Finalmente il 31

Viscontessa, 31 dicembre 2008

24/12 (la mamma di viss e viss)
- il 31 dovrebbe passare da Firenze tuo cugino, ci sei?
- Certo che ci sono
- Con te si è sempre trovato tanto bene, ha sempre avuto nei tuoi confronti una simpatia particolare.
- Chi l’avrebbe mai detto! Non lo vedo da una decina di anni.
- Vabbè ma lo sai che adesso sta seguendo un progetto in Germania
- parlavo di quando passa da Firenze.
- Comunque è fissato, ci sei, non so ancora se viene me lo deve confermare ma insomma…. ci sei?
- Sono qui da sempre.

25/12 (viss e il suo cane)
- Scommettiamo?
- Cosa?
- Che prima che io abbia la conferma che mio cugino passa da Firenze, mia madre e mia sorella gli avranno già organizzato tutta la giornata
- Spiacente, non scommetto.

30/12 (la mamma di viss e viss)
- Allora volevo dirti che tuo cugino arriva domani alle 18.30
- Bene…. e?
- Come e?
- No dico, arriva alle 18. 30…. e?
- Ah si, va a prenderlo all’aeroporto tua sorella e che poi lo ha inviato a cena e dopo vanno insieme ad una festa,…..sai quegli amici di tua sorella che vivono in campagna?
- Si, certo
- Ecco vanno da loro….. pensavo, siccome comunque prima andiamo a cena da tua sorella, perché non venite anche voi?
- Andiamo chi?
- Beh tuo cugino con la moglie ed io… voi che programmi avete per domani sera?
- Ah già, che programmi abbiamo noi
- No scusa non volevo interferire con i vostri programmi, fate qualcosa?
- Beh, si visto che è il 30 e fino ad adesso non avevo saputo niente di mio cugino, abbiamo fissato di andare a cena fuori
- Ah beh certo……. perché poi per capodanno potevate venire tutti a pranzo da me ma a casa mia non ci stiamo e allora è meglio a casa di tua sorella che è più grande, non credi?
- Casa di mia sorella si è allargata?
- No, ma da me non ci stiamo, facciamo i conti, nel tavolo tondo in dieci non c’entriamo, dico bene?
- Benissimo.
- Però se preferite venire da me ci stringiamo, io non voglio obbligarvi…. ma voi cosa fate per il primo dell’anno?
- Ah già, noi cosa facciamo il primo dell’anno? Ancora non lo so. Ma qual’è il problema?
- Niente, niente, è che siccome tuo cugino si ferma quattro giorni, volevo organizzarci un attimo, metterci d’accordo su cosa fare
- Scusa, mi pare che tu e mia sorella vi siate già messe benissimo d’accordo.
- D’accordo noi? Ma assolutamente no, per questo ti ho chiamato subito per dirti che arrivava tuo cugino
- Subito? Tu e mia sorella avete fissato e organizzato tutto e adesso vuoi solo che io prenda parte a quello che voi avete organizzato.
- Mah no, figurati, anzi, tua sorella appena ha saputo di tuo cugino mi ha detto di telefonarti subito per fartelo sapere
- E io che ho detto? Al solito voi avete fissato tutto e poi mi chiamate per farmi sapere quali sono i programmi.
- Mah figurati, non abbiamo organizzato niente anzi si parlava di dove far dormire tuo cugino e la moglie e lei mi ha detto “mamma, da me o da te che differenza fa? è uguale”.
- Ri-appunto, avete fissato tutto compreso dove dorme mio cugino
- Ma domani sera, per esempio, perché non venite a cena da tua sorella e poi…. vabbè senti da quei loro amici in campagna avevano detto che sarebbero andati in quattro ma se volete andare anche voi, magari le dico a tua sorella di chiedere a quei suoi amici se potete andare anche voi, io non credo che ci siano problemi…
- Scusa, cosa c’entrano gli amici di mia sorella e soprattutto perché stracazzo dovrei andare con mia sorella e i suoi amici?
- Ah no no, facevo per dire allora va bene, loro domani sera vanno per conto loro…. però il primo dell’anno si può anche venire da me…. certo che si sta stretti, vabbè dai andiamo da tua sorella
- Allora non ci siamo capiti, io mi sono stufata di essere sempre il parente povere avvisato all’ultimo momento di quello che gli altri hanno deciso di fare, non ho voglia, non mi va più, non gioco più, non so più come fare a dirtelo. Fate quello che vi pare come al solito ma per favore evitami tutta questa sceneggiata del decidiamo insieme cose che voi avete già deciso. Lascia pendere
- Tesoro perché la prendi così? mi dispiace davvero, forse ho usato un tono sbagliato
- Un tono sbagliato? No no hai il solito tono mellifluo che usi quando cerchi di convincermi che tra me e mia sorella non c’è alcuna differenza ma io non parlavo di tono ma di contenuti.
- Ecco mi dispiace proprio perché non riesco a spiegarmi
- Si va bene, quella che non mi spiego sono io, lasciamo fare.
- Allora che si fa per il primo dell’anno? Perché domani sera tua sorella mi lascia le bambine e io come faccio a cucinare la mattina del primo con le bambine? No, no si va da tua sorella perché non posso fare tutto io, già tengo le bambine domani sera non posso certo anche cucinare la mattina dopo. E insomma!
- A me lo dici? Ti ricordo che domani sera hai le bambine di mia sorella, non la mia
- A proposito, che fa tua figlia domani sera?
- Viene con noi.
- Ah…. viene con voi, non hai bisogno di mandarla da me….. e i cani? Come fai con i cani che hanno paura dei botti?
- Domani sera andiamo a cena fuori e poi torniamo a casa
- Allora se non avete programmi dopo potresti andare con tua sorella?
- No
- ah beh certo, non hai voglia di passare la serata con tua sorella…..
- Senti, a te di cosa faccio domani non te ne frega niente e non te ne sarebbe fregato niente se non fosse che domani arriva mio cugino e che siccome tanto per cambiare avete già fissato tutto quello che deve fare, tu ti senti in colpa e cerchi di rimediare cercando di mandarmi alla festa con mia sorella.
- Non capisco cosa vuoi dire ma ti giuro che non c’è malignità nei miei discorsi e neanche in quelli di tua sorella, figurati che mi ha detto subito di chiamarti!
- Ok, va bene, grazie della chiamata ma purtroppo domani sera ho da fare, se lo avessi saputo prima mi sarei organizzata diversamente tuttavia essendo le otto di sera del 30 e non avendo saputo niente fino ad adesso, purtroppo ho preso un precedente impegno. E per quanto riguarda il primo dell’anno mi pare che abbiate già fissato tutto, non farti scrupoli a dirmi che vuoi andare a pranzo da mia sorella, lo fai in continuazione, sei sempre lì, non vedo perché tu debba sentirti in colpa perché vuoi andarci anche il primo dell’anno. Vi auguro comunque una buona fine e un buon principio e porta i miei saluti anche a mio cugino e alla consorte. Poi semmai se nei prossimi giorni mia sorella concedesse a mio cugino e alla consorte un’ora d’aria, magari tra un “oh” di ammirazione per le sue bellissime bambine e un “oh” di stupefatto stupore per come sono intelligenti le bambine e un “oh” di pura meraviglia per come sono simpatiche le bambine e un “oh” di profonda gratitudine per come sono educate le bambine, io sono sempre qua e se non ho altri impegni vedo volentieri mio cugino, altrimenti non ci vedremo neanche questa volta che tanto una volta in più o una in meno non cambia niente
- Ma…. preferite venire a pranzo qua? Perché al limite ci stringiamo un po’…….

