finalmente il week end

Viscontessa, 21 ottobre 2008

Se almeno piovesse sarebbe un po’ meglio. Questo caldo fuori stagione è indisponente, mi irrita e mi disturba anche se i calzini stesi si asciugano subito e non sono costretta a mettere lo stendino in casa.
Passato fine settimana in casa. Acquisto gamella per scout il sabato mattina. Prendo il cane e vado a piedi torno con due zampogne attaccate alle caviglie e una mano con le stimmate. Per portare fuori quel cane ci vorrebbe un esorcista. E molta pazienza. “ma è così o la avete tosato?” cento passi, cento volte la stessa domanda. Gli ho fatto la ceretta, oh ma non si preoccupi, prima gli ho fatto un’anestesia. Forse gli faccio ai ferri una pelliccetta posticcia con i peli dell’altro cane.
Nel pomeriggio facciamo la spesa. Solite cose, mangiamo sempre le solite cose che a far la spesa ormai ci vogliono dieci minuti. Rigoli, mozzarella, pane bianco del Mulino Bianco, caffè Esselunga e la pasta per il cane. Mi ero dimenticata vai tu a prenderla. Soliti maccheroncini Fidel e il petto di pollo “glielo taglio a fette?” non grazie tanto devo lessarlo per il cane. Solite cose, solite frasi, solita strada.
Si fa tardi torniamo a casa che c’è Cold Case. Casi irrisolti e poi mi sparo Pupo su Rai Uno. Fatti una canna e sparati Pupo. Roba da urlo e buonanotte suonatori.
Domenica finisco il libro e sono indecisa se proseguire sul genere o farmi qualcosa di più feroce. Tiro fuori un paio di libri che volevo leggere e vado a mettere un’altra lavatrice. E’ finito il Dash ma l’ho ricomprato. Per i capi colorati vado con le offerte. Chanteclair per lavare i piatti. Colpo di vita, lo prendiamo al limone? Emozione igienizzante, ancora devo provare che effetto fa sui piatti, aspetto l’occasione giusta, vorrei che fossimo tutti presenti.
Inizio lui, leggo un paio di pagine. Non ce la posso fare. Inizio l’altro e l’altro ancora. Vediamo, c’è il sole meglio uscire. Mi vesto da esorcista e prendo il cane. Piazza Santo Spirito solito mercato dei prodotti naturali, frikketoni anni settanta che producono formaggio di capra, sapone naturale, mele brutte come il peccato. Ci ingroppiamo un paio di cagnette, salutiamo un paio di conoscenti, avviamo una baruffa con un barboncino e compriamo un chilo di lana di capra puzzolente, ispida e piena di rametti. Sarà anche naturale ma sembra di stare in un stalla.
Mangio, scarico e carico la lavastoviglie, carico e scarico la lavatrice, ricarico la lavastoviglie e scarico la lavatrice. Trenta gradi lavaggio per i colorati, stendi il bucato e buonanotte al secchio.
Lui o l’altro? Sfoglio il giornale e crollo sul divano prima dell’oroscopo. Giornata strepitosa, l’amore va a gonfie vele e sarete pieni di iniziative. Carico e scarico la lavatrice. Mi addormento prima di sapere quella cosa dell’amore che evidentemente mi passa accanto e non si ferma. Dormo e sogno l’ufficio, mi sveglio e sogno di dormire, mi mangio quattro bignoline al cacao e due alla crema. Me le sparo in gola come un antisettico per il cavo orale, ci butto un giù un caffè e carico, scarico, carico, scarico. Annaffia, pulisci le gabbie dei pappagalli tira giù qualche quintali di diosperi prima che si spiaccichino sulla ghiaia. Carico e scarico diosperi è l’ora di cena. Televisione perché non ho ancora deciso. Lui o lui? Storie fantastiche nelle quali nessuno carica o scarica mai la lavastoviglie.
E a che mi servono? Mi addormento con un gatto sulla pancia e il cane sul cuscino.



Un commento a “finalmente il week end”

  1. Gianfranco Says:

    Riesci a dare senso e forma ad interrogativi, sparando apparenti cavolate e senza per forza formulare le domande.
    E mi piace quando dici “e buonanotte ai suonatori”, oppure “buonanotte al secchio”. Sono forme che sentivo da quand’ero bambino e le uso anch’io a dire il vero. Un modo allegro per zittire il disappunto.
    Sei forte Giò. Ed adesso, che le prime ore della notte mi hanno regalto il tuo simpatico post ed una nuova bella canzone che mi scalda il cuore, vado finalmente a nanna.
    Buonanotte.

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