Piccioni e cornacchie

Viscontessa, 17 giugno 2008

Leggevo ieri che anche a Milano è cominciata la guerra ai piccioni. Multe salatissime per chi venderà il mangime per questi pennuti ma anche per gli amministratori di condominio che non faranno una corretta manutenzione agli stabili.
Dopo i rom, gli zingari, i rumeni e gli extra comunitari in genere, ora tocca ai piccioni accollarsi parte della responsabilità del degrado delle nostre città e già immagino che qui da noi Firenze, per affrontare il problema, si stia studiando qualche forma di lotta molto più raffinata di quelle messe in pratica da altre amministrazioni comunali. Perchè a noi, tutto sommato, ci piace l’originalità dell’iniziativa più che l’iniziativa stessa e se per combattere l’accattonaggio ci siamo inventati prima il divieto dei lavavetri ai semafori e poi quello dell’accattonaggio sdraiati, non vedo perchè ai piccioni non debba essere riservata qualche forma di divieto che vada ben oltre la dieta forzata o l’impossibilità di trovare un alloggio adeguato.
Certo non si può pensare di vietare ai piccioni di defecare in volo né costringerli ad occuparsi della loro igiene personale obbligandoli ad un bagnetto quotidiano in Arno, ma per esempio mi è capitato una volta di vedere su un terrazzo un grosso pupazzo a forma di cornacchia che nelle intenzioni di colui che lo aveva messo lì, doveva proprio scoraggiare i piccioni dalla frequentazione del suo balcone. Il pupazzo, a dire il vero, aveva un aspetto piuttosto inquietante non foss’altro che per le dimensioni davvero ragguardevoli, ma ridimensionandolo nella forma e nell’aspetto forse si potrebbe adottane l’idea certi che, comunque vadano le cose, saremo riusciti ancora una volta a distinguerci dalla massa. Per amor del vero va detto che l’idea non è proprio originalissima, in alcuni paesi del nord Europa, per esempio, sono già state adottate sagome di uomini e donna in divisa che dovrebbero trarre in inganno gli automobilisti indisciplinati, ma che io sappia un Battistero popolato di sagome di cornacchie sarebbe una novità assoluta degna quasi di competere con quella di spostare il Davide dall’Accademia.
D’altra parte, e in quest’epoca di cambiamenti non possiamo più esimerci dal farlo, dobbiamo ammettere che a noi a Firenze non ci piacciono affatto i cambiamenti ma non sappiamo resistere alla tentazione di proporne sempre di originalissimi tanto perchè si sappia nel mondo che noi siamo “diversi” per principio.

Pubblicato sul Il Firenze



Un commento a “Piccioni e cornacchie”

  1. Bancona Says:

    è stupendo!

    grazie per rendere partecipi chi – come me – non potrebbe altrimenti leggere queste tue chicche (non chicchi! puntualizzo caso mai qualche piccione passasse di qui)

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