Tutto qui/10
Viscontessa, 24 febbraio 2009Il mercoledì successivo torno al BellaBlu e rivedo Veronica. Ha una voce potente ma dolcissima e mi scopro ad invidiare l’uomo che possa godere nell’intimità di una voce così soave.
Mi viene in mente proprio il termine “soave” perchè Veronica mi ricorda la cantante del coro della parrocchia nella quale mi portava mia nonna subito dopo la morte di mio padre.
“nonna quella signora ha una voce bellissima…. cioè secondo me la Madonna quando cantava a Gesù Bambino aveva proprio quella voce lì”
“Una voce soave,”, rispose mia nonna, e quel termine da allora mi è rimasto in mente.
Mi siedo ad un tavolino da solo e l’ascolto pensando a mia nonna e a mia madre e poi al babbo e al nonno e a tutte quelle persone a cui ho voluto bene da bambino. Veronica pare non avermi neanche notato ma è sposata e io non sono lì per quello.
Poi, a fine spettacolo, Veronica scende dal palco e si siede al mio tavolo. “solo?”. Si solo, sono venuta per ascoltare te. “e che fai dopo di bello?”.
“niente, vado a casa”
“solo soletto?”
“beh si, e tu? Tuo marito non viene a prenderti stasera?”
“si, è già qui, lo vedi quel tipo seduto a quel tavolo? Beh è lui”
“è lui? E come mai allora tu sei qui seduta con me?”
“perchè volevo conoscerti”
“e tuo marito che dice?”
“niente”.
Poi fa una pausa e mi guarda diritto negli occhi “lui è contento quando conosco altri uomini”.
“contento? Io non lo sarei”
“ma lui lo sa che lo amo e non lo tradirei mai. Anche io sono contenta quando lui conosce altre donne”
“tu non sei gelosa?”
“no, perchè dovrei? Lui può fare l’amore con tutte le donne che vuole, nel sesso non c’è niente di male, l’importante è che ami solo me. E io lui”
“cioè anche tu fai l’amore con altri uomini e lui è contento?”
“certo, se sono contenta io è contento anche lui”.
“accidenti però”
“Lo sai che mi piaci? senti, ti va di venire a casa mia?”
“non lo so, cioè sei sicura che tuo marito sia contento?”
“certo che sono sicura”.
Veronica sta in uno dei quartieri più belli della nostra città. Ci andiamo con la sua auto perchè promette di riaccompagnarmi più tardi alla mia e durante il viaggio parla come se niente fosse, come se fossimo due colleghi che vanno a lavorare insieme.
Io gli racconto che vivo solo con mia madre, gli parlo di Luana e quando lei mi chiede cosa ne penso del sesso alternativo, mi viene in mente uno dei miei fumetti porno preferiti nei quali la protagonista si veste da suora e va a portare sollievo tra i carcerati di una colonia penale.
E gli parlo anche di quello.
Quando arriviamo a casa sua Veronica sa praticamente tutto della mia vita, con lei mi riesce facile parlare e poi ha quella voce dolce e “soave” che ti avvolge e ti fa sentire al sicuro.
Io invece della sua vita non so niente di più di quello che sapevo prima di uscire dal locale e quando lei apre la porta del suo appartamento e vedo suo marito, mi ricordo all’improvviso che è sposata e quasi quasi mi viene un colpo.
“Entra dai” mi dice il marito “non avere paura” mi giro per cercare conferme nello sguardo di Veronica e ritrovo nei suoi occhi tutta la dolcezza della sua voce.
“ciao” mi dice il marito “io sono Umberto” mi porge la mano in un gesto amichevole.
Forse, mi dico mentre mi accomodo su un grande divano nero in mezzo alla sala, ho capito male e Veronica vuole solo fare amicizia.
Ancora mi vergogno per aver frainteso le intenzioni di Andrea e della ragazza la settimana precedente. Per questo non dico niente.