30/12 (viss e il cane di viss)
- scommettiamo?
- Cosa?
- Che entro domattina mi telefona mia zia (la mamma di mio cugino) per chiedermi la ricetta dell’arista all’arancia, non precis debba cucinare l’arista all’arancia ma perché le è venuto all’improvviso un dubbio e anche se non ci sentiamo da sei mesi (che non siamo tipi da cerimoniale natalizio) ha deciso di togliersi il dubbio proprio adesso. Chissà poi perché!
- Mi sa che mi vuoi fregare…..e perché dovrebbe telefonarti?
- Semplice, perché tutte le volte che tocco questo argomento con mia madre, puntualmente telefona mia zia per chiedermi la ricetta della trippa alla fiorentina anche se detesta la trippa.
In questo caso poi, mia madre ha fretta di tentare di ricondurmi alla ragione. Ti spiego. Ora non può dire a mia sorella che il primo vanno tutti a pranzo da lei. Non può farlo perché pensa che magari mi calmo, pensa che tutto sommato forse vederei volentieri mio cugino e che potrei chiamarla domani per dirle “ok, allora dove si va a pranzo il primo?” . In fondo mi ha tenuta una sera intera al telefono per dirmi quanto mio cugino mi adori, quanta simpatica nutra per me, quanto preferisca di gran lunga la mia compagnia a quella di mia sorella alla quale tuttavia vuole un gran bene. Pensa di aver fatto un buon lavoro, pensa di avermi gratificata abbastanza da farmi apprezzare il disinteresse che lei dimostra nei miei confronti, un disinteresse, a parer suo, giustificato dal fatto che io sono tanto più dotata di mia sorella e per questo ho meno bisogno di lei. Naturalmente se io domani le telefonassi per dirle vediamoci per il pranzo di capodanno, lei non potrebbe dirmi che ormai ha fissato da mia sorella perché rischierebbe di spezzare quel labile filo che mi lega all’idea della famiglia felice, la famiglia dove si tace e si sorride. D’altra parte non può neanche tenere in sospeso mia sorella che si offenderebbe a morte se le dicesse che spera in un mio ripensamento.
Per questo è necessario l’intervento immediato di mia zia, lei telefonerà, sonderà il terreno e il mio umore e poi deciderà se pormi domande dirette o se invece accontentarsi della ricetta della bistecca alla fiorentina per richiamare subito mia madre e dirgli che non è aria.
- Spiacente non scommetto

30/12 ore 22.00
Brie Van de camp sta dicendo al figlio grande che con il nuovo arrivato non vuol commettere gli stessi errori che ha commesso con lui.
Il ragazzo guarda la madre e gli fa “allora io sarei uno sbaglio?”.
Suona il telefono (viss e la zia di viss)

