Tutto qui/2
Viscontessa, 31 gennaio 2009Oggi siamo andati a pranzo da mia nonna.
Mia mamma va a trovarla quasi tutti i giorni e qualche volta ci andiamo insieme di domenica.
Mia nonna ha 95 anni, si chiama Italia ed è vedova da quasi trenta. Mio nonno me lo ricordo poco. Quando era vivo andavamo a pranzo da loro tutte le domeniche ma con lui non ci ho mai parlato molto.
Faceva il benzinaio e aveva sempre le mani nere. A tavola spesso stava zitto e dopo pranzo andava in salotto a guardare la televisione.
Mia mamma invece rimaneva in cucina a dare una mano alla nonna e poi si metteva a parlare con lei di certi loro conoscenti che qualcuno era sempre morto, qualcuno si era sposato e qualcun altro aveva problemi con il marito, con i soldi o con i figli.
Mi ricordo che i problemi erano sempre gli stessi e che io allora pensavo che non sposarsi e non avere figli fosse la soluzione migliore. Così quello che guadagni te lo tieni per te e non devi litigare con nessuno.
Una volta, mentre mia mamma e mia nonna parlavano di una certa loro conoscente che tradiva il marito, avevo detto che io non mi sarei mai sposato.
Non dire sciocchezze, – aveva detto mia mamma – certo che ti sposerai e avrai dei figli come tutti.
Quella frase me la ricordo bene perché allora mi era suonata come una condanna a morte.
Poi lei e la nonna si erano messe a parlare sottovoce di come mia mamma aveva scoperto che questa loro conoscente tradisse il marito e io ero andato in salotto a cercare mio nonno.
Io allora avevo otto anni.
Mio nonno sarebbe morto esattamente un anno dopo accasciandosi sul piatto nel quale stava mangiando la sua minestrina. In silenzio come era vissuto.
Quel giorno però mio nonno stava ancora bene.
Era seduto sulla sua poltrona del salotto e sonnecchiava di fronte alla televisione.
“nonno” gli avevo detto “tu perché hai sposato la nonna?”.
Lui si era svegliato dal suo dormiveglia, si era grattato la testa con quelle sue grosse mani nere, poi mi aveva guardato torvo in faccia “che domande son queste?”.
“Volevo sapere perché hai sposato la nonna. Non vi vedo mai parlare”.
“e cosa vuoi che ci diciamo? Sono più di quarant’anni che viviamo insieme”
“ma la mamma e la nonna parlano sempre anche se si conoscono da una vita”
“ma son donne, quelle parlerebbero anche da morte, tu con i tuoi amici passate il tempo a parlare? lasciale fare le donne dai retta a me”
“io con i miei amici gioco a calcio, qualche volta litighiamo ma poi uno tira una spinta all’altro e si finisce per fare a botte. Le donne invece non si picchiano mai vero?….. Però adesso non so che fare, mi annoio un po’ e poi mi diverte ascoltare quello che dicono. Lo sai che la mamma ha appena raccontato alla nonna che una signora che lei conosce tradisce il marito? Che “troia” ha detto la mamma”
“certe parole non dovresti neanche conoscerle tu! E poi cosa vuoi che ne sappia la tua mamma di donne?”
“perché cosa sono le troie?”
“le troie non esistono, le donne son tutte uguali, all’inizio ti fanno credere che vivranno solo per esaudire ogni tuo desiderio poi dopo il matrimonio si ricordano di te solo quando hanno bisogno”
“bisogno di cosa?”
“di qualsiasi cosa, ma lasciamo perdere”
“allora le troie sono le donne prima di sposarsi?”
“non son discorsi da farsi alla tua età, quando sarai grande capirai da solo e ora torna da tua madre che ti starà cercando”
Poi si era rimesso a dormire e un anno dopo era morto.
Per pranzo abbiamo mangiato le lasagne che ha preparato mia mamma.
Mia mamma ha paura che mia nonna usi i fornelli e per questo quando andiamo a pranzo da lei prepara sempre qualcosa da portare già pronto e quando siamo a tavola le racconta sempre di qualche signora anziana che viveva da sola, che ha acceso il fornello per scaldarsi un po’ di brodo ed è morta. Qualunque sia il motivo per cui le vecchie dei suoi racconti accendono il fuoco alla fine muoiono tutte.
