Sarebbe stato meno grave?

Viscontessa, 27 Agosto 2008

Derubati, massacrati di botte e infine lei violentata. Vi direi scegliete voi la località e la nazionalità delle vittime e dei carnefici che tanto non cambia niente ma una differenza, una piccola e forse insignificante differenza tra il caso di Roma e quello di Torre Annunziata c’è.

E’ un dettaglio che forse nella tragedia non meriterebbe neanche di essere menzionato ma poi non posso fare a meno di pensare che sono proprio i dettagli come una precisazione di troppo a dare un significato diverso ad una storia, qualunque sia la storia anche la più atroce e la più cristallina nella sua brutalità .

Così si è venuti a sapere che la turista olandese, a differenza di quella tedesca, è stata violentata di fronte al marito, precisazione enfatizzata che in un contesto nel quale è la brutalità del gesto l’aspetto a cui si vuol dare maggior risalto, immagino volesse esserci fornita come ulteriore aggravante dell’accaduto.

Fortunatamente non so cosa si prova ad essere violentate, posso lontanamente immaginarlo ma la mia immaginazione non può comunque spingersi oltre certi limiti e quello del caso di Roma questo limite lo ha superato abbondantemente.

Tuttavia, nel mio piccolo, nella piccola e insignificante esperienza di ciascuno di noi, sappiamo che nei momenti più terribili della nostra vita abbiamo sperato di avere accanto le persone a cui vogliamo più bene.

Ogni esperienza, fantastica o terribile che sia, acquista un altro sapore se la si può condividere con qualcuno di cui ci fidiamo e a cui vogliamo bene e per questo immagino che anche in una situazione del genere sapere che il nostro compagno è lì, sapere che comunque è vivo e sta bene, possa lenire almeno in minima parte la nostra sofferenza. Forse sbaglio ma ogni giorno scegliamo o desideriamo partorire o morire accanto alle persone che ci sono più care e ogni giorno speriamo di poter essere di conforto e di aiuto, anche solo morale o spirituale, alle persone a cui siamo più legate. E preferiamo la verità, preferiamo la morte piuttosto di una scomparsa, preferiamo la cruda e impietosa realtà piuttosto di un prolungato oblio.

Mi metto nei panni di quella povera donna ma mi metto anche in quelli di quel povero uomo costretto non tanto ad assistere alla violenza sulla moglie ma a condividere con la sua compagna per tutta la vita il dolore di questa terribile esperienza a prescindere dal fatto che lui abbia o non abbia assistito alla violenza. E mi chiedo se avrebbe davvero sofferto meno se mentre violentavano e massacravano sua moglie, lui fosse stato altrove a torturarsi su ciò che stava accadendo.

Ma la mia ovviamente è una considerazione che parte dal presupposto che una violenza sessuale è una violenza terribile e devastante, un oltraggio al fisico ma soprattutto alla dignità di un essere umano e non un oltraggio alla morale come solo fino a pochissimo tempo fa era considerata la violenza sessuale nel nostro paese. Perchè un uomo costretto ad assistere alla violenza sessuale sulla propria donna, non è un bambino e non è un essere più debole della vittima a meno che non si ritenga che sia stata la sua dignità di maschio ad essere oltraggiata.

E allora mi chiedo, è davvero rilevante ai fini della gravità dell’accaduto che il marito sia stato costretto ad assistere?

Pubblicato su Sorelle d’Italia



10 commenti a “Sarebbe stato meno grave?”