Umberto è molto gentile, mentre Veronica prepara qualcosa da bere per tutti e tre, lui fa di tutto per mettermi a mio agio e quando finalmente sua moglie torna tra noi mi chiede se mi piace Veronica. Io mi sento un po’ a disagio ma poi mi dico che sono persone gentili e molto simpatiche e che probabilmente in un certo ambiente le cose funzionano così.
Anzi, quando Veronica mi dice che sono proprio simpatico, mi sento quasi gratificato da tante attenzioni e mi lascio andare parlando del mio lavoro e delle difficoltà a cui devo andare in contro quando il locale è pieno di gente e devi accontentare tutti in tempi rapidi. Loro mi ascoltano interessatissimi come se fare il barista fosse il lavoro più bello del mondo e nel frattempo Veronica si slaccia qualche bottone della camicetta e io adesso posso intravedere il suo seno e immaginarmi la sua voce nel mezzo. Poi si avvicina un po’ a me e mi appoggia una mano sulla coscia.
D’istinto guardo Umberto preoccupato per la sua reazione, ma lui mi sorride e con un cenno della testa mi invita a lasciarmi andare.
Forse ho frainteso ancora una volta e quello di Veronica è un gesto di affetto, un modo di fare tra amici in un certo ambiente ma lei mi slaccia la cerniera dei pantaloni e mi infila dentro una mano.. “ti piacerebbe fare l’amore con Veronica?” a parlare è Umberto e per quanto il mio cervello voglia rispondere no, non così, il mio cazzo parla per me e gli risponde “certo”.
“e ti dispiace se io guardo?” se guardi no, l’importante è che non tocchi brutto pervertito, ma mentre cerco le parole per rispondergli educatamente, Veronica è già sparita tra le mie gambe e l’unico suono che mi esce dalla bocca è un gemito. Cazzo che storia penso mentre lei mi fa impazzire con la lingua ma quando sto per esplodere lei si tira su, mi prende per la mano e mi porta in camera da letto. Umberto non ci segue, o almeno non subito, arriva poco dopo mentre io pompo su quella troia come un dannato. “Veronica, Veronica…. lo sai che non devi fare così” la voce ancora una volta è quella di Umberto e per un attimo mi si gela il sangue nelle vene ma poi mi dico che me lo ha chiesto lui e ricomincio “hai ragione paparino, sono stata cattiva, sono stata proprio cattiva, sono proprio una troia paparino”.
“e allora lo sai Veronica che ora ti devo punire” Ma che cazzo sta succedendo? Vuoi vedere che era tutto uno scherzo e ora il pervertito mi ammazza?
“Evaristo, dobbiamo propria punirla questa puttana che ne dici?” e che ne dico? E che cazzo ne so? Ma che vogliono da me questi? Ma che significa “paparino” ? Cazzo ma questo è suo padre?
Ma le domande non fanno in tempo a formularsi nella mia mente che Umberto tira fuori un frustino e Veronica sgusciandomi da sotto, si mette a culo all’aria.
“Evaristo che ne dici se la punissi tu? Tieni prendi questo frustino e colpisci le chiappe sode di quella puttana”.
“si dai Evaristo, frustami, puniscimi perchè io sono una bambina cattiva, una bambina tanto cattiva, sono una puttana, la tua puttana….”.
Quando esco da casa di quei due pervertiti sono così sconvolto da non accorgermi neanche di avere le mani leggermente sporche di sangue. Le ho frustato il culo a quella puttana fino a farle uscire il sangue mentre lei cantava con la voce più soave che avessi mai sentito. Più la frustavo più lei cantava e quando ho smesso mi sono accorto di esserle venuto sul quel culo rosso e gonfio mentre Umberto le infilava in bocca il suo cazzo.
Sono fuggito di corsa, ho preso un taxi e sono tornato al BellaBlu dove ho ripreso l’auto per tornare a casa e non tornare mai più in quel locale.