- ciao zia come stai? (tono allegro e squillante, la zia dall’altra parte della cornetta tira un sospiro di sollievo)
- Bene, cioè insomma non tanto, ma tu come stai?
- Io bene, tutti bene grazie, che succede?
- No niente, c’ho il cane che non si sente bene, ieri l’ho portato anche dal veterinario
- Beh, è un cane vecchio, che ha detto il dottore?
- Gli ha fatto le analisi e ha detto che sta bene, soffre solo di dolori e mi ha dato delle iniezioni da fargli
anche il mio cane soffre di dolori
- Si mah, sai ieri sera non ha voluto mangiare, gli ho fatto la carne macinata con il riso ma non ha mangiato
- capisco
- ecco, ti ho telefonato perché volevo sapere: tu cosa gli dai da mangiare ai tuoi cani quando non mangiano?
- ah ecco, mi hai telefonato per questo! mi stavo giusto chiedendo come mai mi telefonassi a quest’ora.
- Comunque non so che dirti, boh, io ai miei non gli do niente di speciale
- Si ma senti questa, stasera gli ho dato solo la carne macinata con un po’ di pane e non ha voluto neanche quella però gli ho dato un osso di pollo e l’ha mangiato
- ecco, gli ossi di pollo non darglieli, sono pericolosi, si possono scheggiare e perforare l’intestino
- Io glieli ho sempre dati e non è mai successo niente
- si infatti di solito basta una volta, non sono un veleno, sono solo pericolosi
- ma io glieli ho sempre dati
- ok
- e quindi tu che mi consigli?
- Di non dargli ossi di pollo
- glieli ho sempre dati e non è mai successo niente, però ecco tu che mi consigli?
- E cosa vuoi che ti consigli? Ti consiglio di non dargli ossi di pollo poi lo hai portato dal veterinario meglio di lui chi vuoi che te li dia i consigli?
- Si lo so ma siccome tu hai sempre avuto cani e ne capisci più di me mi chiedevo se potessi darmi un consiglio
- si, non dargli ossi di pollo.

Ho fatto un calendario.

Viscontessa, 29 dicembre 2008


Lo so, dovrei parlare del 23 dicembre sulle piste da scii insieme al sig. Giancarlo ex dirigente Olivetti di 72 anni con il terrore di invecchiare. E dovrei parlare del 24 dicembre intorno alla tavola da pranzo con mia sorella 39 anni e il terrore che le sue “bambine” vestite a festa crescano.
E poi dovrei parlare del 25 dicembre e della storia del brodo per i tortellini fatti a mano dalla ex moglie di mio marito e di quel Natale che mettendo il brodo caldo nella zuppiera, la zuppiera si spaccò e il brodo finì per terra con tutti i tortellini per la gioia dei miei cani.
Il fatto è che mentre succedevano tutte questa cose, la mia adsl periva tra rassicurazioni della Telecom e furtive connessioni wirless della durata di una bestemmia, rubate a qualche ignaro vicino di casa e tanto, mentre la viscontessa navigava più sul divano che su internet, ecco che finalmente veniva alla luce l’iniziativa dell’anno, la mostruosa creatura frutto di un rapporto incestuoso tra i reduci di Paparazzin ovvero il fondamentale, utilissimo, indispensabile e strepitoso calendario dell’anno.
Per cui, avendo a disposizione solo poche ore di aria virtuale ovvero quelle che mi costringono qui in ufficio, mi vedo costretta a rimandare le Cronache di Narnia (e c’avevo da proporvi pure un gatto con i coglioni marinati lentamente in un battutino di parenti e che sembra un leone) per offrirvi il mio secondo calendario. Anche in questo caso, nuda non mi hanno voluta, anzi, mi hanno detto copriti bene che fa freddo ma d’altra parte io non sono il Ministro della Pari Opportunità.
Questa la pagina ufficiale del calendario e questo credo il link del calendario perchè mentre stavo per aprirlo, mi è svampata anche la connessione internet qui in ufficio.
Ma torno, giuro che appena posso torno.

D’altra parte è solo il 22

Viscontessa, 23 dicembre 2008

Personaggi e interpreti:
Viss
Il marito di viss
la ex moglie del marito di viss
le due figlie del marito di viss e della sua ex moglie
la figlia della ex moglie del marito di viss e dell’ex secondo marito della ex moglie del marito di viss
la sorella di viss
il marito della sorella di viss
le due figlie della sorella di viss
la mamma di viss
la figlia dei viss
l’ortolana di viss

10/12 (viss e il marito parlando della ex moglie del marito di viss)
-Dice la Pia se facciamo il Natale insieme
-E tu che gli hai detto?
-Ho preso tempo.
-Bravo.

15/12 (viss e il marito parlando della ex moglie del marito di viss)
-Dice la Pia se facciamo il Natale da lei
-Già meglio. E tu che gli hai detto?
-Per ora niente ma devo dargli una risposta
-Vabbè, andiamo da lei, vuol dire che allora inviterò i miei per la vigilia
-Che culo!
-Magari hanno da fare.

19/12 (viss e il marito di viss parlando della sorella e la nipote piccola di viss)
-Dice mia sorella se domani andiamo a pranzo da lei per il compleanno della bimba
-ma dobbiamo già vederli per vigilia? Non si poteva fare tutto insieme?
-Qual’è il problema? Hai problemi con mia sorella?
-No, nessun problema ma non dirmi che invece tu sei contenta di vederli due volte in 15 giorni.
-Che c’entra? E’ mia sorella, io mica ti faccio pesare che per Natale siamo a pranzo con le tue figlie e la tua ex moglie.
-Ma io ci vado volentieri a casa delle mie figliole
-E io vado volentieri da mia sorella come vedo volentieri le tue figlie e la Pia
-Se non volevi venire bastava dirlo!
-Non ho detto che non voglio venire per cui per favore non dirlo neanche tu. E’ Natale e certe cose tocca farle
-Il natale io non lo sopporto.
-Neanche io e quindi?