  1. Riccardo Says:

    Per l’atto in se non cambia nulla, l’oltraggio alla dignità resta tutto, la paura del dopo anche, non scordiamoci che non sempre l’oltraggio rimane sospeso al momento del compiuto, ma si trascina oltre sia psicologicamente che fisicamente, la paura di malattie non è l’ultima cosa a cui pensare, il fatto che il marito fosse lì, impotente può aggravare il danno psicologico di chi ha subito, perchè non ha nemmeno il conforto del non ricordare per non raccontare, perchè cade quel filo, anche se inconsciamente, che lega il proteggersi a vicenda, sempre che l’uomo sia un uomo e non scattino oscuri ingranaggi di rifiuto poi, danno nel danno.
    Non sono cose semplici, mi è capitato qualcosa nel mio lavoro, e le ferite fisiche sono sicuramente le più facili da curare.
    Lo stupro è una forma di violenza barbara e incivile, indegna della condizione di essere umano e senziente, e non si limita solo ad episodi sessuali.

    Riccardo.

  2. chiara Says:

    C’è stata anche un’altra differenza, evidentemente considerata dai più poco rilevante: ai tedeschi hanno anche ammazzato il cane. Ed è una cosa che mi fa rabbrividire…

  3. Viscontessa Says:

    Assolutamente si Chiara, ho letto la notizia e la cosa mi ha fatto incazzare molto più di quanto tu possa immaginare.
    Non l’ho accennato nel post solo per non mettere troppa carne al fuoco anche perchè su all’argomento cane non c’è assolutamente niente da dire. Non è argomento di discussione.

  4. chiara Says:

    si, immaginavo che sull’argomento tu potessi essere sensibile. o forse sensibilizzata…

  5. chiara Says:

    e comunque, lasciando perdere il cane (che pure in qualche modo c’entra: quello che ti stupra ha appena noncurantemente ucciso un essere che probabilmente ti era molto caro. E questo in qualche modo modifica la percezione della violenza subita) e consultando il mio compagno di pura razza coatta e che dunque di significati rituali se ne intende: stuprare tua moglie (o tua figlia) davanti a te è un’offesa che viene fatta a te più che a lei. Ed è un fatto che lascerebbe segni indelebili in entrambi i componenti della coppia, ove questi condividessero gli stessi codici degli autori della violenza. Ed il significato della violenza sarebbe ti (uomo) ho umiliato agli occhi di tua moglie, costringendola a vedere come tu valga talmente poco come uomo da non essere in grado di tutelarla.
    E questo a dimostrare, ancora una volta, che spesso una parte del “paese reale” precorre il cambiamento normativo, ma non possiamo dare per scontato il contrario.
    Aggiungo che io preferirei esserci, ma sinceramente il mio compagno non so e non so neppure se ho voglia di chiederglielo…

  6. chiara Says:

    mi sono incartata: volevo dire che paese reale e normativa possono andare non solo a due, ma anche a tre o quattro velocità diverse

  7. Riccardo Says:

    Sai Chiara, quella del cane non l’avevo letta, e guardando il mio cucciolone che non mi molla di 20 cm è un motivo ulteriore per farmi dire che dovrebbero poi sgozzarmi, perchè come sai salvarli li sai anche spezzettare lentamente e dolorosamente, ogni professione ha svantaggi e vantaggi.

    Riccardo

  8. Viscontessa Says:

    Non avevo volontariamente accenato al discorso del cane perchè mi vergognavo un po’ a dire che dopo aver saputo della sua morte, mi era passato ogni senso civico, ogni remora, ogni umana pietà o comprensione.
    Vabbè, ognuno ha i suoi lati deboli e quello degli animali è il mio.

  9. Walter Says:

    Nel caso dei turisti olandesi, se invece che il marito all’ accaduto avesse assistito il figlio (sempre una persona cara, che tutti vorremmo avere vicino etc. etc.) il tuo giudizio sarebbe stato lo stesso ?

  10. Bancona Says:

    non è di conforto

    davanti al figlio sarebbe stato peggio o meglio? non so

    è sempre una persona

    che ti vuole bene, cui vuoi bene

    che non può fare niente per far finire tutto, perché tutto non sia mai accaduto

    non può fare niente
    non puoi fare niente

    è decisamente peggio la presenza, credo

Lascia un commento