Super Pippo

Viscontessa, 30 Luglio 2008

Ci sono dei periodi nei quali non riesco a capire se sono io ad essere fuori posto o sono i posti ad essere fuori da me e la cosa non mi piace affatto.
Mi guardo allo specchio e mi sembra di essere sempre la stessa persona poi esco per strada, vado al bar, in ufficio, al supermercato o dove vi pare e i luoghi non mi appartengono e non mi appartengono le molte anime che li popolano. C’è qualcosa, un’inezia, un dettaglio, una virgola che si frappongono tra me e gli altri siano essi luoghi, persone o cose. Una nota fuori posto e io son quella nota o lo sono le restanti note dell’opera della mia vita.
A volte faccio finta di non farci caso, altre mi pare di mascherare abbastanza bene questo disagio, altre ancora mi porto dietro con orgoglio questa menomazione ma quale che sia il mio atteggiamento so già che il finale sarà sempre lo stesso..
Non saprei neanche dire con precisione di cosa si tratta anche perchè questa sensazione non mi da tregua neanche quando sono da sola nel mio non spazio. Un libro, per esempio, non è più una pausa, un momento di evasione o di riflessione ma solo carne e carta, persona e cose, luogo e tempo nel quale non trovo la mia collocazione. L’autore mi guarda e spunta fuori dalle sue pagine per riprendersi le emozioni che non merito o farmi toccare la sua carne per rammentarmi che la sua mente non mi appartiene.
Se dovessi descrivere come mi sento, direi che non riesco ad allineare la mia sagoma ai miei colori sempre un po’ altrove, una sagoma trasparente con i colori sfasati come un fumetto di pessima qualità e ogni volta che provo a fare un passettino in avanti per raggiungermi ecco che la mia scala cromatica procede simmetricamente altrove.
Mi identifico senza un motivo apparente con un Pippo disneyano con lunghe e sottili orecchie prive di colore e uno sguardo appena accennato e sfuggente. Quel Pippo che non ho mai capito perchè mi viene sempre in soccorso per descrivere sensazioni appena accennate, intimità sotterrate da cumuli di consapevolezza, immagini superficiali di incertezze ingenue e incomprensibili come il puzzo di piedi che ho sempre associato all’odore delle noccioline che Pippo consuma per diventare un super eroe.
E va bene, fermiamoci qui sull’immagine di questo personaggio così controverso.
La storia non ha un finale, la mia la conosco sempre prima come se l’avessi scritta io stessa in una vita precedente. Forse sono stata un super eroe e mi reincarnerò in un arbusto di sambuco o forse sono stato un arbusto di arachidi americane e mi reincarnerò in un segugio con le orecchie lunghe.
Se solo credessi nella reincarnazione…



Un commento a “Super Pippo”

  1. Bancona Says:

    mmh… qualcuno dovrebbe portarti via.
    prenderti senza dirti dove andrete, e via.
    ma non in un posto che conosce quella persona, proprio in un posto che nessuno dei due ha mai visto.
    via.

    con un finale che non ti aspetti, almeno.

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