Come si chiama quella legge?
Viscontessa, 25 novembre 2008Non mi ricordo più come si chiama quella legge per la quale se venerdì sera sei stata a cena con le amiche, domenica mattina ti ritrovi a ripulire il giardino da un quintale di foglie secche. Parlo di quella legge secondo la quale se dopo la cena con le amiche prosegui con il dopo cena e vai a letto alle tre, la domenica oltre alle foglie aspiri anche qualche merda di cane secca che tritata e rigenerata dall’aspira foglie, puzza come solo una merda marcia può puzzare.
Si tratta di quella legge per la quale se il sabato mattina te ne vai a spasso per Roma a fare shopping con un’amica, la domenica pomeriggio te ne vai a spasso per casa a raccattare roba da mettere in lavatrice, quella legge, insomma, per la quale se vai via un solo giorno da casa lasciando il frigo pieno, le lavatrici fatte, la casa in ordine e persino i cani lavati e stirati, torni e trovi i gatti attaccati alle tende del salotto che cercano di mangiarsi i pappagalli che per la paura scagazzano sulla credenza del salotto mentre i cani pulciosi giocano a poker sul tuo letto dove hanno appena consumato un pasto con le tue scarpe buone. Quella legge per la quale quando alle sette di sera hai finito di pulire, lavare, fare la spesa, cucinare, stendere il bucato, buttare via foglie secche e cambiare i letti, tua figlia torna a casa infestata di pidocchi e mentre tu cerchi di spidocchiarla con l’antipulci, tuo marito che è appena tornato da una girata in moto con gli amici, ti dice che gradirebbe mangiare presto perché alle otto e mezzo c’è la partita in tivvu.
E’ una legge, di cui non ricordo bene il nome, per la quale se il sabato pomeriggio sei stata alla manifestazione di roma contro la violenza sulle donne, il lunedì mattina alle sette ti fiondi in giardino sotto alla pioggia gelida per togliere il bucato che avevi steso la sera prima e che era quasi asciutto. Una legge particolare per la quale se sabato sera hai dormito con un’amica in un delizioso appartamentino a trastevere prestato da un’altra amica, il lunedì mattina sotto al diluvio e con un freddo birbone, ti vesti come un palombaro per andare in motorino, prendi il motorino e alla prima curva di accorgi che il motorino ha una ruota bucata così torni a casa a piedi vestita da palombaro con tanto di casco in testa, prendi l’auto e vai a lavoro dove trovi un messaggio del tuo capo che ti dice che una certa cosa l’ha già detta venerdì. Ma, cazzo, io venerdì non c’ero! Appunto, fa lui, smettila di fare il gioco delle tre carte e rimbalzare le responsabilità. Si ma adesso vorresti dirmi quella cosa che mi hai detto quando io non c’ero?
Poi lavori tutto il giorno, torni a casa, porti il motorino ad aggiustare, vai a comprare qualcosa per cena perché con la spesa di ieri ti accorgi che non hai comprato niente per la cena di oggi, porti fuori un cane, poi ne porti un altro, poi togli il bucato dal salotto, prepari la cena, controlli i pidocchi di tua figlia e infine ti ritrovi con il seguente problema di geometria
La diagonale AC di un parallelogramma ABCD è congruente con il lato AB che è di 17 cm mentre uno degli angoli formato dalla diagonale è di 32°. Calcola il perimetro del parallelogramma.
E pensi che nel mondo non c’è giustizia





25 novembre 2008, 10:11
“E Tu donna partorirai con dolore, e non solo”
25 novembre 2008, 13:21
Ma il risultato del problema qual è?
25 novembre 2008, 13:29
Menphis non ne ho idea, mi sono arresa.
Riccardo ci sarebbe anche quella cosa di “e tu uomo lavorerari con sudore” ma poi l’uomo ha inventato l’aria condizionata. Solite discriminazioni.
