Io mi sono affezionata alla vicenda.
Sono tornata ma potevo anche restare tanto non riesco mai a mandare il fegato di qua e un lobo dell’orecchio di là. Devi sempre ascoltare, parlare, sorridere, camminare, mangiare, dormire, pensare, digerire, respirare tutto insieme. Un casino, ecco, tutte queste cose che devi sempre fare tutte insieme e il fegato che non si può separare dal lobo dell’orecchio.
Mi mancava la televisione, alla fine mi è venuto anche il mal di testa perché ero in crisi di astinenza.
Non puoi lasciare gli occhi a casa di fronte alla tv e portarti dietro solo la lingua. Devi portarti dietro tutto insieme anche se la lingua non ti serve a niente e gli occhi volevano rimanere a casa a guardare la tv.
Prima del mal di testa c’era stato il parrucchiere. Nove euro shampoo, balsamo e messa in piega. Pensavo che avesse sbagliato poi mi son ricordata che acqua, caffè e una pasta li ho pagati 1,70 euro mentre qui, qui dove risiedono permanentemente occhi, lobi delle orecchie e fegato, mi costano 2 euro e 30.
Nove euro in un locale piccolo e un po’ buio con pochi posti a sedere e neanche un giornale di gossip per intrattenere le clienti. Non c’era Libero, Il Giornale e neanche Repubblica, alla fine mi è toccato leggere qualcosa di serio su Visto.
Visto non lo avevo mai visto. Qui, dove risiedono permanentemente il mio cuore, le mie narici e il 100% delle mie dita, dal parrucchiere si leggono riviste come Oggi, Gente, qualche volta D la Repubblica delle donne del maggio del 2001 e di sotto banco si spacciano, oltre a miracolose tinte per capelli all’estratto di placenta di gorilla irsuto del monte Pong, copie stropicciate di Chi o Novella 2000.
Insomma roba politica piuttosto pesa.
Lì invece, dove le strade sono piene di alberi in fiore dal colore azzurro, si legge Visto che dev’essere il primo gradino della pubblica umiliazione per aspiranti vallette e tronisti in cerca di fama. Quei volti sorridenti di amori eterni giurati di fronte a Visto con la spontaneità delle immagini dei fotoromanzi, qualche volta ti paiono anche familiari.
Li hai visti, son tutti uguali ma da qualche parte li hai visti e non sai se in una pubblicità di pannolini o in uno spogliarello su youtube.
Ma sono i nomi che non ti dicono niente, i nomi di ex qualcosa che non sai.
“Esclusivo! L’ex fidanzato dell’attuale compagna dell’ex concorrente della scorsa edizione dei provini di Amici, ha finalmente trovato l’amore. Eccolo in compagnia di Pinca Pallina, la ex compagna del giocatore di calcio della Trebisondola Spal che l’anno scorso partecipò all’ultima puntata di Ruttando sotto le Stelle in qualità di Valletto Sgalletto dell’onorevole Santade’chè.
I due, colti di sorpresa mentre leggendo Visto sorridevano al nostro fotografo, sono stati “beccati” in una nota pizzeria del centro della Capitale, famosa, negli anni Venti, per aver inventato la rinomata pizza dell’amore. Che i due piccioncini si siano giurati amore eterno?”.
Cazzo, ci hai messo tutta la messa in piega per capire chi accidenti fossero i due. Tra un colpo di fon un altro ti fai l’albero genealogico delle comparsate televisive dei due, il curriculum delle loro sculettate e il necrologio dei loro dolori infantili.
- Ma come non ti ricordi? Lei era quella ragazza che, poverina, era cresciuta con un padre che non voleva farle fare la “sculettina”. Meno male che grazie al Grande Sfacelo, lei e il padre si sono ritrovati proprio in trasmissione – .
