Super Pippo

Viscontessa, 30 Luglio 2008

Ci sono dei periodi nei quali non riesco a capire se sono io ad essere fuori posto o sono i posti ad essere fuori da me e la cosa non mi piace affatto.
Mi guardo allo specchio e mi sembra di essere sempre la stessa persona poi esco per strada, vado al bar, in ufficio, al supermercato o dove vi pare e i luoghi non mi appartengono e non mi appartengono le molte anime che li popolano. C’è qualcosa, un’inezia, un dettaglio, una virgola che si frappongono tra me e gli altri siano essi luoghi, persone o cose. Una nota fuori posto e io son quella nota o lo sono le restanti note dell’opera della mia vita.
A volte faccio finta di non farci caso, altre mi pare di mascherare abbastanza bene questo disagio, altre ancora mi porto dietro con orgoglio questa menomazione ma quale che sia il mio atteggiamento so già che il finale sarà sempre lo stesso..
Non saprei neanche dire con precisione di cosa si tratta anche perchè questa sensazione non mi da tregua neanche quando sono da sola nel mio non spazio. Un libro, per esempio, non è più una pausa, un momento di evasione o di riflessione ma solo carne e carta, persona e cose, luogo e tempo nel quale non trovo la mia collocazione. L’autore mi guarda e spunta fuori dalle sue pagine per riprendersi le emozioni che non merito o farmi toccare la sua carne per rammentarmi che la sua mente non mi appartiene.
Se dovessi descrivere come mi sento, direi che non riesco ad allineare la mia sagoma ai miei colori sempre un po’ altrove, una sagoma trasparente con i colori sfasati come un fumetto di pessima qualità e ogni volta che provo a fare un passettino in avanti per raggiungermi ecco che la mia scala cromatica procede simmetricamente altrove.
Mi identifico senza un motivo apparente con un Pippo disneyano con lunghe e sottili orecchie prive di colore e uno sguardo appena accennato e sfuggente. Quel Pippo che non ho mai capito perchè mi viene sempre in soccorso per descrivere sensazioni appena accennate, intimità sotterrate da cumuli di consapevolezza, immagini superficiali di incertezze ingenue e incomprensibili come il puzzo di piedi che ho sempre associato all’odore delle noccioline che Pippo consuma per diventare un super eroe.
E va bene, fermiamoci qui sull’immagine di questo personaggio così controverso.
La storia non ha un finale, la mia la conosco sempre prima come se l’avessi scritta io stessa in una vita precedente. Forse sono stata un super eroe e mi reincarnerò in un arbusto di sambuco o forse sono stato un arbusto di arachidi americane e mi reincarnerò in un segugio con le orecchie lunghe.
Se solo credessi nella reincarnazione…

Le mie vacanze (reloaded)

