Ballano, bevono e lumano pupe
Viscontessa, 22 Giugno 2008Mi disturba tutta questa gente.
Musica, birra, sudore.
C’era un vecchio con l’alito che sapeva di aglio e un bambino che piangeva per tornare a casa.
Hanno parcheggiato le macchine ovunque. Una grossa Mercede chiude l’accesso al passaggio tra le transenne lungo il viale. Ci si passa appena con le braccia lungo i fianchi e una chiave in mano.
Con le grosse Mercedes si può. Anzi si deve.
Incontro tanta gente, sembrano divertirsi. Ballano, bevono, lumano le pupe.
La società non si è evoluta poi molto.
Ieri sera al supermercato, poco prima della chiusura, i carrelli erano pieni di bottiglie e patatine, noccioline, salatini. Qualcuno aveva una bottiglia di spumante e olive denocciolate, un altro tre bottiglie di vino rosso e salamini. Guardi i loro carrelli della spesa e capisci quale sarà il loro programma per la serata. La partita con gli amici, siamo adulti ma ancora molto trendy e“le olive dovresti prenderle con il nocciolo. Si può giocarci con la lingua” ma non dici niente e lasci che si domandi tutta la vita dove ha sbagliato.
In fila alla cassa ho tre ragazzi spagnoli davanti. Il loro carrello è pieno di Bacardi e Coca Cola. Si dividono la spesa pagando ciascuno poche decine di euro con la carta di credito. Dietro ho un capello tinto con ricrescita e monili da due lire appesi al collo. “c’è la fame nel mondo e la tintura equo solidale” ma non dice niente anche se il suo carrello parla per lei. Una riunione in casa del comitato. Pistacchi, succo di frutta, un paio di bottiglie di vino bianco e una di birra. Forse più tardi passa Mario. Un pacco di spaghetti e un sacchettino d’aglio.
Più in là un gruppo di ragazzini sta mettendo sul tapis roulant una confezione da dodici lattine di birra e dietro un vecchio con le mani nere e la barba lunga stringe al petto una confezione di vino in cartone. Oltre un’anziana signora tira fuori dal carrello un fiasco di Chianti e una confezione di ravioli. Viene Enrico a cena, sta facendo carriera, sapevo di avere un figlio più in gamba di quello di mia sorella che è poco più in là. Qualcosa per cena e una confezione di tre bottigliette di Bellini. Se vengono ospiti abbiamo qualcosa da offrirgli.
Passa una bionda che ondeggia su tacchi altissimi. Ogni passo è un passo di danza. Si girano tutti a guardarla.
Incontro tanta gente anche senza notte bianca. Sembrano divertirsi.
Ballano, bevono, lumano le pupe.
Non necessariamente nell’ordine.





23 Giugno 2008, 10:38
tutto bello niente caro, brava come sempre ma mi caschi sulla riga al macchinone… Gesto incivile, oltremodo irritante anche solo raccontato e figlio solamente di una gelosia classista stupida come poche. (e non ho un macchinone).
23 Giugno 2008, 10:46
Mi piacciono quelli on-off come te. L’umanità si divide in due categorie: quelli ricchi e quelli che invidiano i ricchi.
La semplicità è un po’ noioso ma estremamente rassicurante.
23 Giugno 2008, 10:58
Viss, concordo con luigi: rigare i macchinoni con le chiavi è “out”…
Viss, prendi un tappo a corona, infilaci un chiodo dalla parte scritta del tappo, poi prendi un altro tappo a corona e lo infili (stavolta dalla parte interna del tappo) sempre al solito chiodo.
Così facendo, ti procuri un aggeggino spiritoso e puoi giocherellarci tutta una sera senza farti alcun livido sul palmo della mano.
p.s. tutti hanno una ruota di scorta. Ma una sola.
23 Giugno 2008, 11:00
Poi, se non sai mai cosa regalare a Natale, potresti farne per le tue amiche.
E’ da persone “in” avere un optional del genere sempre in borsa.
23 Giugno 2008, 11:06
Ferma il treno, te mi schernisci ma, bada bene: io sono onesto da ammettere che invidio i ricchi; da qui a fare spregini stupidi il passo sarà anche breve per molti ma non per me. E amici come prima.
9 Luglio 2008, 18:20
ma io invece concordo sul rigare, ma non solo le macchinone. Magari solo l’istinto di pensarlo, poi non lo si fa, ma l’istinto c’è. L’arroganza è interclasista e interclassista la risposta.E poi chi dice che è invidia classista ha un concetto un po’ vecchio della società. Come a dire che i ricchi sono anche arroganti. No, non è vero. In effetti frequento le borgate, essenvoci natìo me, indove le maghinone o i SUv la fanno da padrona,e l’arroganza da ignoranza domina e vuole dominare. Semmai sono i ricchi che si stanno “imborgatando” come dice il più grande scrittore italiano degli ultimi decenni (Walter Siti. NEi quartieri alti colti e fighetti (dove pure ci stanno i macchinones) almeno si comincia a far strada - è il caso di dirlo - pure una minoranza sostenibile biciclettata e no-more-car.
10 Luglio 2008, 11:27
a chi lo dici…
(no-MAI-car)