Al bar sotto casa

Viscontessa, 21 Maggio 2008

“oh meno male che sei arrivata! Vuoi provare a spiegarglielo tu?”
Francesca è appoggiata al bancone di fronte ad un Aperol liscio con gli occhi gonfi di lacrime.
Una ragazza di colore sfoglia svogliatamente un quotidiano mentre un’altra seduta ad un tavolino sta mangiando un panino.
“che succede?”
“dice che il padrone di casa vuole buttarla fuori ” mi porge un pacchetto di sigarette e con lo sguardo mi indica il bicchiere di Francesca.
“ma è una cosa seria?”
“si e no, se la smettesse di piangere e di bere…. ci provi tu?” Veramente avrei un po’ fretta ma mentre formulo questo pensiero anche la ragazza con il panino e quella di colore mi rivolgono uno sguardo implorante poi il brevissimo attimo di silenzio viene squarciato da un singhiozzo.

Francesca avrà sessant’anni o forse venti, porta due codine bionde ai lati del capo e parla con un pesante accento francese.
“allora, cosa succede? Cosa vuol dire che il padrone di casa ti vuol buttare fuori?”
“sono senza acqua da due anni, mi ha mandato gli operai che nel condominio gli hanno fatto causa e ora dice che mi butta fuori dopo venticinque anni che vivo lì.”
“ma non c’è quella cosa dell’usucapione?”
Ad intervenire è Rossella la proprietaria del bar, piccola, mingherlina e con un pesante accento siciliano.
“Ma c’è un contratto?”
“No” singhiozza Francesca “per questo ho paura che lui mi butti fuori”
“Guarda che se tu paghi un affitto al nero da 25 anni, il problema non è tuo ma del tuo padrone di casa”
“ecco vedi?!?! te lo avevo detto”
“Rossella per favore non ti ci mettere anche tu che due mesi fa ci ho messo una settimana a convincerti che con un regolare contratto di affitto nessuno poteva buttarti fuori!”
“ah ma ho risolto sai! Gli ho detto a quella del piano di sotto che io non me ne vado e che se il mio cane gli da noia se ne vada lei. E lo sai lei cosa mi ha risposto?”
“ehm no, ma non è che stiamo divagando?”
Francesca ricomincia a piangere “i miei gatti! I miei poveri gatti!”
“beh mi ha risposto che quella è casa sua e lei non se ne va!”
“e tu?” a parlare è la ragazza di colore con i pantaloni a vita bassa, la fascia in testa e una cascata di piercing.
“ma lo sai che sono due anni che sono senza acqua! Quello stronzo mi ha detto che sono sempre al bar! Certo che sono sempre al bar, è l’unico posto dove posso venire in bagno!”
“gli ho risposto che anche quella è casa mia e io e il mio cane non ce ne andiamo!”
“oggi ho fatto popò nel giardino accanto! Ti rendi conto?” .
“oddio! La fate finita tutte quante? Allora ricapitoliamo. Tu adesso la smetti di bere e torni a casa tua, la prossima volta che il padrone di casa pretende di entrare tu gli dici che chiami i carabinieri perchè lui non ha il diritto di entrare”
“e se la mandassimo all’unione dei piccoli inquilini?” la ragazza con il panino ha finito di mangiare
“i carabinieri? Così mi buttano fuori” e giù lacrime.
“io a quello stronzo gli direi che è uno stronzo”
“io invece gli direi che è casa mia e non me ne vado”
“secondo me bisognerebbe che si rivolgesse a qualche associazione”

“Basta! Voglio dire tu smettila di piangere e te falla finita di dargli da bere e anche voi, cazzo, non mettetegli strane idee in testa che già mi pare abbastanza confusa”.
Silenzio.
“e poi devo andare che ho lasciato la bambina a casa da sola”
“beh certo, vai pure tu che una casa ce l’hai”
“fino al 2009”
“in che senso?”
“sfratto esecutivo”
“cazzo!”
“che paese di merda”
“merde”

La ragazza di colore torna a sfogliare il giornale, l’altra raccoglie le briciole dal tavolo, Francesca ordina un altro Aperol e Rossella finalmente mi da il resto delle sigarette.
“buona serata, ci si vede ragazze”



Un commento a “Al bar sotto casa”

  1. Bleek Says:

    Col mio padrone di casa ho risolto amichevolmente…
    Lui non rompe se non pago ed io in cambio non gli brucio la villa nuova…
    Non scherzo…

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