Ore 10.30 telefono alla Publiacqua.
- Chiamo per via di quell’avviso per il distaccamento della fornitura dell’acqua che ho trovato nella cassetta della posta.
- Lei è l’amministratore di condominio?
- No, sono solo un condomino moroso.
- Purtroppo non posso esserle utile, noi gestiamo solo il contatore generale dello stabile mentre i contatori dei singoli appartamenti sono gestiti dalle società appaltatrice.
- Si lo so, ma voi chiedete un fax con il bollettino pagato dell’acqua e io devo mandare il mio.
- Per tutta la somma?
- No, solo per la parte che mi riguarda e neanche tutta perchè come vi ho scritto per fax ieri, parte dell’acqua che mi viene addebitata dalla fantomatica ditta appaltatrice riguarda un presunto consumo di acqua su un contatore che non esiste più perchè l’ho sostituito.
- E ha avvisato la ditta appaltatrice?
- Si, gli ho inviato una mail all’indirizzo riportato sui loro documenti perchè sono aperti al pubblico solo dalle 9 a 12 e pretenderebbero che uno andasse personalmente nei loro uffici a mostrargli il contatore vecchio
- e cosa hanno risposto alla sua mail?
- Assolutamente niente, per questo mi rifiuto di pagare il residuo.
- Ah, e quindi?
- Quindi me lo dica lei, a chi devo inviare il fax?
- Ma se non è per tutto il debito del condominio a noi non serve a niente
- E secondo lei io dovrei pagare tutto il debito del condominio?
- Beh no, faccia avere il suo bollettino all’amministratore che poi ci farà avere tutto il saldo
- Allora non ci siamo capiti: primo non intendo pagare tutto il debito presunto dalla ditta appaltatrice che pretende che io vada da loro dalle 9 a 12 a portargli un contatore vecchio dell’acqua. Secondo non intendo pagare il debito altrui. Terzo non abbiamo un amministratore di condominio quindi non ho idea di chi sia l’altro debitore.
- Capisco.
- E quindi?
- Quindi francamente non so che dirle.
- Va bene, staccate l’acqua al condominio e vi faccio causa.
Ore 11.30 Agenzia delle Entrare ufficio di Firenze
- Telefono perchè ho ricevuto un avviso bonario per il pagamento di 4000 euro relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2005.
- Mi dica
- Secondo quanto riportato dall’avviso bonario, ho trenta giorni di tempo per contestare la vostra contestazione.
- Si esatto, ma non deve chiamare noi, deve chiamare il numero verde dell’agenzia delle entrate e prendere un appuntamento tramite loro.
- Sono giorni che telefono e un disco mi risponde regolarmente che gli addetti sono tutti occupati in altre conversazione e attaccano.
- E lei richiami.
- Le ho detto che lo sto facendo da giorni senza successo, siccome poi tanto mi mandano da voi perchè sono anni che succede questa cosa e mi mandano sempre da voi, non potrei prendere un appuntamento direttamente con voi? Anche perchè le ultime due volte che ho preso appuntamento tramite il numero verde, sono venuta da voi e una volta eravate chiusi per sciopero, un’altra era in ferie proprio l’unico impiegato che poteva occuparsi della mia situazione. In entrambe i casi mi avete fissato voi un nuovo appuntamento.
- Signora non so che dirle, io gli appuntamenti non posso prenderli.
- Mi passi chi può prenderli
- Eh no, perchè dipende da cosa deve fare
- glielo dico.
- Noooo, deve dirlo agli addetti del numero verde e loro sanno a chi indirizzarla
- si, di solito mi indirizzano agli impiegati in sciopero o in ferie
- Ma dal call center di roma non possono mica sapere se un impiegato di firenze proprio quel giorno lì è in ferie.
- Appunto.
- Beh io non posso aiutarla.
- E i trenta giorni per la scadenza?
- Le ho detto che non posso aiutarla.
Ore 12, 00 apro la posta d’ufficio. Prima raccomandata.
In base all’articolo 6.5 del contratto di locazione (che prevede a carico del locatore spese per manutenzione dell’immobile per porte, finestre, pavimenti e affreschi fino ad un massimo di 6.000 euro all’anno) con la presente siamo a chiedervi 6.000 euro per l’anno 2008.
