Tutti gli animali sono uguali ma i maiali sono più uguali degli altri
Viscontessa, 4 Maggio 2008- salve, volevo un etto di prosciutto crudo
- come lo vuole?
- Direi a fette
- si, ma quale vuole, le va bene questo?
- Mah, così ad occhio non mi piace tanto
- ma guardi che è San Daniele!
- E quindi?
- E’ un prosciutto crudo italiano garantito
- E quindi?
- Quindi significa che proviene da allevamenti italiani di maiali italiani
- E quindi?
- Quindi, per esempio quello che ha scelto lei, chi lo sa da dove viene?
- Scusi, proverrà comunque dalla Comunità Economica Europea
- Beh certo, però potrebbero essere maiali allevati in Francia o in Olanda
- E qual’è la differenza? Le norme di sicurezza sono le medesime
- Beh ma lo sa che i maiali allevati per il San Daniele sono certificati?
- Saranno contenti
- Chi?
- I maiali
- I maiali non lo so ma gli allevatori non di certo perchè il costo di mantenimento di questi maiali è superiore al rendimento
- E allora perchè li allevano?
- Ma come perchè? Per offrire ai consumatori un prodotto di qualità
- Perchè l’altro prodotto non è di qualità?
- Si certo, ma è diverso, il San Daniele è migliore
- Migliore in cosa?
- In qualità
- Sapore? Valore nutrizionale? Confezione? Che significa qualità?
- Significa che questi maiali sono allevati secondo alcuni standard che rendono le loro carni adatte a diventare un prosciutto di qualità
- Si vabbè, se è una questione di sapore le garantisco che a me piace anche quello lì, e quello accanto com’è?
- E’ sempre prosciutto italiano
- Ma non è San Daniele, dico bene?
- Beh no, i maiali provengono dagli stessi allevamenti dove allevano i maiali per il San Daniele ma questo prosciutto non è San Daniele
- E cos’è allora?
- Praticamente un San Daniele non garantito
- E che significa?
- Significa che i maiali usati per questo prosciutto non sono certificati
- ma sono gli stessi maiali dello stesso allevamento
- si
- E quindi verranno allevati come gli altri
- Questo non lo so
- Cioè mi vuol dire che nell’allevamento fanno un maiale si e uno no?
- Non lo so, dovrebbe chiedere a loro che sono in sciopero
- Ma chi i maiali?
- Ma no gli allevatori!
- E che significa?
- Significa che gli allevatori non consegnano più insieme ai maiali le certificazioni di qualità che consentono la commercializzazione della salumeria a marchio d’origine.
- Ah ecco e in sostanza che significa?
- Significa che i consumatori potrebbero non avere più la certezza del made in italy del prosciutto che mangiano.
- Mi scusi, ma con tutti gli stracazzo di problemi che abbiamo, ma le pare che può essere un problema dei consumatori anche il garantire agli allevatori un guadagno?
- Ma che c’entra! Tutelare il made in italy è un dovere di tutti
- E lo dice a me? Lo dica agli imprenditori italiani che spostano la produzione in Cina!
- Infatti bisognerebbe comprare solo prodotti made in italy
- Guardi, noi vediamo il problema da due punti di vista diversi. A me interessano i lavoratori che restano a piedi perchè si spostano le lavorazioni all’estero ma degli imprenditori francamente non me ne frega niente.
- Appunto! Per questo deve acquistare un prosciutto fatto con maiali italiani, altrimenti le nostre aziende chiudono.
- E i maiali restano senza lavoro?





5 Maggio 2008, 0:27
spero di non trovarti mai davanti a me, nella coda al salumiere.
5 Maggio 2008, 13:01
Porrona: salame di cinghiale € 3,00
Castellina in Chianti: salame di cinghiale € 10,00
Se uno vuole il San Daniele, che se lo compri. Io prendo quello che costa meno.
Di tutto.
Anche se è fatto in Cina.
Per questo motivo non capisco come si faccia ad essere ecologisti, pro-bio, noglobal e boikottatori.
Io non me lo posso permettere.
5 Maggio 2008, 14:40
Io sono ecologista, pro-bio, noglobal e boikottatore e anche altre cose trerribili.
Eppure spesso faccio acquisti in modo molto simile.
O meglio: scelgo a volte prezzi più alti solo se ho ragionevole sicurezza che la cosa valga davvero. E le favole sul Made in Italy sono in gran parte favole, appunto. Spesso è roba fatta da lavoratori schiavi, con schifezze ma venduta a caro prezzo solo per l’ingrasso di bottegai col pollice sulla bilancia e importatori (o “imprenditori”) truffaldini.
5 Maggio 2008, 17:32
appunto, è soprattutto speculazione.
del resto… perché i prodotti di agricoltura biologica devono costare di più?
usano meno prodotti (insetticidi, pesticidi, checcazzocidi, ecc.), dovrebbero costare di meno!
… spesso si giustifica questa cosa col fatto che “producono di meno”.
e allora?! cazzi loro!
io continuo a prendere la roba che costa meno.
questo è il libero mercato, e io in questo credo.
poi, sul fatto dell’etica… tutt’altro paio di maniche.
[ci tengo a sottolinearlo, prima che mi piovano addosso "vaffanculo"]
5 Maggio 2008, 18:18
ma io lo stesso cerco un compromesso prezzo , qualità anche se spesso con la storia del biologico ci marciano, così pure con il made in Italy.
Fino a che vivevo con i miei non avevo il problema della verdure e neanche del prosciutto visto che li produceva mio papà.
Un saluto Fra
5 Maggio 2008, 19:27
Per mangiare biologico ci vogliono soldi e tempo. Se poi oltre al biologico si vuol anche mangiare roba di qualità, ci vogliono soldi, tempo e soprattutto molto studio tanto per capire dove sono i tranelli.
5 Maggio 2008, 21:42
Eccellente.
Meno male sono vegetariano, però… a pensarlo bene, la stessa cosa potrebbe essere per un pomodoro… cinese, italiano, africano? Mah! avrà il bollino blu?
Buona serata.
Rino, scherzando
5 Maggio 2008, 23:35
Tu sei una sporca qualunquista.
Eppure ti ci ho pure portato una volta a visitare un salumificio dove ti spiegarono che per fare un certo tipo di mortadella usavano solo un certo tipo di maiali.
Ti ricordi? “Solo maiali maschi” ti dissero
E tu di rimando: “L’ho sempre detto che a essere maiale ci si guadagna”.
E io mi sarei sepolto vivo.
6 Maggio 2008, 10:05
beh, così almeno non ti avrebbero usato per fare salami…
6 Maggio 2008, 19:10
Palle, se guardi dietro l’orecchio sx del maiale ci trovi la targhetta made in china.
Quella è garanzia di qualità…