Viscontessa, 28 Luglio 2008

Caro diario,
anche quest’anno sono stata in colonia con i miei amichetti e mi sono divertita molto anche se un po’ meno dell’anno scorso che noi “vecchi” si è detto di dire sempre che l’anno scorso era tutta un’altra cosa.
Quest’anno comunque i miei familiari mi hanno spedito in colonia fin dal primo giorno che loro mi vogliono molto bene ma me ne vogliono un po’ di più quando non gli sto tutto il giorno a dire di asciugare il lavandino quando bevono che altrimenti restano gli aloni o di pulirsi i piedi prima di entrare in casa che altrimenti fanno tutte le pedate e poi io devo spazzare e passare il cencio e io non sono mica la vostra serva e questa casa non è un albergo e cose così.
Quindi già mercoledì sera verso le sei ero a Gressoney e verso le sei e cinque avevo già capito che anche per quest’anno si trombava l’anno prossimo che infatti nel mio albergo c’era soltanto Patrizia, Laura e poi Zoro e Mantellini che però erano con la famiglia.
Comunque mi sono divertita lo stesso.
Giovedì Don Luca e Don Matteo ci hanno parlato come al solito del Vangelo secondo Blogbabel e noi, anche se la parabola della classifica la conoscevamo già, abbiamo fatto finta che fosse molto interessante che altrimenti si avevamo paura che Don Luca per punizione ci portasse in cima in cima ad un monte come ha fatto l’anno scorso. E non gli si è detto neanche che il film che ci ha portato a vedere la sera al cine, lo avevamo già visto l’anno scorso che in fondo noi a Don Luca gli si vuole molto bene lo stesso e allora certe cose facciamo finta di niente anche perchè c’è già Sorella Ilaria che si occupa di lui.
Venerdì invece è stata davvero una giornata fantastica perchè siamo andati a fare una bella gita in montagna e siccome sono venuti con noi anche Don Floris, Padre Filippo, Madre Serena e la Madre Badessa, noi bambini si è potuto giocare tranquillamente da soli anche se ad un certo punto c’erano dei bambini molto antipatici che non mi hanno voluto far entrare nella loro banda e che per liberarsi di me sono andati su in cima ad un rifugio. Ma tanto a me non mi importa niente.
Invece venerdì pomeriggio è arrivato un professore di italiano molto simpatico e noi si è potuto seguire la lezione comodamente seduti al bar a prendere l’aperitivo mentre per la lezione di musica che quest’anno abbiamo fatto in chiesa, siamo dovuti star seduti su delle panche strettissime che ci è venuto un po’ il culo tutto a scalini ma tanto dopo siamo andati al bar e ci è passato tutto lo stesso.
Ma lo sai caro diario che da quelle parti hanno una medicina che cura tutti mali? Si chiama “grolla” e nessuno ha mai capito con precisione cosa ci sia dentro.
Sabato poi era il giorno di Don Matteo che a lui del vangelo di Blogbabel non gli interessa tanto ma invece preferisce farci giocare nei locali dell’oratorio e infatti abbiamo fatto una sfida tremenda con la Nintendo Wii anche se poi Fra Gianluca ci ha portato a mangiare i fichi caramellati e anche se quest’anno erano pesche erano buonissime lo stesso. E poi in ristorante abbiamo fatto un gioco divertentissimo che non so chi lo avesse inventato ma te stavi seduto a tavola tranquillo tranquillo e siccome pioveva, ad un certo punto dagli ombrelloni cadeva uno scroscio d’acqua tremendo e non si sapeva mai a chi sarebbe toccato. Fortunatamente io mi sono riparata sotto al tetto di vetro mentre Madre Serena che al tetto di vetro non ci crede ha stravinto alla grande anche se non abbiamo potuto premiarla perchè Sorella Ilaria doveva portarci allo spettacolo del Mago Morgan che è uno dei maghi più bravi che esistono ed è venuto a posta per far divertire noi bambini di Kinder che si rischiava di arrivare in ritardo.
Comunque, caro diario, Morgan è davvero il mago più stupefacente che esista e a me è piaciuto tantissimo.
Poi sabato pomeriggio abbiamo giocato ancora con la Wii che Don Matteo ha detto che non avevamo finito e noi non si voleva dargli un dispiacere ma per fortuna alle sei c’era la lezione di Don Floris che ci ha spiegato delle cose molto interessanti anche se allora Don Matteo ha fatto un po’ lo scemino come sempre che però a noi ci fa ridere tanto.
Infine sabato sera, che la Madre Badessa che secondo me è sempre la migliore perchè non ci dice cosa dobbiamo fare ma è sempre gentilissima se gli chiedi qualcosa, ha detto che Don Luca poteva uscire in discoteca con noi e così siamo andati tutti a ballare e ci siamo divertiti tantissimo anche se Don Luca non ci fa toccare i suoi dischi e quando noi abbiamo detto che si voleva sentire l’ape Maya lui ha risposto che quei balocchi erano suoi e se non ci andava bene peggio per noi.
Comunque io ho ballato anche molti lenti stretti stretti e mi sono molto emozionata anche se non ricordo esattamente con chi.
Ora, caro diario, ti devo proprio salutare perchè sono molto stanca e devo ancora disfare lo zainetto. Speriamo di poter tornare in colonia anche l’anno prossimo anche se non sono sicura che Don Luca e Don Matteo dopo questo post mi vogliano ancora, speriamo solo che non leggano il mio diario!