Gentile amministrazione dello stabile dei conti serbelloni mazzanti viendalmare, l’articolo 6.5 prevede appunto che dobbiamo effettuare eventuale manutenzione dello stabile a noi locato per un massimo di 6.000 euro all’anno e NON che dobbiamo corrispondere a VOI i 6.000 euro anche perchè, che accidenti di manutenzione sarebbe se vi do 6.000 euro che voi vi mettere in tasca? Con il vostro permesso, ora vado a ritoccar gli affreschi che mi paiono un po’ spentini.
Seconda raccomandata.
Gentile cliente, non ci risultano ad oggi pagate numero tre bollette telefoniche relative alle seguenti linee. Vi preghiamo di provvedere immediatamente altrimenti vi stacchiamo il telefono.
Gentilissima compagnia telefonica dei miei marroni, permettetemi di dirvi MAGARI! Le bollette delle quali ci chiedete il saldo, infatti, si riferiscono ad utenze per le quali vi abbiamo chiesto la disattivazione oltre un anno fa. Possiamo finalmente considerare la vostra minaccia come una promessa?
Terza raccomandata.
Scrivo in nome e per conto della società telefonica sti cazzi per chiedere l’immediato saldo delle fatture di cui allegata specifica. Nulla ricevendo entro dieci giorni, ci riserviamo di procedere per la tutela dei nosri diritti.
Gentilissimo avvocato della società sticazzi,la bolletta allegata è di 6.500 euro mentre lei me ne chiede 7.000. Non crede , visto che mi scrive da avvocato, di dover specificare cosa stracazzo sarebbero quei 500 euro in più? Crede davvero che facendo finta di niente le invieremo 500 euro solo per aver scritto questa cazzo di letterina? E poi guardi, gentilissimo avvocato, la società telefonica sticazzi in nome e per conto della quale scrive, ha già ricevuto una nostra raccomandata per contestare parte degli importi che ci ha addebitato in fattura. Io adesso potrei anche raccontarle che si sono rifiutati di accettare la nostra disdetta per i loro servizi perchè volevano convincerci che loro sono meglio e poi potrei raccontarle che quei quindici giorni di tempo nei quali il vostro agente a traccheggiato con proposte e fogliolini per supplicarci di rimanere con voi, alla nostra società, che guarda caso è un call center, ci sono costati molto più dei suoi pulciosissimi 500 che lei chiede per aver scritto questa letterina. Ma non le racconterò tutto ciò perchè oggi sono già abbastanza incazzata e preoccupata per tutto quello che mi sta accadendo da quando mi è caduta santa rita da cascia…. facciamo così, dica alla sua società telefonica di mandarci una nota di credito e noi paghiamo la differenza. Contrariamente faccia un po’ come le pare ma, consiglio personale, non fissi alle terme per pasqua contando sui nostri cinquecento euro perchè potrebbe ritrovarsi a fare il fango sulle chiappe di qualcuno.
Quarta raccomandata.
scrivo in nome e per conto delle poste italiane per chiedere immediato attestato di pagamento per le rate già scadute del piano di rientro concordato. Nulla ricevendo bla bla bla.
Gentilissimo avvocato piripicchio, anche lei oggi ci si mette? E pensare che dopo anni di conoscenza epistolare, io già le volevo un po’ di bene. Ma evidentemente mi sono sbagliata e anche lei è come tutti i suoi colleghi avvocati. Peccato perchè per un certo periodo di tempo mi ero illusa che tra noi potesse nascere qualcosa di importante, mi ero illusa che quel delicato sentimento di gratitudine che provavo per lei, potesse un giorno tramutarsi in un solido e duraturo rapporto epistolare fatto di moduli prestampati. Tuttavia, preso atto del dolore che mi ha creato, con la presente mi vedo costretta a farle nuovamente presente che gli attestati di pagamento da lei richiesti sono stati regolarmente inviati per fax al numero che a suo tempo ci ha segnalato anche se, visto che da quando ho pagato ad oggi sono passati dei mesi, le poste avrebbero già dovuto registrare il nostro pagamento. Ma d’altra parte per un anno intero mi avete chiesto il saldo delle fatture che non mi avete mai inviato perchè l’indirizzo del nostro recapito, ironia della sorte, era sbagliato. Tuttavia, null’altro volendo avere a che spartire con un avvocato insensibile come lei, si prenda l’ennesia copia di questi attestati di pagamento ma sappia che è l’ultima volta che le do questa prova d’amore. La prossima, l’avviso, le risponderò che come da accordi riportati sul piano di rientro sottoscritto da entrambe le parti, gli attestati li devo mandare per fax alle poste e non a lei. Comunque ti odio, ecco.
