Tutto qui/9
Viscontessa, 18 febbraio 2009La prima volta che sono uscito con Andrea siamo stati al Bella Blu un locale di periferia dove il mercoledì sera fanno musica dal vivo, e la figa, come diceva Andrea, pullula.
Lui frequentava la palestra ormai da quasi sei mesi e io allora lavoravo in un ristorante come cameriere. Al Bella Blu, come aveva promesso, era pieno di donne e molte di loro era da sole. Evidentemente cercavano compagnia e noi eravamo lì pronti a dargliela.
Veronica ha i capelli rossi e il culo grosso. Mentre guardo le ragazze sedute ai tavoli con le amiche, lei sale sul palco e attacca a cantare. Ha una voce potente che fa venire i brividi e quasi mi commuovo a sentirla cantare. E’ come se mi scioglesse qualcosa dentro e quando lei fa una pausa io mi avvicino e glielo dico.
“hai una voce bellissima”
“grazie”
“posso offrirti qualcosa da bere?”
“ti ringrazio ma devo tornare sul palco”
“e quando finisci?”
“fra un’ora circa ma viene a prendermi mio marito”
“ah sei sposata”
“già” e sorride.
“ma tu vieni sempre a cantare in questo locale? Voglio dire dove lavori di solito?”
“ho un contratto con il BellaBlu per due mesi. Canterò qui ogni mercoledì sera e se torni ad ascoltarmi mi fa piacere”
Quando torno al nostro tavolo trovo un paio di ragazze con le quali Andrea ha fatto amicizia durante la mia assenza. Gli sta parlando della vacanza che vorrebbe fare a Sharm el Sheik e una di loro sta dicendo che è un posto meraviglioso pieno di gente e con un mare bellissimo. Beviamo qualcosa e poi beviamo ancora, Veronica riattacca a cantare ma la sua voce, filtrata dall’alcool che ho in corpo, mi giunge ovattata e le sensazioni che ne ricevo sono meno intense.
Una delle ragazze seduta al tavolo con noi sta dicendo che i ragazzi di oggi a letto sono una frana. Ha bevuto parecchio, la sua voce è leggermente impastata, ride spesso e usa termini volgari che mi disturbano.
Andrea pare perfettamente in sintonia con la situazione e provoca la ragazza invitandola a spiegarci come dovrebbe essere un uomo a letto per soddisfarla.
Lei ride ancora, farfuglia qualcosa su un giusto equilibrio tra dolcezza e brutalità poi si rivolge all’amica e chiede conferme. L’amica sembra più timida, lì per lì non sa cosa rispondere poi si lascia andare e dice che gli uomini di oggi si tirano indietro.
“in che senso?” gli chiede con l’aria da finto ingenuo Andrea.
“nel senso che a parole son tutti bravi ma poi nei fatti la maggior parte degli uomini si tirano indietro”.
“io non mi tiro indietro” dice Andrea questa volta fintamente offeso.
“sicuro?” fa lei maliziosa
“se non ci credi mettimi alla prova”
Lei non risponde, finge di pensarci su mentre finisce di scolarsi da bere poi si avvicina ad Andrea e gli dice qualcosa piano. Parlano per un po’ tra loro, io chiedo all’altra ragazza cosa fa nella vita poi Andrea si alza e dice usciamo. Anche la ragazza si alza e mi dice dai vieni anche tu. La sua amica invece resta seduta al tavolo, vi aspetto e ordina ancora da bere. Cosa faccia nella vita non l’ho mai saputo.
Fuori l’aria è fredda e la ragazza ride sguaitamente. Andrea l’appoggia al muro e la bacia. Si stacca da lei e le appoggia la patta sul bacino. Posso vedere anche da distanza la sua erezione. Lei ride ancora e si lascia toccare da Andrea che adesso le mette una mano sul culo e la testa tra le tette. Fuori l’aria è fredda e la strada è illuminata, Andrea la prende per mano e dice andiamo. Si gira e mi fa l’occhiolino, giriamo l’angolo e l’apertura automatica della sua auto fa lampeggiare le frecce. Saliamo tutti e tre in macchina e io ho il cazzo duro e la testa che mi gira. Andrea apre il cruscotto della macchina e prende qualcosa. La ragazza canticchia il motivetto che poco prima cantava Veronica, io, seduto nel sedile di dietro, mi slaccio i pantaloni, Andrea si solleva leggermente sul sedile e armeggia con la patta, la ragazza si avvicina ad Andrea e le sussurra qualcosa nell’orecchio, poi si girano entrambe e mi guardano. “Evaristo, c’hai mica una cartina?”.
Quando scendiamo dalla macchina vomito sul marciapiede, mi gira la testa e sudo freddo, ho i brividi e la gola mi brucia. “Eva stai bene?” mi dice Andrea. Faccio cenno di si con la testa mentre la ragazza sembra persa dietro ai suoi pensieri. “ma non avevi mai fumato?”. Faccio cenno di no con la testa. Questa volta è lui a ridere. “ma dove cazzo hai vissuto fino ad oggi?”. Poi mi riporta in macchina e mi fa sedere accanto a lui mentre la ragazza si butta sui sedili di dietro e si rimette a canticchiare.
Quando torniamo nel locale Veronica non c’è già più. Ci sediamo al tavolo ma Andrea e la ragazza adesso sembrano assorti da altri pensieri. Ordinano una fetta di torta al ciccolato e la divorano in silenzio mentre il mio stomaco si rivolta un’altra volta. Vado in bagno e vomito ancora, quando torno al tavolo le ragazze se ne sono andate e Andrea mi accompagna a casa senza dire una parola.
“Eva” mi fa sotto casa prima di salutarmi “hai la patta slacciata”.




