in ufficio
Viscontessa, 13 Agosto 2008“Allora bene eh”
“già”
“sei contenta?”
“molto contenta”
“e adesso?”
“mah vedremo”
“già, goditi il momento, poi avrai temo per pensarci”
“già”
“però bene, no?”
“senti scusa, ma di cosa stiamo parlando di preciso?”
“ho letto”
“capisco. Di tanto in tanto lo faccio anche io”
“sarai contenta no?”
“di leggere?”
“no dell’articolo”
“beh si certo, molto contenta. Quale articolo?”
“ti ho vista sul giornale, quell’articolo sui blogger”
“ah ecco, ora ci sono”
“e ora?”
“ora cosa?”
“ora vorresti pubblicare qualcosa?”
“cioè scusa, cosa dovrei pubblicare? Un articolo? O qualcosa sul blog?”
“no dicevo, ora vorrai pubblicare il tuo blog”
“ehm no, veramente proprio no. Preferirei andare in ferie”
“ah no? Pensavo che adesso volessi pubblicare il blog”
“a parte il fatto che tempo fa ho pubblicato qualcosa preso dal blog ma no, adesso non voglio pubblicare proprio niente”
“peccato”
“anche no”
“no dicevo peccato che l’abbiamo letto solo noi”
“che vuoi dire?”
“No, no per carità, noi siamo in tanti ma il Corriere della Sera lo vendono solo a Firenze giusto? Pensa se a leggerlo fossero stati in tutta Italia, secondo me qualche casa editrice ti faceva pubblicare un libro.”
“mah non disperiamo dai, pare che il Corriere della Sera arrivi persino a Scandicci”.





13 Agosto 2008, 8:16
Dove lo ordino dalle mie parti, sai mica se sulla costa ToscoTirrenica lo distribuiscono?
Magari dopo ci puoi sempre incartare il pesce.
Riccardo.
14 Agosto 2008, 1:34
Non saprei dirti se arriva fino al mare. Credo che preferisca la montagna:-)
14 Agosto 2008, 15:42
va beh vorra dire che passo a comprarlo alla stazione di Santa maria Novella.
15 Agosto 2008, 21:38
Per la diffusissima serie ‘i commenti altrui - dato che sono abilitati - non vanno cancellati solo perché non ci piacciono’, riposto il mio:
Che immane noia ’sti raccontini-blog-diari-libercoli adolescenziali… la cosa peggiore è che non ha la minima importanza che si tratti di realtà o fantasia in quanto se di realtà si tratta siamo di fronte all’antonomasia del materialissimo vuoto pneumatico di un secolo e mezzo di positivismo meccanicista, se invece abbiamo scorso i recessi mentali, verbalizzati e romanzati, di qualcuno che non aveva di meglio da fare che farcene partecipi, beh siamo altresì dinnanzi al patetico e squallido tentativo di riempire la sacralità dei silenzi, la divinità dei vuoti, pratica diffusissima nella contemporanea società del tutto&subito, dove la fisima consumista che abbiamo con i rapporti umani di riempire silenzi&vuoti è diventata - più che nostra prerogativa - nostra ragione sociale. Parafrasando il professor Fontecedro, ‘Disgustorama!.
Comunque onoratissimo di essere stato l’unico depennato in una lista di commenti tra i quali ne figuravano un paio che tacciavano l’autore/l’autrice di essere troia e senza cervello. Colpire nel segno senza usare lapidari termini insultanti è la soddisfazione più grande che persone mediocri, squallide, prevedibili, meschine, materialiste, consumiste ed amorali possano darmi. Grazie.
budapest
15 Agosto 2008, 22:00
Ah budapest ma di che stracazzo stai parlando? hai sbagliato blog, vita, droga o cosa?
“Santini da collezionare” corri in edicola ad acquistare la nuova raccolta almeno hai qualcosa di meglio da fare vah!
17 Agosto 2008, 3:39
Se non lo sai tu di cosa sto parlando… brutta cosa l’ipocrisia, bruttissima cosa. Quasi peggio della vigliaccheria.
budapest