20/12 (viss e la sorella di viss parlando del regalo di compelanno della figlia della sorella di viss, del marito della sorella di viss e del marito di viss)
-Tieni Anna, questo è il tuo regalo di compleanno
-Cosa c’è in quella enorme scatola?
-Oh, niente, il regalino per il compelanno: la batteria
-La batteria? Ma sei impazzita?
-No perchè? I bambini adorano la batteria
-Ma fa un fracasso della madonna! Lo sai che mio marito non sopporta i rumori forti
-Neanche il mio i porta bon bon a forma di babbo natale che mi ha regalato l’anno scorso

21/12 Mattina (viss e la figlia di viss parlando del regalo alla mamma di viss)
-Mamma ma questo vaso è rotto!
-Vabbè, lo rincolliamo
-Mamma ma non puoi regalare alla nonna un vaso incollato!
-E perchè no? Lei l’anno scorso mi ha regalato una bambolina porta collane e io non porto collane
-Prendo l’attack?

21/12 Pomeriggio (viss e il marito di viss)
.C’è Federica al telefono
-Scusa, è tua figlia parlaci tu
-Dice che vuole te
(viss e la figlia grande del marito di viss parlando di sua sorella e della sorella della figlia del marito di viss, figlia della ex moglie del marito di viss e dell’ex secondo marito della ex moglie del marito di viss)
-Ciao Fede dimmi
-Ehm, c’è un problema, Chiara e Marcella hanno litigato a morte
-Tanto per cambiare
-Già però…. ecco, la mamma si è messa nel mezzo
-Tanto per cambiare
-Già, il fatto è che non possiamo più fare il Natale a casa sua e da me non ci stiamo
-Quindi?
-Non è che possiamo venire tutti da te? Tanto da mangiare lo portiamo noi
-Ah.

21/12 sera (viss e il marito di viss parlando della ex moglie del marito di viss)
-il 24 vengono i miei e il 25 vengono i tuoi
-ma non dovevamo andare dalla Pia?
-le tue figlie hanno litigato e la Pia si è messa nel mezzo per cui adesso non possiamo andare più a casa della Pia e vegnono tutti qua.
-Cazzo
-Cazzo lo dico io.
-Però un po’ lo dico anche io.
-Diciamolo insieme.

22/12 mattina (viss e la figlia di viss parlando del regalo per la figlia più grande della sorella di viss ovvero la cugina della figlia di viss)
-mamma cosa c’è in quel grande pacco?
-Il regalo per Elena
-E cosa gli hai preso?
-La chitarra elettrica
-La zia non sarà affatto contenta. Lo metto sotto all’albero?

22/12 pomeriggio (viss e il marito di viss)
-Dobbiamo andare a fare la spesa
-ma non l’abbiamo già fatta?
-Già, l’avevamo fatta per il 24 ma il 25 vengono i tuoi
-Ma non portano loro da mangiare?
-Beh si, ma acqua, vino, pane, frutta, panettone….. non penserai che portino anche quelli vero?
-Cazzo
-Cazzo lo abbiamo già detto.
-Porca puttana?
-Aggiudicato

22/12 tardo pomeriggio (viss e l’ortolana di viss)
-Serena per il 24 mi serve il doppio dei mandarini
-ok, te li porto insieme al resto della spesa, aumentati gli invitati?
-No raddoppiati i pasti, cazzo
-Cazzo. Ti serve altro? Che so un po’ di insalata , il doppio delle patate… a proposito il cesto di frutta che ti ho preparato è solo per 8….
-Ora che ci penso lascia fare anche i mandarini.
-Perchè?
-Ti ricordi i tre chili di fagioli zolfini che ho preso l’anno scorso?
-Certo che me lo ricordo, con quello che li hai pagati ci ho ristrutturato la casa al mare
-Ecco, all’ultimo momento è saltato il pranzo, ho mangiato zolfini per un mese.
-Cazzo
-Cazzo.

22/12 sera (viss e la figlia del marito di viss)
-Ciao Giò sono io
-Ciao Fede, che succede? Non venite più a pranzo? Le tue sorelle si sono scannate? Tua madre è scappata con il macellaio?
-No niente di tutto ciò, volevo solo ragguagliarti sul menù del pranzo di natale
-Dimmi
-Allora, la mamma sta preparando cappelletti da una settimana, poi io pensavo di preparare l’arista
-Ottimo, anche per il 24 sera ho preso un pezzo di arista ma va bene uguale
-Vabbè ma a me mi viene bene solo quella
-Va bene così
-Ok, allora tu dovresti preparare il brodo e il bollito
-Il bollito? Ma stai scherzando?
-Ehm è che noi non sappiamo comre portarlo
-Non ne ho la più pallida idea ma io per il 24 ho a cena i mei e oltre all’arista per le bambine, ho preso il cotechino che deve cuocere tre ore, e poi devo preparare il purè, la pasta al forno e il dolce.
-Ma il cotechino non potevi prenderlo precotto?
-E i cappelletti non possiamo mangiarli asciutti?
-Non lo so, sai com”è la mamma….. la tradizione.
-Va bene allora dì a tua mamma di prepararlo lei domani
-Ma lei domani non c’è
-E neanche io. Senti, domani vado a sciare e poi il 24 mattina vado a finire di fare la spesa, preparo la cena per i miei e cuocio quello stracazzo di cotechino. Tra l’altro ci sono i tarli che si stanno mangiando la credenza e dovrò rilavare tutti i piatti e poi il 25…. quanti siamo il 25?
-Dunque, siamo in 9, hai idea di quanto brodo vada preparato? Come facciamo a portarlo? E poi a me non viene bene il brodo.
-Ok, facciamo così, vai dal macellaio e fatti spiegare come si fa. Cazzo
-Vabbè pazienza, il mio brodo è uno schifo ma d’altra parte….
-D’altra parte è solo il 22.

santo router

Viscontessa, 21 dicembre 2008

Iniziamo come di consueto le vacanze natalizie con problemi di connessione ad internet.

