Facebook a chi?
Viscontessa, 1 aprile 2009Alla fine li trovi tutti lì. Li trovi tutti dentro al recinto di facebook come scimmiette allo zoo.
Non hanno niente da dire ne tantomeno da ascoltare, passano il tempo a spulciarsi vicendevolmente con domandine facili facili di quelle che non serve neanche l’aiutino e aspettano che qualche visitatore curioso lanci loro delle noccioline da sgranocchiare.
Sono il popolo dei “vivi”, il popolo di quelli che fino a ieri non sapevano neanche accendere il computer, il popolo di quelli che se dicevi “blog” ti dicevano che la vita “vera” è fuori, che la gente “vera” è fuori, che il mondo “vero” è fuori.
E invece loro sono tutti dentro, dentro al recinto di facebook in cerca del compagno di scuola a cui chiedere come va per poi dimenticarsi nuovamente di lui un attimo dopo.
Sono il popolo dei “vivi”, il popolo di quelli che se dicevi “ho un blog” ti dicevano “ma non ti vergogni a raccontare i fatti tuoi?” e adesso in un linguaggio stringato e già noioso in sole tre parole, ti dicono che fuori piove o che gli è rimasto del prezzemolo tra i denti.
Il popolo di quelli che la sera, quando tu ti mettevi a scrivere qualcosa sul tuo blog, ti immaginavi fossero fuori a vivere quella benedetta vita “vera” piena di occasioni, di opportunità e di divertimento.
Il popolo dei “vivi” , il popolo di quelli che tutte le volte che ti viene la malaugurata idea di entrare su facebook, scopri ti hanno inviato mazzi di rose rosse virtuali, peluche virtuali, kiss virtuali.
Il popolo dei “vivi” che ti invita alla sagra del prezzemolo tra i denti di Resegone o al test per scoprire se sei un soggetto a rischio di ragadi anali. Il popolo di quelli che si iscrivono al gruppo dei detrattori dell’alluce valgo e a quello degli amanti del piede a cipolla. Il popolo di quelli con la fotina sorridente e l’album fotografico pieno di gatti, di foto ricordo della gita alla Madonnina del Grappa e di pensierini fatti di tre parole e centocinquanta puntini di sospensione.
Il popolo dei nostalgici delle emoticon animate, dei filmati di gattini appinzati ai coglioni e delle frasi celebri di Claudio Baglioni.
Il popolo dei “vivi” che è sempre stanco, che va così così, solite cose, che palle piove anche oggi.
Quattro concetti che si rincorrono tra loro e ti rincorrono appena entri su facebook e trovi sempre qualcuno che ti chiede “che fai di bello?”. Guardo la tv. La tivvu? – ti rispondono un po’ sorpresi.
E poi ti raccontano che la loro la televisione non la guardano mai, non la guardano più.
Loro adesso la sera stanno al computer.
Su facebook.
A fare il test per sapere che tipo di scimmiette sono.





1 aprile 2009, 10:15
Non mi è mai piaciuto facebook, e dopo questo post mi piace ancora meno.
Qualche mese mi era venuto il pallino di iscrivermi ma l’email di conferma è ancora lì nella mia casella di posta intatta, mai aperta. Chissà se lo farò un giorno…
1 aprile 2009, 11:15
Ehhh si… i vivi!!!!
Riccardo.
1 aprile 2009, 13:43
Bellissimo!! Non dico che possa riassumere in modo esauriente questo network, né che lo rappresenti del tutto(non ci sono dentro a Fb, però sono sicura che ha del buono, offrirà qualche possibilità! penso a quel che fa Diego Cugia), però questo pezzo ha proprio un bel valore! Specialmente quando dici di come reagivano quando raccontavi che avevi un blog
1 aprile 2009, 13:49
quoto totalmente il tuo post. io ho iniziato a scrivere su un blog nel 2003 e sembrava qualcosa di sconclusionato e stupido. e poi hai ragione: “scrivi i fatti tuoi sul web?!”.
facebook è triste, soprattutto perché è tutto quello che i molti di cui parli sanno vedere. mi sembra un po’ lo specchio della mediocrità in ‘modalità’ 2.0.
1 aprile 2009, 14:00
Infatti Fb, come ogni cosa, non è il male assoluto nel senso che ci sono anche molte persone e cose interessanti.
Quelli che mi mettono tristezza sono appunto i mediocri, coloro che fino a ieri giudicavano negativamente i blog senza averne mai letto neanche uno e che oggi ti raccontano quanto sia divertente conoscere gente tramite Fb.
1 aprile 2009, 14:02
Facebook è triste soprattutto perché è tutto lì subito, facile, standardizzato.
Da quel che ho visto mentre prendeva piede a lavoro sbirciando da sopra l’HTML che avevo imparato a gestire per dare un’impronta personale al mio blog, le pagine sono tutte uguali e personalizzabili solo attraverso “widget” preconfezionati.
Tutto a misura di scimmia, appunto.