25 novembre 2008, 14:25
Eppure era facile …
…Forse basta non arrendersi nella vita … e non darla per vinta a prescindere!?!
25 novembre 2008, 14:34
scherzi Menphis, matematica era la mia materia preferita solo che non mi ricordo le regole di geometria. Morale, ieri sera non riuscendo ad arrivarci con le regole, mi sono presa il libro di mia figlia e me lo sono portata in salotto per cercare di arrivare alla soluzione con il ragionamento. Purtroppo non ho fatto in tempo ma stasera ci riprovo anche se, se tu volessi darmi qualche dritta, ne sarei felice:-)
25 novembre 2008, 15:04
Basta sapere tutto sul triangolo!!!
… E’ il congruente che ci frega!!! … nella vita!!
25 novembre 2008, 15:28
beh sul conguente ci ho perso diverso tempo ma effettivamente non ne sono venuta a capo. Dunque dicesi congruenti due figure sovrappobili quindi praticamente uguali quindi trattandosi di due rette, due segmenti uguali. Ma non è così perchè una diagonale sarà sempre più lunga di un lato e quindi sbaglio qualcosa.
Poi c’è quella cosa del triangolo…. mi manca una regolina evidentemente.
25 novembre 2008, 15:39
Infatti non apparteniamo tutti alla stessa cultura ….
25 novembre 2008, 15:55
manca un però!!! mi riferisco alla matematica o anche no!!!
25 novembre 2008, 16:05
Ma non faresti prima a disegnarti la figura geometrica e scoprire che qualche volta si hanno delle certezze sbagliate!!
Nella vita chiamasi pregiudizi!!!
25 novembre 2008, 16:31
esatto, ho provato anche a farmi il disegnino ma non avevo glis trumenti adatti.
Però Menphis sei peggio della settimana enigmistica, dammi almeno qualche indizio:-)
25 novembre 2008, 17:26
La diagonale AC di un parallelogramma ABCD è congruente con il lato AB che è di 17 cm
Hai dato prima la definizione di congruente e poi la rinneghi.
Bisogna essere coerenti nella vita!!!
25 novembre 2008, 18:28
prova col teorema del coseno
25 novembre 2008, 18:36
al tempo ragazzi, è solo un problema di seconda media.
Triangolo isoscele?
25 novembre 2008, 18:49
Non è che i gradi sono 30 e non 32?
Se i gradi sono 30, sono la metà di 60 e quindi si fa il giochino che certi triangoli sono la metà di triangoli equilateri.
(comunque la figura è possibile, basta che AC sia la diagonale corta.)
25 novembre 2008, 19:02
kiki, lo sai che è possibile? perchè i problemi erano due e non me ne è riuscito neanche uno. Ora vado a vedere (però quella cosa della diagonale non mi torna, come fa una diagonale ad essere uguale ad un lato?)
25 novembre 2008, 19:13
E’ una legge di Murphy.
25 novembre 2008, 19:39
Accendi l’aria condizionata ad un alato e vedrai che si risolve.
R.
25 novembre 2008, 19:43
Viscontessa, prova a disegnarlo: fai prima un triangolo isoscele, classico, con la base in basso e il vertice in alto. Fai il vertice molto acuto (è lui il signore di 30 o 32 gradi). Poi, su un lato di questo triangolo (destra o sinistra non importa), disegnane uno uguale, solo con la base in alto e il vertice in basso. I due triangoli devono avere un lato in comune, più precisamente il vertice dell’uno deve essere un estremo della base dell’altro, e viceversa. A e C saranno i vertici dei due triangoli.
25 novembre 2008, 20:01
Viscontessa come ha detto Kiki … se affianchi due triangoli isoscele cosa ottieni?
25 novembre 2008, 20:16
… Pitagora suggerisce qualcosa?
… ma attenzione agli angoli!!
25 novembre 2008, 20:17
I punti di vista sono sempre importanti!!