Cronaca del giorno

Viscontessa, 23 Luglio 2008

Dice l’oroscopo che grazie al sole che mi è entrato non ho capito bene dove, oggi le cose dovrebbero andare molto meglio. Io non ho sentito niente, neanche un leggero bruciore, e magari, visto che si parlava di sole, qualcosina avrei dovuto sentire.
Però può darsi che dipenda dal fatto che è ancora notte e il sole non lo si rivede fino a domattina.
Ora mi metto qui ad aspettarlo. (oroscopo del giorno)

Oggi ho detto una cosa molto intelligente, una così così intelligente che meriterebbe di essere rammentata per secoli come un aforisma famoso. Peccato che gli aforismi diventano famosi quando a pronunciarli è qualcuno di già famoso. (aforisma del giorno)

Puoi farti l’orticello in giardino e coltivare tutto quello che vuoi. Però non puoi coltivarti in giardino la tua marijuana perchè fa male.
E mangiarsi tre chili di cetrioli che maturano tutti insieme e altrimenti ti tocca buttarli via invece farebbe bene? (ricetta del giorno)

Al bar sotto casa sono arrivate due ragazze nuove. Stanno tutto il giorno e tutta la notte al bar. Ormai sono anni che osservo lo strano movimento di ragazze che vivono al bar per qualche mese e poi spariscono. “ma secondo te che ci fanno al bar tutto il giorno?” “forse uno stage formativo, anche la professione più antica del mondo ha bisogno di essere imparata”.
Da oggi le chiamerò le stagiste del bar. (fatto del giorno)

Da oltre un mese sono il visitatore n. 999.999 dello stesso sito. Mi dicono che ho vinto non so cosa ma siccome non mi decido a scoprirlo, da qualche giorno mi segnalano anche l’ora esatta nella quale sono diventata il novecentonovantanomilanovecentonovantanovesimo visitatore. (sciogli lingua del giorno)

Chinese Crested

Viscontessa, 21 Luglio 2008

“stiamo facendo un buon lavoro” gli dico.
“in che senso?” mi risponde
“con i cani voglio dire”
“perchè, cosa stiamo facendo con i cani?”
“beh pensavo a Gandhi, quando posso mi faccio fotografare con lui, anzi non te l’ho ancora detto perchè non so quando esce e neanche se sceglieranno una delle foto con Gandhi ma insomma dovrebbe uscire un articolo… insomma ti farò sapere”
“e quindi?”
“ma come quindi? Quello della Patrizia lo vedo sempre sui giornali di gossip, Amarillis lavora in pubblicità, Gandhi fa il cane della viscontessa e… come si chiamava la cucciola che hai mandato a a Modena? Anche lei non lavora nel campo della moda?”
“Si certo e anche per la cucciola arrivata dalla Russia mi hanno contattato da una rivista specializzata che vuol dedicare il numero a questi cani, lei sarà in copertina”
“vedi?”
“vedi cosa?”
“No dico, stiamo facendo un buon lavoro”
“No, sto allevando una razza di cani da circo”
“Scusa ma quando ti sei messa ad allevare questi cani non volevi proprio offrire al mercato un cane molto particolare, scenografico, una specie di accessorio di lusso?”
“si, si certo”
“beh loro sono insuperabili, Gandhi di fronte alla macchina fotografica si mette persino in posa, tira su la zampina e si mette di profilo”
“si certo ma sono sempre cani”
“ma certo e nessuno gli impedisce di esserlo, infatti Gandhi quando non è di fronte alla macchina fotografica passa il tempo a laccarsi il pisello, a cercare di farsi i gatti, ad annusare il culo dell’altra cagnetta, insomma cose così. Dici che dovremmo dargli una femmina? ”
“Assolutamente no, altrimenti dopo è più difficile educarlo”
“Già certo, in fondo son sempre cani”

La prossima potresti essere tu (e non devi neanche saper fare lo stacchetto)