Ore 16.00 ospedale dove giovedì hanno ricoverato mio padre per una grave setticemia. Considerando le sue condizione generali di salute, la gravità della situazione e soprattutto l’inabilità mentale di mio padre, avevamo chiesto di essere tenuti al corrente telefonicamente per qualsiasi cambiamento. Lunedì avevamo parlato con il medico che ci aveva assicurato che le infermiere si sarebbero occupate di lui anche quando noi non fossimo state presenti in ospedale e ci aveva assicurato che fino al prossimo incontro, fissato per domani, le infermiere ci avrebbero tentuo al corrente delle condizioni, le terapie e gli esiti diagnostici effettuati a mio padre.
Entriamo in reparto e nel letto di mio padre troviamo un altro paziente. Mia madre, che soffre di cuore, ha un leggero malore. Mi precipito dalle infermiere e trovo proprio quella alla quale il primo giorno di ricovero, ho spiegato le condizioni di mio padre.
- scusi ma mio padre dov’è?
- Suo padre? Io sono entrata adesso….. lei chi è scusi?
- Si ricorda? Ci siamo viste l’altro ieri, mio padre era quello del letto 12 in setticemia, il paziente che lei pensava affetto da alzhaimer, quello che le ho spiegato, era solo vittima di un brutto incidente stradale che gli aveva procurato una emmoragia cerebrale, rammenta? Abbiamo parlato di incidenti stradali, di pericoli e dei rischi che si corrono anche attravarsando sulle strisce pedonali, signora mia.
- Ah si, certo, certo, il paziente con il diabete, l’epatite, l’artopatia, la probabile trombosi, la setticemia, la cardiopatia e cos’altro? E come sta adesso?
- Come sarebbe a dire come sta, mi aveva promesso di chiamarmi per qualsiasi cosa, ieri pomeriggio era ancora qui e adesso al suo posto c’è un altro! Si può sapere che fine ha fatto?
- Mi scusi ma io sono appena entrata in servizio e non ne so niente, aspetti controllo.
Torna dopo un po’.
- Allora tutto a posto, è in nefrologia.
- In nefrologia? E come mai? Cosa è successo?
- Questo non lo so, si vede che non stava bene.
- Maddddai?!? pensavo fosse andato a farci una passeggiata!
Arriviamo al reparto di nefrologia. Lui è lì, nel suo letto con le solite flebo attacate, ci vede arrivare e sorride. Lascio mia madre e vado a cercare qualcuno.
- Scusi, avete ricoverato qui mio padre, mi può dire come mai?
- Quando lo abbiamo ricoverato?
- Non lo so di preciso, ieri l’ho lascito al reparto di medicina interna, oggi lo ritrovo qui.
- Ah si quel signore del 4. io purtroppo però non so dirle niente.
- E a chi dovrei chiedere?
- Mah, adesso non lo so.
- Senta, mio padre non è in grado di capire per cui non possiamo chiedere a lui. Lo abbiamo lasciato ieri in medicina dove ci avevano detto che sarebber rimasto almeno fino a giovedì, oggi lo ritroviamo in nefrologia senza che nessuno ci abbia avvistai e noi non abbiamo la più pallida idea del motivo per il quale sia qui…..
Nel pronunciare queste parole devo aver alzato un po’ troppo la voce perchè si è affacciato un medico e mi ha detto che potevo parlare con lui.
- Dunque, allora, io sono entrato adesso e tra l’altro non sono neanche di questo reparto perchè io sono del reparto dialisi. Non ho ancora visto la cartella di suo padre ma se aspetta gli diamo un’occhiata…… accidenti, ma questa cartella è enorme…..comunque sia ecco, ce lo hanno mandato giù dal quarto per una sospetta infezione delle vie urinarie ma da quanto vedo, i reni sono a posto….. tuttavia, ecco, mi hanno lasciato un appunto, stamattina gli hanno fatto un elettrocardiogramma dal quale però non si capisce se c’è un embolo per cui io ho deciso di tenerlo ancora sotto calceparina.
