Ditemi i nomi
Viscontessa, 1 dicembre 2008Mi mancano dei nomi importanti, anzi nomi importanti ma poco conosciuti di quelli che quando li citi in un post fai subito la tua porca figura. Mi mancano le citazioni.
Avrei bisogno di una ventina di nomi di quelli che quando li leggi pensi sticazzi perchè quel nome messo ci sta bene come uno stivale che sdrammatizza l’audacia del colore deciso di un tailleur rigoroso ma al tempo stesso dalle forme morbide e femminili o il titolo del post in inglese perchè vuoi mettere la differenza tra intitolare un post “non ho un cazzo di interessante da dire” o intitolarlo invece “nothing in my life”.
Facciamo una ventina di nomi circostanziati con una breve biografica e frasi celebri. Dieci famosi dimenticati e dieci poco conosciuti perchè pescando ora qua ora là posso dare la sensazione di essere una persona davvero molto acculturata.. Ma non voglio roba come gli aforisimi di Oscar Wilde, le frasi celebri di Gandhi e i miracoli di Gesù Cristo. Mi serve roba più chic, più snob, più cool praticamente di nicchia che la nicchia di questi tempi tira più di un pelo di fica.
Me ne bastano una ventina per campare di rendita per i prossimi dieci anni tanto i lettori di blog hanno un andamento ormai standard e collaudato. I primi tempi ti leggono tutti i giorni, pare che stiano lì in attesa di veder comparire sul tuo blog il post del giorno tanto che se sei in ritardo perchè come tutti i mortali sei rimasto intrappolato nel traffico, ti senti quasi in colpa pensando a Mario dietro al suo monitor in ufficio che non trova il coraggio di spegnere il computer e tornare a casa da sua moglie perchè tu non hai scritto ancora niente. Così mentre sei imbottigliato nel traffico ti viene persino un filino di angoscia e invece di pensare alla cazzata che scriverai, pensi a quale stracazzo di scusa figa inventarti per scusarti con Mario e soprattutto con sua moglie del tuo ritardo. Il problema esistenziale è un classico come l’impegno lavorativo importantissimo di quelli che senza di te la tua azienda avrebbe già chiuso e migliaia di persone sarebbero rimaste senza lavoro. Una bella riunione esistenziale è la soluzione migliore.
Poi Mario si stufa di aspettarti e comincia a leggerti un giorno si e uno e uno no e se tu i venti nomi te li giostri bene, Mario neanche se accorge perchè nel giro di brevissimo tempo comincia a leggerti una volta alla settimana e poi una volta al mese fino a quando si dimentica di te e la prima volta che gli capita di incontrarti si sente quasi in dovere si scusarsi “scusa ma il tuo blog oggi non l’ho letto, che hai raccontato di bello?”.
Con venti nomi insomma sei in grado di rendere qualitativamente molto alto il livello del tuo blog per qualche anno soprattutto se riesci ad alternare la citazione al titolo in inglese, alla riflessione articolata profonda e seria sul senso della vita per l’insetto stercolario, al commento politico scopiazzato da repubblica on line e vivacizzato con uno stivale impertinente, originale e che si fa notare.
E poi mandate foto, io detesto le foto ma posso riciclare le vostre. Paesaggi, parti del corpo, gatti addormentati e desolazione cittadina sono le migliori.
E adesso fuori i nomi cazzo, che devo rialzare il numero dei visitatori di questo stracazzo di blog.





1 dicembre 2008, 23:58
Non mi preoccupo per ciò a cui non posso porre rimedio.
John Fletcher
2 dicembre 2008, 1:12
Ma volendo puoi tradurre non ho un cazzo da dire ” I don’t give a shit” suona meno inglese e più italianizzato ma il significato è più o meno lo stesso. Vuoi i nomi? eccotene uno Clelia, professione giornalista in carriera. Vive a Londra da 2 anni e mezzo tra la pioggia e l’appeal di una città che l’ha stregata. Alcuni la amano, altri la odiano nessuno la ignorano (tratto da un mio post dicono di me- about me… e si mia cara io scrivo pure in inglese… pensi sia snob?). Non sa cucinare, la cosa risulta strana per il popolo inglese. Lo stereotipo delle italiane all’estero è quello di cuoche provette. Clelia adora tutto ciò che non conosce e odia le banalità. Potrebbe essere una sorella d’italia all’estero se solo avesse il tempo!