Viscontessa, 17 Luglio 2008

Amanda da grande vuol fare l’interprete e per il suo compleanno ha ricevuto un mazzo di fiori da Raffaele. Voci non confermate raccontano che i fiori preferiti dalla Knox siano i gladioli mentre pare che Sollecito le abbia inviato dei lilium il che potrebbe lasciar supporre che tra i due non ci sia poi quella confidenza che ci si aspetta tra due fidanzati. Ma d’altra parte i misteri che avvolgono la tragica notte in cui Meredith fu barbaramente uccisa sono ancora tanti ma purtroppo non ci vengono in mente.
Colpo di scena invece a Garlasco: il padre di Chiara Poggi dice che da casa mancherebbe un martello. Fine del colpo di scena. Tuttavia ci sarebbe qualcosa di sospetto in un panetto di burro rancido rinvenuto nel frigo della villetta di Garlasco dove i coniugi Poggi hanno potuto far rientro a distanza di quasi un anno dal delitto della figlia Chiara. Può un panetto di burro diventare rancido in otto mesi? Stiamo cercando l’esperto.
E’ di oggi anche la notizia del no della corte di cassazione alla richiesta avanzata dai legali di Rosa e Olindo per spostare il processo da Como. Maledetta magistratura, che gli costava spostarlo a Viareggio almeno per l’estate?
E maledetti anche spagnoli, avevamo già pronto il delitto dell’estate con tanto di implicazioni internazionali e rischio di incidente diplomatico e invece gli iberici vanno ad acciuffarci l’assassino di Federica Squarise dopo neanche una settimana dal rinvenimento del suo corpo privandoci tra l’altro del piacere di sprecare fiumi di parole per condannare almeno la crisi dei valori dei giovani e la deriva morale a cui ha condotto questo governo Zapatero.
Certo, volendo accontentarsi di condannare la deriva morale della nostra società, c’è sempre il caso di Eluana Englaro la ragazza in coma da sedici anni per il quale il padre ha ottenuto l’autorizzazione di sospendere l’alimentazione forzata. Ma non c’è sangue, sesso, droga e neanche torbidi intrallazzi da smascherare.
Abbiamo anche provato a riesumare il delitto della Contessa Alberica Filo della Torre analizzando a distanza di 17 anni dal delitto un fazzolettino di carta su cui è stato rinvenuto del dna maschile ma purtroppo non combacia con nessuno di quelli dei principali sospettati di allora e non è che adesso possiamo andare ad analizzare il dna di tutti gli appartenenti alla popolazione maschile del 1991.
Fortunatamente, almeno per salvare questa serata di metà luglio, è di oggi anche la notizia della parziale compatibilità del dna del sangue di una macchia rinvenuta su una porta dell’ufficio di via Poma dove fu uccisa Simonetta Cesaroni con quello del suo ex fidanzato allora già indagato per l’omicidio.
Peccato però che il delitto risalga a 18 anni fa e che io questo povero Mentana aggrappato con le unghie e con i denti a questa traccia di sangue di 18 anni fa non lo posso proprio vedere.
Insomma, possibile che con tutta questa fame di notorietà non si trovi neanche una fanciulla disposta a diventare il caso dell’estate del 2008? E non serve neanche saper fare lo “stacchetto”.
Ps. mi offrirei volentieri ma purtroppo non ho neanche un po’ di torbido nel quale far ravanare i giornalisti.