Si tratta di una simpatica tradizione ormai in voga da qualche anno nella mia famiglia, che vede tutta la famiglia riunita di fronte ad un router a nominare tutti i santi del paradiso perché internet non funziona e siccome siamo a natale e ci piace che il natale non sia solo un’occasione di preghiera ma anche di gioco e divertimento, vince chi riesce a nominare più santi in una sola serata.

Per gustare al meglio l’evento è necessario arrivare preparati e di solito, affinché ciò sia possibile, si comincia qualche giorno prima con lievi disturbi di connessione. Sciocchezze, un computer che non riesce a collegarsi, un altro che va troppo lento, uno che funziona così e così: si apre sul sito delle ricette del tacchino ripieno ma si rifiuta di farti vedere la posta, oppure puoi chattare con un amico a cinquecento chilometri di distanza ma non riesci a farlo con tua figlia che in camera sua finge di fare i compiti e invece ha la televisione accesa. Niente di grave, niente a cui non possa porre rimedio con il famoso rito della santona che poi sarei io, un rito che si tramanda di amministratore in amministratore e del quale ormai ho appreso tutti i misteri grazie al guru aziendale che è il mio vicino di scrivania. Il rito del “spegni e riaccendi” da celebrarsi seguendo una complicatissima procedura di cavi da staccare secondo l’ordine della sequenza di Fibonacci partendo dal numero 1450 e da concludersi ripetendo la medesima operazione all’inverso. Nella sua formula più casereccia, basta staccare un filo e poi riattaccarlo.

Dopo qualche giorno, tuttavia, quando il tuo vicino alle quattro di mattina si presenta incazzato come una biscia alla tua porta di casa, ti rendi conto che il problema è molto più grosso del previsto. Inutile scusarsi per quella connessione mal funzionante, il vicino che da mesi ogni notte chatta con una bionda californiana grazie alla tua connessione, non vuol sentir ragioni perché a sentir lui la connessione salta sempre nel momento esatto nel quale pare che lei fosse intenzionata a dargliela. Almeno virtualmente.

Spegni e riaccendi, ma qualcosa comincia a farti sospettare che questa semplice operazione non basti più e allora cominci ad incolpare il pos del negozio sotto casa che si sa è natale e le linee sono sovraccariche. Ma che c’entra? Niente ma in casa mia nessuno lo sa e dopo due giorni di urli da una stanza all’altra “è saltata la connessione! Cazzo proprio adesso” o “ma c’è qualcosa che non funziona, si può sapere cosa sta succedendo?” ti inventi questa pietosa bugia e tiri a campare fino alle quattro di mattina quando il tuo vicino si piazza nella tua cucina a chattare dal vero con te per raccontarti della californiana perduta e i tuoi familiari scoprono che il pos del fornaio sotto casa non c’entra una benemerita mazza.

Comincia così il gioco delle scatole. Ogni scatola contiene un pezzo, in una ci sono le istruzioni del router, nell’altra un cavo di riserva, in quella successiva il dischetto di installazione e in quella dopo un paio di grammi di coca che ti eri tenuta da parte in attesa della famosa notte annuale del router.

Tiri fuori tutto, accendi tutte le luci, ti chiudi nello studio e sacramentando, stacchi, attacchi, accendi, spegni, installi, moccoli, tiri, sacramenti, esulti, sperimenti, fai dell’autoerotismo, telefoni alla Telecom, stacchi, installi, accendi, piangi, telefoni al telefono amico, minacci il suicidio, cambi cavi, cambi posizione, cerchi connessioni remote, disattivi il wirless, infili la presa lan nel culo del gatto, ridi, fai uno scherzo telefonico al tuo capo, fai un salto, fanne un altro, fai una giravolta, spacchi il router, esci nudo per strada per protesta, batti il gatto nel muro, ti colleghi con il wirless ad una connessione non protetta di un altro vicino, pubblichi sta cazzata di post e vai a letto.

Ci penserò domani.

e va bene così

Viscontessa, 16 dicembre 2008

Mi chiedevo se fosse poi così deplorevole starsene tutto il giorno seduti di fronte alla televisione.

Non ho mai guardato, per dire, le cartomanti né le televendite o i programmi di cucina, ma c’è qualcosa di così suadente nell’ascoltare la voce di una donna che ti dice cosa devi fare da mangiare, come devi comportarti per farti amare e cosa devi comprare per sentirti meglio, che quasi quasi non mi alzo più di questo divano.

Il mondo che vedo non mi piace. Non mi piace ciò che mi circonda e non mi piacciono le prospettive future che posso ragionevolmente aspettarmi e siccome non riesco a fare niente per cambiare niente, tante vale che me ne faccia una ragione e la smetta di pensare a quello che potrei fare e non riesco a fare alimentando così sensi di colpa tanto inutili quanto un ambo da giocare secco sulla ruota di Vattelapesca.