C’è chi queste cose le sa davvero, ci sono in questo mondo persone che si ricordano davvero che Asdrubala dell’Isola dei Rognosi – eliminata alla prima puntata dopo essere stata lanciata da un motoscafo in corsa abbracciata ad uno squalo tigre affamato – ha avuto un’infanzia funestata da qualche disgrazia familiare.
Che poi, un bis bis bis nonno o zio morto quando l’Asdrubala era ancora una bambina, lo si trova sempre e a dichiarare che la piccolina era attaccatissima proprio a Zio Ubaldo, non ci vuol niente.
Anzi, praticamente non dici neanche una bugia e nessuno, manco Zio Ubaldo noto magnaccia della zona con tendenze pedofile, potrà più smentire la forza di questo legame.
Cazzo, una messainpiega intera per capire chi sono i due e quando lei in camice bianco e pettine nel taschino ti dice che ha finito, tu ti guardi allo specchio e gli fai “ma no! Non li volevo lisci, le avevo detto ricci!”.
Lo fai per guadagnare tempo perché Visto non lo avevi proprio mai visto e adesso devi leggere avidamente le storie di tutte le future candidate politiche, delle future presentatrici, ministre e sottosegretarie del nostro Paese.
Stanno tutte lì, con le chiappette o le coscette di fuori e ti sorridono appollaiate sopra la didascalia che ti racconta di chi sono state ex mentre tu stai appollaiata sulla sedia di un parrucchiere che per nove euro ti fa i capelli come Angela Merkel.
Poi torno a casa e mi viene il mal di testa.
Salgo in camera mia ma non sto bene, non ho la tivvu del pomeriggio, non ho un quotidiano serio che mi parli di Noemi, non ho più la mia pettinatura e non ho neanche i numeri arretrati di Visto.
Torno giù, scendo le scale vado in salotto, sul tavolino di vetro c’è un giornale, è Libero di oggi con le rivelazioni piccanti sul presunto amante di Veronica ex attrice di teatro e quasi ex moglie di un ex cabarettista da crociere famoso per essersi comprato un Paese con le mance ricevute da un avvocato inglese probabilmente lontano parente di un famoso sceneggiatore che emigrò in America, modificò il proprio cognome e sposò una famosissima diva hollywoodiana al centro di un complotto ai danni di un presidente degli Stati Uniti che fu assassinato qualche tempo dopo in circostanze mai chiarite.
A raccontare la verità su Veronica è un altro importante esponente politico del nostro paese che piuttosto che mantenere l’anonimato – anche quando va a comprare la carta da culo – rinuncerebbe ad una dose settimanale di botulino. L’onorevole Santanchè artefice, tra l’altro, di uno degli slogan politici più “forti” della scorsa campagna elettorale: “Io non la dò”.
Agguanto il giornale, poi mi inchino appena forse in segno di ringraziamento per quella dose inattesa di gossip ed ecco che sotto al piano di vetro del tavolino vedo spuntare il faccione del mio idolo.
E’ lì anche lui, mi sorride con i capelli, senza capelli, con il riporto, con la bandana, con il trapianto.
Ordinatamente impilate ci sono tutte le copie di “Berlusconi tale e quale” inserto in omaggio con Libero.
Mi getto famelica sul bottino e comincio a prepararmi la vena.
Mi inietto il gossip che mi entra subito in circolo.
Una sensazione di benessere avvolge ad uno ad uno gli inutili organi che mi sono portata dietro. I lobi delle orecchie si sciolgono, la lingua canta, le pupille si fanno piccole piccole.
Mi butto sul letto, leggo tutto d’un fiato, rischio quasi l’overdose, mi faccio in trip nel Paese delle Meraviglie, con il Cappellaio Matto che mi conduce tra cactus e veline, un Gatto Mammone che si chiama Emilio e conigliette bianche mi danzano intorno.
Ora sto bene. Mi infilo un paio di scarpe tacco 12 e vado a sentire Michela che parla del suo libro. Son venuta fin qui apposta. E ne è valsa la pena.