tanti auguri a me, tanti auguri alla viscontessa, tanti auguri a me

Viscontessa, 5 novembre 2008

Gentili lettori di questo blog,
la presente per informarvi che mentre voi ve ne state a leggere e commentare questo blog come niente fosse, proprio oggi le cose nel mondo sono cambiate. Barack Obama, un nero, è diventato presidente degli stati uniti; mia figlia ha cercato di evitare il compito di italiano da cui sono esonerati i bambini stranieri o con un genitore straniero sostenendo che io sono francese; 42 anni fa qui a firenze eravamo tutti nella merda fino al collo per via dell’alluvione, ma soprattutto 44 anni fa nascevo io evento che per il momento non rappresenta ancora una ricorrenza storica ma che prima o poi lo diventerà. Ovviamente insieme al nome del presidente Bush che come ha detto Berlusconi verrà ricordato come uno dei migliori presidenti degli stati uniti d’america.
Effettivamente riconosco che questo scorrere del tempo è piuttosto fastidioso. Ancora non so come farò ad essere rammentata nei libri di storia e il tempo, invece di fermarsi e darmi il tempo di riflettere, scorre via velocemente così che i futuri storici avranno il loro bel da fare per ricostruire la mia esistenza prima che diventassi famosa. Quarantaquattro anni di cazzate non sono mica una robetta pizza e fichi che uno si mette li e dice vediamo cosa ha fatto questa viscontessa prima di diventare un simbolo dell’umanità! Tanto, per venire in contro ai futuri biografi mentre io mi decido sul da farsi, con la presente vorrei metterli al corrente del fatto che sarà del tutto inutile che vadano a frugare nel mio passato in cerca della mia maestra elementare o del mio insegnante di canto. Non so cantare e a scuola avevo un maestro che credo sia anche morto.
Le buone notizie invece sono che mi sono comprata una torta con crema fragole e lamponi da Dolci e Dolcezze e che se caso mai per il mio prossimo compleanno dovessi finalmente aver raggiunto le vette di una popolarità planetaria, vorrei che anche l’anno prossimo mi fosse inviata una torta uguale uguale a quella che mi sono comprata. Magari, visto che per adesso sono ancora al risparmio, sarebbe cosa gradita riceverne una un po’ più grande diciamo con un diametro di un paio di metri e sopra un bosco intero di fragole e lamponi.
L’altra buona notizia è che dal quarantesimo compleanno avevo deciso che non avrei più festeggiato mentre dal quarantacinquesimo avrei deciso che comincerò a trascorrere la giornata del mio compleanno in un istituto di bellezza, in uno di quei posti dove esci esattamente come sei entrato ma ti senti molto più figa e molto più giovane. Mettete pure per iscritto questo buon proposito anche perchè non credo che ne formulerò di più sostanziosi.
Infine, per tutti coloro che in questi anni hanno potuto godere della viscontessa acqua e sapone prima che diventasse ciò che poi diventerà, una caro saluto ed un tenero abbraccio. Vi ricorderò sempre con affetto.
E ora, scusate, ma mi rimetto a pensare a cosa devo fare.
E se mi imbottissi di torta alla fragole e minacciassi di far saltare in aria un supermercato nell’ora di punta? No, no…. non ci siamo……

