Adeguarsi alla recessione. Consigli per l’uso
Viscontessa, 20 novembre 2008E’ ufficiale, siamo in recessione. Cosa sia la recessione non ha alcuna importanza saperlo, l’importante è adeguarsi agli usi e costumi imposti da una situazione che di fatto non cambierà la nostra vita ma cambierà il nostro modo di porsi nei suoi confronti. In sostanza, come sempre, i poveri rimarranno poveri e i ricchi resteranno ricchi ma l’ostentazione della ricchezza incontrerà grosse difficoltà ad essere manifestata con signorile minimalismo mentre la povertà potrà essere indossata quotidianamente senza correre il rischio di essere derisi.
Insomma, la povertà sarà di gran moda a prescindere dal grado di povertà effettiva di cui ognuno potrà soffrire ma a differenza di altre epoche storiche nelle quali si è assistito ad un peggioramento delle condizioni di vita dell’umanità, questa volta non ci sarà assolutamente da vergognarsi ad essere poveri anzi, essere poveri diventerà un must della stagione come lo è diventato molti anni fa il “nero” affrancandosi definitivamente dal suo ruolo di colore funebre.
Stamattina per esempio, sentivo un servizio di moda sui piumini. Ora che siamo in recessione, diceva il servizio, torna di moda il piumino quale capo indispensabile e versatile per affrontare serenamente i rigori dell’inverno. Un unico capo, come si conviene in periodi di recessione, di cui esistono molti modelli e varianti, dai più semplici e sportivi, a quelli impreziositi di ricami, pietre preziose e preziosi colli di pelliccia.
Ma di esempi e possibilità per sentirsi sempre a proprio agio in mezzo a questa recessione, ce ne sono davvero tanti e forse vale la pena segnalarne qualcuno.
Al supermercato. Il supermercato non va più di moda. La spesa, in periodi di recessione, la si fa dai contadini, nei mercati rionali, nei grandi mercati all’ingrosso, in quelli biologici o addirittura tramite internet. Accorgimenti questi, che oltre a garantire una alimentazione più sana, ci permettono di risparmiare. Farlo è semplicissimo, basta procurarsi una mappa dei luoghi dove acquistare derrate alimentari con queste caratteristiche, poi si prende l’auto, si fanno trenta chilometri, si fa la spesa per la frutta e la verdura per non più di tre giorni che altrimenti gli alimenti in frigo perdono le loro proprietà nutritive, poi si fanno altri venti chilometri e si va ad acquistare la carne e quindi un’altra manciata di chilometri per i formaggi, i latticini e tutto il resto. E’ probabile che in una giornata sola non riusciate a fare tutto ma d’altra parte nei periodi di recessione lavoro non ce n’è quindi tanto vale andare a fare la spesa.
Trasporti. L’automobile prima di tutto anche per andare a comprare il giornale, a fare una passeggiata o semplicemente per il gusto di muoversi. L’inquinamento, in periodi di recessione, non è una priorità tanto che non se ne sente più parlare mentre incrementare il mercato dell’auto è un dovere civico a cui tutti siamo sottoposti. Più auto si vendono più si contribuisce a riavviare l’economia.
Abbigliamento. Essere in recessione non significa comprare direttamente dai cinesi. Il made in Italy va tutelato e valorizzato quindi è bene acquistare dai cinesi sempre tramite aziende italiane in grado di garantire che il made in china che vendono, produrrà un reddito anche per il imprenditori italiani.
Beneficenza. D’ora in avanti coloro che vorranno fare beneficenza non dovranno più adottare un bambino del terzo mondo ma potranno comodamente adottarne uno del palazzo accanto. Inviando un semplice sms del costo di solo due euro, regaleranno ad un bambino sfortunato una nuova suoneria per il loro cellulare e con soli otto euro al mese, gli garantiranno la possibilità di stare tutto il giorno di fronte ad una pay tv.
Viaggi e vacanze. Si va dalla possibilità di trascorrere una settimana di vacanze all’aeroporto di Linate a quella di un soggiorno all inclusive presso un centro commerciale della zona. Per i più avventurosi i tour operator propongono il pacchetto “una settimana da Rom” mentre per coloro che amano l’ozio e il relax c’è il pacchetto “lo statale di sinistra” con tour nei più famosi tornelli della nostra penisola.





20 novembre 2008, 16:58
Il problema è che siamo in recessione anche di affetti, son troppo cari.
R.
20 novembre 2008, 17:51
Un piccolo aiuto anti-recessione per passare una serata piacevole e magari divesra: per tutte le amanti della musica classica – che io personalmente amo quando ho bisogno di concentrarmi, rilassarmi, fantasticare….spesso, insomma – segnalo che l’Orchestra di Accademia delle Opere di Milano omaggia le amanti della musica con un biglietto gratis per uno dei concerti in cartellone da gennaio a giugno compreso che si terranno a Milano, al Conservatorio. Per ricevere questo omaggio – a me ha fatto piacerissimo, sono andata al concerto lo scorso 13 novembre e mi sono beata con Beethoven e Bizet, violini in libertà … – mi sono iscritta alla loro newsletter al sito http://www.accademiadelleopere.it.
Devo dire che ci ho portato un amico…. che ha parecchio apprezzato….e ho conquistato punti! Basta con i soliti after hour!!
E poi… le sensazioni sono ben altre….
Pallina
20 novembre 2008, 18:56
Bella idea! Speriamo solo regga e non si debbano vendere gli strumenti.
21 novembre 2008, 23:19
“il pacchetto “lo statale di sinistra” con tour nei più famosi tornelli della nostra penisola”: stupendo!
Grazie della risata (per quanto amarognola).
5 dicembre 2008, 13:12
[...] leggevo questo post di Giovanna Hugues e pensavo al fatto che non sarà tanto la crisi in sè, ma il modo in cui si [...]