Censura ma con Style

Viscontessa, 10 maggio 2009

Nella lingua cinese, per dire, esistono molti termini coniati appositamente per descrivere una fragranza mentre da noi, sempre per dire, ci si arrangia un po’ come si può così come avviene per il vino che se fino a ieri era “sincero” adesso ha retrogusti improbabili roba che se ti fermi ad ascoltare un sommelier, passi la giornata a chiederti che accidenti sia il retrogusto muschiato ai frutti di bosco del Volga.
Si fa per dire.
Anche la censura, termine che fino a ieri pensavo archiviato nella memoria storica dei tempi bui, ultimamente è argomento tornato alla ribalta e se censura vi pare un termine eccessivo, brutto, cattivo e obsoleto, ecco che abbiamo pronti molti altri modi di definire quell’atteggiamento che impedisce a qualcuno di esprimere le proprie idee.
Non che censura lo si sia confinata nei libri di storia, ma se fino a ieri la censura la si usava solo in circostanze molto particolari e quasi sempre per motivi che urtavano la suscettibilità dei più, oggi si fa della censura un uso più disinvolto e soggettivo, censurando anche ciò che disturba solo alcuni .
Per questo si è reso necessario creare nuove possibilità linguistiche ed operative della censura creando sfumature che meglio si adattano alle circostanze che volta volta richiedono il suo intervento e che nelle forme più diffuse, possono chiamarsi par condicio piuttosto netiquette.
Succede così che per esempio Vauro viene censurato da Anno Zero per le sue vignette sul terremoto e che per esempio si invochi la par condicio per non mandare in onda l’intervista di Vauro e della Borromeo all’”Era Glaciale” di Daria Bignardi.
Intervista che, come spiega la stessa Bignardi sul suo blog, non è stata mandata in onda perché mancante di un contraddittorio, condizione essenziale per parlare o anche solo accennare ad argomenti politici in regime di par condicio.
Succede poi che il mio commento al post di Daria che parla dell’argomento e nel quale mi chiedevo se possa definirsi “contraddittorio” la D’Urso che dagli studi di Mattino5 contesta il colore della cravatta di Belpietro o il taglio di capelli di Brachino (scherzosamente mi offrivo di partecipare alla trasmissione per contestare il colore dei pennarelli di Vauro) mi venga rispedito al mittente con il seguente messaggio:
“Ciao viscontessa,
grazie per aver espresso la tua opinione. Il tuo commento su Barbablog non può essere pubblicato così com’è, perché contrario alle nostre policy. Ci dispiace per l’inconveniente, se vuoi provare a riformulare o approfondire il tuo pensiero, sei sempre il benvenuto.
Buon divertimento con Style.it!
lo Staff di Style.it”.

Conta le infrazioni

Viscontessa, 9 maggio 2009

- ma non arriveremo mai in tempo!
- Zitto e guida, mantieniti sulla sinistra e non farti passare davanti dagli altri scooter, tra pochi metri inizia la corsia preferenziale e tu ti butti lì, occhio però che dobbiamo passare davanti alla caserma dei vigili per cui mantieniti il più possibile vicino alle auto in fila poi quando arriviamo al semaforo passa davanti alle auto e mettiti sulla destra così quando il semaforo diventa verde parti per primo.
Ecco, adesso tra cento metri vedrai che inizia sulla destra la pista ciclabile, prendi quella e mantieniti sulla sinistra, poi quando arrivi in fondo non immetterti nel traffico ma prendi la strada pedonale sulla destra che è più corta e evitiamo il cavalcavia che è sempre intasato. In fondo ributtati sulla sinistra prima del ponte ma prendi la curva abbastanza larga che dobbiamo rimetterci a sinistra della fila così possiamo passarla immettendoci nella corsia opposto che tanto in quel senso a quest’ora c’è poco traffico.
Passato il ponte immettiti nella rotonda e anche se sulla destra faresti prima, tu tieniti comunque sulla sinistra e cerca di avvicinarti il più possibile alla rotonda quindi falla quasi tutta ma dopo la seconda svolta comincia a spostarti sulla destra che dobbiamo girare lì.