Sto qui seduta. Il telecomando in mano. Qualche vecchio film, un tg4, la ricetta del cappone ripieno per natale, tre numeri da giocare al lotto, una crema miracolosa che fa perdere chili anche a chi sta tutto il giorno di fronte alla tv, un analgesico per il mal di testa, un telefilm, Berlusconi che sorride, un filtro d’amore con gli avanzi del cappone, due vallette che sculettano, una cintura miracolosa che riduce il giro vita anche se stai tutto il giorno seduto su un divano, un goccetto per tirarsi su, Studio Aperto, tre numeri per il lotto, una poltrona che ti aiuta ad alzarti senza neanche usare le braccia, la ricetta dei maccheroncini con sarde e pecorino, un bicchiere pieno di sale che non si scoglie, un consiglio per la tinta dei capelli, fuori piove, un telefilm, un consiglio degli astri, un sonnifero per dormire, Brunetta che combatte i fannulloni, la ricetta del coniglio in umido, un prodotto miracoloso per ripulire l’intestino, come costruire dei biglietti d’auguri in pasta di sale, due babbà al rum, la Gelimini su Iutub, il tenente Colombo, l’oroscopo, un compagno delle elementari su feicbuk, quattro salti in padella, la recessione, va tutto bene, siamo un paese fantastico, il casinò on line, la vita di padre pio, un ansiolitico, un divano enorme per rilassarsi, piove, i barconi sul Tevere, è natale, condividi con i tuoi cari, manda sms gratis, va tutto bene, è tutto sotto controllo, siamo un grande paese.

Forse sono semplicemente stupida e va bene così. Tutto sommato non devo aspettarmi niente da me stessa.

Post sotto l’albero

Viscontessa, 11 dicembre 2008

Caro Babbo Natale,
ho otto anni, mi chiamo Ernesto e vado in terza elementare.
Scusa se ti scrivo un po’ in ritardo ma quest’anno la mi mamma mi aveva detto che ci è venuta una brutta malattia che si chiama recessione e voleva che ti chiedessi di farci guarire dalla recessione anche se io volevo la casa dei Gormiti.
Io però non ti avevo ancora scritto perché anche se volevo la casa dei Gormiti, mi dispiaceva molto non dare retta alla mia mamma che secondo me non sembrava molto malata anche se lei adesso torna prima da lavoro perché mi dice che in giro c’è la recessione.
Io, che lei la sera torna prima da lavorare, sono molto contento perché così prima di andare a letto mi da la buonanotte, però io questa cosa qui non gliel’ho detto perché secondo me non era contenta che io sono contento che c’è la recessione.
Io per adesso però sto bene anche se l’altra mattina mi sono alzato che mi sentivo così e così, ma poi ho misurato la febbre e non ce l’avevo e allora sono andato a scuola.
Però ecco Babbo Natale, io adesso ti devo scrivere per forza perché sennò poi non fai in tempo a portarmi il regalo e allora stasera mentre aspetto che la mia mamma torna da lavoro, ti dico quello che voglio per Natale. Allora io voglio la casa dei Gormiti però vorrei anche che la mia mamma guarisse dalla recessione perché se lei si ammala poi lei non può più andare a lavorare e la mamma mi ha detto che se qui non lavora più, dobbiamo tornare nel nostro paese che mi ha detto la mamma non c’è neanche la televisione e la play station che anche se io non ce l’ho ogni tanto vado a casa di Mirko che invece lui ce l’ha e giochiamo insieme.
Io Babbo Natale credo che quest’anno sono stato abbastanza buono e che la casa dei Gormiti me la merito e anche la mia mamma che è lei che vuole guarire dalla recessione, è stata molto buona.
Ma ora ti racconto.
Io sono stato buono e me lo ha detto anche la mamma quando una sera è venuto a casa nostra un suo amico e lei mi ha detto che andavano un po’ in camera sua a guardare la televisione ma io non dovevo entrare. Poi sono stato bravo perché prima quando la mia mamma andava a lavorare io stavo con una sua amica e invece quest’anno resto sempre a casa da solo anche se a volte ho paura soprattutto quando sento dei rumori strani e allora accendo la televisione e aspetto sveglio che torna la mia mamma anche se quando torna io faccio finta di dormire e la mattina a scuola ho molto sonno e a volte mi addormento anche. Però Babbo Natale sono stato bravo anche a scuola. Lo sai che una volta ho fatto un tema sulla mia mamma così bello che poi la maestra ha chiamato anche dei signori, una specie di adulti che gli piace i bambini che scrivono cose molto belle, per leggergli il mio tema? Si chiamano, mi sembra Assistenti Sociali e il mio tema era così bello che sono venuti a casa mia dalla mia mamma per parlargli e dirgli che ero stato molto bravo.
Ma ora basta così che se poi vuoi sapere anche altre cose magari me le chiedi e io te le dico.
Anche la mia mamma però è stata buona perché lei ha litigato con una specie di sua amica che si chiama Mara Carfagna perché questa qui, ha detto la mia mamma, è per colpa sua che dopo è arrivata la recessione e io allora gli ho detto tiragli un pugno che quando ero piccolo e viveva con noi un amico della mamma che quando litigavano lui gli tirava un pugno alla mia mamma e allora smettevano di litigare, ma la mia mamma ha detto che lei il pugno non glielo tirava.
E poi Babbo Natale, la mia mamma anche se la sera non c’è mai perché deve lavorare, mi lascia sempre delle cose molto buonine da mangiare e quando tornando la sera dai giardini la vedo sull’angolo opposto della strada, mi sorride sempre e mi fa cenno di correre a casa.
Io non te lo so spiegare bene questa cosa Babbo Natale, ma quando mi guarda dall’altra parte della strada io, anche se non vedo bene i suoi occhi, sento come se lei avesse uno sguardo triste e mi dicesse “corri a casa che sto facendo tutto questo per te”.
E io gli credo Babbo Natale perché lo so che lì non c’è nessuna fermata dell’autobus.

