Il suo perchè
Viscontessa, 18 Settembre 2008Allora che vogliamo fare?
Di che parli?
Di questo blog, non scrivi niente da giorni
Si vede che non ho niente da scrivere
E cos’altro avresti da fare di bello?
E chi ha detto che ho qualcosa di bello da fare?
Vabbè, allora cosa hai fatto in questi giorni di non bello?
Niente, il solito, mi sono macerata nella mia autocommiserazione, ho preso in considerazione la possibilità di suicidarmi con classe e poi ho cominciato ad informarmi sulla ricettività delle case di riposo per il 2030, ma lo sai che ci sono già le liste di attesa?
Per le case di riposo per il 2030?
Certo! Guarda che il 1964 è stato l’anno più prolifico dal dopo guerra in poi, un vero casino! quando saremo vecchi non ci sarà posto per noi da nessuna parte tra l’altro abbiamo fatto pochi figli e siamo pure dei morti di fame il che significa che nessuno baderà a noi. Per questo mi sto informando sugli ospizi.
Ecco
Ecco cosa?
No niente, è meglio che continui a non scrivere.
Già





19 Settembre 2008, 0:29
Ah che preoccupazioni! Adesso è troppo tardi per pensare a queste cose.
Magari domani se ne riparla. Ciao e buona notte.
19 Settembre 2008, 1:03
In momenti così…roba potente che mi ha sollevato ultimamente lo spirito: i libri di Philip Roth. Tipo: Zuckerman scatenato,Inganno, La macchia umana. Terapeutici, proprio.
Buonanotte!
19 Settembre 2008, 8:03
Dobbiamo pensare veramente, ad una forma di cumunità autofinziata per quando sopraggiungono i limiti di età, oppure ad un suicidio collettivo, che quello singolo implica sempre troppi perchè.
Però anche cercare di vivere a tavoletta fino a che si può, è un’ipotesi da considerare.
Riccardo.
19 Settembre 2008, 9:08
Sono mesi che mi gira attorno il 1964 e risco a pensarlo solo come un bell’anno. Io sono arrivato un po’ dopo, ma magari e’ stato un errore.
19 Settembre 2008, 9:08
riesco
19 Settembre 2008, 9:22
tra 22 anni, nel 2030, …
… no, è troppo difficile fare i conti: è venerdì mattina, non so dire quanti anni avrei nel 2030.
però che ne dite di fare una comune?
basta con ospizi, brefrotrofi, case di riposo, ecc…
una comune!
ottantenni che fumano cannoni e praticano il sesso libero…
cazzo! potrei recuperare quel che non sto facendo!
19 Settembre 2008, 10:54
Effie, non ci crederai, ma sto leggendo Pastorale Americana, eh si lo so, vado a ritroso, prima ho letto gli altri e adesso son sulla pastorale.
Riccardo forse il nostro problema (intesi come generazione) è proprio quello di vivere a tavoletta da sembre, non siamo mai cresciuti veramente chissà se riusciremo ad invecchiare.
Verdum, probabilmente la nostra è stata la generazione che ha dato il via ad un lento ed inesorabile declino generazionale. Forse si, se arrivavi un po’ prima magari magari potevi vantare almeno il primato:-)
Bancona, l’idea della comune peace and love mi piace assai, ai suoi tempi questa forma di aggregazione sociale non ha funzionato un granchè ma forse superata l’età delle aspettative e giunti finalmente in quella nella quale non ti resta che aspettare soltanto la dipartita, le cose potrebbero funzionare meglio. Di sicuro la condivisione degli obbiettivi potrebbe essere uno stimolo:-)
19 Settembre 2008, 12:19
Vis e ti sembra questo il problema?
Riuscire a stare “giovani” nella inconsapevolezza della vecchiaia non mi sembra così orribile, il vero problema è che molti hanno arrestato lo sviluppo emitivo e intellettivo appena ad un passo dalla fase anale, direbbe Freud.
Riccardo.
19 Settembre 2008, 16:21
eh, ma anche gli altri si non si fermati molto oltre, non so come lo direbbe Freud ma quella cosa sugli eterni Peter Pan mi pare che potrebbe essere adeguata.
Se fossimo in grado di badare a noi stessi essere inconsapevolmente vecchi non sarebbe poi tanto male ma dubito che riusciremo davvero.
19 Settembre 2008, 20:51
Senti Vissse, ti offendi se ti chiamo Trilly?
Riccardo
19 Settembre 2008, 21:19
ihihih, no, anzi rido con la tastiera come trilly, hai visto?