- Un embolo? E che ci fa qui a nefrologia se il probelma non sono i reni ma una sospetta trombosi alle gambe che l’altro ieri avevano escluso con un ecodoppler e ieri confermato ma come pregressa e guarita?
- Ehm…. questo non lo so, sa sono arrivato adesso e poi non sono neanche di questo reparto. L’unica cosa che so è che potrebbe essere un embolo e allora lo tengo sotto calceparina.
- Ho capito, e quando lo trovo un medico? Vedo che qui ricevono il venerdì ma….
- Ma no, non si preoccupi, il medico lo trova anche domani, lei venga qui domattina e quando il medico ha finito il giro delle visite vedrà che le dice qualcosa.
- Domattina? Prima di domattina non posso sapere cosa accidenti ci fa mio padre in questo reparto? E poi domattina quando? A che ora?
- Purtroppo non so che dirle, fino a domani ci sono io ma non sono il medico del reparto e non so neanche dirle a che ora il professore finirà il giro di visite.
- Ah ho capito, io domattina vengo qui presto nella speranza che mio padre sia ancora ricoverato in questo reparto perchè se per caso cambiasse qualcosa e lei decidesse di spostarlo, io domattina verrei qui e non troverei nessuno se non un’infermiera che magari mi comunica che per un motivo che non conosce, mio padre è stato spostato magari in ginecologia dove potrei torvare un dermatologo di turno che mi dice che non ha idea del motivo per cui mio padre è stato ricoverato lì ma che tuttavia dobbiamo stare tranquillli perchè il travaglio non è ancora iniziato o almeno non crede visto che lui è un dermatologo e non un ginecologo!
Ore 18.00 veterinario degli uccelli.
- Mentre aspettiamo un ambulatorio libero per visitare la pappagallina, mi dica qualcosa di lei
- Tipo?
- Dunque, cos’ha?
- A parte il fatto che come vede è praticamente senza penne, direi che c’ha l’uovo, cioè ne ha fatto uno anche stamattina ma guardi come è gonfia…… ma quante uova può contenere una pappagalla?
- Speriamo poche. Mi diceva dell’uovo, quante uova ha fatto?
- Ecco appunto, è questo il problema, più che un pappagallo sembra una gallina ovaiola. Domenica ne ho tolte altre dodici
- Altre dodici? E uno lo ha fatto stamattina e a occhio ne ha almeno altre due dentro…… accidenti
- E poi dottore, ormai che siamo in confidenza….. io gli tolgo le uova e le metto in un cestino in giardino, poi arrivano i gatti e si mangiano le uova del pappagallo. Insomma una catena alimentare imbarazzante.
- Già. E come si chiama?
- Cosa scusi?
- La pappagalla
- la pappagalla? Cioè è una pappagalla, un inseparabile….
- si come si chiama….. titti, fuffi, cioppi…..
- Un nome? Cioè non ho mai pensato di darle un nome, io la chiamo la pappagalla ovaiola, dice che dovrei darle un nome?
- No, non è necessario, era per metterlo nella scheda, di solito danno un nome ai pappagalli.
Finalmente troviamo un ambulatorio libero, il veterinario la visita poi mi guarda e mi fa
- ha almeno tre uova dentro, non so se riusciamo a levarle tutte anche perchè ha una grave infiammazione e insomma, non è messa niente bene, dobbiamo ricoverarla e farle fare queste uova.
- Ah bene, voi almeno sapete come fare, ma lo sa che prima di portarla da lei ho telefonato al negozio di pappagalli e mi hanno detto che dovevo far bollire un pentolino d’acqua poi dovevo mettere la pappagalla sul vapore facendo molta attenzione a non bruciarla e quindi le dovevo fare un massaggio con un po’ di olio facendo attenzione a non rompere l’uovo dentro altrimenti, se non era morta per l’uovo incastrato e non l’avevo lessata con il vapore, sarebbe morta per l’uovo rotto.
- Beh, anche noi facciamo più o meno così…
- ah ecco….e funziona?
- Non sempre, e se non funziona e non muore….ecco, temo che dovremmo tirarle fuori le uova tramite una piccola incisione sull’addome.
- Ho capito, praticamente un cesareo. Avviso il dermatologo del reparto di ginecologia che oltre a mio padre domani le portiamo anche una pappagalla per un cesareo.