Tra madre e figlia

Viscontessa, 12 maggio 2009

- amore guarda
- cosa?
- la pubblicità della Tim… aspetta ora arriva…… ah no, l’hanno tagliata
- quando quello dice “chissà come sarà la tastierista” e l’altro gli risponde “che ti importa? Magari è carina”?
- Sono orgogliosa di te amore.

- grazie mamma

Grazie a Flavia:
C’è un fotografo in Italia che da oltre quindici anni va a fotografare manifesti di pubblicità sessiste in giro per Milano. Si chiama Ico Gasparri, e ora ha avuto l’idea di creare un protocollo contro la pubblicità sessista, a cominciare da quella stradale.
Per aderire al protocollo non occorre un documento di identità ne’
una firma da depositare. Basta rispondere alla mail pcps@fastwebnet.it scrivendo i propri dati (cognome, nome, data di nascita, città di nascita, professione, città e provincia di residenza ed e-mail indispensabile) e scrivere: aderisco al protocollo contro la pubblicità sessista.
Possono firmare singole persone (di ogni nazionalità) ma anche associazioni, enti, organizzazioni varie. l’adesione delle associazioni non annulla quella delle/dei socie/soci che invito ad aderire anche a proprio nome.

Ecco il testo del Protocollo:
Il Protocollo contro la pubblicità sessista intende proporsi come uno strumento di partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini alla vita collettiva: una militanza per un diritto violato, una vera e propria campagna di civiltà.
Questo strumento intende ostacolare con campagne di opinione civile la diffusione di tutte quelle forme di “comunicazione pubblicitaria a fruizione obbligatoria” – in altri termini dicampagne pubblicitarie affisse in luoghi pubblici – che trasmettano non solo esplicitamente, ma anche in maniera subdola, edulcorata, camuffata, allusiva, simbolica e subliminale, messaggi che suggeriscano, incitino o non combattano il ricorso alla violenza esplicita o velata, alla discriminazione, alla sottovalutazione, alla ridicolizzazione, all’offesa nei confronti delle donne.
Con il protocollo non si intende contestare i prodotti, i concetti, le aziende o i marchi rappresentati, ma la comunicazione discriminante e sessista attraverso la quale questi vengono.
L’adesione al Protocollo è aperta a cittadine/i di qualsiasi nazionalità e avviene mediante la comunicazione all’indirizzo di posta elettronica pcps@fastwebnet.it del proprio Cognome, Nome, data di nascita, professione, città di residenza e indirizzo di posta elettronico (indispensabile) e la frase: “aderisco al protocollo contro la pubblicità sessista”. L’obiettivo è quello di raggiungere il più alto numero di firme a livello nazionale ed internazionale, anche collegandosi ad altri gruppi di opinione presenti in altri paesi che perseguano i medesimi fini. Anche i gruppi e le associazioni possono aderire. L’adesione si intende effettuata una volta per tutte e sarà valida fino alla richiesta esplicita di rimozione da parte dell’interessata/o.
Il Protocollo con un testo di contestazione e l’elenco aggiornato degli aderenti, con cognome, nome, data di nascita, residenza e professione (senza la e-mail), unitamente a una riproduzione fotografica della campagna in oggetto, sarà presentato tutte le volte che si riterrà opportuno, anche se questo dovesse significare decine e di volte:
* alla direzione (commerciale, strategica e marketing) dell’azienda reclamizzata;
* all’agenzia pubblicitaria che ha firmato la campagna;
* alle modelle o ai modelli, ai testimonial che abbiano prestato la propria immagine;
* al Sindaco della Città che ospita le affissioni, differenziando di volta in volta le città, trattandosi in genere di campagne nazionali;
* agli organi di stampa e TV che accoglieranno questa protesta e gli daranno risalto;
* ai direttori delle riviste, quotidiani o altro organi di informazione cartacea o multimediale che abbiano ripubblicato la medesima campagna affissa in luoghi pubblici.
I firmatari sono avvertiti con la posta elettronica ogni volta che il protocollo sarà messo in atto.
Tutti i singoli aderenti contribuiranno alla diffusione del Protocollo come modello di cittadinanza attiva, raccogliendo ulteriori firme a sostegno in ogni sede e modalità possibile.



16 commenti a “Tra madre e figlia”

  1. elofoolish Says:

    proprio ieri sera abbiamo commentato con le mie amiche quanto sia incredibilmente sessista, ma cosi’ innocuo all’apparenza, lo spot di una nuova potentissima aspirapolvere…
    il problema e’ secondo me come stabilire questo limite. l’immagine di una donna come domestica e’ sessista? per me si lo e’. ma si puo’ negare che si giri un tale spot?
    non so.
    io spero di vederne sempre meno sicuramente

  2. Riccardo Says:

    Si però spiegatemi che significa sessista come definizione precisa.
    In psicologia pubblicitaria il target ha sempre ragione, e si cerca il consenso del target ad ogni costo, nel caso dell’aspirapolvere il target è il genere femminile, e qui già possiamo discutere ma su un piano diverso.
    Pertanto sessista può significarsi nell’idea che sia usato solo dalle donne, capisco però che poche righe di commento non bastano e protrebbero generare solo fraintendimenti e litigi, magari dicendo le stesse cose.
    E’ un tema che merita ben altro spazio, poichè rientra nelle forme di razzismo di cui la nostra cultura è infetta, e che spesso confonde chi è il carnefiche e chi è la vittima.