1 aprile 2009, 19:16
Io sto conducendo alcuni esperimenti in merito alle dinamiche di Facebook, chissà forse prima o poi ne farò un post. Ho inventato un profilo di sana pianta (ovviamente non vi dirò i suoi dati eh eh), creando dal nulla un bel ragazzo carino (la foto l’ho trovata in rete cercando “cute guy”), con ottimi interessi, 25 anni, universitario. Ho cercato poi i miei colleghi di lavoro, i miei amici delle superiori, e conoscenti vari. Ovviamente il nome è di fantasia, quindi loro non potevano conoscere questo ragazzo. Ho mandato inviti d’amicizia a raffica, in 4 giorni ho già 45 amici, inviti a partecipare a gruppi, fanclub, ecc. E posso leggere i fatti più o meno intimi e personali di tutta questa gente. Comprese foto, video, luoghi di ritrovo, impegni ed appuntamenti. Loro non hanno pensato neppure due volte (tranne un paio, lo ammetto) a domandarsi chi io fossi e perché volevo essere loro amico. Mi hanno accettato senza fiatare. Questo la dice lunga su tante cose, su cui sto appunto meditando in questi giorni
1 aprile 2009, 19:56
il punto è sempre quello, dove c’è troppa gente, la mediocrità incombe.
orgogliosamente mai stato su Fb.
2 aprile 2009, 0:12
VIOLENZA!
2 aprile 2009, 18:52
ben tornata !!!
FB: Io penso che comunque sia utile che la gente scopra l’ utilizzo del computer e del web. Facebook e’ strano: non serve a niente se non a ricordarti di fare gli auguri di compleanno o a ritrovare persone che pero’ … ti conviene poi incontrare, se vuoi avere con loro un dialogo normale (impossibile su FB). In molti casi se mandi un messaggio da FB poi non ti rispondono mai …
Ma tu che ci fai li’ ? E’ stato un errore o solo curiosita’ ? O cultura personale ? E sul porno ci vai ?
Plexar
2 aprile 2009, 22:14
sono contenta che qualcuno difenda la categoria del blog da queste community di plastica (mi ricorda la canzone di carmen consoli, ma forse non c’entra)
io ci sono. lo confesso. (la sera la passo eventualmente su èmmèssènne a parlare con i miei amici vivi che per motivi pratici non posso vedere. quindi mi giustifico.)
il problema è che qualcuno era riuscito a sfuggire dalle catene del reality. qualcuno era sfuggito perfino ad “uomini e donne”.
“chemmefrega di 4 scemi in una casa a fare niente tutto il giorno?”
ma ora possono sapere i fatti degli altri (quello che le altre scimmiette vogliono far sapere). e possono perfino vantarsi della loro mezzavita in 3-4 parole e 300 puntini sospensivi.
con buona pace della lingua italiana.
e se posso dire la mia: eppoi erano le shampiste quelle pettegole??? guardate negli uffici su facebook che succede…
3 aprile 2009, 14:17
a) è un passatempo.
b) un modo per vedere foto fatte da amici che altrimenti non potresti vedere.
c) uno strumento per sparare cazzate anche durante il giorno con chi ti vedi poi la sera.
d) un mezzo che mi ha permesso di rimettermi in contatto (veloce, semplice, e sì, superficiale) con persone che avevo perso di vista ma con le quali avevo, sì, un rapporto veloce, seplice, superficiale… ma che mi era dispiaciuto perdere di vista.
Questo è per me facebook.
E ora scusatemi, ho già scritto troppo:
c’è il sole… m’è rimasto del prezzemolo tra i denti….. nn c sn + le mzz stgn
ah, dimenticavo:
4 aprile 2009, 0:56
Eleanor, leggendo l’intervento di Camu avevo pensato anche io ai reality.
Non avendo tempo e voglia di registrarsi con nome falso per studiare la fenomenologia di FB (ma sono grata a camu per il lavoro sporco portato avanti:-), si può tranquillamente documentarsi sul medesimo argomento guardando i reality show o tutte quelle trasmissioni demenziali dove la gente non vede l’ora di mettersi in mostra, di farsi notare e di raccontare di se mentre un’altra banda di scemi non vede l’ora di sapere i cazzi degli altri anche quando gli altri non hanno davvero niente da raccontare.
7 aprile 2009, 0:39
Ottimo post!
molto utile :=)
7 aprile 2009, 22:16
Brava Viss, condivido!
8 aprile 2009, 17:35
Complimenti.
Davvero un gran post.
E’ stato bello leggerti, a prescindere da quello che penso o meno su FB.
21 aprile 2009, 14:21
Esattamente ciò che penso e che ho scritto. Lo Sfascialibro è il nuovo mezzo per manipolare le menti della massa già lobotomizzata dalla tv che si è trasferita recentemente sul web. Un modo per recintare il pensiero di ciechi che potrebbero finalmente vedere chiaro. Se solo sapessero davvero usarlo. Il web.
15 settembre 2009, 23:33
brava,mi hai fatto riflettere..vado a cancellarmi da facebook