25 novembre 2008, 20:17
allora avevo detto bene con il triangolo isoscele:-)
eureka! ho capito!
(e pensare che la matematica è sempre stata la mia materia preferita ma mi sa che almeno su geometria sono un po’ arrugginita)
Riccardo, a chi devo accenderla l’aria condizionata?
25 novembre 2008, 20:20
Thumper, Murphy è proprio lui, l’ho riconosciuto quel bastardo!
25 novembre 2008, 20:26
Ma non era il caso di ragiornaci con la figlia?
25 novembre 2008, 20:55
si, ci ho provato ma la figlia dopo i pidocchi di domenica oggi ha la febbre a 38 e non sa neanche come si chiama.
comunque sia ora che io ho capito, appena si riprende lo spiego anche a lei:-)
(forse più che teoremi di pitagora e leggi di murphy avrei bisogno di una benedizione di padre pio)
26 novembre 2008, 0:02
Veramente era un lato, poi è uscito alato, ma Freud non c’entra perchè in matematica era scarso dice.
Riccardo.
26 novembre 2008, 13:41
ecco, se ora io penso che i culi da pulire, i pannolini mefitici, le pappe collose, le notti in bianco, il tempo per me fagocitato da un esserino di dieci chili scarsi, la vita sociale a quel paese e i viaggi pure, saranno presto rimpiazzati dalla richiesta di aiuto per i compiti di matematica, ecco, non sono in grado. (PS: ho trovato lo stesso macello al mio ritorno. C’erano in due a badare a casa e bambina ma si sono dimenticati il bagnetto. L’ho trovata con i capelli attorcigliati , che puzzava di latte e cane bagnato).
26 novembre 2008, 14:48
Blimunda puoi sempre fare come me, quello che non sei in grado di fare lo posti sul tuo blog e chiedi aiuto:-)
Riccardo, l’aria condizionata al lato è un’ideona:-)
26 novembre 2008, 15:32
Bilmunda, pensa che io sto paraticamento facendo la tesi a mia figlia grande, e ripasso tutte le sere con la piccola il liceo, meno matematica che mi rifiuto.
Ho detto una volta alla mia 23enne, visto che il fidanzato ha preso casa e lo stesso giorno le è venuta una specie di psoriasi nervosa.
D: Ma quando sgommi?
R: Perchè dovrei, mi pensi scema?
E mica ha torto sai.
Riccardo.
26 novembre 2008, 19:54
Vis: io spero nel padre. Dice che ci ha la mentalità scientifica, lui…
Riccardo: ecco, quel momento per me è ancora lontano (ha 11 mesi, stella!), ma in effetti c’è da pensarci…Quindi è vero che, tanto noi non vedevamo l’ora di fuggire, tanto loro non vedono l’ora di addivanarsi forever dai genitori?
27 novembre 2008, 0:27
Sai il dramma è che la mia generazione ha sempre dovuto dire “vado via da casa”, prima per andare via di genitori per sentirsi liberi e non era facile, ora per andare via dai figli per la stessa ragione, e non è ugualmente facile.
Un pò come prima che dovevi stare zitto perchè l’interlocuture era 50enne, adesso perchè sei tu il 50enne, magari è un modo per restare giovani, mettiamola così.
Riccardo.
27 novembre 2008, 11:15
[...] per aggredire la città. E i suoi negozi. No, perché se a casa ci hai un marito, dei figli e un’arca di Noé di bestie varie, vuoi mica sprecare una mattinata a Roma a dormire, vero? E allora si parte. [...]
28 novembre 2008, 19:42
Per i problemi di matematica, la soluzione semplice è accordarsi con un@ compagn@ di scuola capace, o magari dare qualche soldino a un@ brav@ di uno-due anni di più. Funziona anche all’università.
Invece i pidocchi toccano tutti a mammina, niente outsourcing. Molto, molto peggio. Mio marito dice che lui i pidocchi e le lendini “non li vede”.