Per conoscere un popolo devi conoscere la sua gente

Viscontessa, 4 novembre 2008

Romania piacere di conoscerti.
Piacere mio viscontessa. A proposito lui è Albania, lo conosci?
Ne ho sentito parlare, piacere di conoscerti.
Albania piacere di conoscerti.
E che fa Albania?
Mah, suppongo quello che fai tu o io o Algeria. Conosci Algeria?
E’ quello che spaccia?
Eh no, non è che puoi dire che Algeria spaccia
Ho sbagliato nazione?
Mah no, è che magari Algeria non fa pubblicità e allora non lo conosci bene ma Algeria è proprio come te e come me.
E che c’abbimo in comune io e te?
Non lo so, sei quello degli spaghetti alle vongole, cioè ma voi in romania avete gli spaghetti alle vongole?
Certo che no, ma se veniamo in italia fin da piccoli impariamo a cucinare gli spaghetti alle vongole
Ah ecco e quindi cosa dovrei conoscere della romania se tu vieni in italia a cucinare spaghetti alle vongole?
Niente, infatti tu non devi conoscere Romania, devi conoscere me che dalla Romania sono scappato per diventare italiano.
Ecco perchè tu non conosci Algeria,
in che senso?
Nel senso che anche Algeria viene in Italia per cercare di diventare italiano quindi non c’è motivo di conoscere l’algeria.
E di Albania che ne facciamo?
Loro fanno i muratori o i protettori
No! non si può, loro fanno i muratori si può dire ma non si può dire che fanno i protettori
papponi?
E dai su che stiamo lavorando per l’integrazione, ci abbiamo fatto anche una bella pubblicità sopra, se fai così non serve a niente. Disfattista!
Mah si dai Romania, buttiamola tutta in pubblicità e poi tarallucci e vino per tutti
Cosa sona i tarallucci e vino?
Eh no dai, se fai così tocca ricominciare tutto da capo.
Me ne vado?
Si ecco bravo e portati via anche Algeria e Albania che adesso c’ho da vedere la partita.

Dedicato proprio a te

Viscontessa, 2 novembre 2008

A volte, quando la mattina porto i cani a spasso e vedo sulle finestre delle altre abitazioni i cuscini e le lenzuola a prender aria, mi dico che vorrei farlo anche io, mi dico che vorrei fare la casalinga, vorrei far prendere aria ai miei cuscini e poi vorrei andare al mercato a fare la spesa, vorrei scegliere ogni giorno mazzi di carciofi freschi e lamentarmi per il prezzo con il verduraio.
Non c’è niente di gratificante nel spostare le mie chiappe dalle sedia di cucina dove stati seduta a sgranare fagioli e quella dell’ufficio dove me ne sto a sgranare fatture. Certo, nei periodi nei quali mi è capitato di non lavorare ti rendi conto che il mondo è là fuori e che di fagiolo in fagiolo, se non fai attenzione, rischi di perdere il contatto con la realtà ma è aberrante pensare che per sentirti parte del mondo devi essere sempre stanca, indaffarata, incazzata, preoccupata, competitiva e sentirti perennemente in colpa per qualcosa, eppure questa pare la forma di più diffusa di emancipazione che siamo riuscite a costruire negli anni.
Tuttavia è ancora più deprimente che si associ la figura della casalinga a quella di una “donnetta”, di una poveretta che nella vita non ha saputo fare altro.
Non voglio con questo rivalutare il ruolo sociale della casalinga né aprire un dibattito sulla creatività necessaria alla preparazione di un coniglietto in pasta di sale, ma l’altra sera mi è capitato di sentire Magalli che raccontava come gli era venuta l’idea del famoso gioco dei fagioli della Carrà. Qualcuno lo ricorderà, altri ne avranno sentito parlare comunque sia si trattava di indovinare il numero esatto dei fagioli contenuti in un grosso contenitore di vetro. Un gioco stupido, un gioco più che altro di fortuna alla cui soluzione era possibile arrivare solo seguendo abbastanza fedelmente il programma tanto da escludere tutti i numeri sbagliati già proposti dagli altri telespettatori. Magalli insomma, ha raccontato che dovevano trovare un gioco semplice per il pubblico semplice di solito di fronte alla televisione a quell’ora, ovvero le casalinghe.
E allora ecco, questa associazione casalinga uguale persona sempliciotta, ignorante, poco dotata intellettualmente, mi ha un po’ disturbata e mi ha disturbata perché quest’associazione, tra l’altro molto frequente, da per scontato che se come donna vali poco più di un fagiolo, la tua scelta non può essere quella di startene a casa a rammendar calzini anche se l’alternativa è semplicemente quella di timbrar raccomandate per otto ore al giorno.
E poi ho pensato a mia madre e alle sue amiche che casalinghe lo erano perché quello era il ruolo a cui erano destinate ma che sicuramente non sapevano che quel gioco dei fagioli fosse dedicato a loro. E di questo sono davvero sicura perché ancora ricordo mia madre che di fronte a quei fagioli disse qualcosa tipo “e questo hanno il coraggio di chiamarlo “gioco? E a chi sarebbe rivolto questa specie di gioco?”.
Ecco mamma, bisogna che te lo dica, quel “gioco” era proprio dedicato a te.

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