- Oddio, abbiamo finito? Qui mi pare che ci sia meno traffico….
- E’ solo una sensazione perché questa strada riporta dov’eravamo prima oppure verso un senso unico.
- Lasciami indovinare….
- Non c’è tempo, seguimi. Allora adesso prendi lì tra le transenne e quando arrivi allo stop gira a sinistra.
- Ma è controsenso!
- Si ma è pezzo piccolo. Tu fermati allo stop poi attraversa la strada e fai il controsenso sulla destra poi alla seconda a destra gira e quando arrivi al prossimo stop, gira a sinistra cercando di immetterti sulla destra.
- Ma sulla sinistra la corsia sembra libera!
- Non farti fregare, sembra libera perché in cima, dove la strada si allarga, parcheggiano sempre le auto in doppia fila. Se ti infili lì quando arrivi alle auto in doppia fila devi aspettare che diventi verde il semaforo per andare dritti mentre noi dobbiamo girare a destra.

- Beh finalmente qui il traffico scorre. Sembra, ma hai notato il parcheggio sulla tua sinistra?
- Si e allora……oh cazzo! Questo cretino ha girato senza neanche la freccia!
- Ecco appunto, qui cercano tutti parcheggio, sembra che vadano e invece inchiodano, girano senza freccia, rallentano oppure mettono la freccia a sinistra e poi vedono un posto a destra e ci si buttano. Tu stai sulla sinistra e fai attenzzzzzz….ione alle buche.
- Ma questa non era una buca! Era una voragine, scusa ma non l’avevo vista!
- Si lo so, quella è la buca bastarda non la vedi ma la senti tutta. Comunque adesso passa la buca 45 sulla destra, la 72 sulla sinistra e 105 proprio nel centro ma rallenta che se cerchi di scansarla finisci sulle radici degli alberi che hanno spaccato l’asfalto poi mantieniti sulla sinistra sempre per via delle radici.
- La buca 45, 72, 105? ma stiamo giocando a golf?
- No, stiamo giocando alla sopravvivenza in mezzo al traffico. Ma non ti distrarre che tra un po’ c’è un cartello in mezzo alla strada per dirti che la strada è chiusa. Tu passa il cartello e prosegui dritto.
- Ma se la strada è chiusa?
- Non è proprio chiusa…..cioè ci sono gli spartitraffico ma tu sali sul marciapiede e passa gli spartitraffico poi attraversi il viale dal semaforo pedonale, quindi immettiti nella corsia preferenziale ma occhio agli autobus perché quelli ti vengono in contro e non frenano.
- Ma perché è una preferenziale in controsenso?
- Tecnicamente direi di si.
- E se arriva l’autobus e non frena noi cosa facciamo?
- Non ti preoccupare ma soprattutto non farti spaventare. Quelli frenano sempre ma solo all’ultimo momento per vedere se hai coraggio.
- Senti….e se troviamo uno che invece non frena proprio?
- Senti, se vuoi vivere in città e vuoi arrivare puntuale agli appuntamenti qualche rischio lo devi pur correre! – E adesso vai che all’incrocio devi infilarti nel giardinetto con le altalene e passare in mezzo alle carrozzine dei bambini….
- Ma sei pazza?
- Mah no, basta che vai piano e sorridi alle mamme. Guarda che anche loro sono appena scese da uno scooter per andare a prendere in tempo i bambini a scuola da portare ai giardini.

Che animale è questo?