Per chi ancora non lo sapesse ogni anno a Natale il Sir si occupa di raccoglierci tutti in un post sotto l’albero. Questo è il mio modestissimo contributo ma c’è molto più. Buona lettura

New fragrance

Viscontessa, 11 dicembre 2008

- Stasera volevo dirti grazie
- prego
- non mi chiedi grazie di cosa?
- No, tanto so che me lo dirai
- grazie per non usare profumo. Cioè grazie per non usarlo più
- non ti piace il profumo?
- Certo che mi piace
- ah ecco
- già
- mah già cosa? Se ti piace perchè mi dici grazie per non usarlo?
- Ma come perchè, ma le hai viste le pubblicità dei profumi maschili?
- No, cioè si, embè?
- Embè, io ogni volta che ne vedo una penso “giù le mani dai nostri uomini”
- potresti essere appena un po’ più chiara?
- Voglio dire, quelle pubblicità sono studiate per un target giovanile, dall’aria aggressiva e rassicurante. Insomma le ragazze regalano ai loro ragazzi quei profumi e si illudono di accoppiarsi con quello della pubblicità invece che il carrozziere con le mani sporche di grasso. E il carrozziere lo compra perchè pensa di diventare aggressivo, sexy, intrigante come quello della pubblicità. Con la differenza, pensa lui, che io non son frocio. Ma che generazione di coglioni stiamo allevando?
- Non so, forse eravamo coglioni anche noi alla loro età
- Forse, ma secondo me eravamo meglio.Cioè eravamo sicuramente meglio, l’aspetto fisico contava anche per noi ma se avessero fatto una pubblicità del genere….. beh voglio dire, noi avevamo altri interessi, avevamo la politica, avevamo qualcosa per cui lottare, avevamo la speranza di cambiare il mondo…..

Primo

- Tu avevi tutte queste cose?
- No, io no, ma mica mi accoppiavo con i carrozzieri con le mani sporche di grasso!
- Allora….
- Cioè come allora?
- Cioè voglio dire che allora, a quei tempi non ti accoppiavi con i carrozzieri con le mani sporche di grasso.
- Beh poi sono cresciuta, sono maturata e ho capito tante cose……. a proposito, sei sicuro che così non lo ammacchiamo il cofano di questa auto?

Secondo

- E cosa abbiamo cambiato?
- Ma come cosa abbiamo cambiato? Ma ti rendi conto che adesso puoi rifarti un corpo da ventenne anche a sessant’anni? I nostri genitori a quaranta”anni erano già finiti, noi invece abbiamo ancora una vita davanti da inventarci e possiamo farlo sempre non solo con lo spirito, ma anche con il fisico di quando avevamo vent’anni.
- Immaturi?
- Si dice giovanili.

Qualcosa che non avremmo voluto vedere

Viscontessa, 8 dicembre 2008

Qualcosa che non avremmo mai voluto vedere. Il nostro sindaco con un lungo trench blu dal bavero rialzato, incatenato di fronte alla sede romana de La Repubblica. Qualcosa che non avremmo mai voluto vedere né come elettori di sinistra, né come cittadini, ma soprattutto come fiorentini. Il nostro Sindaco che si incatena in vita ad un palo per concedersi più elegantemente ai fotografi come se non ci bastasse essere portati per bocca in tutta Italia per le gomitate tra pretendenti alle primarie del PD. Qualcosa che il sindaco dei fiorentini più che di Firenze, non avrebbe mai fatto se avesse conosciuto almeno un poco la mentalità dei suoi concittadini.
“Si alla difesa della onorabilità e della dignità” riportava un grande cartello bianco appeso al collo del nostro Sindaco. Un cartello che molti avrebbero voluto vedere appeso ai lavavetri e i mendicanti di strada quando un’ordinanza dell’Assessore Cioni (altro nome coinvolto nello scandalo di Castello e altro candidato alle primarie) ha vietato la loro presenza per le strade cittadine portandoci alla ribalta di una cronaca di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Qualcosa che non avremmo voluto vedere, un teatrino, quello della politica comunale ultimamente, a cui avremmo fatto volentieri a meno di assistere, con assessori che sgomitano come bambini in fila ad un barroccino di pop corn, un Sindaco che annulla l’annuale augurio di Natale alla cittadinanza come un bambino piccoso che si rifiuti di recitare la poesiola di Natale al pranzo con i parenti, un mega stadio con centro museale, centro commerciale e parco come il Lucignolo della famosa fiaba di Pinocchio che convince il burattino di legno a scappare con lui nel Paese dei Balocchi. E nel mezzo una tranvia che ancora non porta da nessuna parte e non finisce mai come quella filastrocca per bambini sulla storia dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai.
Qualcosa che non avremmo voluto vedere, il nostro Sindaco come una star da palcoscenico tra flash di fotografi e sorrisi che non ricordiamo di aver visto quasi mani noi concittadini della star.
Qualcosa che non avemmo voluto vedere. Due ore, le prime pagine di tutti i giornali per rimanere incatenato di fronte a Repubblica soltanto due ore. Dice che era un gesto simbolico, dice che abbandonerà schifato la politica, dice che ha bloccato tutto e Firenze si fermerà.
Gli auguriamo buon proseguimento e soprattutto buon Natale a Lei Signor Sindaco.
Pubblicato su Il Firenze di oggi

discriminiamo?

