Dedicato a Gino
Viscontessa, 17 maggio 2009La nostra bella Italia oggi se ne stava tutta lì in una mezza paginetta dei quotidiani. L’Italia bella, quella dei bei capitali che se qualcuno li chiamasse “papi” pagherebbero fior di quattrini per mettere a tacere la cosa. Stava lì con il consiglio di amministrazione al completo, in testa il presidente e tra di loro i soprannomi de’ lor signori: “Dudi rimarrai per sempre nei nostri cuori. Firmato Nanna”.
Appellativi affettuosi usati tra chi ha nomi troppo lunghi e troppo importanti per essere pronunciati al completo. Dudi, che per l’Italia meno bella, per l’Italia più povera, quell’Italia dove le probabilità dei nostri figli di migliorare la loro posizione sociale rispetto alla nostra sono pressoché nulle, potrebbe suonare come Il Pirlazza a Quarto Oggiaro o Er Cinese all’Esquilino.
Nessun Dudi, quest’oggi, ma nei necrologi dei quotidiani spuntano comunque due nomi importanti, due nomi lunghi di quelli che il consiglio di amministrazione che al completo porge le condoglianze alla famiglia, non dimentica neanche un titolo.
Susanna Angelli e il padre di Luca Cordero di Montezemolo, roba che se ti chiami Gino Bianchi devi aspettare anche a morire se vuoi che il tuo nome compaia finalmente su un giornale. Per oggi, Gino abbi pazienza e cerca di capire, per te non c’è posto neanche nei necrologi.
Però, Gino, nell’attesa del tuo turno (vedrai che questa è l’ultima volta, da domani potrai morire e finalmente gli ultimi saranno i primi) puoi leggerti i necrologi pubblicati per questi due personaggi.
Magari ti viene un’idea, magari puoi suggerire al portiere del tuo condominio come scrivere quel telegramma che i condomini gli chiederanno di scrivere a nome loro non appena tu sei morto. Perchè non credere che i comuni mortali, quelli che ogni giorno muoino per un incidente sul lavoro, per un incidente sulla Napoli- Caserta, per un incidente in ospedale, siano così avvezzi ad inviare telegrammi di condoglianze. Loro non devono ogni giorno soffrire e unirsi al dolore della famiglia per tutti i morti che contano qualcosa. Loro, qualche volta, muoiono in silenzio come sono vissuti, senza dire niente e senza che nessuno se ne accorga.
Gino, non ti dimenticheremo mai, firmato il Comitato Sostenitori del blog della Viscontessa.
Sarà pur morto un Gino quest’oggi……





18 maggio 2009, 14:43
[sperando di no per lui]Nel caso, mi associo al dolore.
Una prece.
18 maggio 2009, 17:03
Quando uno nasce Gino, non c’è niente da fare neanche da morto….
Meno male Antar almeno tu ti sei associato al potenziale dolore:-)