Olimpiadi: vietata a Pechino la somministrazione di carne di cane

Viscontessa, 13 Luglio 2008

La donna prese il gatto e lo mise a bollire nella pentola. Non prima ovviamente di avergli spezzato il collo come aveva imparato a fare da piccola con i conigli.
Il brodo di gatto le piaceva molto ma le piaceva molto anche rosicchiare gli occini della coda della bestiola lessa. Questo il motivo per cui sceglieva solo esemplari con la coda lunga e possibilmente anche con il pelo lungo.
E poi bastava prendere gatti molto giovani, di solito li prendeva da piccoli, i giornali di annunci gratuiti erano pieni di gente che regalava gattini tenerissimi e dolcissimi e di qualcuno c’era anche la foto: una cucciolata di micetti di tutti i colori nei quali si intravedeva dietro una mano che costringeva le bestiole a girarsi verso l’obbiettivo. A dire il vero questi erano i suoi preferiti perchè chi si prendeva la briga di fotografare i propri gattini prima di regalarli, doveva amare abbastanza i gatti per aver ben alimentato e curato mamma gatta. Certo, per non destare sospetti, non poteva quasi mai prenderne più di uno per volta ed erano rare le occasioni in cui, senza destar sospetto, riusciva a portarsene a casa un paio della stessa cucciolata, ma poi bastava girare l’angolo e c’era un altro affettuoso padrone disposto a regalare un altro gattino e volendo in una sola giornata potevi portarti a casa tutti i gatti che volevi.
Le stagioni migliori era naturalmente la primavera e l’estate, i gatti, come d’altra parte quasi tutte le specie animali, figliavano più frequentemente durante la stagione calda ma anche d’inverno si trovava sempre qualcosa e poi tra l’inizio della primavera e la fine dell’estate, ci si poteva procurare abbastanza gatti per sfamarsi anche d’inverno.
All’inizio aveva cominciato con i gatti randagi, le città erano piene di gatte randage che consumate dalla fame e dall’amore, mettevano al mondo nidiate intere di gattini pulcuiosi e cisposi che finivano sotto le macchine appena mamma gatta riusciva a staccarli dalle sue mammelle per partorirne un’altra cucciolata. E qualche volta, dopo aver raccolto quei piccoli pelle ossa che miagolavano disperati non appena lei si avvicinava con un po’ di cibo, aveva ucciso anche le gatte quando ad occhio le pareva che non fossero gravide. Le pareva che porre un definitivo rimedio a quelle vite randagie fosse il minimo che poteva fare per tutto quello che le gatte facevano continuamente per lei.
Poi ad un certo punto parte del genere umano che viveva soprattutto nelle città, pareva si fosse accorto del patimento di questi animali e avevano cominciato a castrare i gatti randagi e a creare le colonie feline ovvero gruppi di vecchi gatti sterili che non servivano né a riprodursi e neanche più ad essere mangiati. I primi tempi questa nuova usanza le complicò un po’ la vita, se prima per procurarsi qualche gatto bastava farsi una girata al parco, adesso poteva camminare giornate intere senza trovare un solo gatto che facesse al caso suo. E all’inizio quando pareva che alla penuria di gattini randagi non vi fosse rimedio, si era anche adattata a qualche grosso gatto castrato raccolto senza sforzo da una di queste colonie. Poi un giorno comprò per caso una rivista di annunci gratuiti e lì, con sua grande gioia e sorpresa, si accorse che poteva avere tutti gatti che voleva.
Di solito preferiva gatti che avessero almeno un paio di mesi, quelli più piccoli il più delle volte, dovevano ancora essere svezzati cosa di cui lei non poteva occuparsi, e quelli più grandi avevano già cominciato a mangiare fetide scatolette che ne compromettevano irrimediabilmente il sapore della carne. Per questo di solito si informava prima a che punto fosse lo svezzamento dei gattini e quando i padroni premurosi la invitavano ad un’altra settimana di pazienza perchè i piccoli prendevano ancora il latte, non metteva mai premura ai padroni restando tranquillamente in attesa del momento giusto.
I suoi gatti, infatti, erano i gatti più belli e più sani che si fossero mai potuti trovare in giro, non appena si staccavano dalla mammella materna, entravano a far parte della sua “gatteria”, come la chiamava lei, e da quel giorno e per circa un anno sarebbero stati nutriti con i migliori alimenti che un gatto potesse desiderare. La sua etica, infatti, le impediva rigorosamente di uccidere un gatto prima del compimento del suo primo anno di età, l’infanzia era una cosa sacra per la quale bisognava avere un rispetto profondo qualsiasi fosse la specie ed era suo preciso dovere fare in modo che i suoi gatti vivessero la propria nel miglior modo possibile.
Poi raggiunto l’anno di età quando le loro carni erano ancora tenere e la loro vita era stata la miglior vita che un gatto potesse desiderare, li ammazzava con un colpo secco alla nuca che non permetteva alle bestiole di soffrire e probabilmente neanche di rendersi bene conto di cosa gli stava capitando.
I gatti morti venivano scuoiati in un’apposita stanza dove le pellicce, fatte essiccare, servivano poi per confezionare coperte, cuscini, colli e persino oggetti più stravaganti come borsette o cappellini la cui successiva vendita le consentiva di poter contare su introiti più che sufficienti per i suoi bisogni, i gatti scuoiati invece finivano nella pentola d’acqua con gli odori, oppure nel congelatore per gli inverni più difficili.
Ciò che guadagnava dalla vendite tramite internet dei suoi articoli in “lapin” (chissà perchè la gente avesse tanto a cuore i gatti e così scarsa considerazione per i conigli) e non era necessario per il suo sostentamento, finiva tutto in beneficenza.

Adesso mentre nella casa cominciava a spandersi quel delizioso profumino di gatto lesso, la donna si rigirava tra le mani quell’invito non sapendo bene come regolarsi. L’associazione degli Amici del Gatto, in occasione di una serata speciale, voleva conferirle il premio quale più generosa sostenitrice della loro associazione e lei che i gatti vivi li toccava solo quando non poteva farne a meno e con le dovute precauzioni, non sapeva come fare ad accettare un invito che le sarebbe potuto costare la vita.