    Riccardo

  3. elofoolish Says:

    beh infatti io ho detto che la linea tra cosa sia sessista o no e’ molto sottile.
    per l’appunto io posso trovare “sessista” una pubblicita’ del genere, mentre la maggior parte delle persone trovarla normale perche’ l’aspirapolvere e’ un oggetto di uso comune per le donne.
    per me continuare ad associare certi strumenti solo alla figura femminile e’ discutibile.
    ma non mi sentirei di “censurarla”. e’ chiaro che non e’ la pubblicita’ che deve educare. come dici tu la pubblicita’ risponde ai gusti del target…

  4. Riccardo Says:

    Giusto, in fondo la pubblicità è solo un mezzo, anche se questo è assolvibile, è comunque la società che è marca i comportamenti, non mi sento di affermare che è la pubblicità che forma l’idea, magari aiuta a svilupparla.
    Sessista è la donna seminuda abbinata all’auto come se fosse un accessossorio, sessista è una delle pubblicità più famose al mondo, vecchia molto vecchia “chi vespa mangia le mele”, due forme diverse ma ugualmente sessiste per usare la donna come INCENTIVO.

    Riccardo.

  5. Riccardo Says:

    Oggi sono dislessico, mi sono dimenticato un “non è” accanto a “assolvibile” e messo un “è” dove non ci incastra nulla.
    Lo dico perchè poi la padrona mi accusa di non capire quello che scrivo.

    Riccardo.

  6. Viscontessa Says:

    Diciamo che le pubblicità non sono più soltanto uno strumento per vendere un prodotto ma che per via della martellante presenza in ogni aspetto della nostra vita, finiscono per rappresentare anche stili e modelli di vita. Tra l’altro sappiamo benissimo che se alcuni prodotti rappresentano una risposta ad un bisogno, la maggior parte dei prodotti pubblicizzati hanno lo scopo di indurre un bisogno facendo si che la pubblicità diventi mezzo attivo del costume sociale.
    Molti prodotti non vengono pubblicizzati per un target ben preciso ma vengono studiate per creare un vero e proprio target e siccome tra l’altro lo scopo della pubblicità non è quello di educare la gente ma di soddisfarla, è facile che il messaggio che inviano siano molto discutibile.

  7. Riccardo Says:

    Ti riferisci alla tua pubblicità progresso dove in bikini con la motosega in mano,tagli la sequoia millenaria?
    Beh concordo allora.
    Quella sequoia, propri lì doveva nascere, rompeva le balle.

    Riccardo.

  8. andy Says:

    e noi maschi cosa dovremmo dire allora?
    noi non potremo mai gettarci in volo coi nuvenia pocket :(

  9. Viscontessa Says:

    Andy, però potete darci una spintarella per buttarci giù:-)

    Ho sempre desiderato possedere una motosega!

  10. elofoolish Says:

    beh almeno non avete problemi intestinali di cui sembrano soffrire solo le donne

  11. Pralina Says:

    Giustissimo! Sono stanca di vedere la Marcuzzi che si massaggia il pancino, voglio Rocco Siffredi che si gingilla il pisellone!

    :D

  12. andy Says:

    facciamo così, prendiamo rocco e facciamolo gingillare con la marcuzzi, così salviamo capra e cavoli :D

  13. Riccardo Says:

    Si e se esce qualcosa lo proponiamo per la pubblicità del Plasmon.

  14. andy Says:

    urka, ho appena visto la pubblicità dell’aspirapolvere (colombina delonghi), raccapricciante, quasi più della suocera ACE (calma, ho detto “quasi”).

  15. Pralina Says:

    Rocco + Marcuzzi = aggiudicato, però temo che l’effetto lassativo possa rovinare la prestazione sessuale… :D

  16. Genni Says:

    Concordo, la pubblicità dell’aspirapolvere de’longhi è allucinante…ho volutamente cercato un forum dove qualcuno ne parlasse, mi sembrava impossibile che l’Italia intera rimanesse indifferente di fronte ad un’immagine così offensiva!! Dopo anni di convivenza e con enorme fatica sono riuscita a sensibilizzare il mio uomo su quest’argomento, spiegandogli che non è giusto e non è scritto da nessuna parte che debba essere io, solo in quanto “femmina” a dovermi occupare dei lavori di casa (soprattutto dal momento che lavoriamo entrambi) e poi arriva questa cretina con l’aspirapolvere, come se fosse lo scettro del potere…(ma quale cavolo di potere???) e il marito e il figlio (ovviamente maschio)seduti sul divano a mangiare i pop corn con aria di tolleranza verso questa povera scema fissata con le pulizie..CHE RABBIA!!!!!!!!!!

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