Viscontessa, 8 maggio 2009

gview

La papi gallery

Viscontessa, 6 maggio 2009

tutte-le-donne-dei-presidenti

Tutte le donne dei presidenti.

gioca anche tu

alcune considerazioni

Viscontessa, 5 maggio 2009

Prima. Chi di spada ferisce di spada perisce
Berlusconi mi ha fatto sapere che dorme tre ore a notte e che altre tre le passa a trombare. Mi ha fatto sapere che si è fatto un trapianto di capelli, che è stato operato di un tumore alla prostata e che si è fatto un lifting per apparire più “gradevole”.
Berlusconi mi ha inviato a casa un giornaletto nel quale mi racconta la sua storia di uomo, di imprenditore e padre di famiglia, mi ha regalato le immagini di un’estate mano nella mano con la moglie e in compagnia del nipotino, mi ha parlato della sua mamma, del suo papà e di sua moglie riferendosi a lei come “quella signora manipolata dalla sinistra”.
Negli anni ho avuto la fortuna di vedere in foto la sua villa in Sardegna, il mausoleo dove vorrebbe essere seppellito, i suoi amici canterini, le sue feste con gnocche come piovesse. Negli anni ho imparato, grazie a lui, un sacco di barzellette davvero “divertenti” e sono stata appellata come “cogliona,” come maleodorante e malvestita solo perché politicamente la penso diversamente da lui.
La mia persona per Berlusconi non ha alcun valore, la mia dignità di essere umano è subordinata alle mie scelte politiche, la mia privacy è tale solo perché non ha alcun valore politico.
Negli anni, per distrarci dalle sue porcherie politiche perché di quelle personali si è sempre vantato apertamente, ci ha rimbecilliti tutti con una tivvu spazzatura piena di cazzi altrui il cui compito è stato quello di farci credere che le emozioni vere passano soltanto dalla televisione fino a farci giungere al paradosso che un passato nel mondo dello spettacolo fosse la condizione necessaria ad affrontare un qualsiasi tipo di carriera di successo.
E noi abbiamo imparato, abbiamo mandato i nostri figli tra i banchi di scuola della tivvu, abbiamo chiesto giustizia in tivvu, abbiamo televotato l’amore in tivvu, abbiamo pianto, riso, trombato davanti alle telecamere perché ci è stato insegnato che se non hai niente di che vergognarti devi mostrare tutto, ma proprio tutto a tutti.
E adesso che abbiamo imparato, il telecomando lo teniamo saldo in mano e col cazzo che ho intenzione di mostrare un po’ di rispetto per la sua separazione dalla “signora manipolata dalla sinistra”.
Ora voglio sapere tutto quello che c’è da sapere sulla sua vita privata e possibilmente anche qualcosa di più.

Seconda. Cerchè la femme.
Sante o puttane non cambia mai niente. La colpa è sempre loro e sempre sante o puttane restano. Per adesso a rimetterci in questa squallida storia di provincia, sono state come al solito le donne. Quelle che Berlusconisi è trombato, quelle che voleva trombarsi, quelle che lo hanno trombato.
Squallore a parte fino a quando la gnocca, i figli, il ruolo di madre e moglie e l’aspetto fisico saranno i primi aspetti sui quali puntare i riflettori parlando di una donna, non cambierà niente.
Criticato Renzi il candidato a sindaco di Firenze perché nelle sue liste appare un’ex qualchecosa-ina a prescindere da cosa abbia fatto dopo. Nessuno che si sia indignato perché il suo avversario politico è un ex calciatore.

Terza. Dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna.
Da qualche tempo mi sono messa guardare le classifiche dei blog su blogbabel.
I blog sono di sinistra e soprattutto sono maschili. Non che manchino i blog femminili ma le donne, per guadagnare una certa credibilità, devono faticare molto più degli uomini.
E’ un po’ come il mondo del lavoro, sulla carta uomini e donne godono degli stessi diritti e delle medesime opportunità ma di fatto per ottenere i medesimi riconoscimenti devono faticare di più. Le donne prima di essere lavoratrici, sono appunto donne e non sono affatto sicura che lo stesso discorso non valga anche per i blog.
Detto fra noi trovo molto più semplice combattere con una mentalità che apprezza delle donne solo la loro femminilità piuttosto che con i paladini della giustizia di sinistra per i quali la femminilità è una caratteristica tipicamente di destra.