Sull’invito era chiaramente indicata la presenza dei loro “amici”gatti in occasione della serata ma era escluso lei si potesse presentare con la tuta che le consentiva di toccare un gatto vivo senza rischiare un shock anafilattico per l’allergia al loro pelo “vivo” ed era anche escluso che le massicce dosi di cortisone a cui faceva ricorso quando doveva andare a procurasi un gatto, sarebbero state sufficienti a consentirle una serata intera in compagnia di quelle bestie.

Tanto, sul calendario, un cerchietto rosso le suggeriva che altri quattro gatti avrebbero raggiunto l’anno di età entro la settimana prossima…….

Per dire

Viscontessa, 9 Luglio 2008

Voglio fare troppe cose insieme con il risultato che non ne faccio bene neanche una.
Per dire, sto leggendo tre libri contemporaneamente e mi si confondono i personaggi.
Oggi ne avevo in testa uno che non mi ricordavo più tra le pagine di quale libro dovevo metterlo.
Mentre ci pensavo mi sono addormentata al sole perchè tra le varie cose che voglio fare ci sarebbe anche quella di abbronzarmi.
Per ottimizzare i tempi vado in piscina, leggo e nuoto che così faccio anche sport.
Il tutto in non più di un’ora.
Mi sono addormentata sul bordo piscina con il libro tra le mani che è caduto in acqua e per recuperalo mi sono tuffata e già che c’ero ho fatto un paio di vasche ma il personaggio è affogato e il libro è da buttare via.
E’ un po’ come lo shampoo balsamo e bagno schiuma tutto in uno.
Ho i capelli che hanno lo stesso profumo dei piedi e i peli morbidi come capelli con cristalli di diamanti.
Io questa cosa dei veri diamanti tra i capelli non l’ho capita molto bene ma anche la pubblicità non ho il tempo di guardarla.
L’ascolto mentre faccio lo shampoo al cane ma quando ho tentato di infilargli la testa sotto al lavandino si è ribellato di brutto e mi ha graffiata tutta con quelle unghiacce che non ho fatto in tempo a tagliargli.
Lo volevo vedere con i peli brillanti come cristalli di diamante e invece è rimasto sporco e puzzolente come un cane.
Un cane che mi ama però, mi ama a tal punto che ce l’ho sempre appiccicato addosso.
Stanotte ho allungato la mano e ho pensato “ma senti come è caldo mio marito, non avrà mica la febbre?” e invece era il cane che ha cominciato a leccarmi un braccio.
Io tanto mi sono svegliata e mi è venuta in mente l’azalea del giardino che sta morendo senza che io possa fare niente per salvarla
Mi è venuta una tale angoscia che mi son dovuta alzare ma poi non sapevo cosa farci in piedi a quell’ora e così mi sono addormentata sul divano con il cane sulla pancia, i capelli che puzzano di piedi o i piedi che profumano di fresia, i peli morbidi e i peli del cane con cristalli di diamanti.
Il personaggio che mi son perduta forse era il guardiano delle azalee.
Non lo saprò mai.
E’ affogato in piscina mentre dormivo.

Ma è droga?

Viscontessa, 4 Luglio 2008

Stamattina sul comodino di mia figlia (undici anni) trovo un sacchettino con dentro della polvere bianca. La infilo in tasca e vado in ufficio.
Verso le undici mi torna in mente il sacchettino così lo tiro fuori e chiedo alla mia collega.
“secondo te che roba è?” lei lo guarda e fa “cocaina?”
Già.
Apro il sacchetto e prendo una puntina di polvere bianca. L’assaggio. Non ha sapore.
“non è cocaina e neanche ero” la mia collega mi guarda e aggiunge “non ho mai provato nè l’una nè l’altra, dove l’hai presa?”
“sul comodino di mia figlia”.
Ah.
Scendo al piano di sotto e butto sul tavolo di Francesco il sacchettino “secondo te che roba è?”
“cocaina?”
“no, l’ho assaggiata e non sa di niente, sai se esiste qualche droga in polvere che non sa di niente?”
“c’è quella roba chiamata la droga dello stupro, so che è inodore e incolore ma non so sotto che forma venga spacciata”.
E’ liquida lasciamo fare.
Arriva Max.
“secondo te che roba è?”
“vis, ti sei messa a tirar di coca?”
“no, l’ho trovata sul comodino di mia figlia”
“beh allora sarà gesso”
“lo spero, ma hai visto come è confezionata bene? Anche se fosse gesso dove ha imparato a confezionarlo come se fosse coca?”
“sei sicura che non sia coca?”
“si l’ho assaggiata”
“e che effetto ti ha fatto?”
“ti vedo particolarmente bello oggi ma penso che dipenda dalla camicia. Che effetto vuoi che mi abbia fatto? Anche se fosse stata cocaina purissima con la quantità che ne ho preso non mi sarebbe successo niente”
“e io che ne so? L’ho provata una volta sola e avevo quattordici anni. Avevo finito le magliette così ho messo la camicia”
“tutti santi in questo ufficio”
“io mi faccio solo di alcol!”

