Vù cumprà?
Viscontessa, 19 Settembre 2008Sono fuori dall’ufficio a fumare una sigaretta.
Ho in mano due blocchetti di assegni.
Si avvicina un venditore ambulante di colore, un ragazzone giovane non oltre i venticinque anni e mi chiede di acquistare qualcosa.
“non ho soldi” gli dico, ed è vero, sono scesa solo con quella sigaretta e i libretti degli assegni che devo mettere in cassaforte.
“io ho fame, dammi almeno un ticket restaurant”.
Apperò, imparano svelti questi giovanotti.
“sono libretti degli assegni non sono ticket”.
Non capisce, parla a mala pena l’italiano e forse quel tanto di inglese ormai necessario a comunicare nel nostro paese. Gli mostro i libretti ma lui insiste, alla fine gli dico “assegni bancari”.
“ah” fa lui “ho capito, banca”.
Già, banca, un luogo pieno di soldi e privo di generi di conforto, il niente della nostra società.
Lui ha l’aria sconsolata, ci pensa un po’ e poi mi fa “sei sposata?”.
Sposata? Ci penso anche io perchè non capisco dove vuole arrivare
“si, sono sposata”.
“ah, beata te, io non sono sposato, sono solo, molto solo….. tu capisci quello che voglio dire?”
Temo di si ma non ne sono sicura “sei giovane, vedrai che anche tu troverai presto una moglie”.
Torno in ufficio di corsa lasciandolo lì con la sua misera mercanzia in mano.
Boh.





19 Settembre 2008, 17:43
Però è bella l’immagine del ragazzo africano che si presenta al ristorante col ticket della regione toscana, tipo.
19 Settembre 2008, 20:54
Mah.
21 Settembre 2008, 9:38
Deh, ragazza, è perchè fai ancora la tua porca figura. Di solito a me cominciano da “sono solo” e saltano la parte di verifica della mia eventuale coniugazione.