Intercettazioni
Viscontessa, 28 gennaio 2009Un tempo, quando i telefoni erano ancora quei grossi apparecchi con i numeri a disco, si scherzava sulle intercettazioni telefoniche ogni qualvolta la conversazione venisse disturbata da fastidiosi rumori di sottofondo. “avrò il telefono sotto controllo” – si diceva – e poi si proseguiva tranquillamente la conversazione anche perché erano pochi coloro che pensavano di avere una vita così interessante da essere tenuta sotto controllo.
Quando poi arrivarono i cellulari si scoprì che inserendo un pezzetto di carta stagnola – se non ricordo male – dove la batteria faceva contatto con il telefono, era possibile captare le conversazioni telefoniche di tutti i cellulari in uso nelle vicinanze. Attività, a dire il vero, non molto interessante perché al solito, la gente normale, si dedica a conversazioni assolutamente normali.
Ora però che il telefono lo hanno davvero tutti, ora che non c’è più il solo telefono di casa ma ognuno, compreso vecchi e bambini, ha un suo telefonino personale, pare che il problema delle intercettazioni telefoniche sia diventata una priorità per tutti quanti i cittadini italiani compresi ovviamente i cittadini normali ovvero la maggior parte degli abitanti di questo paese. Si tratta di privacy, di quella privacy violata ogni giorno da migliaia di telecamere piazzate in ogni angolo della città, e della stessa privacy con la quale dobbiamo scontarci, come cittadini normali, ogni volta che andiamo a ritirare le analisi del sangue, ogni volta che dobbiamo chiedere un certificato, sottoscrivere un abbonamento o semplicemente ottenere una carta sconti per fare la spesa.
Da cittadina normale, insomma, se potessi dire la mia su questa legge sulla privacy, mi lamenterei di tutti gli inutili sprechi soprattutto di tempo a cui mi costringe questa legge che dovrebbe tutelare quel genere di riservatezza che non ho mai ritenuto in pericolo quando le analisi del sangue me le consegnavano senza bisogno di autorizzarli a farlo.
Non che mi faccia piacere sapere che qualcuno possa ascoltare le mie conversazioni telefoniche mentre magari svelo ad un’amica il mio segreto per preparare un’ottima parmigiana di melanzane, ma potendo dir la mia mi da ancor più fastidio sapere che qualcuno possa spiarmi con le telecamere mentre acquisto le melanzane per la parmigiana. E poi, non so perché, ma resto convinta del fatto che a nessuno importi niente di ascoltare le mie conversazioni telefoniche.
Pubblicato su Il Firenze





28 gennaio 2009, 8:57
Non so perchè, ma anch’io ho le tue stesse convinzioni…
28 gennaio 2009, 8:59
Con “Ciro” il mio intercettatore angelo custode ormai è una vita che siamo amici, anzi ogni tanto, mi chiama su una linea protetta scongiurandomi di dire qualcosa di serio, quantomeno di divertente, altrimenti lo precarizzano.
Però riassumendo:
a) Depenalizzazione dei reati finanziari
b) Limitazione degli strumenti investigativi
c) P.M in dipendenza dal potere politico.
d) Lodo Alfano.
e) leggi elettorale “porcellum”
f) Inevitabilità degli stupri.
G) Inevitabilità del precariato.
H) Inevitabilità dell’evasione fiscale.
I) Certezza di essere poveri ma cerificati Mastercard.
H)….. basta aggiungere.
Guardo le mie figlie e pensando che eredità sociale gli lascio, dire che mi vergogno è poco.
Riccardo.
28 gennaio 2009, 21:51
Una soluzione:
invece di incazzarsi nel traffico col proprio vicino di fila, procuriamoci un auricolare e col telefonino raccontiamo in macchina tutto quello che sappiamo sulle cose che succedono nel nostro ambiente di lavoro … magari a chi riceve la telefonata non importa nulla, ma a qualcun altro forse si, non si sa mai …
Anche le email sono controllate? Il vostro capo ha istallato un Office Monitor, che non e’ una parte di un noto programma di scrittura ma e’ un software che gli permette di vedere cosa fate col computer mentre lavorate? Raccontate a qualcuno i suoi reati in ordine alfabetico … potrebbe servire …
Plexar
29 gennaio 2009, 10:09
Possono essere utili in certi casi di “malaffari”, però a me non piace davvero sapere che posso essere spiato e controllato. A parte che le mie conversazioni telefoniche al cellulare sono solo di lavoro.
29 gennaio 2009, 14:39
Ne riparliamo quando avrai un’amante.:-O
Allora si che le tue telefonate potranno interessare a qualcuno.;-)).Guarda che scherzo,nè!
29 gennaio 2009, 16:45
Delia..si però guarda, in quel caso orecchio profondo non si deprimerebbe, vuoi mettere una soap radiofonica invece di cifre e codici?
Pensiamo anche un poco alla qualità della vita di chi lavora d’orecchio.
R.
5 febbraio 2009, 17:21
la penso esattamente come te.
però mi piacerebbe mettere una webcam in una edicola e vedere la faccia di chi compra i dvd dei film di celentano.