Conversazioni

Viscontessa, 23 Settembre 2008

- Si vabbè ma insomma di cosa parliamo quando parliamo di nuovo femminismo?
- Purtroppo direi di niente, non mi pare di vedere alcun movimento in giro.
- Ma sul giornale c’era scritto che tu sei l’artefice di un nuovo femminismo.
- Magari! Quello era un articolo che parlava di un blog sul quale scrivono donne che parlano di problemi di donne.
- Una roba tipo diete, assorbenti, scarpe e posta del cuore?
- Non pretendo che tu legga i blog ma vorrei sperare che non pensi davvero che gli assorbenti, la dieta, le scarpe o la posta del cuore possano rappresentare un “problema” femminile.
- No, non lo penso e allora questo blog cos’è, un luogo di femministe incazzose e sfigate che ce l’hanno con gli uomini?
- Vedo che ce ne andiamo tutti in stereotipi
- Che significa?
- Significa che per rendersi conto che la condizione femminile non è proprio paritaria a quella degli uomini come vogliono farci credere, non è necessario essere donne incazzose ma soprattutto sfigate.
- Cioè un po’ incazzose si ma sfigate non direi.
- Si vabbè ma tu cosa c’entri con loro? Voglio dire non ti ci vedo a urlare “col dito l’orgasmo è garantito” e non mi pare che abbia mai avuto neanche problemi a trovarti un compagno o anche solo un’avventura.
- Francamente non credo che nessuna delle donne che scrivono sul quel blog abbia problemi a trovarsi un compagno o anche solo un’avventura. Anzi direi il contrario.
- Ah ho capito, siete per la rivendicazione dell’uomo oggetto.
- Fammi un favore, smettila di ragionare per luoghi comuni. Gli uomini posso fare molto meglio che cercare una donna oggetto e anche le donne posso aspirare a molto di più. Stiamo parlando di esseri umani e di parità di condizioni ma soprattutto di dignità e non c’è niente di dignitoso nel considerare il sesso come un oggetto, chiunque lo faccia. Io direi che parliamo della prospettiva che un giorno il sesso non sia più una merce di scambio né qualcosa di cui le donne debbano vergognarsi.
- Non mi pare che le donne si vergognino del sesso.
- No ma non riescono a viverlo nella giusta dimensione. Alcune ne abusano usandolo come strumento di rivendicazione sul maschio, altre te lo sbattono in faccia ma dichiarano di credere nei sacri valori della famiglia tradizionale, altre ancora lo giustificano con innamoramenti tanto brevi da non durare neanche il tempo di ricordarsi il nome dell’innamorato. Ecco guarda diciamo così: il nuovo femminismo non è un movimento di protesta contro i maschi ma contro una mentalità maschilista condivisa a volte inconsapevolmente sia da uomini che da donne.
- Effettivamente sembra che tu ce l’abbia più con le donne che con gli uomini.
- Nessuno ce l’ha con nessuno, non è una guerra tra esseri umani, ma una guerra tra mentalità. Cioè una roba così, molto ideologica che a me questa storia che le ideologie sono diventate merce da buttar via mi sta anche piuttosto sul culo. E poi di cosa parliamo quando parliamo di mentalità maschilista riferendoci agli uomini lo sappiamo benissimo, ciò che è meno evidente è che sono proprio molte donne ad assecondare per prime questa mentalità. Personalmente ce l’ho, per esempio, con quelle che vanno a sculettare di fronte alle telecamere e poi ti raccontano che da grandi sognano di sposarsi e avere tanti bambini. Un po’ come quelle che la danno a chiunque ma ti raccontano che erano ubriache. Mi disturba l’ipocrisia di certi atteggiamenti che poi sono il succo di questa mentalità maschilista che non esiste.
- Come sarebbe a dire che non esiste? Allora se non esiste di che stiamo parlando?
- Esiste, ma nessuno lo ammette. Forse era più semplice prima quando gli uomini non avevano pudore a sostenere che le donne erano buone solo a stare a casa a fare figli. Adesso non trovi più nessuno che abbia il coraggio di ammetterlo ma di fatto si fa di tutto perchè ciò avvenga.
- Si vabbè però una cosa la devo dire anche io, voi parlate tanto di parità ma poi vi aspettate che siamo sempre noi uomini a pagare il conto.
- Si vabbè lo dico io, mi pare di sentire quelli che ce l’avevano con D’Alema che fa il comunista e poi c’ha la barca. Non stiamo parlando di annullare le differenze tra uomini e donne, anzi stiamo parlando di esaltare quelle che meritano di essere esaltate tra le quali le differenze di ruolo che favoriscano un buon rapporto di coppia. Prendersi cura dell’altro, essere galanti, gentili o disponibili mi pare una buona cosa. Magari il conto lo paghi tu e io mi occupo di caricare la lavatrice o piegarti i calzini.
- Si certo ma io non stavo parlando di un rapporto stabile, è ovvio che all’interno di una coppia consolidata ognuno fa quello che sa fare meglio e spesso il conto lo si paga a mezzo come entrambe si carica la lavastoviglie, ma il fatto è che se inviti fuori una donna a cena poi quella si aspetta che sia tu a pagare il conto.
- Beh certo se la “inviti” cosa ti aspetti poi? D’altra parte quando si invita qualcuno, uomo o donna che sia, è buona educazione anche pagare il conto.
- Certo, ma siamo sempre noi ad invitarvi a cena fuori, è difficile che una donna prenda questo genere di iniziativa
- Tu come ti sentiresti se una donna ti invitasse a cena fuori?
- Una che conosco poco?
- Beh certo altrimenti torna il discorso di prima sulla lavatrice e i calzini
- Forse mi metterebbe un po’ a disagio, cioè mi piacerebbe ma finirei per chiedermi se poi sarò
all’altezza delle sue aspettative oppure mi chiederei cosa si aspetta da me.
- Ecco appunto, ora hai perfettamente capito di cosa stiamo parlando.

Pubblicato su Sorelle d’Italia



4 commenti a “Conversazioni”

  1. Riccardo Says:

    Sai ormai tutti si aspettano tutto e pensano che la parità sia applicabile ovunque in tutto ma proprio tutto come le privatizzazioni tanto di moda, magari se si considerasse che la parità è un valore che ha all’apice la dignità, ma che si riconosce grazie alle differenze di ruoli, che poi alla fine mancano i “ruoli”, allora tanti maschietti e femminucce smetterebbero di girovagare domandandosi, chi sono? che voglio, che mi piace? ma piaccio? e ora??

    R.

  2. Pepe Says:

    …però! Bel pezzo!…e bel blog! :-)

  3. Valmont Says:

    si, scrivi proprio bene…
    ho una domanda : come si sente una donna quando uno che conosce poco l’invita fuori a cena ? si pone domande rispetto alle aspettative dell’ospite ? va in ansia ?
    se si, non ci vedo differenze…
    io da uomo non mi sentirei a disagio, mediamente, all’invito di una donna (certo, se mi invita una celebrità, magari si)…ma per qualche strana ragione culturale, mi sentirei comunque in dovere di fare almeno il gesto di metter mano al portafogli, anche da “invitato”…

  4. Curlyz Says:

    Grazie a quell’articolo -che oggi ho letto mentre aspettavo il mio turno dal medico - sono arrivata fin qui … è stato davvero un piacere scoprire il tuo blog e leggere le cose che scrivi!
    tornerò a trovarti
    ciao

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