Luoghi comuni, luoghi al mare

Viscontessa, 12 luglio 2009

Tanto per cominciare sfatiamo una fottutissima leggenda. Su un isola deserta si sta da schifo. Ci si annoia, e anche se l’isola non è proprio un’isola ma un modesto villaggio turistico con le cabine trasformate in minuscoli appartamenti e la tombola serale con ceci e fagioli secchi, la situazione non cambia.
Leggevo giusto ieri in un articolo sul Corriere di quelli che vivono senza cellulare e email, la vita “slow” preferita da tanti Vip che però, immagino, non si ritrovino comunque alle dieci di sera a giocare a tombola con coloro che “slow” lo sono per età o per ignoranza. D’altra parte la differenza tra l’essere snob e l’essere ignorante è tutta lì: entrambi fanno le stesse cose ma i primi lo fanno per scelta i secondi per mancanza di mezzi.
Fatto sta che sull’isola deserta nessuno ti disturba anche se i comuni mortali vengono disturbati tutt’al più da un sms per una favolosa promozione Vodafone o da una mail per una strepitosa offerta speciale sui fagiolini surgelati, ma nessuno ti racconta neanche cosa succeda fuori da lì: sei isolato dal mondo e non solo dagli eventuali rompi balle.
Certo esistono i quotidiani, ti fai la tua bella passeggiata a piedi e vai a comprarti un giornale con la cronaca di dove capita perchè non c’è verso di spiegare all’edicolante sommerso da centinaia di copie di riviste di gossip, che vorresti sapere cosa succede nella tua città anche se la verità è che ormai i quotidiani non servono più per sapere cosa succede nel mondo ma tutt’al più a scoprire le gioie della vita “slow” che ad un certo punto diventa talmente slow da sentirti catapultato in un’altra epoca.
Cinque giorni così, cinque giorni “slow” tra “spiaggia Gym” perchè il mare è troppo agitato per ospitare i movimenti scoordinati di una banda di panzone under 13 o over 60, e cinque giorni alla ricerca furibonda di un angolo dove leggere comodamente un giornale con le notizie del giorno precedente. Mare, tombola, bambini urlanti, nonne leopardate, grasso che cola e la sensazione che se le casine sul mare non le affittassero in base ai posti letto ma al peso complessivo delle famiglie che occuperanno quelle brandine, la maggior parte dei villeggianti spenderebbe come una vacanza in un Club Med in mezzo ai tropici. E poi tatuaggi, tanti tatuaggi, soprattutto con i nomi dei figli che ad un certo punto pensi che certi genitori abbiamo rinunciato ad avere altri figli perchè non sanno più dove farsi tatuare l’eventuale nome del prossimo. Poi uno si chiede perchè in certi posti i bambini abbiano nomi come Zoe, Kevin, Greta o Niko anzichè anziché Bianca Maria, Pier Giulio o Maria Beatrice. C’era uno che si era fatto tatuare Tommaso lungo tutta la spina dorsale tanto che per il nome della terza figlia aveva dovuto scegliere un polpaccio e accontentarsi di un diminutivo: Sandra.
Infine il riposo, “almeno ti sarai riposata” come se andare a letto alle dieci di sera perchè non sai più cosa fare (e hai già letto tutto il giorno, persino tutti i regolamenti e divieti del villaggio) fosse un obbiettivo raggiungibile solo in vacanza.
Vabbè, per non rovinare il clima vacanziero vado a pittarmi le unghie dei piedi.



5 commenti a “Luoghi comuni, luoghi al mare”

  1. Antar Says:

    Verrebbe da chiedersi perché.
    Ma sono sicuro che avessi ottime motivazioni.

  2. Bancona Says:

    beh, dai… cinque giorni ancora ancora si può fare.

    del resto, sei sopravvissuta!

    (sarà che non frequento il mare, ma i nomi dei figli tatuati – i nomi, non i figli – non li avevo ancora visti così in abbondanza)

    [quasi quasi ora mi tatuo quello del gatto... ]

  3. Elena Says:

    accidenti mi dispiace. per le nonne leopardate intendo. brrrr. non è un belvedere.

  4. sabrina Says:

    accipicchiola!!! e dove sei andata??? ma dimmelo subito che ci vado io in vacanza in un posto cosi’… dopo che lavoro tutto l’anno in mezzo alla ricchezza più assoluta… ti prego fammi ridere che a farmi piangere ci pensano i ricconi!!!! dai viscontessa… c’é di peggio!!!

    baci

  5. Mammamsterdam Says:

    E ti pare poco pittarsi le unghie dei piedi? Dalle mie parti è un lusso riservato alle vacanze (infatti ho persino comprato lo smalto arancione).

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