pure qualche scorpione morto, lei si mette a stirare le lenzuola bianche.
Piccolo sardo tutto fare che mi ha detto “ora che traslochi ricordati i cellulari”, io ho pensato ai pappagalli ma poi lui mi ha ricordato che fa collezione di vecchi cellulari.
Padrone di casa pensionato che, prima che riuscissi a chetarlo, mi ha spiegato che per fare le volture dell’acqua devo prendere il 35 in piazza stazione quello che va verso la direzione di Rovezzano e devo scendere alla fermata prima dei giardini perché la società dell’acqua è lì ma probabilmente devo venire anche io che sono il padrone di casa lei mi dice quando ci va e io la raggiungo. L’ho già deluso, ho fatto tutto per telefono in dieci minuti (più le attese “fra qualche secondo la mettiamo in comunicazione con un operatore ma nel frattempo le ricordiamo di consultare il nostro sito dove potrà trovare tutte le informazioni commerciali che le interessano come la nuovissima offerta……” la più bella è stata quella del 199 che mentre ti spiega quanto cazzo ti costerà parlare con un loro operatore, ti chiede anche di digitare uno se vuoi partecipare ad un sondaggio sul grado di professionalità, cortesia ed efficienza del loro servizio. Altrimenti prema due. L’opzione “ma siete scemi a chiedermi se voglio partecipare ad un sondaggio per il quale devo anche pagare con il costo della mia telefonata al vostro stracazzo di 199” purtroppo non esiste.
Traslocatori locali e a me mi è venuta tanta nostalgia di quando traslocavo per lavoro. Cioè non io, cioè non è che facevamo traslochi, smontavamo le case, le rimontavamo in esposizione e poi le vendevamo all’asta. A volte dovevamo farlo in un paio di giorni e alla fine mettevamo anche i fiori e poi ci addormentavamo sui divani in esposizione.
Quando è finita è finito anche il mio primo matrimonio, ho cambiato casa e ho cambiato marito. Però mi sono tenuta il cane e il gatto.
Mia madre che gli sarebbe venuto in mente di spostare il tavolo del salotto che però per farlo uscire bisogna passarlo dalla finestra del salotto e farlo rientrare in quella del soggiorno e poi se mi interessa in cantina ci sarebbero quelle duemila riviste di tuo padre che è un peccato tenerle lì e pensava che potrei anche riprendermi la poltrona bordeaux o in alternativa potrei dare i divani bianchi a lei e prendere quelli gialli anche se forse già che ci siamo si potrebbe smontare completamente la cucina e fare a cambio. Così. Tanto per.

Io, che si cambia tutto nel 2010.



8 commenti a “Flussi e riflussi”

  1. Bancona Says:

    se vuoi vengo anch’io.

    ho già la mia parte: quella che riprende in mano qualsiasi cosa che tu – grazie all’effetto trasloco – hai deciso di buttare e te la ripropone con un “noooooo, vuoi buttare proprio questo?!”

    :)

  2. Bancona Says:

    p.s.
    sono abilissima a pestare le merde di cane. Come me, nessuno mai.

  3. zauberei Says:

    la mia fortissima solidarietà al marito disponibile sul piano emotivo, il cui culo in queste circostanze temo pesi quanto il mio. Opino. (o opimo)

  4. Minerva Says:

    passavo di qua …ed ho calpestato una cacca .
    tu sì che sai portare fortuna ai tuoi ospiti ;)

    in bocca al lupo per l’anno e la casa nuovi

    natale fra gli scatoloni?

  5. Dani Says:

    Credevo di non poter essere più stanca di così, quando alla fine del giorno di Natale, 10 a pranzo + 7 a cena, sono stramazzata. Ma dopo aver letto questo post mi sento vieppiù prostrata… Non posso nemmemo pensarla, nemmeno scriverla qualle parola, t******o .
    In bocca al lupo, vecchia Gio, per il 2010, per il t******o, per la povera adolescente cui vanno simpatia e solidarietà, per tutti gli elementi della famiglia, bipedi e quad, pennuti, irsuti o nudi.
    L’ho poi aperto anch’io il mio sblogg, più che un blog un blob, ancora non ha forma nè dimensione (abbiamo studiato le caratteristiche della materia, a scienze) nè forse mai le avrà.
    Un abrazo,
    D

  6. pippiminigonna Says:

    e io che mi stavo giusto finendo di lamentare perchè (con fidanzato) stiamo incollando il linoleum in tutta la casa e pare Beirut!!!

  7. Katia Says:

    …io dico che sei grandiosa…

  8. Oscar Ferrari Says:

    quella del tunnel carpale devo segnarmela

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