Qualche volta muoiono perché ha preso fuoco la casa, altre perché si è spento il fuoco e il gas le ha asfissiate e quando è più preoccupata del solito, perché sono scivolate, si sono rotte il femore e sono rimaste lì a terra a morire mentre l’acqua della pentola evaporava e la pentola si bruciava.
Questo passaggio le piace particolarmente.
Mentre per le vecchie morte per incendio o asfissia tira via, i suoi racconti sulle vecchie morte per un femore rotto sono piene di dettagli raccapriccianti.
- Una signora anziana…… Aveva più o meno la tua età, forse anche qualche anno meno…. ma era una donna ancora in gamba la vedessi! Poi quella mattina si è messa le scarpe per andare a messa e quando è tornata con le sue belle scarpe ai piedi è andata in cucina, ha preso il pentolino ed è andata al lavandino per riempirlo. Probabilmente gli tremava un po’ la mano e un po’ di acqua è finita per terra così dopo aver messo la pentola sul fuoco, dev’essere tornata indietro e dev’essere scivolata sull’acqua. Te lo immagini quella povera donna con il femore rotto e le sue scarpe ai piedi quanto avrà rimpianto di non essersele tolte subito appena rientrata in casa? Ma i vecchi sono così, sono come bambini, non sai mai cosa gli passa per la testa….. Guarda che morire per un femore rotto è dolorosissimo e molto lungo soprattutto se hai un pentolino sul fuoco e l’acqua evapora fino a bruciare la pentola e poi chissà cos’altro….. Povera donna, quando l’hanno trovata era morta da due giorni e se ne sono accorti solo perché dalla casa proveniva un puzzo di bruciato insopportabile.-
Mia nonna ogni volta sembra addolorata per il destino di queste povere vecchie ma i racconti di mia madre non suscitano in lei reazioni molto diverse da quelle di altri fatti di cronaca.
”e l’hai sentito di quei quattro ragazzi morti in un incidente?”
“certo che l’ho sentito, poveretti, ma adesso mamma stavamo parlando di un’altra cosa”
“si si ma anche quei ragazzi…. tu Evaristo mi raccomando vai piano quando sei in macchina”
“a proposito ma sai che uno di quei ragazzi era il figlio della Maddalena Argingrossi? te la ricordi la Maddalena? Era a scuola con il figlio della Maria, te la ricordi quella bella ragazza con i capelli rossi che passava dal forno della Maria a chiedere se c’era suo figlio? Ecco era lei, la Maddalena Argingrosso”.
E cambiano discorso, parlano della Maddalena, della Maria e del figlio della Maria.
Poi mia madre pare rammentarsi del motivo per cui era iniziata quella conversazione così si alza e conclude “mi raccomando mammina eh?! Non accendere i fornelli quando sei da sola che altrimenti lo sai io sto in pensiero”.
Dopo pranzo mia mamma si è messa rigovernare i piatti, mia nonna si è seduta sulla sua poltrona a guardare la televisione e io mi sono messo a sfogliare una rivista di moto che mi ero portato dietro.
Quando mia mamma ha finito, mia nonna dormiva di fronte ad un vecchio film in bianco e nero e noi ci siamo presi il caffè.
“Evarsito io sono un po’ preoccupata per la nonna”
“perché mamma? Sta benissimo”
“ma ormai è anziana, tutto il giorno qui da sola”
“ma non vieni tu tutti i giorni a vedere come sta?”
“ma comincio ad essere vecchia anche io, prendere quattro autobus per venire a trovarla comincia a pesarmi”
“ma che dici, tu sei ancora giovane!”.
“eh si, tu mi vedi ancora giovane ma gli anni passano anche per me”.
Ogni volta che veniamo a trovare la nonna la stessa conversazione.
Io l’ascolto e le dico di non preoccuparsi.
Non saprei cos’altro dire.
continua





31 gennaio 2009, 9:30
Ciao,Viscontessa!Hai letto “Vedi alla voce:amore” di Grossman?
31 gennaio 2009, 23:58
A dire il vero no….. ha qualcosa a che fare con questo post?
1 febbraio 2009, 12:36
Hai presente i ricordi di libri letti?
Ci ho visto delle similitudini,tutto qua.
Buona domenica