La prossima potresti essere tu (e non devi neanche saper fare lo stacchetto)

Viscontessa, 17 Luglio 2008

Amanda da grande vuol fare l’interprete e per il suo compleanno ha ricevuto un mazzo di fiori da Raffaele. Voci non confermate raccontano che i fiori preferiti dalla Knox siano i gladioli mentre pare che Sollecito le abbia inviato dei lilium il che potrebbe lasciar supporre che tra i due non ci sia poi quella confidenza che ci si aspetta tra due fidanzati. Ma d’altra parte i misteri che avvolgono la tragica notte in cui Meredith fu barbaramente uccisa sono ancora tanti ma purtroppo non ci vengono in mente.
Colpo di scena invece a Garlasco: il padre di Chiara Poggi dice che da casa mancherebbe un martello. Fine del colpo di scena. Tuttavia ci sarebbe qualcosa di sospetto in un panetto di burro rancido rinvenuto nel frigo della villetta di Garlasco dove i coniugi Poggi hanno potuto far rientro a distanza di quasi un anno dal delitto della figlia Chiara. Può un panetto di burro diventare rancido in otto mesi? Stiamo cercando l’esperto.
E’ di oggi anche la notizia del no della corte di cassazione alla richiesta avanzata dai legali di Rosa e Olindo per spostare il processo da Como. Maledetta magistratura, che gli costava spostarlo a Viareggio almeno per l’estate?
E maledetti anche spagnoli, avevamo già pronto il delitto dell’estate con tanto di implicazioni internazionali e rischio di incidente diplomatico e invece gli iberici vanno ad acciuffarci l’assassino di Federica Squarise dopo neanche una settimana dal rinvenimento del suo corpo privandoci tra l’altro del piacere di sprecare fiumi di parole per condannare almeno la crisi dei valori dei giovani e la deriva morale a cui ha condotto questo governo Zapatero.
Certo, volendo accontentarsi di condannare la deriva morale della nostra società, c’è sempre il caso di Eluana Englaro la ragazza in coma da sedici anni per il quale il padre ha ottenuto l’autorizzazione di sospendere l’alimentazione forzata. Ma non c’è sangue, sesso, droga e neanche torbidi intrallazzi da smascherare.
Abbiamo anche provato a riesumare il delitto della Contessa Alberica Filo della Torre analizzando a distanza di 17 anni dal delitto un fazzolettino di carta su cui è stato rinvenuto del dna maschile ma purtroppo non combacia con nessuno di quelli dei principali sospettati di allora e non è che adesso possiamo andare ad analizzare il dna di tutti gli appartenenti alla popolazione maschile del 1991.
Fortunatamente, almeno per salvare questa serata di metà luglio, è di oggi anche la notizia della parziale compatibilità del dna del sangue di una macchia rinvenuta su una porta dell’ufficio di via Poma dove fu uccisa Simonetta Cesaroni con quello del suo ex fidanzato allora già indagato per l’omicidio.
Peccato però che il delitto risalga a 18 anni fa e che io questo povero Mentana aggrappato con le unghie e con i denti a questa traccia di sangue di 18 anni fa non lo posso proprio vedere.
Insomma, possibile che con tutta questa fame di notorietà non si trovi neanche una fanciulla disposta a diventare il caso dell’estate del 2008? E non serve neanche saper fare lo “stacchetto”.
Ps. mi offrirei volentieri ma purtroppo non ho neanche un po’ di torbido nel quale far ravanare i giornalisti.



12 commenti a “La prossima potresti essere tu (e non devi neanche saper fare lo stacchetto)”

  1. Bancona Says:

    no no… quel tipo di giornalisti non “ravana”, ma “grufola nel trogolo”.

  2. Bancona Says:

    Dio mio, però.. ora che mi ci fai pensare: che vita piatta che ho!!! temo di non avere nemmeno io materiale per giornalisti.

  3. Tittyna Says:

    Diciamo però che almeno adesso sappiamo dove andare a morire ammazzate, se vogliamo che si sappia chi è stato.
    Bello, no? ;)

  4. luigi Says:

    ciao, è troppo chiederti di schierarti dando la tua opinione sul caso di Eluana Englaro? Ho letto proprio un minuto fa l’ultima ansa riportante le solite palle/pacchianate chiesaiole e politicizzate…
    Sarei curioso di sapere come la vede una persona che, da quello che leggo ormai da mesi, proprio scema non deve essere… Saluti.