Quarta. Non ho parole.
Sono troppo vecchia per non essere identificata con la mia professione. Fino ad una certa età è consentito essere qualcos’altro da ciò che fai, puoi qualificarti come studente lavoratore anche se non dai più un esame da dieci anni e il tuo tempo lo passi a rispondere al telefono in un call center, puoi qualificarti come aspirante qualsiasi cosa anche se per campare prepari caffè tutto il giorno, puoi definirti in cerca di occupazione o momentaneamente in fase di riflessione anche se stai tutto il giorno in casa a fare bucati e a spignattare per la famiglia ma arrivati alla mia età il tuo lavoro ti rappresenta, ti identifica e ti qualifica.
Oggi volevo andare in un posto a dire una cosa ma prima di farmi parlare mi avrebbero chiesto chi sono e cosa faccio e io avrei dovuto dire che sono una lavoratrice a progetto nell’ufficio amministrazione di un call center.
Sono rimasta a casa a spignattare.

Papi mi passi la miccia?

Viscontessa, 1 maggio 2009

Ho mal di testa, sono stanca, sono rimasta imbottigliata nel traffico, sono stata un’ora in fila al caf, ho bruciato il pollo, ho finito la benzina, ho perso il ditale per cucire, mi è caduta la birra, non ho credito sul cellulare, non ho trovato neanche un pezzetto di fumo, non ho programmi per il fine settimana, ho comprato un’azalea e me la sono portata a piedi in ufficio, ho scoperto di aver percepito un reddito per “opere dell’ingegno”, ho mangiato una finta parigina, non c’è l’acqua gassata e mi è marcito un sedano.
Dopo una giornata così mi sento maleodorante e l’ultima volta che ho chiamato uno “papi” ero in camera da letto vestita da coniglietta e con una bottiglia di vodka in mano.

Ho pagato le bollette, ho risposto si all’impiegato postale che mi chiedeva se ero io quella che scrive su Il Firenze, ho fatto la fila un’ora, nell’ora di fila, a giudicare dai libri sulla gravidanza, sulla dieta, sui bambini, sulle ricette di cucina e sullo yoga, ne ho dedotto che le bollette le pagano le donne, mi sono catapultata con la forchetta quattro pezzi di pomodoro condito sui pantaloni bianchi, una foglia di basilico intrisa d’olio mi ha schiaffeggiato una coscia e poi si è nascosta tra le gambe, ho imprecato, ho fatto colazione di fronte al tribunale ma siccome me l’hanno offerta, mi sono vergognata a chiedere un bicchier d’acqua e ho avuto sete tutto il giorno, ho convinto la signora che custodisce i carrelli alla mostra dei fiori a darmi un carrello in cambio dell’abbonamento alla fiorentina della mia collega perchè eravamo uscite senza documenti, ho comprato una pianta grassa rossa che non avevo mai visto, magari è peyote messicano ma non c’ha l’influenza suina.
Dopo una giornata così mi sento malvestita e l’ultima volta che uno mi ha fatto una sorpresa per una festa di compleanno era nudo con una torta di panna in mano.

Ho comprato i semi per il pappagallo, la gonna pantalone da scout per mia figlia, un paio di scarpe nere per evitare di girare in motorino sotto alla pioggia, ho litigato con il capo, ho bevuto un caffè freddo, ho pagato l’affitto, ho pagato 10 euro al caf perchè il primo errore è gratis ma se ne fai due devi pagare cinque euro ad errore oppure devi prendere un altro appuntamento oppure chiedere un’appuntamento per la compilazione assistita del 730. ho spiegato all’impiegata a contratto a progetto che consultava ossessivamente il manuale di istruzioni, cosa fossero le prestazioni occasionali e già che c’ero e mi stavo annoiando, le ho parlato del valore simbolico del primo maggio. Ma quella mi ha fatto pagare uguale 10 euro.
Dopo una giornata così non mi sento affatto ottimista e l’ultima volta che uno mi ha regalato una collanina con un brillantino io avevo 19 anni e lui 50.
Ma la collanina gliel’ho resa e gli ho detto “grazie ma potresti essere il mio papi”.
E lui si è offeso.

A volte mi chiedo come mai dopo una giornatina così la sera ho ancora voglia di preparare dei piccoli ordigni esplosivi casalinghi.

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