Una provinciale alla blogfest
Viscontessa, 15 settembre 2008Alla fine ci sono le cose semplici di una volta come le lenzuola lavate con la cenere e gli uomini che giocavano a carte nel bar dopo una dura giornata di lavoro nei camp.
Nella vita basta poco per essere felici, basta la luce rosa di un tramonto o la risata cristallina di un bambino, basta una giornata invernale di sole o una giornata di pioggia con le scarpe da ginnastica che si infradiciano e poi puzzano come una cloaca. Piccole cose di cui abbiamo perduto il ricordo come un paio di stivali nuovi che sono le uniche altre calzature che ti sei portata dietro e ti hanno fatto dono delle stimmate ai piedi.
Ho camminato sulle acque di Riva del Garda, ho attraversato temporali e trombe d’aria, ho percorso una via crucis per le strade battute di pioggia e vento con vesciche sui talloni che spuntavano come funghi e funghi che spuntavano dalle scarpe da ginnastica. Ho visto la luce, ho visto le stelle, ho visto blogger divertirsi come bambini e bambini piangere in un parco divertimenti, ho sentito le voci alla BlogFest e ho chiamato a me i pargoli a Gardaland.
Ho visto cose che voi lettori non potete neanche immaginare e che non potevo immaginare neanche io quando ho detto al coiffeur offerto da Donna Moderna di fare ai miei capelli ciò che voleva.
Ho visto gente e ho fatto cose, poche, molto poche perché il mondo virtuale corre veloce verso punti zero per me sempre più lontani e irraggiungibili e io non ci capisco una sega o non c’entro una sega. Fate voi.
Così tra mediacamp, senior manager, sponsored, game, litcamp, girl geek dinner, location, comunication, team manager, podcast, social network, fashioncamp, e-book, senior manager, foodcamp, powered, country manager, digital service innovation, marketing director, advertising, e happening, sono tornata a casa con il mio welcome pack, il mio pass, e uno schema per lavorare a maglia che ho scoperto essere assolutamente out se fatto seguendo gli schemi di Mani di Fata perchè adesso si partecipa agli Stich`n Bitch.
Ma soprattutto son tornata a Firenze e ho trovato il bar sotto casa chiuso e con tutte le insegne coperte.
“Oh ragazzi” gli ho detto nel pomeriggio quando hanno riaperto “ma che siete grulli? Torno dopo due giorni e vi trovo chiusi e con le insegne coperte, ma che è successo? Ma lo sapete che ho vissuto momenti di vero panico?”
“niente” mi fa il barista “un s’è pagato la tassa per le insegne e ce le hanno coperte”.
“fack you!”
“come?”
“no, nulla, è che ti manca un director manager in grado di procurarti dei premimum sponsor o dei main sponsor perchè la location sarebbe anche ideale per organizzare dei foodcamp ma anche dei girl geek dinner ma senza innovation, senza una wireless free zone, senza un’organization non vai da nessuna parte!”
“eh????? ma di che stai parlando ? Ma non fo già l’happy hour il venerdì sera?”
“L’happy hour? Ma lo sai che ormai siamo nell’era del Campari Soda 2.0?! e poi quei panini con la mortadella…… sono almeno panini alla mortadella a chilometri 0?
“panini a chilometri 0? e che ci devo pagare anche l’assicurazione prima di metterli in vendita?”
“sai qual’è il tuo problema? È che sei terribilmente àgèe!”





15 settembre 2008, 11:08
ma…. com’e’ che ti ho scoperta solo adesso?
dici che non leggo il firenze e donna moderna? si… puo’ essere….
15 settembre 2008, 12:32
I capelli …. vorrei sapere qualcosa dei capelli….
15 settembre 2008, 13:16
Ho letto il post a voce alta: il piacere della musicalità e del ritmo delle tue parole mi ha conquistata.
Il ritratto che hai tracciato rappresenta perfettamente il periodo storico che stiamo vivendo, ahinoi. È bene ricordare, di tanto in tanto, l’inestimabile valore della semplicità.
Lieta di aver scoperto il tuo blog.
16 settembre 2008, 8:52
Non cambierei un baretto sotto casa a Firenze per mille blogfest.
16 settembre 2008, 13:00
E’ maledettamente affascinante essere vintage, tresor!!!!!
16 settembre 2008, 16:08
Ho capito tutto tranne àgèe, è grave?
Saluti dalla fila di quelli che fanno casino nelle conferenze e nelle premiazioni.
16 settembre 2008, 18:00
sarà “agiata”, come la classe di chi il sangue non è acqua?!
o “agita”, termine tanto caro agli piscologi che vanno a passeggio con il divano di Freud sottobraccio?!
“agitata”, come il cocktail preferito da Bond, James Bond: martini agitato, non shakerato!?
16 settembre 2008, 18:18
effettivamente àgèe, essendo un francesismo, l’ho sentito in piscina e significa “datato” “vecchio”:-)
Sui capelli ancora nessuna foto pervenuta (per fortuna:-)
Santin, mi piace, da oggi sarò una blogger vintage:-)
17 settembre 2008, 10:55
ma che era alla fine sto blog fest???
20 settembre 2008, 16:54
anch’io mi son portata via uno schema stich-n-bitch che non farò mai (ma l’ho appeso in ufficio), e un freddo boia.
E’ stato carino, però.