Tutto qui/8

Viscontessa, 15 febbraio 2009

La nonna è stata dimessa dopo una settimana.
Dopo la tentata fuga mia mamma non si è più mossa dall’ospedale. Tornava a casa soltanto la sera per qualche ora e in quelle ore andavo io a tener compagnia alla nonna.
Niente dentiera e gli occhiali non siamo più riusciti a trovarli.
Lei se ne stava lì in quel letto come se fosse morta. L’infermiera mi dice che è per colpa dei sonniferi che gli danno per farla dormire la notte. L’infermiera mi dice che a quell’età lì è normale soffrire di insonnia e quando io gli dico che mia nonna non ne ha mai sofferto, lei mi spiega che prima o poi doveva succedere. Forse è stato per colpa di quella botta in testa.
Mi torna in mente lo stura lavandini e la tentata fuga. Ma non dico niente.
La ferita comunque si sta rimarginando bene e gli fanno anche un sacco di analisi.
A volte mentre gli infilano aghi e flebo o mentre gli cambiano il sacchetto dell’urina e gli passano le medicine, ho come la sensazione che sai un modo per fargli il passare il tempo.
Lei è sempre piuttosto imbambolata ma le poche volte che parla si lamenta per un ago, per una posizione scomoda o per un dolore qui e lì.
Di tornare a casa non ne parla più come se si fosse rassegnata al suo destino di vecchia e quando una settimana dopo le dicono che può tornare a casa sembra quasi che la prospettiva non le interessi.
“A cosa servono tutte queste analisi?” avevo chiesto un giorno all’infermiera
“Sono analisi di controllo, sua nonna è molto anziana e prima di dimmetterla è meglio andare sul sicuro”.
Un giorno mi trovo lì anche quando passa il medico per il solito giro di visite.
“come sta signora oggi?” le urla usando un tono di voce molto alto e scandendo le parole come se parlasse con un sordo. Poi si rivolge a me e mi dice “lei è il nipote? La vedo bene oggi la nonna se continua così tra qualche giorno la mandiamo a casa”.
“E’ contenta signora di tornare a casa?” ma la nonna non risponde. Forse dorme.
“veramente” azzardo a quel punto “da quanto è stata ricoverata mi sembra un po’ mogia”
“ma è normale, vero signora? D’altra parte a questa età, prima di dimetterli, bisogna essere sicuri” poi prende la cartellina in fondo al letto della nonna e prima di leggere mi fa
“cosa ha avuto la signora?”
“è caduta e ha battuto la testa”
“mmmm, gli è andata bene che non si è rotta niente, e le lastre cosa dicono?”
“veramente non gliele hanno fatte”
“mmmm, si vede che non era niente di grave, e ora come sta?”
“bene, o almeno la ferita bene, poi lei è sempre addormentata”
“prende qualcosa per dormire?”
“a casa non prendeva niente ma qui so che la sera le danno un sonnifero”
“ah ma lei è quella signora che ha cercato di scappare?”
“già è lei”
“ad una certa età bisogna fare attenzione. La nonna dove vive?”
“a casa sua”
“da sola?”
“si”
“Avete già pensato a come organizzarvi quando esce di qui?”
“in che senso scusi?”
“non so se sia il caso di lasciarla a casa da sola”
“va mia mamma a trovarla tutti i giorni”
“ma la notte? Resta sola?”
“di solito si”
“io ci penserei, dopo quello che è successo forse sarebbe il caso di pensare ad un aiuto”
“dice che potrebbe ricadere?”
“anche, ma quello che mi preoccupa di più in questo momento è la possibilità che possa fare qualcosa di pericoloso per la sua incolumità”
“tipo accendere un fornello e dar fuoco alla casa?”
“speriamo di no ma se per esempio tentasse di uscire da sola come ha fatto l’altro giorno qui in ospedale…..”
“dice?”
“non lo so, io la nonna non la conosco ma ad un certa età le persone anziane vanno seguite e tenute sotto controllo”
“e quindi?”
“mah non so, io però comincerei a pensare ad una casa di riposo o, se sua madre sta con sua nonna tutto il giorno, a qualcuno che gli tenga compagnia la notte. Poi non conosco la vostra situazione familiare ma anche portarla a vivere a casa con sua figlia…. sua madre giusto?”
“si, è mia madre ma non so se la nonna vorrebbe venire a vivere con noi”
“lei vive con sua madre?”
“si, siamo io e la mamma”
“vabbè insomma, vedete voi, magari parli lei con sua madre e le faccia presente la situazione”
“senz’altro ma…. cosa gli devo dire che ha la nonna perchè non ho capito bene”
“guardi il quadro clinico nel complesso è buono, qualche acciacco dell’età, la pressione un po’ alta e il cuore affaticato ma a parte questo niente di particolare”
“ah, dice che però sarebbe meglio che non stesse da sola per quella cosa dell’età e che potrebbe farsi del male”
“glielo dico soprattutto perchè una certa demenza senile a questa età è da mettere in preventivo”
“demenza senile? Cioè praticamente vorrebbe dire che potrebbe come….. rincoglionirsi? Scusi il termine”
“non userei termini così forti, tutto sommato sua nonna sta bene, VERO SIGNORA CHE STA BENE? Però insomma, ecco, io ci penserei su”.

