scorre bene

Viscontessa, 21 aprile 2009

In questo periodo non posso leggere. Non lo posso fare perché non ho il libro giusto e non me lo posso neanche procurare.
Non ho libro giusto perché il libro giusto non esiste. Che il libro giusto non esista ne sono sicura e sono anche sicura che il libro giusto non esisterà mai.
Lo so perché il libro giusto sarebbe un libro che non ha mai letto nessuno e che nessuno leggerà mai dopo di me. E’ una questione di intimità.
Il libro giusto dev’essere mio e solo mio per sempre. Il libro mio è un libro che ti commuove, ti fa sorridere e ti fa riflettere ma lo fa solo per te. Se qualcun altro lo legge non è più il libro mio anche se chi l’ha letto lo ha trovato noioso e lo usava solo per addormentarsi. Non è più il libro mio neanche se si è commosso, ha sorriso, ha riflettuto. Il libro mio se ha condiviso la sua intimità con un altro lettore non è più mio.
Che poi già è difficile trovare un bel libro, un libro che ti fa commuovere, riflettere e sorridere, figuriamoci se un libro così non leggono tutti. Magari non subito, magari tu lo leggi e pochi lo hanno letto, magari lo hai trovato per caso nello scaffale nascosto di una libreria e magari te lo leggi quasi di nascosto perché più vai avanti meno vuoi far sapere di lui.
E invece ti chiedono “che libro stai leggendo?” ma che ne frega a te di che libro sto leggendo tanto non lo conosci, non lo conosce quasi nessuno e quindi non avrai niente da dirmi.
No, falso, magari mi dici anche “ com’è?”.
Ecco, adesso dimmi tu cosa vuoi che ti risponda se mi dice com’è. Cosa significa “com’è” riferito ad un libro che non hai mai visto, di un autore che non hai mai sentito nominare, con un titolo che non ti dice assolutamente niente.?
Ti chiedono com’è ma non si aspettano che tu gli risponda. Anzi, non si aspettano che tu gli risponda a tono perché una mancanza di risposta, in questo cosa, potrebbe offendere chi te lo ha chiesto. Se ti chiedono com’è un gelato puoi fare una smorfia che non dice niente, ma se ti chiedono com’è un libro devi per forza rispondere che altrimenti sembra che la tiri.
“bello”. Ma se dici brutto, non l’ho ancora capito, per ora è noioso, non riesco ad andare avanti, ancora non ho deciso, va bene lo stesso tanto a chi te l’ha chiesto non importa niente.
Se poi anche tu sei uno di quelli che leggi perché “io la sera preferisco leggere” o di quelli che “io leggo di tutto” o quelli che “ma te l’hai letto l’ultimo di …..?” o “cosa stai leggendo in questo momento?” ecco, se sei un lettore così che leggi le recensioni prima del libro e poi hai sempre un’opinione simile a quella del tuo critico letterario di riferimento, ecco, allora puoi anche rispondere “scorre bene”. Ma se sei un lettore così non leggi i libri in fondo alle librerie perché nessuno ti ha detto di leggerlo, perché nessun critico ti ha detto prima com’è.
In realtà quel libro lo leggerai, lo leggerai anche tu e questo è il problema.
Lo leggerai quando diventerà un fenomeno letterario o, più probabilmente, quando da quel libro ci faranno un film. Prima vai a vedere il film e poi leggi anche il libro. Ed ogni volta che qualcuno parlerà di quel libro tu dirai “ho visto il film e ho letto anche il libro”. Oppure dirai “non l’ho ancora letto ma dopo aver visto il film voglio leggerlo perché il film era molto bello ma i libri, di solito, sono ancora meglio”. E allora perché non l’hai letto prima di andare a vedere il film?
Qualche volta ti dicono anche “quando esce il film voglio andare a vederlo perché ho letto il libro e mi è piaciuto tantissimo”. Mai andare a vedere un film di cui hai letto il libro.
Ma dicono che il film è molto bello.
Ed eccoci all’acqua. Eccoci al punto cruciale della questione. Come fai a rimanere in intimità con un libro se affidi ad un altro le fantasie che ti ha regalato?
Non capisco.
Per esempio il volto dei personaggi. Ma ci sono attori bravissimi. Attori. Lo capisci?
Così leggerai il mio libro e mi dirai che il mio libro “scorre bene”. Lo dirai perché non riesci a capire che un libro non deve scorrere. Un libro non è un tapis roulant per la tua vista. Un libro non deve scorrere, se scorre troppo, come l’acqua fresca, non ti lascerà addosso niente. Un libro deve fare quel cazzo che gli pare se non ti piace cosa fa lo lasci lì senza tanti complimenti.
Io di libri ne ho lasciati tanti lì. Ho tolto il segno e l’ho messo via. Poi magari qualcuno lo riprendo e ricomincio da dove avevo lasciato o magari lo ricomincio da capo. A volte stanno lì anni.
Questa estate mi è capitato di leggere un libro che avevo già letto. Lo avevo iniziato tante di quelle volte da non ricordarmi più da quanto tempo era lì. E pagina dopo pagina pensavo che quella pagina l’avevo già letta e che forse l’ultima volta avevo interrotto alla pagina successiva. E invece sono arrivata in fondo e mi sono accorta che lo avevo letto tutto.
Evidentemente mi era scivolato addosso come acqua fresca.
La cosa terribile è che non mi ricordo né il titolo, né l’autore, né la trama. Buio assoluto. Va a finire che se continuo così, lo rileggo un’altra volta senza accorgermene fino all’ultima pagina.



Un commento a “scorre bene”

  1. Riccardo Says:

    Quel libro si legge sempre fino all’ultima pagina, ognuno ne legge uno, ma alcuni lo apprezzano e in parte lo condividono con altri, almeno le note a piè di pagina, altri lo mettono in libreria e si dimenticano che esiste e leggono solo il quotidiano.
    C’è anche chi lo rilega o fodera in modo differente dall’originale e copre il nome e l’autore, ma questo è un altro libro.

    R.

Lascia un commento