Due chiacchiere

Viscontessa, 26 gennaio 2009

Come al solito mi piacerebbe dire che scrivo poco sul blog perché ho una vita vera, emozioni vere, e qualcos’altro di vero che adesso non rammento.
La verità è che la cosa più vera che ho ultimamente è un sonno atavico, il sonno degli avi che sta ricadendo tutto sulle mie fragili spalle, il sonno degli uomini in battaglia, delle donne in fuga, del dolore e della gioia che ti leva il sonno per consegnarlo a me, testimone del sonno di intere generazioni di uomini e donne.
A dire il vero, giusto perché la responsabilità del sonno atavico mi pesa un tantino, ogni giorno mi dico che appena smette di piovere farò qualcosa di grandioso, uscirò di casa e vestita di soli stracci andrò per le strade del mondo a parlare della responsabilità del sonno atavico ma qui non smette proprio mai di piovere e anche per oggi mi farò martire domani.
Certo potrei parlare dei miei sogni e delle posizioni del sonno, potrei raccontarvi come dormire in piedi o sdraiati, di come dormire con gli occhi aperti o chiusi e di come dormire cerebralmente anche quando si risulta cerebralmente svegli. Un elettroencefalogramma piatto che vede gli unici movimenti degni di attenzione durante le lunghe ore di veglia propedeutiche al sonno di fronte alla televisione ma mettermi a parlare di La Russa che parla di un importante aumento della percezione di sicurezza o di Fazio che cola come melassa sulle parole di Carla Bruni, francamente mi pare un’inutile perdita di tempo soprattutto perché tutto ciò sottrarrebbe ore essenziali al mio sonno atavico.
Insomma, non faccio una sega di rilevante che poi non ho mai fatto una sega di rilevante in vita mia a parte quella volta che ho salvato un topolino di campagna da una ciotola di acqua del cane, ma la verità è che in questo periodo non capisco neanche bene cosa ci sia di divertente o anche solo di rilassante, nel raccontare che come al solito non faccio una sega di rilevante.
Tuttavia scoprire che ogni tanto la viscontessa ancora esiste almeno come icona di un tempo che fu, mi costringe a mettere fuori il nasino dal mio letargo invernale e siccome ogni tanto ancora qualcuno si ricorda di me (l’angolo vittimistico era d’obbligo) ecco che oggi è uscita questa simpatica intervista. Simpatica, ovviamente, perché insieme a me c’è Dania. Una donna tutta da godere.



5 commenti a “Due chiacchiere”

  1. Plexar Says:

    Devo dire che in ogni caso anche se non ti sembra di fare nulla di rilevante … il tuo blog e’ interessante e da’ dipendenza.
    Da quando l’ ho trovato, non passa giorno che non ci dia un’ occhiata.
    Forse un giorno mi dara’ assuefazione e come tutte le cose un giorno diro’ … tutto qua?
    Plexar (il cretino)

  2. Riccardo Says:

    Caro lei… lei non sa che è la dipendenza.

    La volete smettere di trattare male Fazio perchè si scioglieva con La Bruni (però invecchiata malino devo dire), a lui piace, ha fatto di peggio con la Bellucci.

    Riccardo.

  3. camu Says:

    Il piacere è stato tutto mio che ho potuto avervi ospiti entrambe nel mio salotto virtuale! Ma lo sapevi che tu e Dania siete ospitate sullo stesso server? :) Comunque sono d’accordo con Plexar.

  4. Viscontessa Says:

    Forse, camu, io e Dania abbiamo lo stessa stilista ovvero Andrea Beggi:-)
    Grazie a te.

    Riccardo, vorrei tanto invecchiare malino come la Bruni:-)

    Plexar, io sono già terribilmente assuefatta:-)

  5. Bancona Says:

    … io aspetto ancora un altro libro, fate voi!

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