Una giornata uggiosa

Viscontessa, 21 settembre 2008

Me ne stavo qui in cerca di qualche idea per un articolo.
Non che sia difficile trovare argomenti sui queli scrivere perchè anche se te ne stai tutto il giorno sdraiata sul divano a pisolare il mondo inspiegabilmente va avanti lo stesso.
Anzi quando ti decidi di aprire la finestra per vedere se è successo qualcosa, ti senti quasi in colpa per tutto quello che è accaduto mentre tu dormivi sul tuo divano.
E’ come quando ti svegli la mattina in una bella giornata di sole e un attimo dopo metti ordine nei tuoi pensieri per cercare di renderti conto se puoi essere felice del sole o era meglio la pioggia.
Io per esempio inizio a ritroso dalla sera prima, cerco di rammentare l’ultimo pensiero che ho avuto prima di addormentarmi e poi cerco di ricordarmi cosa ho fatto poco prima di andare a letto tipo se ho usato il filo interdentale o vaffanculo per stasera che non ne ho voglia.
C’è il sole e magari avevo in programma di indossare l’impermeabile e non c’è niente di bello nel sole di agosto che si appannerà sotto l’afa opprimente di una giornata d’estate.
Ma ormai è andata, l’estate è finita e gli amici se ne vanno. Non era proprio così ma il significato è quello e mentre per la prima volta mi chiedo se non potrei scrivere un articolo non articolo, mi imbatto in questa malinconia autunale anche se fuori c’è il sole e domani vorrei lavare i copri divani che puzzano un po’ di cagnetto.
Una leggera malinconia, dicevo, la malinconia della festa è finita e gli amici se vanno lasciandoti alle prese con una nuova stagione da programmare come un palinsesto televisivo. Qualche carrambata stantia come l’incontro con un vecchio amico che non hai visto per anni ma che da qualche tempo si è trasferito vicino a casa tua e una pioggia di fiction, di finzioni che devi indossare quotidianamente per sopravvivere ad un mondo che non piace a nessuno ma che non si capisce perchè accidenti allora sia così.
E poi molto sport che fa bene alla salute, partite di calcio e partite di calcio e partite di calcio inframezzate da dibattiti sul mondo del calcio malato, pure lui malato ma la malattia ormai sembra l’unica dimensione nella quale ci troviamo a nostro agio. Infine i film quelli che ti fai ogni giorno alimentando le tue speranze e le tue illusioni e i telegiornali, la cronaca impietosa dei tuoi brufoli o di quella dell’ultima Paris Hilton de noartri come gli omicidi sui quali ricamare corredi interi nelle lunghe e fredde notti invernali.
Tanto le idee non arrivano, mi lascio invadere da questa malinconia e mi convinco piano piano che si può scrivere senza dir niente pagine intere.
Forse parlerò di malinconia, comincerò con lo spiegare cosa significa, quale sia la sua etimologia e quanto sia alimentata dalla sindrome dello stress della fine delle vacanze. Un accenno ad una statistica americana, un consiglio di un esperto, un breve, sintetico ed insignificante ricordo personale sulla malinconia e un richiamo meterologico alla pioggia a far da sfondo. Magari ci piazzo anche Battisti con una giornata uggiosa che fa tanto attualità.



6 commenti a “Una giornata uggiosa”

  1. Riccardo Says:

    E se ci metti un poco di vento, allora altre tre o quattro righe ti escono di statistica, perchè il vento per i malinconici è letale, non spazza ma spiazzia ed aumentano i casi di chi vuol provare a farsi trasportare e irrimediabilmente cade, perchè l’uomo deve camminare e non fare finta di volare.

    Riccardo.

  2. Moltanoia Says:

    Un consiglio: se parlerai di malinconia, lascia stare lo stress da vacanza.

  3. Moltanoia Says:

    …perché non c’entra.

  4. La_Sposa Says:

    Eccoci.
    Sogno un cimitero di campagna e io là
    all’ombra di un ciliegio in fiore senza età per riposare un poco 2 o 300 anni
    giusto per capir di più e placar gli affanni.

  5. amilcare Says:

    Bellissimi racconti. E’ un piacere leggerli

  6. Viscontessa Says:

    Grazie amilcare:-)

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