Viscontessa, 3 dicembre 2008

La Chiesa dice no alla depenalizzazione dell’omosessualità. Depenalizzare l’omosessualità, secondo il Vaticano, significa favorire una una cultura che non riconosce più come peccato l’omosessualità.
Si può nascere con i cromosomi incasinati ma non con gli ormoni incasinati. Gli ormoni, per la chiesa cattolica, sono una certezza inviolabile, un dogma, una sicurezza su cui la natura non può commettere errori perchè gli ormoni non gli appartengono. Sui cromosomi, i geni o il dna la natura ha libero arbitrio ma gli ormoni sono direttamente dispensati da Dio che, come sappiamo, è infallibile. Discriminare gli omosessuali è indispensabile per stroncare il vizio di accoppiarsi con esseri dello stesso sesso perchè di vizio, di depravazione, di atteggiamento fortemente immorale si tratta.
La Chiesa dice no anche alla convenzione Onu sui diritti delle persone disabili perchè manca un divieto esplicito all’aborto. La vita è un dono di Dio pertanto è un diritto e un dovere di ogni essere umano che contro la volontà divina niente può. Bisogna nascere e vivere ad ogni costo a prescindere dalla qualità della propria vita.
Sulla vita decide direttamente Dio, sulla qualità della vita decidono un manipolo di uomini in gonnella che hanno rinunciato a vivere per spiegarci come dobbiamo vivere noi.
Discriminare le discriminazioni mi pare discriminante per i discriminati.

Ditemi i nomi

Viscontessa, 1 dicembre 2008

Mi mancano dei nomi importanti, anzi nomi importanti ma poco conosciuti di quelli che quando li citi in un post fai subito la tua porca figura. Mi mancano le citazioni.
Avrei bisogno di una ventina di nomi di quelli che quando li leggi pensi sticazzi perchè quel nome messo ci sta bene come uno stivale che sdrammatizza l’audacia del colore deciso di un tailleur rigoroso ma al tempo stesso dalle forme morbide e femminili o il titolo del post in inglese perchè vuoi mettere la differenza tra intitolare un post “non ho un cazzo di interessante da dire” o intitolarlo invece “nothing in my life”.
Facciamo una ventina di nomi circostanziati con una breve biografica e frasi celebri. Dieci famosi dimenticati e dieci poco conosciuti perchè pescando ora qua ora là posso dare la sensazione di essere una persona davvero molto acculturata.. Ma non voglio roba come gli aforisimi di Oscar Wilde, le frasi celebri di Gandhi e i miracoli di Gesù Cristo. Mi serve roba più chic, più snob, più cool praticamente di nicchia che la nicchia di questi tempi tira più di un pelo di fica.
Me ne bastano una ventina per campare di rendita per i prossimi dieci anni tanto i lettori di blog hanno un andamento ormai standard e collaudato. I primi tempi ti leggono tutti i giorni, pare che stiano lì in attesa di veder comparire sul tuo blog il post del giorno tanto che se sei in ritardo perchè come tutti i mortali sei rimasto intrappolato nel traffico, ti senti quasi in colpa pensando a Mario dietro al suo monitor in ufficio che non trova il coraggio di spegnere il computer e tornare a casa da sua moglie perchè tu non hai scritto ancora niente. Così mentre sei imbottigliato nel traffico ti viene persino un filino di angoscia e invece di pensare alla cazzata che scriverai, pensi a quale stracazzo di scusa figa inventarti per scusarti con Mario e soprattutto con sua moglie del tuo ritardo. Il problema esistenziale è un classico come l’impegno lavorativo importantissimo di quelli che senza di te la tua azienda avrebbe già chiuso e migliaia di persone sarebbero rimaste senza lavoro. Una bella riunione esistenziale è la soluzione migliore.
Poi Mario si stufa di aspettarti e comincia a leggerti un giorno si e uno e uno no e se tu i venti nomi te li giostri bene, Mario neanche se accorge perchè nel giro di brevissimo tempo comincia a leggerti una volta alla settimana e poi una volta al mese fino a quando si dimentica di te e la prima volta che gli capita di incontrarti si sente quasi in dovere si scusarsi “scusa ma il tuo blog oggi non l’ho letto, che hai raccontato di bello?”.
Con venti nomi insomma sei in grado di rendere qualitativamente molto alto il livello del tuo blog per qualche anno soprattutto se riesci ad alternare la citazione al titolo in inglese, alla riflessione articolata profonda e seria sul senso della vita per l’insetto stercolario, al commento politico scopiazzato da repubblica on line e vivacizzato con uno stivale impertinente, originale e che si fa notare.
E poi mandate foto, io detesto le foto ma posso riciclare le vostre. Paesaggi, parti del corpo, gatti addormentati e desolazione cittadina sono le migliori.
E adesso fuori i nomi cazzo, che devo rialzare il numero dei visitatori di questo stracazzo di blog.