Io Max e la mia collega scendiamo al piano di sotto a prendere un caffè. Di fronte alla macchina del caffè c’è un gruppetto di ragazzi.
“secondo voi cos’è questa roba?”
“cocaina?” risponde uno.
“no, l’ho assaggiata”
“e che effetto ti ha fatto?”
“non so mi sento un po’ strana, posso toccarti il pacco?”
Interviene la mia collega “è così sempre, non è colpa di quella polvere bianca, anzi, oggi è stata più tranquilla del solito”
“va bene scherzavo però tutti furbini qua dentro, nessuno che l’abbia mai provata, ma tutti sapete cosa potrebbe essere”
“io l’ho visto in televisione” “io l’ho visto su un giornale” “a me l’hanno raccontato”
“chiamate Alessandro sentiamo lui”
“cos’è questa roba secondo te?”
Sorride, si guarda in giro, si chiede che accidenti lo abbiamo chiamato a fare
“Farina? Dolcificante? Gesso?”
E’ la persona giusta.
“l’ho già assaggiata, non è coca”
“sei sicura? Cioè voglio dire l’hai mai assaggiata prima?”
Tutti si girano e mi guardano in attesa della risposta
“si vabbè, qui nessuno l’ha mai assaggiata ma tutti sanno cosa potrebbe essere. Si. Non è coca, fidati”
“ma dove l’hai presa?”
“sul comodino di mia figlia. Undici anni”
“ah però, forse dovresti sentire lei tanto per capire come stanno le cose”
“già, ma cosa potrebbe essere?”
“MDA? Anfetamine? Chi lo sa?”
Interviene Max “già potrebbe essere ecstasy!”
“si ma che sapore ha l’ecstasy?”
Nessuno lo sa.
“ma tu che l’hai assaggiata come ti senti?”
“un po’ stanca perchè è tutto il giorno che Rosanna mi lancia le palline da ping pong sul lato destro della scrivania e io non riesco mai a prenderla. A parte questo bene”
Interviene nuovamente la mia collega (rosanna) “no niente, fa così sempre senza bisogno di droghe, quando dice cazzate sta bene mi preoccuperei se non le dicesse”
“sarà gesso” ribatte nuovamente Max “io il sapore del gesso lo so riconoscere”
“vuoi assaggiarlo? Come lo gradisci? Ti preparo una striscia, lo vuoi mettere nel caffè o te lo sciolgo in una grappino?”
Riprende in mano il sacchetto e lo tocca.
“ma no, non è droga, lo senti che ci sono tipo dei sassolini?”
Io e Alessandro ci guardiamo “appunto Max”
“no, ma sono proprio dei sassolini, non è solo polvere!”
“max, i sassi di coca sono i migliori, vuol dire che la cocaina è più pura, si schiacciano e poi si usano”
“ah, questa cosa qui non la sapevo, quindi al limite sarebbe cocaina poco tagliata”
“non è cocaina”
“non scherziamo” interviene un altro “anche se non è droga bisogna capire come mai è confezionata proprio come se lo fosse”
Interviene un’altra “oddio non voglio neanche pensare che in una scuola media circoli certa roba!”
“già, ma se non ci si pensa prima poi potrebbe diventare pericoloso, meglio sapere subito anche perchè il mese scorso mi ha chiesto cosa fosse il crack”
“ma cosa mi dici? Tu devi parlare in tutti i modi con tua figlia ma mi raccomando, prendila per benino, cerca di informarti senza farti sentire allarmata altrimenti hai visto come fanno i ragazzini, si chiudono in se stessi e non dicono più niente”