Clelia a Londra
2 dicembre 2008, 1:48
clelia, ok, non sei famosa ma oggi mi sento tanto talent scouter (?) e sono pronta ad occuparmi del casting.
Dimmi qualcosa di te, qualcosa di più originale di “odio la banalità” che la banalità la odiano tutti un po’ come l’ipocrisia ma poi il mondo è pieno di persone banali ed ipocrite.
Se vuoi che ti adotti come personaggio devi essere un personaggio: fuori un aforisma, una particolarità, una frase ad effetto o un passato degno di essere raccontato.
2 dicembre 2008, 10:52
ahahahah! Parti del corpo!
Mi fai morire dal ridere… quanti avatar ci saranno di soli occhi? Io dico che stai bene anche senza. Senza nomi, dico, stivali chi più ne ha più ne metta.
2 dicembre 2008, 11:15
A me non mi perdi. Per quel che vale.
2 dicembre 2008, 13:07
Io ti leggo sempre! Se qualche volta capita il contrario è colpa dei feed che non si aggiornano puntuali!
2 dicembre 2008, 13:17
Non mi piace la parola adottare, anche perche’ sono cresciuta per essere “adottabile”. Permettimi di contraddirti! Alcune persone amano le banalita’ e vivono di ipocrisa. Devo assumere che, per tua immensa fortuna non ti sei mai imbattuta in persone del genere! L’aforisma te l’ho scritto,forse non lo hai colto. Se vuoi conoscermi allora fai una sforzo e visita il mio blog. La mia vita online non pretende di essere “eccezionale” non pretendo di cambiare il mondo! Tu sei pronta a farlo… mettiti in gioco a fai uscire il “tuo personaggio”.
Se leggi tra le righe scopri che sono una provocatrice!
Clelia a Londra
2 dicembre 2008, 22:02
Clelia non è il caso di prendermi sul serio, scherzavo:-)
Di ipocrisia, banalità, falsità, invidia e cattiveria è pieno il mondo ma nessuno è mai disposto ad ammettere di essere ipocrita, banale, falso o invidioso.
3 dicembre 2008, 8:27
Però, se non nella patologia, non credo esista qualcuno che possa ammettere di essere ipocrita, banale, falso, beh invidioso è più comune, se esistesse avrebbe una vita talmente grama da avere paura a mettere il naso fuori dalla porta.
Per la serie che è banale dire io non sono banale e molto ipocrita dire io non sono ipocrita soprattutto se per nome fa moneta e per cognome Treeuro.
R.
3 dicembre 2008, 12:46
A chi mi chiede come va rispondo “meglio di ieri e spero peggio di domani”.
- Bancona -
[si, lo so, è abbastanza ipocrita con una spolverata di banalità, ma che volete… son così!)
3 dicembre 2008, 12:47
“ma va’ a cagare!”
altra citazione famosa della banale
- Bancona -
citazione usata spesso e comunemente, ma mai abusata o superflua
3 dicembre 2008, 12:50
e queste citazioni ne sono una prova:
“L’autocelebrazione mi piace un sacco. Quasi quasi mi faccio dire una messa.”
- Bancona -
(ora basta che t’intaso il blog di stronzate)
cmq io mi cospargo il capo di cenere (tanto ho smesso di fumare): ho fatto un po’ l’assenteista, è vero. Troppo lavoro. Oggi invece ho deciso di non fare un cazzo, per cui…
3 dicembre 2008, 14:49
“Come va?” “Medio” (chissà perché tutti capiscono “meglio”. E’ di Enrico Brizzi ai tempi di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.
La mia preferita del momento, purtroppo inflazionata: “Se sei in un tunnel e non sai come uscirne, arredalo” (Vladimir Luxuria, dicheno).
Non so se ho capito il compito, ma se Clelia da Londra si offre come “personaggio-sorella”, io mi offro come titolista.
Ciao
12 dicembre 2008, 20:08
LA citazione di sempre, per sempre, è
“Stai sanguinando”.
“Non ho tempo per sanguinare”.
(Jesse Ventura e Arnold Schwarzenegger, “Predator”)
14 dicembre 2008, 15:04
the maded, posso citare te? mi accontenterei:-)