La sera stessa ne parlo a mia mamma.
“come demenza senile? Ma cosa ti ha detto di preciso il medico?”
“te l’ho detto, ha detto che la nonna soffre di demenza senile e che non possiamo più lasciarla da sola”
“ma da quando? Se fino a ieri stava benissimo e si ricordava le cose ancor meglio di me? A parte il fatto che è scivolata su quel tappetino del bagno (maledetto tappetino ma ora lo levo) non capisco da dove venga fuori questa cosa della demenza senile”
“si mamma però l’hai vista anche tu la nonna come sta, prima cade, poi le viene in mente quella cosa dello stura lavandini, infine tenta di scappare dall’ospedale e adesso è sempre lì che dorme o si lamenta per un’iniezione”
“madonnina che spavento, quando l’infermiera mi ha svegliato per chiedermi dov’era la nonna pensavo di morire”
“ma lei poi che ti ha detto?”
“mi ha detto che voleva tornare a casa, che stava bene e voleva tornare a casa, ma lo sai che si era tolta da sola la flebo, si era rivestita e aveva nascosto il sacchetto delle urine in borsa”
“ ti sembra una cosa normale?”
“gliel’ho detto anche io, ma dove credevi di andare? E lei mi ha risposto che voleva andare all’accettazione per firmare le dimissioni volontarie e poi voleva andare a casa”
“ e come pensava di fare?”
“dice che voleva prendere un taxi. E come lo avresti pagato? Gli ho detto. Bene, mi fa lei, una volta arrivati a casa gli dicevo al taxista di aspettare un attimo e andavo in casa a prendere i soldi. E il catetere? Se non me lo levava un’infermiera dell’ospedale prima di dimettermi, chiamavo il mio dottore e me lo facevo togliere.”
“in gamba però la nonnina”
“non dire sciocchezze, quando l’hanno riportata in corsia urlava contro le infermiere come un’aquila. Tu la sentissi! Mi sono vergognata come una ladra, poi per fortuna gli hanno fatto un’iniezione e si è addormentata”
“si ma da allora dorme sempre”
“ma no, non è che dorme, gli danno qualcosa per farla star tranquilla che altrimenti hanno paura che si faccia male. Comunque adesso il problema è un altro, come si fa quando la dimettono?”
“io di queste cose non me ne intendo, e poi sei tu che devi decidere visto che è tua madre”
“povera donna, mi si stringe il cuore all’idea di metterla in una casa di riposo, ma qui……come faccio a portarla qui? Non c’è posto e poi anche tu hai bisogno della tua libertà e con la nonna qui sarebbe tutto molto più difficile. Forse un giorno se almeno tu ti sistemassi…..”
“mamma, non è mica colpa mia se non riesco a trovarmi una fidanzata”
“lo so, lo so e non devi metterti fretta, non volevo certo dire questo, sei ancora giovane e hai tutta la vita davanti, vedrai che prima o poi una brava ragazza la trovi”
“e poi se non la trovo pazienza, io qui con te ci sto bene e se devo sposarmi con una che non ha voglia neanche di rifare un letto preferisco rimanere dove sono”
“Evaristo ma le ragazze di oggi lo sai come sono fatte, lavorano, escono con le amiche, vanno in palestra…. hanno mica più voglia di star dietro a certe cose”
“E allora che restino a casa loro, io una che invece di stare con me esce con le amiche non la voglio”
“ Questi sono i giovani di oggi, io non li capisco ma pensavo che almeno tu che sei giovane certe cose le capissi. A proposito, lo sai che giorni fa ho visto la Luana?”
“quella stronza”
“non mi è piaciuta per niente, era in compagnia di uno tizio che a te non ti lega neanche le scarpe. E poi vedessi come è invecchiata! Quasi quasi non la riconoscevo neanche”
“che si fotta”
“Evaristo! Ma come parli?”
“scusa mamma, hai ragione, che si mangia di buono per cena?”
“che ti preparo?”
“non lo so, che c’è?”
“niente perchè con questa storia della nonna in ospedale non son riuscita neanche a far la spesa, ma dimmi cosa vuoi e scendo giù dalla Marisa a prenderti qualcosa, ti vanno due tortellini?”
“no, meglio di no….. sai cosa mangerei volentieri? Un po’ di pesce”
“ti faccio due spaghetti con le vongole che quelle dovrei averle nel freezer? ”.
“ottimo, io tanto vado a farmi una doccia che sono stanco”.



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