“amore?”
“si mamma?”
“stamattina ho trovato un sacchetino con della polvere bianca sul tuo comodino”
Ride “e cosa hai creduto che fosse?”
“Lo chiedo a te, è confezionata come se fosse droga ma immagino che non lo sia”
Ride di gusto “e infatti è gesso, volevo fare uno scherzo ad Aurora, avevo in tasca uno dei guanti di plastica con cui raccolgo la cacca del cane quando lo porto fuori, ne ho tagliato un pezzetto, ho schiacciato un gesso e poi l’ho messo dentro e ci ho fatto un nodino, brava eh?”
“senti furbina, e come fai a sapere che la droga si confeziona così?”
“CSI, ti ricordi la puntata dei bambini che inghiottivano quei sacchettini di droga per passare la frontiera?”

Non lo ricordo ma ricordo la puntata di un bambino che uccide la madre con un compasso.

La star del prosciutto

Viscontessa, 3 Luglio 2008

Pensavo che non sia mai da dove ti arrivino le opportunità.
Il mondo è pieno di opportunità che non sempre sono visibili ad occhio nudo e talvolta purtroppo non lo sono neanche con l’occhio ben vestito ed elegante.
Così il tempo passa inesorabile senza che succeda mai niente, scavalchi tutto il giorno opportunità che non sai neanche di avere, te le perdi senza farne denuncia, le regali con generosità e ti lamenti continuamente della loro mancanza.
Poi magari un giorno sei in fila alla gastronomia del supermercato e nel momento in cui chiamano il tuo numerino tu rispondi sollevato “io” e mentre pensi all’etto di prosciutto che devi comparare non ti rendi conto che hai appena visto e riconosciuto e colto la tua opportunità.
Perché quello è il tuo momento, quello è il momento in cui tocca a te, l’attimo in cui la tua opportunità ti passa accanto e tu riesci a coglierla, l’istante in cui sei consapevole di ciò che ti sta per accadere ma purtroppo non del fatto che la consapevolezza è un’opportunità.
Opportunamente evito considerazioni in merito.

Morire in dieci facili steps

Viscontessa, 2 Luglio 2008

Step n. 1. Ricordati che devi morire ma lascia perdere Gandhi, quello vero, che se oggi avessi dovuto vivere come fosse stato l’ultimo giorno, mi sarei comprata un paio di sandali da 300 euro.

Step n. 2. Fa un caldo da morire, sentirlo ripetere centinaia di volte al giorno da chiunque non aiuta. Ricordarsi di non chiedere a nessuno “come stai?”

Step n. 3 Per pagare e morire c’è sempre tempo e anche per svuotare la lavastoviglie. Basta andare a mangiare fuori.

Step n.4 Se oggi è stato un giorno di merda non è detto che anche domani lo sia. Tuttavia ci sono ottime possibilità. La speranza è sempre l’ultima a morire.

Step n. 5 Russare sdraiati a pancia in su un lettino in piscina non è una bella cosa. Meglio fingere di leggere sdraiati di lato o a pancia in giù che così nessuno si accorge che il libro serve solo per ripararti dal sole. Morte di un commesso viaggiatore non è un testo adatto alla piscina.

Step n. 6 Se la lavatrice sembra morta meglio aprire il rubinetto dell’acqua prima di chiamare il tecnico. Lui vuole 40 euro anche se gira solo un rubinetto dell’acqua mentre ti guarda le gambe perchè ti sei scordata di indossare i pantaloni sotto alla maglietta.

Step n. 7 Se tua figlia ti chiede cos’è un orgasmo non è detto che portarla a vedere Irina Palm sia la scelta giusta per spiegarglielo. Quando ha urlato “mamma! Questo è un orgasmo!” sono morta di vergogna.

Step n. 8 Il fatto che abbia la sensazione che se oggi morissi di colpo nessuno se ne accorgerebbe, non è un buon motivo per farsi ammazzare davvero. Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni e affrontare da soli certe scelte. Se io morissi ci verresti al mio funerale?

Step n. 9 120 mila euro il costo degli addobbi floreali per il matrimonio di Briatore e della Gregoracci. Non è passato neanche un mese e i fiori son già tutti morti. Ricordarsi di andare dall’estetista più spesso che la roba buona si legge solo lì.

Step n. 10 La vita è un’esperienza meravigliosa. Chissà perchè lo dicono sempre coloro che non vivono affatto bene.