  5. Viscontessa Says:

    Mio padre è stato in coma due mesi, da quando si è risvegliato (orami oltre dieci anni fa) non sa neanche chi io sia. E’ quasi del tutto autosufficiente, mangia da solo, parla e ride ma è come se lo avessero lobotomizzato.
    Sapendo che questo sarebbe stato il suo destino al risveglio dal coma, avrei staccato personalmente le macchine se solo avessi saputo come fare.

  6. mf Says:

    Dice che Briatore non strozzerà la neosposina, se la pizzica in cambusa con il mozzo?
    ps: sono stata in coma pochi minuti e subito dopo non riconoscevo nemmeno mia mamma (che per poco non si piglia un infarto e viene ricoverata pure lei, in terapia intensiva!:)

    ma la suora che accudiva la povera Eluana dice che se lei le parla la capisce, ha dei sussulti, un po’ come il mio geranio superstite.
    Baci, S.

  7. Viscontessa Says:

    La suorina l’ho sentita anche io come ho sentito tantissime volte mia madre illudersi che mio padre rispondesse a tono e formulasse frasi di senso compiuto. Centinaia di volte sono corsa in clinica per assistere al miracolo di cui mia madre mi parlava e centinaia di volte ho dovuto ammettere che quella di mia madre era solo autosuggestione. Fortunatamente con l’arrivo delle nipoti mia madre ha smesso di tormentare mio padre sottoposto per anni a sedute di ogni terapia riabilitativa esistente ogni volta, ovviamente, con risultati praticamente nulli.
    Si può sostenere che la vita sia vita ad ogni costo e in ogni stadio della sua durata ma sulla qualità c’è molto da dire e sarebbe giusto porsi interrogativi anche in tal senso.

  8. Bancona Says:

    Non so.. io penso che per dei genitori, vivere un lutto per anni e anni, sia una tortura dell’anima, oltre che fisica.

    Sono convinta che alcuni “riti di passaggio”, come - nel caso - la sepoltura/cremazione, siano necessari per chi rimane.
    Chi rimane deve andare avanti. Prima o poi deve ricominciare.
    é straziante vivere un lutto per tre giorni. Ogni minuto in più è davvero tortura.

    Anni.

    Decenni.

    Rispetto della vita. Appunto.
    Un cristiano lo deve avere.
    è carità cristiana permettere a due genitori di vivere.

    Genitori, figli, compagni… chiunque ama davvero un essere vivente, nel senso vero del termine.
    Solo queste persone dovrebbero avere la possibilità di decidere.
    Qualsiasi sia la loro decisione, è quella giusta.
    I clericali non detengono l’esclusiva dell’amore per il prossimo.

    Anche Gesù Cristo ha deciso di “lasciar fare”, in fondo. Avrebbe potuto salvarsi, lui.
    Ma non ha lasciato fare a Ponzio Pilato, bensì ha lasciato che si facesse “la volontà del Padre” suo, no?

    Sarebbe davvero interessante sapere tutte le motivazioni della Chiesa, al riguardo.

    (ok, ok, la pianto)

  9. elofoolish Says:

    semplice,
    la chiesa possiede tante belle cliniche private dove fare aborti ed eutanasia a pagamento.
    piazza medici obiettori nelle strutture pubbliche per farci migrare nelli sue cliniche.

  10. luigi Says:

    @elofoolish: questa mi pare un po’ la novellina della nonna…

  11. Riccardo Says:

    Beh da medico, ogni tanto maledico l’evoluzione tecnologica, sempre stato convinto che le cose hanno e devono avere un loro corso, che l’uomo debba intervenire fino ad un certo punto e fino a quel punto quasi tutto è permesso, ma da quel punto in poi, e ci sono i mezzi per stabilirlo quel confine basta volerlo, deve prendere atto che la vita è molto più complessa del respirare, alimentarsi ed una riga su dei monitor, Probabile che la suora scambi la sua fede con reazioni fisiche, o meglio la sua voglia di fede.
    Assicuro che comunque non è facile staccare una spina, sembra un gesto banale, ma immersi fin dalla nascita da preconcetti non laici, anche i più laici hanno problemi a compiere gesti apparentemente semplici.

    Riccardo

  12. suiseki Says:

    quest’anno però ci siamo liberate del serial killer cinese della valle d’aosta, il giallo di Cogne.

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